giovedì, maggio 20, 2010

20 anni dalla beatificazione di Pier Giorgio


Oggi è il 20 maggio e ricorrono venti anni dalla beatificazione di Pier Giorgio Frassati. Venti anni fa un piccolo gruppetto di nostri erano in Piazza S. Pietro. Per ricordare questo giorno particolare, invitiamo tutti i nostri amici a recitare, oggi, un Gloria a lui e a leggere un piccolo stralcio dell'omelia di Giovanni Paolo II del 20 maggio 1990 proclamata in occasione della sua beatificazione. Un caro saluto a tutti.

(gg)

"...La fede e la carità, vere forze motrici della sua esistenza, lo resero attivo e operoso nell'ambiente in cui visse, in famiglia e nella scuola, nell'università e nella società; lo trasformarono in gioioso ed entusiasta apostolo di Cristo, in appassionato seguace del suo messaggio e della sua carità".

"Il segreto del suo zelo apostolico e della sua santità, è da ricercare nell'itinerario ascetico e spirituale da lui percorso; nella preghiera, nella perseverante adorazione, anche notturna, del Santissimo Sacramento, nella sua sete della parola di Dio, scrutata nei testi biblici; nella serena accettazione delle difficoltà della vita anche familiari; nella castità vissuta come disciplina ilare e senza compromessi; nella predilezione quotidiana per il silenzio e la "normalità" dell'esistenza".

"Nella sua esistenza la fede si fonde con la carità: saldo nella fede e fattivo nella carità, poiché la fede senza le opere è morta".

"Certo, a uno sguardo superficiale, lo stile di Pier Giorgio Frassati, un giovane moderno pieno di vita, non presenta granché di straordinario. Ma proprio questa è l'originalità della sua virtù, che invita a riflettere e che spinge all'imitazione. In lui la fede e gli avvenimenti quotidiani si fondono armonicamente, tanto che l'adesione al Vangelo si traduce in attenzione amorosa ai poveri e ai bisognosi, in un crescendo continuo sino agli ultimi giorni della malattia che lo porterà alla morte. Il gusto del bello e dell'arte, la passione per lo sport e per la montagna, l'attenzione ai problemi della società non gli impediscono il rapporto costante con l'Assoluto".

(dalla omelia della beatificazione di Giovanni Paolo II, Domenica, 20 maggio 1990)