Il ritorno di Sinn Fein

 


La redazione di Vivere e non Vivacchiare consiglia la lettura di questo articolo nel giorno della festa di San Patrizio in cii ripercorriamo una parte fondamentale della storia dell’indipendenza irlandese: la nascita dello Sinn Fein. Il partito indipendentista ha posto le basi per l’emancipazione dell’”isola verde”. Fu proprio tra le fila dello Sinn Fein che hanno militato personaggi di spicco come Michael Collins. 

San Patrizio è stato il primo a dare un’unione all’Irlanda nella Fede, e questo forte spirito di appartenenza negli irlandesi non si è mai spento!


STORIA DI GENTE VIVA

Il ritorno di Sinn Fein


Per la prima volta dopo 101 anni dalla divisione dell'Irlanda, i Cattolici repubblicani del partito di Sinn Fein, hanno raggiunto la maggioranza relativa nel parlamento nordirlandese, battendo così gli unionisti. Questa vittoria potrebbe portare alla tanto agognata unificazione dell’isola, anche se continua a rimanere un’ipotesi remota. Nel rispetto degli accordi del Venerdì Santo del 1998, infatti, se due partiti “nazionalisti” risultassero i più votati alle elezioni, il secondo non potrebbe entrare nel governo, e dovrebbe lasciare il posto al più votato tra i partiti “unionisti” e a quelli del terzo gruppo. I due avrebbero dunque una posizione assolutamente paritetica: con gli stessi poteri, la stessa autonomia e la stessa autorità.

Ma cos’è Sinn Fein? 

Il partito nazionale irlandese, fu costituito nel 1905 da Arthur Griffith. Nacque inizialmente come braccio politico dell'Ira (Irish RepublicanArmy) ma poi si sviluppò acquisendo una propria autonomia. Sinn Feinè un’espressione gaelica che vuol dire “solo noi” e il partito si presenta proprio come l’unione di tanti movimenti nati durante i secoli con l’obiettivo di salvaguardare dagli oppressori (di fatto) inglesi, le tradizioni irlandesi come il gaelico e il cattolicesimo. Lo scopo principale di questo movimento è stato fin da subito la riunificazione dell’Irlanda.

Quando si parla di Sinn Fein è impossibile non ricordare anche il grande Michael Collins. Quest’ultimo nacque nel 1890 nella contea di Cork. Da giovane, come tutti gli irlandesi della sua contea, venne mandato in Inghilterra a lavorare in un post office. Fu per lui una grande scuola per capire come funzionava il sistema inglese, sia postale che di informazione. Lavorò anche nel mondo della finanza. Queste esperienze furono per lui una formazione essenziale per quella che sarà poi la sua vita. È proprio in questi ambiti che impara l’arte della diplomazia e il buon uso delle risorse di denaro e non. La prima apparizione di Collins nel partito repubblicano fu durante la rivolta di Pasqua il 24 aprile 1916 guidata da Patrick Pears, James Connoly e Eamon de Valera. Dopo questo evento nacque la cosiddetta guerriglia urbana e Collins ne fu messo alla guida. Nonostante la situazione non lo permettesse affatto, il patriota Mick (così era chiamato dai suoi amici) cercò sempre di rispettare un certo codice morale di valori. Ne è un esempio il fatto che non attaccava mai inaspettatamente i suoi avversari ma lasciava loro degli ammonimenti. Gli  inglesi però lasciarono poco spazio alla diplomazia pacifica e spesso la guerriglia urbana si trasformò in lotte sanguigne e fratricide. È necessario ricordare comunque che Collins non era il ministro della difesa, ma ne prese comunque il comando optando per evitare a tutti i costi uno scontro diretto con le truppe inglesi, assoluta rete più numerosa e attrezzata dell’esercito irlandese. Aveva colto il punto focale della questione intuendo che l’Irlanda era una realtà rurale, e che gli irlandesi se stimolati su determinati argomenti, come la Fede, avrebbero risposto con vigore. Nonostante fosse un pilastro della lotta Collins riuscì a mantenere l’anonimato boicottando ciclicamente il sistema dei servizi segreti inglesi. Riusciva dunque ad essere un volto noto e amato dalla sua gente e al contempo essere un perfetto sconosciuto per il nemico. Come abbiamo detto in precedenza, le sue esperienze nel mondo inglese gli permisero di nuotare perfettamente nel mare della politica e di riuscire sempre a trovare le risorse per combattere e difendere la propria causa. La dimensione di questo grandissimo protagonista della guerra di indipendenza irlandese non era casuale. Collins infatti si ispirò per le sue gesta a due scritti di G.K. Chesterton, in particolare fece riferimento a “L’uomo che fu giovedì” e al “Napoleone di 

Notting hill”, due storie che raccontano dell’appartenenza dei protagonisti al proprio posto e alla propria terra. La maestria di Michael lo condusse anche a fondare lo Sinn Fein Bank che divenne uno dei segni di emancipazione del popolo dell’isola verde in quanto gli irlandesi iniziarono a non pagare più le tasse al Regno Unito. Ovviamente il nostro caro patriota non poteva condurre tutto questo da solo ma poté contare su molti infiltrati fidati, una tra tanti sua nipote Nancy O’Brian assoldata dagli inglesi per decodificare i messaggi in codice dello Sinn Fein. L’incarico più importante che svolse Michael fu quello di condurre le trattative con la corona inglese per ottenere il Free State. Fu un compito che portò molta divisione all’interno dello stesso partito in quanto l’Irlanda non aveva raggiunto una vera e propria indipendenza e per molti questo voleva dirsi accontentarsi e rimane piegati al dominio del Regno Unito. Questo portò ad una guerra civile durante la quale Collins fu assassinato all’età di trentuno anni. La vita di questo grande personaggio è per noi un grande esempio di lealtà e amore per la propria causa. Mille volte sarebbe potuto tornare indietro ma non l'ha fatto perché ciò che lo spingeva a lottare era più grande di quanto si dovesse sacrificare anche se era richiesta la vita stessa. Abbiamo scelto dunque di raccontarvi questa storia proprio per scegliere ogni giorno di vivere con questo entusiasmo e con questa dedizione.

Francesca Sermarini, Flavia Graci, Martina Giustozzi

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