I nostri amici Giorgio, Kevin e Ciccio sono andati in Sierra Leone dal nostro amico John Kanu. Ecco il diario di bordo.

Partenza: 12/09/2023.

Viaggio in aeroporto con l'ammiraglia di Marco Consorti e aereo per Bruxelles alle 21.00. Inizia l'avventura verso la Sierra Leone. Durante l'attesa abbiamo capito che la compagnia aerea stava sbarcando delle persone perché non c'erano posti a sedere sul velivolo... e qui la domanda viene spontanea: adesso se ci separano? Se fanno entrare due e l'altro rimane a terra o viceversa? Abbiamo chiuso con una risata e siamo andati al gate, non è ancora il momento della prova... siamo saliti tutti e devo dire che, a parte questo disguido e il posto davanti al bagno come per la Terra Santa (Beccio, solo tu puoi capire), l'aereo risulta anche abbastanza largo e comodo. 

Il viaggio fino a Bruxelles è tranquillo anche se il pilota ha preso tutti i dossi che poteva prendere 😂 ... ci può stare; siamo passati dentro un temporale con tuoni e fulmini, bellissimo, non mi era mai capitato, ho fatto molte foto. Nella capitale della massoneria un magrebino ci accompagna all'albergo, molto lussuoso, e la lunga giornata si conclude.

Ora mentre trascrivo per voi le cose scritte ieri siamo sopra l'Africa, spettacolare, esattamente vicino a Guelmin, città sul mare, mancano poco meno di tre ore all'atterraggio a Freetown - Lungi. Sono due giorni che capito vicino al finestrino, e devo dire che è magnifico vedere le cose da questo piccolo pertugio. Penso che se un viaggio così, anche se mai fatto, può causare delle piccole preoccupazioni legate alle questioni burocratiche o al non sapere cosa ci aspetta, sono tranquillo, perché credo che Nostro Signore ci accompagni sempre, e posso ricordare molte occasioni in cui è stato presente in maniera palese; siamo poi tra amici, e John non vede l'ora di abbracciarci, saremo ospiti a casa sua, niente di meglio per condividere la vita. 

Un'altra cosa molto bella è che nella compieta di ieri sera, per concludere la giornata, leggo: "Le mie orecchie, ascolteranno le vostre preghiere, anzi, prima ancora che mi invochiate vi dirò: Ecco Sono qui!". L'unica sensazione veramente strana che non riesco a collocare nella mia testa, come in ogni viaggio aereo che faccio, è quella per cui, salendo su un aereo guidato da uomini, con centinaia di altre persone vicino, a 11.000 metri di altezza e 850 km orari, ad un certo punto ci si trova dall'altra parte del mondo, è una roba surreale quasi da non credere.

13/09/2023

19.10 ora italiana -- stiamo atterrando a Freetown Lungi.

Arrivo previsto fra 19 minuti.

Appena sbarcati un collaboratore di John ci individua subito e ci assiste per il controllo passaporti e permesso di soggiorno con un'attenzione particolare. All'uscita dell'aereoporto ecco il nostro mitico amico che era lì come una guardia svizzera ad accoglierci e con degli abbracci veramente fraterni ci manifesta la sua gioia enorme di averci nel suo paese. Nell'andare verso la sua macchina ci avrà detto grazie mille volte. È stato tutto molto commovente. 

Partiamo per il porto d'imbarco per prendere il traghetto. Lungo la strada ci sono per centinaia di metri una serie di baracche dove si vende ogni cosa: la povertà è veramente estrema, a tal punto che si fa fatica a descriverla; nel viaggio di andata si cerca di immaginare, ma qui la vita deve essere veramente ridotta al minimo. Eppure questo popolo sopravvive, è tenace e fa a meno di tutto ciò che per noi europei a volte sembra indispensabile e per cui siamo disposti a non scendere a compromessi. Ho molte domande per me, qui non c'é corrente elettrica anche se vedo tralicci e cavi anche di una certa importanza, ma John dice che i gestori sono corrotti e quindi danno energia a qualche quartiere per poco tempo e poi pace. Lui difatti ci ha chiesto il rinoceronte (generatore) non perché non aveva corrente nella scuola, ma perché non vuole essere collegato a questi strozzini. Il gasolio qui costa circa 25.000 leoni al litro che è una cifra pazzesca per chi vive con questa moneta, ma per noi sarebbero appena 30 centesimi di euro al litro. 

Imbarchiamo la macchina scendendo letteralmente sulle paratie della nave che sono in acqua e  saliamo al piano di sopra dove John ci offre qualche birra in attesa della partenza. Fintanto che i portelloni in ferro della nave non vengono chiusi le persone del posto che hanno da vendere qualcosa salgono a bordo e ti si attaccano come la colla perché probabilmente nell'uomo europeo vedono una speranza più facile di sopravvivenza. John è veramente un uomo fantastico di una fede grande e una speranza per il suo paese enorme. Iniziamo a chiedere di lui, della sua conversione, della scuola e del suo lavoro, ci dice che vedremo tutto, persino la casa in cui è nato nel villaggio di Kabonka (non so se si scrive così), dove si reca ogni tre mesi con la famiglia per restare attaccato alla tradizione. 

John desidera che il suo popolo sia autosufficiente e si sorregga con le risorse che in Africa non mancano, pertanto ha fondato una rete di cooperative dove insegna nuovamente alle persone a lavorare la terra, crea legami tra chi - ad esempio - alleva pollame e chi coltiva mais di modo che ognuno aiuti l'altro nel proprio lavoro. Abbiamo chiesto anche delle sue origini, ci ha detto

Verso l'avventura!

Appena sbarcati, ecco la gioia di John!

Un'aula della scuola fondata da John Kanu
intitolata al nostro amico carissimo
Stratford Caldecott

che lui da bambino è andato nelle scuole cattoliche fondate dagli irlandesi nel sud del paese; i salesiani sono arrivati successivamente e hanno aperto scuole anche nel nord. Ha avuto le idee molto chiare fin da ragazzo e credeva nel distributismo a cui non sapeva dare un nome, fin quando non è andato a studiare ad Oxford e ha conosciuto Stratford che gli ha fatto conoscere il pensiero di Chesterton. 

Dopo aver ripreso la macchina e aver assistito a scene da panico per sbarcare, andiamo a casa sua dove ci accolgono la moglie, i figli e un cugino. La casa di John è molto bella e accogliente, ci hanno preparato una stanza ciascuno, Giorgio nella stanza degli ospiti importanti al piano di sopra. A casa sua abbiamo continuato a parlare, e quindi posso dire che le belle storie di 6/7 ore intorno al fuoco come dice Palanca esistono veramente. Ci ha mostrato il suo dispiacere per la scomparsa di Federica e ha voluto sapere di ogni nostra attività come andasse. John ci ha aperto la sua casa come fossimo suoi fratelli e starei ore a sentirlo ma ora è molto tardi e decidiamo di andare a dormire. 

Prego, scrivo le mie impressioni per non dimenticare e sono le 02.38 ora italiana, buonanotte.

Ciccio

Per chi non conoscesse John Kanu, basta cercare sul blog le etichette "John Kanu", "Sierra Leone Chesterton Center", "Chesterton Academy of Sierra Leone", "SLCC", "Distributismo", e anche visitare il blog della Società Chestertoniana Italiana (http://uomovivo.blogspot.com).



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