Seguendo Pier Giorgio Frassati vogliamo attuare un’amicizia fondata radicalmente in Gesù Cristo, attraverso la quale dare un giudizio alle vicende della vita, agire cristianamente e aiutarci nelle circostanze quotidiane.
Inizia oggi il nostro consueto campo invernale, quest'anno abbiamo scelto Napoli (e dintorni), sulle orme di San Paolo, San Gennaro e i suoi amici martiri, Santa Patrizia e Sant' Aspreno e tanti altri.
Tra i giovani pellegrini giunti in Australia per la 23° Giornata mondiale della gioventù ce n’è uno che non lasciava Torino dal 1925, l’anno della sua morte: è il beato Pier Giorgio Frassati, le cui spoglie sono state portate qui dall’Italia e sistemate nella cattedrale di Sydney. I giovani pellegrini arrivano a frotte ed entrano nella grande chiesa in stile gotico. Quasi tutti s’inginocchiano per qualche momento davanti alla semplice bara in legno chiaro, esposta accanto all’uscita, che contiene il corpo di Frassati, morto precocemente all’età di 24 anni, beatificato da Papa Wojtyla nel 1990, «esempio eroico» di studente universitario che si è dedicato ai malati e ai bisognosi: un giorno regalò le sue scarpe a un ragazzo scalzo che aveva bussato alla sua porta, un’altra tornò a casa correndo perché aveva donato il suo biglietto del treno. A troncare la sua giovane esistenza fu una grave poliomielite contratta dai malati che assisteva. Ora i ragazzi di tutto il mondo guardano a lui e a...
Giulia Merlo teneva pensione in Via Giuseppe Verdi 12 ad alcuni studenti universitari e ricorda come Pier Giorgio, pur conoscendoli appena, quando mancavano di un libro, era lui a portarlo subito in prestito, anche se non glielo avevano chiesto e diceva: «tanto in casa l'ho doppio» in modo che non sembrasse la sua elemosina. E quelli accettavano senza poter capire se egli si privasse realmente di quel volume e se gli costasse poi fatica il procurarselo di nuovo. Ma a lui non interessava questo: egli era felice che quei giovani provenienti dalla campagna, con chi sa quali sacrifici da parte dei genitori, potessero studiare .Quando Lea Bersezio criticava la sua decisione di farsi ingegnere minerario rispondeva «E' bello signora, andare nelle miniere mi troverò con tutti gli operai (Pier Giorgio aveva scelto la facoltà di Ingegneria Mineraria proprio per stare vicino ai minatori, cioè quei lavoratori che stavano peggio di tutti, ndr)». Rammento ancora benissimo un pover'uomo d...
Ricordo che certe volte anche in tono canzonatorio qualcuno diceva «sai che Frassati prima di venire al Politecnico va a girare per le soffitte?». Ma di positivo poi non si sapeva nulla, perché lui non parlava di ciò che faceva. (Paolo Barla) E Giuseppe Rossi lo conferma dicendo: «Pier Giorgio correva sempre e rammento benissimo che una delle vie da lui più battute era Via Santa Chiara, dove sorgono le case popolari». Alle mie domande spesso rispondeva: «vado in Via Santa Chiara». E Carlo Lizier sapeva che andava a finire in qualche soffitta, ma dove andasse e cosa facesse egli da Pier Giorgio non lo seppe. «Chi trova un amico, trova un tesoro». E egli era veramente tale. Con lui si poteva parlare liberamente, confidare qualunque cosa, tanto era comprensivo e discreto, ricorda Tina Ajmone Catt. «Frassati, dica una Ave Maria per me», «con piacere» rispondeva, «e ne dirò due». Ed era anche questa la sua carità, una carità che raddoppiava sempre l’aiuto richiesto. (Mio Fratello Pier...
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