lunedì, giugno 28, 2010

Vivere Festa N° 2



Racconto del giorno


Giornata dell’educazione
Esperienze dall’Opera Chesterton e dal mondo




La scuola Chesterton ha “tenuto banco” nella seconda giornata della festa. Quale miglior contesto per spiegare le ragioni del titolo della nostra festa se non proprio questa conferenza??? “Puoi impastare di nuovo il mondo intero,[...],eppure gli uomini continueranno ad essere tristi, se non fosse per una piccola porta che si apre nel cielo.” Come diceva a questo proposito Sermarini, la sofferenza e il dolore fanno parte della realtà, quindi l'unico modo per essere uomini vivi ed andare controcorrente” è seguire ciò che ci da più “Speranza”. La scuola Chesterton è una “Speranza” perchè ricorda che bisogna perdere tempo con gli uomini puntando non solo alla formazione, ma sopratutto all'educazione: un ragazzo diventa uomo quando sente che qualcuno gli “vuole bene”. Per dare testimonianza di questa grande “opera” sono intervenute due insegnanti della scuola. Lorena, professoressa di arte, il cui intervento è stato incentrato sull'affermazione di Chesterton: “il mondo finirà non quando mancheranno le meraviglie, ma quando l'uomo smetterà di meravigliarsi”; Chiara, professoressa di italiano, che ha raccontato la propria esperienza, definendola “uno Tzunami positivo”che, invece di devastare ed abbattere, ha ricostruito la sua vita alla luce di un grande ideale. L'intero incontro può essere riassunto in un'espressione più volte citata da Sermarini: “Soffrire per la verità e tenere desto il ricordo”.


Silvia Grazioli