lunedì, dicembre 31, 2007

I Tipi Loschi reduci da Torino!


Eccoli qua, i Tipi Loschi freschi freschi, tornati ieri sera da Torino, dal pellegrinaggio nei luoghi di Pier Giorgio Frassati e dei Santi Torinesi!

Questa foto è presa dal giardino di Casa Frassati a Pollone, una tappa bella e sentita, perché fatta in un luogo denso dei ricordi e delle cose che parlano del nostro caro Pier Giorgio.

E' sempre una grande esperienza quella di vedere i luoghi, i passi , le strade percorse da uomini come noi che hanno amato Gesù nelle circostanze ordinarie della loro vita.

Significa che il cristianesimo è possibile a tutti, l'essenziale è tenere desto il cuore e i suoi desideri insopprimibili. E' possibile anche per noi, tanto che alcuni vivono proprio così, e non hanno nulla di "strano".

Qui sotto una calda testimonianza di "Zio" Mario Vagnoni.
Evviva i Tipi Loschi, evviva Pier Giorgio Frassati!

Anche quest’anno com’è tradizione per la nostra Compagnia dei Tipi Loschi, nel periodo natalizio che va dal 26 al 30 dicembre andiamo a Torino per il campo invernale a fare visita ai nostri cari amici, i Santi Torinesi che ogni volta ci danno un incitamento sempre maggiore a seguire e ad amare nostro Signore Gesù.
Questo è il 14° anno che si va a Torino e il record di presenze spetta a Marco Pellei che beato lui non se n’è perso uno.
Quest’anno non eravamo molti, circa 35 partecipanti, ma siamo stati lo stesso bene.
Ci dispiace per chi non è potuto, ma soprattutto non è voluto venire, comunque non vi preoccupate abbiamo pregato lo stesso per voi.
Certo chi non è voluto venire si è perso un’occasione importante per riascoltare la vita e gli insegnamenti di questi Santi che sono stati esempi e grandi maestri di vita.
Ricordiamo San Giovanni Bosco che ha speso la sua vita per i giovani più poveri di questa città e dopo tanto peregrinare, ( abbiamo ripercorso a piedi tutti gli spostamenti che egli ha compiuto con i suoi ragazzi) alla fine è arrivato a Valdocco dove ha realizzato il suo oratorio definitivo e ha fatto costruire la Chiesa in onore alla Madonna Ausiliatrice che nel primo sogno gli aveva indicato la missione che doveva svolgere: educare i giovani con ragione, religione e amorevolezza e pensare alla salvezza delle loro anime.
Il discepolo prediletto di Don Bosco era San Domenico Savio che un giorno scrisse al suo maestro cosa desiderava avere in dono: “Aiutatemi a diventare Santo”.
Abbiamo anche visitato come ogni anno l’opera di San Giuseppe Cottolengo che si è occupato dei malati e il suo motto era: “La Carità di Cristo è la cosa più importante”. Siamo stati in compagnia di alcune ospiti del Cottolengo e di alcune suore e siamo rimasti colpiti dalla gioia e dal sorriso di queste persone che nonostante le difficoltà e le sofferenze della vita quotidiana sono animate dalla Carità che viene dal Signore Gesù. Siccome la suora che animava l’incontro è venuta a sapere che Laura ed io ci sposavamo ci ha fatto fare la marcia nuziale suonata dal maestro Alessandro Ciucani.
E’ stato bellissimo in tutti i sensi. Siccome alcuni di noi fanno servizio alla casa di riposo "Pelagallo" di Grottammare, ci siamo proposti per quello che possiamo fare di impegnarci ad amare, ad ascoltare e a dare importanza agli anziani della "Pelagallo" sull’esempio delle Suore Cottolenghine.
Un’altra grande figura è stato San Giuseppe Cafasso che accompagnava i condannati a morte al supplizio e dava loro il sostegno spirituale per la salvezza delle loro anime.
Impressionante è la figura del Beato Francesco Faa di Bruno, scienziato, soldato e poi sacerdote che ha speso la sua vita e la sua intelligenza per gli ultimi in particolare le donne di servizio dando loro una casa e ponendole sotto la protezione di Santa Zita. Poi Sacerdote ha fondato le suore Minime di Nostra Signora del Suffragio che dovevano pregare soprattutto per le Anime del Purgatorio.
Egli ha realizzato oltre alla chiesa anche una grande torre alta 75 m e ciò è -a detta degli esperti ingegneri- un geniale esempio di opera architettonica. Tutti eravamo pronti a salire sulla torre dopo la visita guidata della suora, grande fu la nostra delusione soprattutto quella di Marco Pellei , quando la religiosa ci disse che non si poteva andare in cima.
Di questo beato Faa di Bruno è rimasto ancora intatto il cervello, cosa impossibile perché è ciò che si decompone prima, ma il Signore ha voluto preservare questa sua parte del corpo per far capire che l’intelligenza era il dono più grande che aveva ricevuto ed il Beato lo aveva messo a disposizione di tutti.
Il suo programma era: “Pregare, agire, soffrire”.
Poi abbiamo visitato i luoghi del nostro amico beato Pier Giorgio Frassati e sulla sua tomba conservata nel duomo di Torino abbiamo pregato per tutti i nostri parenti, amici e malati che ci hanno chiesto una preghiera. Siamo stati anche al santuario della Madonna di Oròpa che Pier Giorgio, quando stava nella sua residenza estiva di Pollone, raggiungeva ogni mattina presto a piedi o a cavallo per andarci a messa. Prima di visitare la casa di Pollone leggiamo sempre gli ultimi giorni della sua vita e mi colpisce come, nonostante la sua vita generosa e retta, si preoccupava di piacere sempre a Dio non volendolo offendere con il peccato. Egli si voleva preparare ogni giorno che passa alla morte che non era la fine di tutto, ma l’incontro con Gesù. Egli voleva vivere bene ogni istante della sua vita per non sciuparlo perché tutto è dono di Dio. Con questo voglio concludere questa mia testimonianza.
Il campo di Torino per me è una ricarica spirituale enorme e se fossi rimasto a casa certamente avrei perso un’occasione importante, incontrare Gesù nostro Salvatore attraverso l’esempio di questi nostri amici, i Santi Torinesi.

