"Gli avvenimenti successi in questi giorni, circa la Curia e i miei collaboratori, hanno recato tristezza nel mio cuore, ma non si è mai offuscata la ferma certezza che, nonostante la debolezza dell'uomo, le difficoltà e le prove, la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo e il Signore mai le farà mancare il suo aiuto per sostenerla nel suo cammino. Si sono moltiplicate, tuttavia, illazioni, amplificate da alcuni mezzi di comunicazione, del tutto gratuite e che sono andate ben oltre i fatti, offrendo un'immagine della Santa Sede che non risponde alla realtà. Desidero, per questo, rinnovare la mia fiducia e il mio incoraggiamento ai miei più stretti collaboratori e a tutti coloro che, quotidianamente, con fedeltà, spirito di sacrificio e nel silenzio, mi aiutano nell'adempimento del mio Ministero".
mercoledì, maggio 30, 2012
Dal Sussidiario, il nostro Paolo Gulisano e la Scozia
lunedì, maggio 28, 2012
sabato, maggio 26, 2012
26 Maggio 1912: il primo peschereccio a motore d'Italia? Dove? Chi?
Mons. Francesco Sciocchetti!
Evviva! Uno dei nostri!
Cento anni fa.
Grazie, Gesù!
martedì, maggio 22, 2012
La bella rassegna stampa curata dal nostro Andrea Bartelloni
Contraccettivi gratuiti? I cattolici non ci stanno e denunciano Obama
Le parole di Benedetto XVI al pranzo in occasione del compleanno e dell'elezione a Sommo Pontefice, 21 Maggio 2012
sabato, maggio 19, 2012
"Validità di martirio" del Seminarista Rolando Rivi (di soli 14 anni)
venerdì, maggio 18, 2012
Il coro del beato Pier Giorgio Frassati e la corale Laudate dominum
ecco alcune immagini del primo appuntamento del concerto di Maggio. Per chi non c'è stato può recuperare venendo sabato ore 17 alla Chiesa di Cristo Re.
Dal prof. Carlo Bellieni
Se un bambino nel pancione già "ascolta" la sua mamma
May 17th, 2012
Carlo Bellieni
Il feto già riconosce la voce della madre quando ancora è nel pancione. Questo è quanto mostra uno studio francese – il primo autore è Renaud Jardri -pubblicato sulla rivista International Journal of Developmental Neurosciences di aprile. Questa capacità è stata mostrata con l'uso di raffinate tecniche di risonanza materna, che registrano l'attivazione della corteccia cerebrale temporale già dalla trentesima settimana di gestazione. E uno studio canadese fatto al Kingston General Hospital mostra che il battito del cuore si accelera nel feto quando sente la voce della mamma. Cosa impara da questi studi chi accetta di non avere pregiudizi? In primo luogo che la scienza è un'apertura alla bellezza: cosa c'è di più bello di vedere uno spettacolo normalmente nascosto come quello della vita prenatale, per millenni restato nel mistero del buio uterino? Il secondo punto è la chiarezza che il feto è davvero un bambino, e che reagisce, ricorda, impara proprio come un bambino già nato. Dentro l'utero c'è un universo in rapido sviluppo: è il mondo della nostra vita prenatale, come ricordava a suo tempo anche Pier Paolo Pasolini, che ricordava alla sinistra come si era allontanata dal sentire del popolo per seguire le sirene di un egoistico individualismo. Il feto in sviluppo sente le voci, i sapori, gli odori, e anche il dolore se disgraziatamente gliene facciamo. Proprio per questo si è sviluppata anche l'arte di somministrare analgesici al feto durante gli interventi chirurgici che può subire prima di nascere. Già, perché il feto può anche essere curato chirurgicamente, in un paradossale susseguirsi di stati: dalla vita fetale a quella all'aria aperta seppur attaccato al cordone ombelicale quando si opera, e poi ancora vita fetale, fino alla nascita naturale. Chi suppone che la vita inizi alla nascita ha il suo bel daffare per giustificare questo paradosso di una non-vita che diventa vita, poi torna non vita e poi ancora vita… Proprio come accade per il feto di canguro che esce dall'utero e nasce, ma poi torna a passare la seconda parte della sua vita fetale nel marsupio, fino alla seconda nascita. Paradossi che ci fanno riflettere: la nascita non cambia proprio niente nello stato morale e davvero poco