Tipi Loschi al Pian della Mussa

Ne abbiamo sempre parlato in questi, e finalmente i Tipi Loschi hanno messo piede al Pian della Mussa, dove tutto ebbe inizio. 
Un "manipolo di eori", come li ha definiti don Primo Soldi, si è messa in marcia dove aver ricevuto un invito per l'inaugurazione di una targa dedicata alla fondazione della Società dei Tipi Loschi, avvenuta il 18 maggio 1924.
Non potevamo non esserci, di seguito alcune foto e una breve testimonianza del nostro Tiziano. 

 Mi commuove pensare che oggi 18 Luglio 2026 una delegazione di Tipi Loschi, era lì al Pian della Mussa, nella Valle di Lanzo, a nord di Torino perché 102 anni e 2 mesi fà (18 maggio 1924) Pier Giorgio Frassati, decide di prendere sul serio una amicizia e quindi di siglare un patto di fedeltà, chiamando goliardicamente i suoi più stretti amici, Compagnia dei tipi loschi. 

…se penso che poi più di 40 anni or sono Luciana Frassati o Wanda, incrocia la figura di Don Primo Soldi e gli chiede di scrivere di Pier Giorgio perché gli sembra che sia la persona giusta per farlo e quindi lui, prende questa proposta sul serio e lo fà scrivendo il libro “Verso l’assoluto”,

…se penso che "per caso" a Marco Sermarini capita tra le mani quel libro, lo afferra, lo legge, lo rilegge, lo prende sul serio, lo chiude e dice a se stesso “si può Vivere così”; posso a questo punto affermare con assoluta certezza che questo spieghi il motivo per cui oggi, noi come allora siamo i figli, GRATI, di quell’avvenimento.

Tutto ha avuto inizio qui.

Riflettevo su questo, mentre immortalavo un compiaciuto e felice Don Primo con alle spalle la targa che ricorda tutto questo. 

Quando prendi sul serio un ideale di Santità o un servizio che propone la compagnia, poi ti vien voglia di provare, sbagliare e riprovare ancora, é vero, c'è anche chi si arrende, temporeggia, desiste, arretra ma la compagnia é un solido sostegno per andare avanti e continuare a provarci ogni giorno.

Mentre partecipavano alla cerimonia di posa della targa, abbiamo conosciuto una simpatica famiglia, marito, moglie e ben sei figli, 2 graziose bimbe quelle presenti, con i vestiti tipici del luogo, vivono in città. Ci spiegano che al Pian della Mussa ci venivano in montagna ad inizio ‘900 i Torinesi perché era la valle più vicina alla Città. Gli chiedo dove è la cima della Ciamarella in cui il nostro Pier Giorgio è salito. Ce lo indica, sono 1800 metri di dislivello. Nella vastità e bellezza della valle ho pensato che noi oggi eravamo lì perché qualcuno ha preso sul serio un libro e una vita, e l'ha resa visibile ai suoi amici, ma soprattutto vivibile nel quotidiano. Incontriamo anche Silvio Mogliano consigliere della Regione Piemonte, è al tavolo accanto al nostro con moglie e figli piccoli, ci vede, ci riconosce, ci saluta e ci dice che era lui ad accompagnare Don Primo a San Benedetto del Tronto quando glielo chiedeva… o meglio… gli diceva “accompagnami” e lui ingenuamente gli diceva di sì, pensando ad un luogo vicino Torino, ma poi scopriva così d’amblè, che lo aspettavano 650 km sparati di macchina fino a San Benedetto. 

Gli proponiamo di tornare, perché le cose in questi ultimi vent’anni sono cambiate… gli alziamo la palla dicendogli, “dai dove vai in vacanza?” puntuale risponde, andiamo a Vieste tra qualche giorno… ecco appunto, fai tappa riposo a San Benedetto del Tronto, ti aspettiamo. Alcuni di noi vanno a salutare don Primo nella sala al primo piano del piccolo rifugio in cui abbiamo pranzato, ci accompagna fuori perché ci vuol salutare come si deve. Lo invitiamo ancora a trovarci perché tante cose sono cambiate, tante più opere, ci sono molte nuove famiglie, e tanti ragazzi, dopo che in diversi hanno preso sul serio il "Vivere e non vivacchiare". Lui sostiene di essere oramai vecchio, ma secondo me sarebbe commosso nel vedere l'opera nel suo essersi trasformata e cresciuta... Vedremo, magari accadrà.

Incontriamo la signora Germana, 85 anni, dell'Associazione PGF di Milano tanto cara che ci dice di portare i saluti a Marco Sermarini, poi ci presenta il figlio che stà facendo un libro su tutte le gite in montagna fatte da Pier Giorgio, ad ogni foto, ci sà praticamente dire il luogo in cui questa è stata fatta, ci scambiamo i numeri di telefono perché l'idea ci piace molto e seguiremo lo sviluppo del progetto, se non altro per capire quando uscirà il libro e prenderne qualche copia da avere a pump street e da proporre ai nostri ragazzi. 

Concludo dicendo che un cristianesimo che abbia qualcosa da dire a tutti, dove viene coltivata l’amicizia con Dio e con gli uomini ed in cui le famiglie non si sentano sole non lo trovi facilmente. Come non trovi facilmente neppure giovani che decidano di fare a cazzotti con il proprio io e con l’ideale a cui potrebbero tendere, scegliendo ogni giorno di stare attaccati a tutto questo. Ringrazio Dio che questo luogo abbia per me una collocazione chiara e dei volti che ho presenti tutti i giorni, un luogo di cui sono partecipe vivendo la vita della compagnia ma che purtroppo non trovi così facilmente… neppure su al Pian della Mussa, dove tutto ebbe inizio.

Tiziano Fasciglione (Fasci)

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