Un consiglio per chi è rimasto a casa per diversi motivi e parlo anche per me perché potrei cadere nella stessa tentazione. Uno potrebbe dire: “Ma che ci vado a fare a Torino, visitiamo sempre gli stessi posti?”. Se ci fosse Gesù a rispondere a questa domanda direbbe: “Caro fratello, i posti sono gli stessi, ma sei tu che sei diverso rispetto ad un anno fa, stai vivendo situazioni ed esperienze nuove. Non ti far imbrogliare dal demonio che ti vuole togliere la gioia e il gusto di vivere in maniera diversa, non perdere l’occasione che ti do di realizzare un’esistenza più piena e significativa che già i tuoi amici, i Santi Torinesi, hanno percorso. Anche tu puoi seguire questa strada difficoltosa, ma che poi dà grande gioia adesso, ma la darà pienamente in Paradiso e questa strada è la Santità, iniziata con il Battesimo, ma che va sempre alimentata con la vita che un giorno ti diedi morendo sulla croce e oggi continuo a dartela con i Sacramenti. La vita che ti ho dato è una e irripetibile, vivila pienamente e non vivacchiare come dice il tuo amico Pier Giorgio Frassati che già sta qui con me in Paradiso. Imitalo e sarai anche tu beato per sempre”.

Questo è l’augurio che faccio a me e a tutti i Tipi Loschi per quest’anno 2008 e per sempre.


Mario Vagnoni

domenica, dicembre 23, 2007

Buon Natale a tutti!

Cari Tipi Loschi ed Amici dei Tipi Loschi,
vi giunga l'augurio più sincero di vivere ogni giorno della vita il Santo e Gioioso Mistero del Natale di Nostro Signore!
Che siamo sempre con Gesù, che non lo lasciamo mai, e che il mondo veda e creda che senza di Lui non si può fare nulla, nessuno può fare nulla!
Accogliamo Gesù accogliendo i nostri amici, condividendo il dolore e la gioia con tutti.
Siamo una cosa sola!

Un abbraccio a tutti,

Marco Sermarini, presidente della Compagnia dei Tipi Loschi del beato Pier Giorgio Frassati

mercoledì, dicembre 19, 2007

Papa: “se non si riconosce che Dio si è fatto uomo, che senso ha festeggiare il Natale?”


