Antonio Maria Sicari su Pier Giorgio Frassati - Come Pier Giorgio si è immerso nella vita cristiana
La famiglia trasmise a Pier Giorgio soprattutto un sistema di regole e di doveri, il che non è certo un male, ma può essere un po' triste. Sistema che attraverso la madre si ricollegava a una comprensione genericamente cristiana della vita, mentre attraverso il padre si riallacciava a una bontà naturale, priva però di fede. Pier Giorgio assorbì la vita cristiana immergendosi spontaneamente e per scelta personale nelle acque vive della Chiesa, che allora gli offriva, e si sentì parte, membro attivo, tralcio attaccato alla vite che è Cristo, come dice il Vangelo, in cui scorre sempre buona linfa. Si resterebbe sorpresi nell'elencare tutte le associazioni a cui Pier Giorgio volle iscriversi, spesso contro il parere dei suoi familiari, partecipandovi poi attivamente, assumendovi responsabilità. I nomi di queste associazioni oggi possono sembrarci desueti e pietistici, ma non devono farci dimenticare che allora essi indicavano i nuclei vivi di una Chiesa in fermento: Apostolato della Preghiera, Lega Eucaristica, Giovani Adoratori Universitari, con l'impegno dell'adorazione notturna ogni secondo sabato del mese, Azione Cattolica, Federazione degli Universitari Cattolici, Congregazione Mariana, Terzo Ordine Domenicano. E queste sono soltanto alcune delle appartenenze ecclesiali attraverso le quali Pier Giorgio Frassati si educò soprattutto alla preghiera, cioè a possedere un cuore cristiano. Una memoria, un desiderio, una mendicanza assoluta del suo essere. Potremmo dedicarci a descrivere le pratiche e gli impegni che quelle associazioni comportavano, ma l'aspetto più importante è osservare che la sua persona non si perdeva né si frantumava in mille piccoli pezzi o in mille piccole devozioncelle, ma si strutturava integralmente in modo da non lasciare spazi o vuoti o deboli o meschini.

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