Seguendo Pier Giorgio Frassati vogliamo attuare un’amicizia fondata radicalmente in Gesù Cristo, attraverso la quale dare un giudizio alle vicende della vita, agire cristianamente e aiutarci nelle circostanze quotidiane.
Religio munda et immaculata apud Deum et Patrem, haec est: visitare pupillos et viduas in tribulatione eorum, et immaculatum se custodire ab hoc saeculo.
L’altro giorno sfogliando il calendario ho fatto una terribile constatazione: che ci avvicinavamo alla metà del mese ed allora mi sono detto fra di me qui è ora di intensificare lo studio ed allora ho deciso che appena giunto a Torino sarò morto a tutti tranne alla conferenza di S. Vincenzo e studierò dalla mattina fino alla sera. So che abbisogna una grande energia ma confido nella Provvidenza di Dio e perciò nelle preghiere degli amici. Sono lieto di rivederti e vorrei dedicarti non solo qualche giorno, ma tutto il tempo purché tale venuta non coincida in epoca di esame ed allora sarei forzato a far violenza ai miei affetti e strappare al tempo degli esami qualche ora in cui poter godere la tua cara compagnia. Pier Giorgio Frassati, lettera a Isidoro Bonini, 15 aprile 1925.
Carissimo Tonino, sono arrivato da qualche giorno in questa bella città; il cielo è sempre bigio però Berlino mi piace sempre più. Fa proprio pena vedere magnifici negozi con ogni sorta di roba, che però i Tedeschi non possono più comprare, perché la vita qui, è carissima. Oggi sono stato dai miei amici anzi questa sera sono stato all’Associazione degli Ingegneri a vedere un interessante film sugli alti forni di una fabbrica tedesca. Non so quando i miei saranno a Torino, ma ad ogni modo io mi fermerò qualche giorno di più in Germania perché voglio riposare l’intelletto per essere pronto ad apprendere le sei materie abbastanza pesanti del 4° anno. (...) Fra una settimana partirò per Herzgebirge a visitare le miniere di salgemma e poi forse andrò in Slesia e farò forse una scappata in Polonia fino al confine russo. Pier Giorgio Frassati, lettera a Antonio Villani, 16 novembre 1922.
Una mattina presto andavo con Pier Giorgio alla chiesa di S. Martino e parlando con lui gli chiesi cosa avrebbe voluto diventare. Egli mi rispose che avrebbe voluto farsi prete, ma aggiunse: «Io voglio in ogni maniera poter aiutare la mia gente e questo lo posso fare meglio da laico che da prete, perché da noi i sacerdoti non sono così a contatto con il popolo, come in Germania. Come ingegnere minerario posso, dando il buon esempio, agire in maniera molto efficace». Louise Rahner, madre dei teologi gesuiti Karl e Hugo, presso cui Pier Giorgio fu ospite nel 1921.
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