La sintesi della catechesi pronunciata da Papa Benedetto XVI oggi 19 Dicembre 2007.
Da AsiaNews del nostro amico padre Bernardo Cervellera, che ringraziamo per il servizio che fa alla Chiesa e a noi tutti.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Se non si riconosce che Dio si è fatto uomo che senso ha festeggiare il Natale?”, diventa “vuoto”. Benedetto XVI è tornato oggi ad invitare a vivere il vero significato del Natale, “dono” del Dio-con-noi, venuto a portare pace e giustizia al mondo. “Questa fede e la sua grande speranza – ha detto il Papa alle circa 6mila persone presenti nell’aula Paolo VI per l’udienza generale - appaiono lontane dalla realtà della vita vissuta ogni giorno, pubblica o privata in un mondo sempre più caotico e anche violento: lo vediamo ogni giorno, se la luce della verità si spegne, la vita diventa oscura e senza bussola”, “Via via che ci avviciniamo al Natale - ha detto il Papa - la preghiera della Chiesa si fa più intensa, affinché si realizzino le speranze di pace, di salvezza, di giustizia, di cui ancora oggi il mondo ha urgentemente bisogno”. Il Natale, infatti, se da una parte “ci dà il prodigio della nascita nella grotta”, dall’altra “ci esorta ad attendere vegliando e pregando il nostro Redentore che nell’ultimo giorno verrà a giudicare”. “Anche noi credenti, aspettiamo che ci sia giustizia”, ma aspettare giustizia nel senso cristiano indica soprattutto che “noi stessi cominciamo a vivere sotto gli occhi del Giudice”. Realizzando la giustizia nella nostra vita “posiamo aprire il mondo per la venuta, predisporre il mondo al Salvatore che viene e che non si stanca di visitarci nella vita quotidiana”. L’umanità “anela alla giustizia” e “spesso in modo inconsapevole aspetta la salvezza che solo Dio può donarci”, “aspetta Dio”. “Chiediamo a Dio - ha proseguito - che la violenza sia vinta dalla forza dell'amore, le contrapposizioni cedano il posto alla riconciliazione, la volontà di sopraffazione si trasformi in desiderio di perdono di giustizia e di pace”. E “l'augurio di bontà e di amore che ci scambiamo in questi giorni raggiunga tutti gli ambiti del nostro vivere quotidiano. La pace sia nei nostri cuori, perché si aprano all'azione della grazia di Dio”, “la pace abiti nelle famiglie. che possano trascorrere il Natale unite davanti al presepe e all'albero addobbato di luci” e “il messaggio solidarietà e accoglienza che proviene dal Natale contribuisca a creare nuove forme di solidarietà verso le vecchie e le nuove povertà”. “Tutti i membri della comunità familiare, soprattutto i bambini, gli anziani, le persone più deboli possano sentire il calore di questa festa che si dilati poi per tutti i giorni dell'anno''. Il Natale, ha concluso, “sia così per tutti festa della pace della gioia, gioia per la nascita del Salvatore, principe della pace” e “come i pastori, affrettiamo fin d'ora il nostro passo verso Betlemme, nel cuore della notte santa che noi potremo allora contemplare il bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia, insieme con Maria e Giuseppe. Chiediamo al Signore di aprire il nostro animo perché possiamo entrare nel mistero del suo Natale”.

venerdì, dicembre 14, 2007

Se la fiaba perde la Bussola


Esce oggi nei cinema di tutta Italia il nuovo colossal per famiglie "La Bussola d'oro" tratto dalla trilogia di Philip Pullman. Riporto un interessante articolo di Edoardo Rialti che mette in guardia dai contenuti non semplicemente "anticattolici", ma disumani e perversi di cui il libro e il film sono infarciti. Allontanate i bambini dai cinema, o almeno aiutateli a giudicare, ne va della loro Salvezza.

