lunedì, marzo 23, 2009

Papa - Giovani, abbiate il coraggio delle scelte definitive.


La folla che ha seguito il Papa in Angola

Danze, musica e coreografie per Benedetto XVI che ai ragazzi dell’Angola parla del rinnovamento della vita che si trova nella fede. La cultura edonistica spinge ad aver timore di impegnarsi seriamente per il futuro, “ma quando il giovane non si decide, corre il rischio di restare un eterno bambino!”.


Luanda (AsiaNews) – Giovani, abbiate il coraggio delle decisioni definitive, di assumere impegni per tutta la vita, sia che si tratti di creare una famiglia, sia che sentano la chiamata al sacerdozio. L’attuale cultura edonistica fa crescere i dubbi di fronte a tali scelte, ma Dio non lascia solo chi ha “il coraggio dell’avventura”. E’ un invito alla speranza e al coraggio di decidere quello che Benedetto XVI ha rivolto oggi pomeriggio a decine di migliaia di giovani angolani raccolti nello Stadio dos Coqueiros di Luanda, per un incontro sul tema "Ecco, io faccio nuove tutte le cose" (Ap, 21,5).

Una festa fatta di canti, danze, coreografie, a volte dell’intero stadio, tamburi e costumi tradizionali che hanno palesemente coinvolto il Papa - ospitato sotto una grande “tenda” bianca e gialla - nell’allegria generale, con i giovani che hanno presentato così al loro ospite il “mosaico” della cultura e delle differenti realtà del loro Paese.

Ma tra i giovani, a ricordare un dramma finito da appena sette anni, una rappresentanza dei tanti orfani e mutilati, vittime di 27 anni di guerra civile. E’ per loro uno dei primi pensieri del Papa: “vedo qui presenti alcuni delle migliaia di giovani angolani mutilati in conseguenza della guerra e delle mine, penso alle innumerevoli lacrime che tanti di voi hanno versato per la perdita dei familiari, e non è difficile immaginare le nubi grigie che coprono ancora il cielo dei vostri sogni migliori…”. In un incontro dedicato al cambiamento in Gesù della vita, Benedetto XVI ha fatto sue le domande dei giovani sofferenti. “Leggo nel vostro cuore un dubbio, che voi rivolgete a me: ‘Questo è ciò che abbiamo. Quello che tu ci dici non si vede! La promessa ha la garanzia divina - e noi vi crediamo -, ma Dio quando si alzerà per rinnovare ogni cosa?’. La risposta di Gesù è la stessa che Egli ha dato ai suoi discepoli: ‘Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto?’ (Gv 14, 1-2). Ma voi, carissimi giovani, insistete: ‘D’accordo! Ma quando accadrà questo?’ Ad una domanda simile fatta dagli apostoli, Gesù rispose: ‘Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni (…) fino agli estremi confini della terra» (At 1, 7-8). Guardate che Gesù non ci lascia senza risposta; ci dice chiaramente una cosa: il rinnovamento inizia dentro; riceverete una forza dall’Alto. La forza dinamica del futuro si trova dentro di voi”.

Ai giovani che “portano con sé tanta speranza, tanto entusiasmo, tanta voglia di ricominciare”, Benedetto XVI dice che “il futuro è Dio”, “Egli «tergerà ogni lacrima”, “non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate (Ap 21, 4)”. Voi, dice loro, “siete un seme gettato da Dio nella terra; esso porta nel cuore una forza dell’Alto, la forza dello Spirito Santo”. “Giovani amici, sementi dotate della forza del medesimo Spirito eterno, sbocciate al calore dell’Eucaristia, nella quale si realizza il testamento del Signore: Lui si dona a noi e noi rispondiamo donandoci agli altri per amore suo. Questa è la via della vita; ma sarà possibile percorrerla alla sola condizione di un dialogo costante con il Signore e di un dialogo vero tra voi. La cultura sociale dominante non vi aiuta a vivere la Parola di Gesù e neppure il dono di voi stessi a cui Egli vi invita secondo il disegno del Padre. Carissimi amici, la forza si trova dentro di voi, come era in Gesù che diceva: «Il Padre che è in me compie le sue opere. (…) Anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne fará di più grandi, perché io vado al Padre» (Gv 14, 10.12). Perciò non abbiate paura di prendere decisioni definitive. Generosità non vi manca – lo so! Ma di fronte al rischio di impegnarsi per tutta la vita, sia nel matrimonio che in una vita di speciale consacrazione, provate paura: ‘Il mondo vive in continuo movimento e la vita è piena di possibilità. Potrò io disporre in questo momento della mia vita intera ignorando gli imprevisti che essa mi riserva? Non sarà che io, con una decisione definitiva, mi gioco la mia libertà e mi lego con le mie stesse mani?’. Tali sono i dubbi che vi assalgono e l’attuale cultura individualistica e edonista li esaspera. Ma quando il giovane non si decide, corre il rischio di restare un eterno bambino!”.

Io vi dico: Coraggio! Osate decisioni definitive, perché in verità queste sono le sole che non distruggono la libertà, ma ne creano la giusta direzione, consentendo di andare avanti e di raggiungere qualcosa di grande nella vita. Non c’è dubbio che la vita ha valore soltanto se avete il coraggio dell’avventura, la fiducia che il Signore non vi lascerà mai soli. Gioventù angolana, libera dentro di te lo Spirito Santo, la forza dall’Alto! Con fiducia in questa forza, come Gesù, rischia questo salto per così dire nel definitivo e, con ciò, offri una possibilità alla vita! Così verranno a crearsi tra voi delle isole, delle oasi e poi grandi superfici di cultura cristiana, in cui diventerà visibile quella «città santa che scende dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo». Questa – è il commiato del Papa - è la vita che merita di essere vissuta e che di cuore vi auguro”.