lunedì, giugno 28, 2010

Vivere Festa N° 3

Racconto del giorno


“L’alleanza disastrosa tra abnorme ingenuità e abnorme peccato” Eugenetica, pedofobia, vitofobia. Come ci stiamo autodistruggendo"

Carlo Bellieni: medico e saggista italiano esperto di neonatologia, membro della Pontificia Accademia Pro Vita



26 giugno 2010: alla festa del beato Pier Giorgio Frassati, ci è stata esposta la conferenza del professor Bellieni, di professione neurologo. Il professore cura i bambini molto piccoli, anche nello stato prenatale, del quale nessuno si cura. “Nella società di oggi” ci spiega il professore “contano solo i giovani, ovvero coloro di cui nessuno si deve prendere la responsabilità”. Quindi, vengono spesso abortiti anche bambini che hanno anche handicap non molto gravi. Il neurologo ci ha fatto anche notare che in televisione di queste cose si parla molto ma si discute solo di conseguenze: “Sui giornali si discute per mesi se sia giusto abortire oppure no, ma nessuno arriva a chiedersi quali siano le cause per cui una mamma decida di abortire”. In televisione, enormi quantità di politici espongono queste leggi pro-aborto e altre ancora in modo disponente e intelligente, che riescono a fare, così, piacere alla gente... “ Ma nessuno si rende conto che qui si approvano sempre più leggi per sempre meno gente” continua Bellieni. In questo modo si crea una catena: una coppia fa solo un bambino che cresce in una scuola dove si insegnano sempre più cose, viene mandato a fare un’ attività sportiva (non a giocare ma a fare un’attività sportiva!) dovendo continuamente rispecchiare i desideri dei genitori crescendo anche lui avrà un figlio solo e così via... Alla fine della conferenza, mi sono avvicinata al professore e gli ho posto una domanda: “Come è possibile spezzare questa catena che soggioga la società di oggi?”. Il professore mi ha risposto: “L’ unico modo per spezzare questa catena è la preghiera ma anche il giudizio...non c’è qualcosa nella nostra vita che noi non possiamo giudicare; potrebbero arrivare in duemila a picchiarti, a sbatterti in prigione ma il tuo giudizio e il tuo pensiero non cambieranno mai”.

Elisa Lanni