nello stato fisico di un individuo, perché la vita è un continuum sin dal concepimento, e perché solo una grossolana disattenzione ci fa pensare che la vita fetale sia una vita "in sospeso", o "in un lungo sonno", mentre è piena di sensazioni, utili sia a modella re il sistema nervoso sia a preparare alla vita all'aria aperta. Proprio per questo esistono addirittura dei corsi di educazione prenatale, che aiutano le mamme a prendere coscienza di questa evidenza e soprattutto a sfruttarla positivamente, entrando in contatto col loro bambino prima della nascita tramite il canto, il massaggio attraverso il pancione e alla capacità di sentire i movimenti di risposta del feto. Che consolazione per tante donne scoprire di avere in sé questa compagnia, forse una delle poche persone (è una personcina!) che ti amano non per come sei ma semplicemente perché ci sei! Come ho detto in arie occasioni, è proprio il caso di cancellare la parola "feto" dal nostro vocabolario, perché è un termine stigmatizzante quel livello del nostro sviluppo che si vuole tener distinti dagli altri perché non gli viene riconosciuto pari diritti rispetto agli adulti. La parola "feto" originariamente significava "cucciolo" tanto che viene da una radice sanscrita che significava "succhiare". Poi nel tempo, soprattutto negli ultimi 50 anni si è diviso drasticamente il prima-della-nascita dal dopo. Sarebbe bello se l'utero fosse trasparente, ma con le ecografie e con la scienza in pratica lo è diventato: che guaio per chi sostiene che il feto non è "qualcuno" ma è "qualcosa"!
mercoledì, maggio 16, 2012
La Gazzetta su Gino Bartali, ancora una volta grandissimo ed inarrivabile. Gino ancora una volta alla Festa di Pier Giorgio Frassati 2012
Annalisa Teggi - Tremende Bazzeccole -Intransigente discorso chestertoniano sul suicidio. «Occorre amare ciò che si biasima»
Dobbiamo diventare talmente interessati alla vita, da essere capaci di dare giudizi disinteressati. Così il signor Chesterton introduce una riflessione sul suicidio in un capitolo di Ortodossia intitolato "La bandiera del mondo". Lui, che era uomo dolce e ironico, capace di giochi di parole sensatissimi (anche quando sembravano solo bazzecole), nel parlare del suicidio è duro e freddo come la lama di una spada: «Il suicidio non solo è un peccato, ma è il peccato. È il male supremo e assoluto, il rifiuto di qualsiasi interesse per l'esistenza, il rifiuto di prestare il giuramento di fedeltà alla vita. L'uomo che uccide un uomo, uccide un uomo. L'uomo che uccide se stesso, uccide gli uomini: annienta il mondo. Il suo gesto è peggiore (dal punto di vista simbolico) di qualsiasi stupro o attentato dinamitardo. Perché distrugge tutti gli edifici e offende tutte le donne. Il ladro è appagato dai diamanti, il suicida non lo è: questo è il suo crimine. Non si lascia nemmeno corrompere dalle pietre sfolgoranti della Città Celeste. Il ladro esalta gli oggetti che ruba, e pure il loro proprietario. Ma il suicida insulta tutto ciò che esiste al mondo non rubandolo. Rifiutando di vivere per amore di un fiore, guasta tutti i fiori. In tutto l'universo non c'è una sola creatura minuscola per la quale la sua morte non sia una beffa».
Spesso alla Chiesa è stato imputata la colpa di essere intransigente nei confronti di questo peccato, come intransigenti sono queste parole. Ma occorre chiedersi cosa ci stiamo guadagnando dall'essere meno intransigenti; cosa ci stiamo guadagnando dalla compassione svincolata dall'idea che la vita è sacra – in ogni caso, senza compromessi di sorta. Siamo capaci di con-patire abbastanza uno sconosciuto (eppure così simile a noi) che si è suicidato da dire ad alta voce che ha sbagliato? Il passo della compassione è facile, perché è umanamente comprensibile; ma il passo dell'intransigenza, proprio perché è difficile, è un passo di amore più incondizionato. Il compromesso per cui la vita è un misto di bene e male, da accettare con dignitosa soddisfazione e dignitosa pazienza è l'illusorio pregiudizio che il signor Chesterton riteneva sommamente erroneo.
