San Giuseppe da Copertino: "l'Asino che sapeva volare" - Venerdì 19 giugno 2026 ore 21.30. Leggete l'articolo su L'Ancora.
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un interessantissimo volume su San Giuseppe da Copertino, “Santo dei Voli” e “Patrono degli studenti”, mistico pugliese sepolto in terra marchigiana nel Santuario di Osimo, sarà presentato venerdì 19 giugno alle ore 21.30 al Centro educativo “La Contea”, in via Santa Lucia Alta, 25 di San Benedetto del Tronto, nell’ambito dei festeggiamenti che i Tipi Loschi organizzano in memoria di San Pier Giorgio Frassati.
San Giuseppe da Copertino è probabilmente il santo più “straordinario” e più “simpatico” dell’agiografia cattolica. La sua vita fu tutto questo: il cruccio di sentirsi ignorante, la croce della persecuzione e di una lunga carcerazione, l’ansia dell’uccello in gabbia che tenta di volarsene lontano.
E’ il santo che più di ogni altro ebbe il dono della levitazione, insieme a quello della bilocazione e della lettura dei cuori. Proprio nel secolo di Newton sfidò la legge di gravità.
Fu un gran dono di Dio alla Chiesa del ‘600: per anni e anni fu maestro di vita spirituale a sacerdoti e religiosi, a prìncipi di case regnanti, a vescovi e cardinali che numerosi frequentavano le sue stanze, ai papi del suo tempo come Urbano VIII e Innocenzo X.
Oggi viene invocato dalla gioventù studiosa per un aiuto morale nel momento degli esami o della prova, ma frate Giuseppe ha molto di più da insegnare: l’amore alla passione di Cristo, alla Vergine Maria e alla Chiesa, l’impegno per la conquista delle virtù, il dono di sé, la fede in un frutto che viene dal chicco di grano che muore.
Nonostante sia un gigante della mistica, san Giuseppe da Copertino, è uno dei santi meno studiati.
C’è naturalmente qualche eccezione, tra cui una notevolissima: il francescano conventuale sambenedettese p. Gustavo Parisciani, uno storico preciso e laborioso, che già nel 1964 pubblicò, senza computer e in mezzo a tanti seminaristi da custodire, un grosso studio di più di mille pagine che nessuno ha mai superato in quantità e qualità, frutto del lavoro di tanti mesi passati tra i manoscritti della Biblioteca Vaticana.
Il libro ristampato in questi giorni dall’editore Leardini (320 pag. – 15 €) è una sintesi di quella grande biografia narrata dalla sua bella penna. Ad essa sono state aggiunte da fra Roberto Brunelli, curatore del volume, le testimonianze dirette di coloro che hanno conosciuto il Santo di Copertino, tratte dai processi di beatificazione di Nardò, Assisi e Osimo e dalle prime biografie scritte da p. Giacomo Roncalli e da p. Roberto Nuti.
Questo testo, scrive p. Brunelli “ha la pretesa di far riscoprire la vita di san Giuseppe da Copertino partendo dalle fonti originali, ascoltando le voci dirette dei testimoni oculari. Essi utilizzano spesso il dialetto locale, lasciato da noi volutamente intatto; si esprimono in una lingua un poco ombrosa, ma anche simpatica e affascinante, da cui filtra una luce soprannaturale che ci lascerà stupefatti”.
Fra Gustavo Parisciani
San Giuseppe da Copertino è molto legato a San Benedetto del Tronto, perché la nostra città ha dato i natali al suo migliore biografo.
Fra Gustavo (Coriolano) Parisciani, nato a San Benedetto del Tronto il 23 agosto 1930, è passato a miglior vita dalla clinica Villa Anna, qui in parrocchia, trenta anni fa, il 20 novembre 1996
Racconta di lui lo storico patavino p. Luciano Bertazzo: Mi colpì la sua profonda e appassionata identità francescana, una freschezza ed ingenuità quasi infantile di fronte alla realtà, un animo da poeta, così come si può rilevare leggendo tra le righe i suoi molti contributi elaborati con una vivace verve narrativa condotta sul filo di una incalzante documentazione storica.
È questa la parte che più colpisce nel lavoro di Parisciani. La quantità di fonti indagate in anni di costante e paziente frequentazione di archivi, sia quelli dell’Ordine, sia di altri archivi, particolarmente quello Vaticano, in
cui fu quasi «di casa», presente quasi quotidianamente per circa un ventennio. Un lavoro assiduo rintracciabile nell’archivio personale conservato ora ad Osimo, che supera le trecentomila schede, ordinate secondo un criterio onomastico tra nomi di frati e di conventi. Un archivio costituito da documenti legali alla storia del francescanesimo…. Chi ha visto questo archivio e si è reso conto della ricchezza documentaria concentrata, si pone la domanda di come possa essere valorizzato un tale patrimonio.
Sia per il carattere (bisognava superare la sua fondamentale timidezza che lo rendeva indifeso di fronte alla realtà, per scoprirlo dopo un fedele amico), sia per le vicende della vita che lo portarono su vari e diversificati fronti, rimase al di fuori dei circuiti ufficiali della storiografia e fondamentalmente solitario nella ricerca storica, anche di quella francescana. Significativo è il logo personale che aveva scelto e che collocava nell’intestazione delle lettere personali: citazione latina del salmo (102,7): «Sono come un gufo tra le rovine». Era comunque ben noto in ambito locale (era socio corrispondente della Deputazione di Storia Patria per le Marche) per la conoscenza di moltissimi particolari storici e per la disponibilità nell’aiutare studiosi o giovani ricercatori, come all’interno della sua famiglia religiosa. La sua produzione rimane esempio di quanto incalzante possa essere l’uso della documentazione storica diretta, rigorosamente e dinamicamente letta, senza tuttavia restare prigioniero del documento.
Il suo lavoro di storico iniziò con la pubblicazione nel 1964 della biografia di san Giuseppe da Copertino, stesa lavorando nottetempo – come mi raccontava – dovendo svolgere, di giorno, il compito di rettore del probandato di Carpegna prima, e di Montedinove poi. Fu il suo «primo amore», di storico ma anche di frate, nei confronti di questo antico e strano confratello di Copertino. Su questa figura ritornò ripetutamente con varie ed importanti pubblicazioni, frutto di assidue indagini archivistiche. La più eclatante di queste, e quella che maggiormente lo entusiasmò anche per l’eccezionalità della fonte, fu la ricerca condotta nell’Archivio della Congregazione per la Dottrina della fede (già S. Offizio) per «benevolenza» del cardinale prefetto Joseph Ratzinger, relativa ai processi inquisitoriali nei confronti di Giuseppe da Copertino.
P. Gustavo aveva studiato alla Gregoriana conosceva perfettamente il latino e il francese.
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