San Giovanni Paolo II su San Pier Giorgio Frassati - Sembra che ai suoi studenti il futuro Papa avesse presentato l'esempio di Pier Giorgio



Pier Giorgio - Card. Karol Wojtyła - Chiesa in Polonia

Sembra che ai suoi studenti il futuro Papa avesse presentato l'esempio di Pier Giorgio. Uno dei suoi amici più stretti, Jerzy Ciesielski, conosceva molto bene Frassati. A tal proposito, la sua amica Maria Władyczanka ha scritto una testimonianza sul fatto che Pier Giorgio era veramente un esempio, un vero ideale da seguire per Jerzy Ciesielski³. Può darsi che don Karol Wojtyła, con il quale aveva collaborato dal 1952, lo avesse fatto innamorare dell'“uomo delle otto beatitudini”.

Il gruppo degli studenti che era solito sciare insieme a don Karol si chiamava “środowisko” cioè “l'ambiente”. In questo “ambiente” si cresceva nella fede e nell'amore del prossimo, si dibattevano vari temi e si affrontavano insieme le difficoltà della vita. Così come nel “środowisko-Tipi Loschi” di Pier Giorgio.

Questo tipo di formazione, che riguardava anche l'attività pastorale, fu profetico e di estrema importanza in Polonia. Perché? Per rispondere a questa domanda bisogna analizzare le circostanze nelle quali crebbe il giovane Karol Wojtyła. Dopo la seconda guerra mondiale, che portò alla sconfitta dei nazisti, arrivarono al loro posto i comunisti e la Chiesa subì molte persecuzioni. Il Primate della Polonia, il Cardinale Stefan Wyszyński, rimase per tre anni in prigione. Il governo comunista voleva rinchiudere per forza la fede e i cattolici all'interno delle sole mura delle chiese.

Durante le persecuzioni la gente si chiuse in se stessa, non avendo fiducia quasi in nessuno. I comunisti impedivano qualsiasi iniziativa fuori dalle mura delle chiese, poiché all'interno non potevano intervenire. Se una qualsiasi persona avesse tentato di portare avanti forme di evangelizzazione verso l'esterno, avrebbe potuto anche finire in prigione. Erano gli anni '45, '50, '60. Don Karol Wojtyła non aveva paura! Anzi portava “środowisko” e i suoi “Tipi Loschi” in montagna, sui laghi e in altri luoghi. Lo chiamavano “wujek” cioè “zio”, perché in realtà erano come una famiglia. Quando arrivò la nomina a vescovo, “wujek” Karol era con i suoi studenti sui laghi, dove stavano facendo canottaggio.

Questo atteggiamento del futuro arcivescovo di Cracovia fu molto importante per lo sviluppo del provvidenziale movimento chiamato “Oasi”, fondato da don Franciszek Blachnicki. Ci troviamo al tempo del comunismo in Polonia, in modo particolare alla fine degli anni '60. Il movimento “Oasi” raggruppava i giovani per quindici giorni, li portava in montagna e sui laghi a fare gli esercizi spirituali. L'iniziativa di questo movimento suscitò le ire dei comunisti, ma il Cardinale Wojtyła era loro difensore e la parola del Cardinale di Cracovia aveva sempre il suo peso. Perfino i tedeschi durante la seconda guerra mondiale avevano mantenuto un certo rispetto nei confronti dell'arcivescovo di Cracovia, preoccupandosi di non infierire su una personalità di così grande rilievo. I comunisti assunsero lo stesso atteggiamento, prendendo la giusta cautela nei confronti di una figura così importante nella Chiesa in Polonia.

D'altronde questo nuovo tipo di attività pastorale incontrò incomprensioni anche all'interno della Chiesa stessa. L'Arcivescovo Wojtyła era però convinto che questa era la strada da seguire e difendeva il movimento “Oasi” dagli attacchi provenienti sia dall'esterno sia dall'interno della Chiesa. Allora, specialmente all'inizio, tanti esercizi spirituali si svolgevano in montagna, sul territorio dell'Arcidiocesi di Cracovia. In realtà si facevano cose simili a ciò che già Pier Giorgio aveva inaugurato. Egli si era fatto promotore di questo genere di pastorale già all'inizio del XX secolo, ovvero di come vivere i momenti di preghiera non solo all'interno delle mura della chiesa. Il suo esempio era senz'altro un incoraggiamento per questo tipo di attività pastorale.

Da questo movimento nacquero tante personalità di rilievo che fanno parte della vita della Chiesa polacca dei giorni nostri. Tra queste vi sono anche tanti laici che ancora oggi si prendono cura delle comunità parrocchiali. Analogamente una buona parte dei sacerdoti e delle suore in Polonia ha già fatto un'esperienza del genere di quella proposta dal movimento “Oasi”.





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