Non possiamo semplicemente compatire un uomo, senza voler combattere fino all'ultimo respiro per il suo bene. Da intransigenti. E la risposta non è – in prima istanza – che lo Stato istituisca degli sportelli a cui si possa rivolgere chiunque, operaio o imprenditore che sia, si trovi in situazioni economiche disperate.
Per problemi così drammatici e urgenti non occorrono – in prima istanza – soluzioni pratiche. È il momento in cui a sirene spiegate si deve gridare un solido ideale umano. Dunque, è vero che un uomo si trova ad appartenere a questo mondo, prima di potersi domandare se sia bello appartenervi o no. E poi entra nella giostra degli eventi; ma non è neutrale, perché, in qualche modo, non sente il mondo semplicemente come qualcosa di estraneo, infatti ne fa la sua casa. In molti modi, non solo materiali. Il mondo diventa Pimlico.
Pimlico è un quartiere di Londra che nel periodo storico in cui visse Chesterton attraversava un momento di degrado e declino. Chiamiamolo Scampia; anzi no, chiamiamolo col nome del quartiere in cui viviamo – che sia o meno degradato. Pimlico è la nostra condizione politica di abitanti del mondo; il nostro esserci, in un contesto urbano preciso e definito. Pimlico ci piace – perché ci viviamo, ma in molti casi Pimlico non va bene così com'è. E c'è chi condanna Pimlico, e vorrebbe fuggire e trasferirsi altrove. E c'è chi vorrebbe cambiarlo, passandoci sopra una bella mano di bianco così che non sia più riconoscibile. E in entrambi i casi Pimlico scompare. L'unica via d'uscita, afferma Chesterton, sembra quella di affezionarsi a Pimlico. «Forse l'esempio più frequente riguardo a tale punto è quello delle donne. Le stesse donne che sono pronte a difendere i loro uomini nelle cose piccole e grandi sono quasi morbosamente lucide circa la fragilità delle loro scuse o la grossolanità delle loro menti. Un amico, per quanto affezionato all'uomo, lo lascia così com'è; la moglie invece lo ama, e cerca di cambiarlo».
La cosa urgente da fare è gridare a sirene spiegate la nostra affezione e fedeltà alla vita. È una premessa tutt'altro che teorica; perché le cose che sembrano più ovvie sono proprio quelle che dobbiamo ricordarci più spesso. Non basta semplicemente amare la vita. Oppure, non serve semplicemente biasimare la vita. La contraddizione del vivere richiede una proposta umana altrettanto contraddittoria: occorre amare ciò che si biasima. «La mia accettazione dell'universo – afferma Chesterton riferendosi a Pimlico – non è ottimista, è qualcosa che assomiglia di più al patriottismo. È questione di fedeltà primaria. Il mondo non è una pensione di Brighton, da cui vogliamo andarcene perché è troppo deprimente. È la fortezza della nostra famiglia, con la bandiera che sventola sulla torre, e più è miserabile meno la abbandoniamo».
martedì, maggio 15, 2012
Visita ad un caro vecchio amico, il Piantone di Nardò...
Un vecchio amico della Scuola Chesterton e delle nostre famiglie!
lunedì, maggio 14, 2012
E' uscito questo splendido libro...
sabato, maggio 12, 2012
CONCERTO DI MAGGIO
il Coro del beato Pier Giorgio Frassati con la Corale Laudate Dominum ha organizzato due splendide occasioni dove sarà possibile ascoltare magnifici canti dedicati alla Madonna.
- Venerdì 18 Maggio ore 21:45 - Chiesta di Sant'Agostino (Grottammare)
- Sabato 19 Maggio ore 17:00 - Chiesta di Cristo Re (Porto d'Ascoli)
NON MANCATE!

Il discorso di ringraziamento di Benedetto XVI per il concerto in suo onore,, 11/05/12 21:16
Raffaella BlogPapa (@raffaellablog)11/05/12 21:16 DISCORSO DEL PAPA AL TERMINE DEL CONCERTO IN SUO ONORE magisterobenedettoxvi.blogspot.com/2012/05/il-pap… |
venerdì, maggio 11, 2012
Pier Giorgio Frassati - Il blog della Compagnia dei Tipi Loschi
SII SEMPRE INFORMATO!
info@tipiloschi.com
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maggio
(24)
L'ha detto Pier Giorgio - 31
- 31 - il telegramma ed era già sufficiente per la mia festa
- 30 - Bisogna far molti sacrifici per giungere sicuri alla meta
- 29 - Cara mamma
- 28 - Pier Giorgio e la famiglia
- 27 - Pregherò anche per te, e tu prega molto per me...
