Su Pier Giorgio Frassati - Mario Soldati: Pier Giorgio vinse. Vinse tutto...
Il ricordo che ho di Pier Giorgio risale alla mia prima adolescenza. Ero più piccolo di lui; e quindi non eravamo compagni né amici. Lo vedevo al principio o alla fine delle lezioni, per le scale, per i corridoi, in cappella, o in cortile durante la ricreazione. Tuttavia, è strano, ho l'impressione vivissima del suo sguardo, e del suo sorriso; ho la certezza che egli li rivolse anche a me, che poi ero soltanto uno qualunque dei piccoli. Occhio nero ma scintillante, luminosissimo, sotto le sbarre nere e dure dei grossi sopraccigli e dei capelli all’Umberto. Denti bianchissimi, forti: labbra che si aprivano subito, sempre, al sorriso... Sapevamo che era un ragazzo studioso, pio, ammodo. I buoni padri non cessavano di proporcelo come esempio. Lo portavano, come si dice, in palmo di mano. E non soltanto per i suoi meriti. Ma perché la sua pietà aveva, dicevano, qualche cosa di straordinario, di quasi miracoloso: era la prova di un intervento eccezionale della Divina Provvidenza. “Il ...