lunedì, giugno 28, 2010

Vivere Festa N°1

Racconto del giorno

Incontro con Don Giorgio Mazurkiewicz su Don Jerzy Popieluszko


Il nostro amico Don Giorgio Mazurkiewicz, ieri sera, è venuto a parlare di Don Jerzy Popieluszko, prete polacco, beatificato il 6 giugno 2010, che negli anni ottanta ha contribuito, donando la sua vita, a salvare la fede cattolica in tutta la Polonia, durante la dittatura comunista. Don Giorgio ci ha raccontato il suo rapporto con il Beato, e del suo incontro con Don Jerzy racconta: «Ho incontrato Don Jerzy nella seconda metà del 1970 quando ero cappellano nella Chiesa di Sant’Anna, dove seguivo gli universitari di Varsavia. Anche lui aveva l’incarico di cappellano dell’università, e più volte ho servito insieme a lui la Messa che celebrava ai suoi ra- gazzi. Per cinque anni ogni sera ci incontravamo sull’altare per concelebrare le Sacre funzioni. Lui era un uomo di una serenità incredibile, una persona semplice di una cordialità estrema . Nel 1980 venne inviato come cappellano spirituale per gli operai di un cantiere a nord della città che contava circa 10.000 lavoratori. In quel momento fui allontanato anche io, e per un periodo ci perdemmo di vista. Proprio in quegli anni iniziarono le messe che a detta del regime comunista “contribuirono a sollevare le rivolte dei lavoratori”.» ma il nostro amico continua «Le sue prediche non incitavano la rivolta, e tanto meno, non erano discorsi politici; lui non faceva altro che commentare il Vangelo del giorno, ma in Polonia, un detto recita: “Bisogna amare Dio, amare l’onore, e amare la patria”. Questo comportamento caratteristico dei polacchi, ha permesso di salvare l’identità del paese negli anni, nonostante le distruzioni per mano di nazisti e comunisti. Dalle sue prediche i lavoratori si sentivano chiamati in causa, nel salvare la propria religione che a causa del regime non erano liberi di praticare. Perciò tutto questo dava fastidio alle forze che dominavano il paese anche se queste Messe non contenevano altro che commenti del Vangelo del giorno. La sua vera forza stava nello stravolgere le masse operaie solo invocando la reale presenza di Cristo tra le sue mani». A seguire Don Giorgio ci ha descritto la sua fortuna nell’aver conosciuto di persona tre figure determinanti per il Cristianesimo polacco: il Beato Don Jerzy Popieluszko, il Papa Karol Wojtyla, che tra poco tempo sarà anche lui beatificato e il cardinale Stefan Wyszynski, che in tutta la sua vita non ha fatto altro che trasmettere la propria Fede, contribuendo anche lui alla liberazione del proprio paese, tanto da essere considerato “la nostra quercia”, come ci ha raccontato Don Giorgio.

Federico Capriotti