lunedì, giugno 30, 2014

Da Vatican Insider - Il Papa cita Pier Giorgio

Da Vatican Insider del 30 Giugno 2014:

Un invito ai giovani a «non vivacchiare», ma al contrario a «pensare in grande». Papa Francesco, in un messaggio al Festival nazionale della Gioventù cattolica olandese che si è svolto nell'abbazia di Mariënkroon a Nieuwkuijkprende, sprona i ragazzi cattolici olandesi a essere «rivoluzionari» come le Beatitudini di Gesù, nelle quali, assicura, «troverete un programma nuovo». Lo riferisce Radio Vaticana.

Nelle Beatitudini si può trovare un programma di vita «nuovo, puro e intenso», ha sottolineato il Pontefice.

«Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la Verità, non è vivere, ma vivacchiare». Papa Francesco prende in prestito le parole di Piergiorgio Frassati per spronare i giovani cattolici olandesi a essere «rivoluzionari» come le Beatitudini di Gesù. Il Pontefice rammenta che il messaggio delle Beatitudini - al centro anche del percorso che porta alla prossima Gmg di Cracovia - è «nuovo, puro e intenso» e propone «un modello di felicità contrario alla logica del mondo».

Quelli che Gesù chiama «beati», osserva, il mondo li definisce «inutili, perdenti». Il mondo, aggiunge, glorifica «il successo a ogni costo, la ricchezza, il potere» e «l'affermazione di se stessi a danno degli altri».

«Non abbiate paura di Cristo - esorta Francesco, riprendendo le parole di Benedetto XVI - Lui non vi toglie nulla e vi dona tutto». I giovani, afferma ancora Francesco, «vogliono vivere esperienze intense. Vi incoraggio a prendere sul serio le parole di Dio. Dite no a una cultura effimera, superficiale e dello scarto, una cultura che non vi ritiene forti, che vi ritiene incapaci di affrontare le grandi sfide della vostra vita. Pensate in grande!».

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Il nostro caro Pier Giorgio proseguiva poi la sua lettera:

«Noi non dobbiamo mai vivacchiare ma vivere perché anche attraverso ogni disillusione dobbiamo ricordarci che siamo gli unici che possediamo la Verità, abbiamo una Fede da sostenere, una Speranza da raggiungere, la nostra Patria. E perciò bando ad ogni malinconia che vi può essere solo quando si perde la Fede. I dolori umani ci toccano ma se essi sono visti sotto la luce della Religione e quindi della rassegnazione non sono nocivi ma salutari perché purificano l'Anima delle piccole ma inevitabili macchie di cui noi uomini per la nostra cattiva natura spesse volte ci macchiamo. In alto i Cuori e sempre avanti per il trionfo del regno di Cristo nella società».