mercoledì, ottobre 05, 2011

Al via il processo contro l’assassino di mons. Padovese

TURCHIA - VATICANO

di Geries Othman
Iniziato oggi, è durato solo 20 minuti e poi aggiornato a novembre prossimo. I familiari di Murat Altun lo hanno confortato: "Dio è con te". L'assassino ha detto di sentirsi male e il suo avvocato ha domandato che l'imputato sia ricoverato in ospedale. Ma il giudice non lo ha permesso.

Iskenderun (AsiaNews) - In modo molto discreto, si è tenuta oggi la prima seduta del processo contro l'assassino di mons. Luigi Padovese. 

Mons. Luigi Padovese, cappuccino, è stato sgozzato il 3 giugno 2010 dal suo autista, il giovane Murat Altun, (03/06/2010 Mons. Luigi Padovese assassinato nel sud della Turchia; 04/06/2010Accusa di omicidio per l'autista di mons. Padovese. I dubbi sulla sua "follia"). L'assassino, allora 26enne, arrestato dalla polizia aveva espresso diversi motivi per il suo gesto: inimicizia "islamica"; rapporto morboso e omosessuale; follia…

La seduta di oggi è durata circa 20 minuti ed è stata aggiornata al 30 novembre prossimo. Il procuratore ha letto i capi di accusa e poi ha chiesto a Murat Altun:"Vuoi dire qualcosa?". Murat ha detto di non sentirsi bene e che aveva bisogno del medico. Non è la prima volta che Altun fa mostra della sua malattia.

Secondo uno schema applicato anche nel caso di p. Andrea Santoro (ucciso nel 2006 a Trabzon), dopo l'uccisione, alcuni dottori hanno provveduto un certificato di insanità mentale per Altun che rischiava di non essere nemmeno processato e liberato. Ma lo scorso giugno una Commissione di medici di Istanbul, a cui era giunta tutta la documentazione su Altun, ha stabilito che egli è sano di mente e perciò può essere processato.

Alla seduta di oggi, il suo avvocato ha chiesto che venga trasferita a Adana, in un ospedale, fino alla prossima seduta, ma il giudice ha rifiutato la richiesta. Secondo testimoni presenti al processo, Murat Altun sembra stare bene ed è leggermente ingrassato di 4-5 chili. 
Tutta la sua famiglia era presente al processo. All'inizio quando lui è entrato nella sala uno dei suoi fratelli ha gridato: "Murat non aver paura! Dio è con te!".

Il processo vede implicati soltanto il pubblico ministero e l'avvocato difensore. In Turchia né la Chiesa cattolica, né i cappuccini hanno personalità giuridica riconosciuta e per questo non possono intervenire in alcun modo. Anche la famiglia di mons. Padovese, che avrebbe potuto parteciparvi come parte lesa, ha preferito il silenzio.

"È avvenuto lo stesso per p. Santoro", ha detto una fonte di AsiaNews. "Mi dispiace per mons. Padovese. Con la bontà che ha dimostrato verso tutti, non si meritava un atteggiamento di indifferenza da parte dei suoi".