- 26 - la fede e la speranza cessano con la nostra morte
- 25 - Noi cattolici e specialmente noi studenti abbiamo un grave dovere da compiere: la formazione di noi stessi
- 24 - Lettera ad un amico
- 23 - Godimento spirituale nella lettura di San Paolo
- 22 - "Forse era uno che ne aveva piu bisogno di me"
- 21 - La bocciatura di Pier Giorgio
- 20 - Desiderio di sole, di salire su, in alto, di andare a trovare Dio in vetta
- 19 - Bisogna uccidere il germe
- 18 - Preghiera, organizzazione e sacrificio
- 17 - Meglio soli ma con la coscienza pulita
- 16 - La gioia di rivedere i miei e i miei amici
- 15 - Confidiamo nella provvidenza divina e nella sua misericordia.
- 14- Pregare molto Dio che ridoni agli uomini la vera pace
- 13 - Dobbiamo sempre conservare la speranza
- 12 - "Perché dovrei essere triste?".
- 11 - "Evviva il Papa, evviva!".
- 10 - Non sprechiamo i più begli anni della nostra vita
- 9 - Il suo avvenire
- 8 - "Morto?..."
- 7 - L'affetto degli amici.
- 6 - Non sciupare gli anni più belli della nostra vita e combattere.
- 5 - Pier Giorgio, il tempo e Sant'Agostino.
- 4 - "...mi innamoro perdutamente della montagna".
- 3 - La montagna come la primavera non annoia mai.
- 2 - La Fede datami nel Battesimo
- 1 - Solo la morte può farmi cessare.
Pier Giorgio vivo - 33
- 33 - ...cristianesimo, che evidentemente non conoscevo, perchè non lo vivevo...
- 32 - Perfetta correttezza morale
- 31 - "...misurava le proprie azioni dalla loro intrinseca moralità..."
- 30 - Aveva imparato, per teoria e per pratica, a distinguere fra compagni e amici...
- 29 - Pier Giorgio e l'amore per gli altri
- 28 - ...mormorava le sue preghiere alla Vergine con timore filiale
- 27- ...Si addormentava pregando
- 26 - Era il primo a fare la Comunione
- 25 - Allontanare, almeno per un giorno, quei giovani amici dagli eventuali pericoli morali
- 24 - ...suscitare nell'anima il desiderio...
- 23-Pier Giorgio portava nella compagnia il dolce lume della gioia
- 22 - Mi raccomando agli amici e specialmente alle preghiere
- 21 - Pier Giorgio e l'ordine francescano
- 20 - Le creature sincere e semplici sono tutte così...
- 19 - Pier Giorgio e la passione per le montagne
- 18 - Per chi è puro, tutto è puro; per chi è impuro, niente è puro
- 17 - Ai miei figli mi preoccuperò di dare...un'istruzione completa ed un'educazione cristiana
- 16 - Eucarestia punto di riferimento
- 15 - Amante di ogni sport
- 14 - Mamma, vieni a vedere che bel cielo!
- 13 - Il segno della croce
- 12 - Pier Giorgio era sempre là dove occorreva essere
- 11 - Non aveva paura di niente, nemmeno della paura.
- 10 - Il contrario del tipo bigotto.
- 9 - Pregava con semplicità.
- 8 - Vitalità irrompetente ed espressiva
- 7 - Pier Giorgio entusiasta nella preghiera.
- 6 - Non faceva mistero delle sue convinzioni religiose
- 5 - Pier Giorgio e i rosari.
- 4 - Una personalità vera abbraccia tutta la realtà.
- 3 - Aria franca e coraggiosa, fede prorompente.
- 2 - Pier Giorgio ventata di vita.
- 1 - Vicino ai bambini veneti sfollati
































Raffaella BlogPapa (