"Ecclesiastici sessuofobi, bimbi lascivi e un mondo in cui il relativismo trionfa gettando il crocifisso in mare. Pronti per il film di Natale di quest'anno?
«Le mie simpatie vanno al tentatore, assolutamente. L'idea è che il peccato, la Caduta, sia stata una cosa molto positiva. Se non fosse successa noi saremmo ancora dei giocattoli nelle mani del Creatore». Quest'affermazione, che non stupirebbe leggere nelle retoriche affermazioni di qualche pensatore ottocentesco da quattro soldi, campeggiano trionfalmente sulla quarta di copertina della trilogia fantastica di Philip Pullman, Queste oscure materie, da cui la New Line ha tratto un adattamento cinematografico del primo volume che uscirà a Natale, La bussola d'oro (The Golden Compass). Questo dunque è il "film per le famiglie" che ci vedremo proporre molto presto; questo è il film che tanti genitori vedranno assieme ai loro bambini, e che è solo la punta acuminata e tagliente dell'iceberg delproblema del perpetuo e costante attentato alle strutture basilari della conoscenza umana in tanta letteratura per ragazzi. Pullman riadatta i primi capitoli della Genesi per i suoi lettori bambini e adolescenti in una cornice fatta di viaggi tra i mondi, battaglie, tradimenti e creature fantastiche, ma la prospettiva è ribaltata: gli eroi qui sono Satana e i suoi, che hanno aiutato l'umanità schiava del proprio geloso Padrone. Protagonista è una bambina che si rivela essere la nuova Eva: aiutata da un oggetto capace di rivelare i segreti di ogni cosa, la bussola d'oro appunto, riesce a uccidere Dio e a liberare le anime dalterrore della morte, permettendo finalmente loro di dissolversi nel cosmo, scopre le gioie della sessualità con il suo amico dodicenne - in questo consiste il "frutto proibito" che la Chiesa odia e teme, descritto in pagine capaci di suscitare davvero cattive suggestioni nei giovanissimi lettori - e instaura la gioiosa "Repubblica dei Cieli" che si contrappone al perfido"Regno dei Cieli" e ai suoi ipocriti servitori, una Chiesa fatta di fanatici assassini, sadici sessuofobi e mutilatori. Il partito dei "buoni" allinea invece un'accozzaglia davvero raccomandabile:assieme ai due protagonisti - poco tratteggiati e pieni di problemi con le rispettive famiglie, così da favorire l'identificazione di ogni adolescente - e ad alcune figure classiche delle fiabe (il re reietto e il vecchio guerriero saggio) ci sono un clan di streghe che si scoprono essere state calunniate dalla Chiesa, due angeli omosessuali (sì, omosessuali!) e una ex-suora che diventa il "Serpente" della storia, che saprà indicare ai due giovani la via della vera libertà e autocoscienza: la scoperta che non esistono il bene e il male, ma solo ciò che fa bene o male a te e agli altri. La grande liberazione qui non è come in Tolkien gettare l'Anello delle Tenebre e del Potere nelle fiamme da cui è venuto - rispedito almittente - ma scagliare un Crocifisso in fondo al mare, e con esso tutti gli odiosi sensi di colpa e i sacrifici. L'adattamento cinematografico pare sia un poco annacquato: allo scopo di evitare che qualche genitore cristiano un poco meno rimbecillito storca il naso davanti alle più evidenti parodie e accuse al cristianesimo la Chiesa è chiamata "Magisterium" (come nel libro del resto, ma chi conosce il latino?) e i suoi perfidi gerarchi non indossano l'abito talare ma una sorta di divisa militare. Nicole Kidman, che interpreta la malvagia e fanatica Miss Coulter, assicura che la sua coscienza di cattolica è a posto: il film non è contro la Chiesa, è solo contro Dio, quindi c'è di che star sereni, no? Inogni caso anche una versione edulcorata sarà la migliore cassa di risonanza perché i libri di Pullman siano letti e il suo messaggio diffuso. Le migliori menzogne sono quelle che lavorano piano piano, e la più grave che Pullman propone, e di cui ben pochi colgono la valenza tragica per i suoi giovani lettori, è la segreta radice anche dei suoi rabbiosi e superficiali attacchi alla Chiesa: per Pullman la libertà è indipendenza, non amore. (......)"

I Tipi Loschi su SAT2000


Carissmi amici,
segnatevi già da adesso queste due date: venerdì 28 marzo e venerdì 4 aprile 2008, alle ore 17.30... E' un po' presto? Beh, è importante! In quelle due date, andando su SAT2000, vedrete i Tipi Loschi. La trasmissione si chiama "Mosaico in Piazza". Si parlerà della nostra Diocesi e (anche) della Compagnia, con riprese e interviste che sono state effettuate presso la nostra sede, un po' di tempo fa... Ma ve le ricorderemo ancora quelle date! Per adesso vi giriamo la bella mail degli amici che ci sono venuti a intervistare e a riprendere...


"Carissimi tutti,
ho appena ultimato di scalettare i nostri girati: siete stati magnifici! Il viaggio di SAT2000 nella Vostra Diocesi verrà trasmesso in due puntate e andrà in onda venerdi' 28 marzo e venerdi' 4 aprile, alle 17 e 30 in"Mosaico in Piazza". Ricordo a tutti voi che SAT2000 trasmette in chiaro sia sul digitale terrestre che sul satellite, nel bouquet RAI. Inoltre, è presente sulla piattaforma SKY, al canale 801. La Vostra disponibilità e la Vostra generosità sono rimaste nel cuore ditutti noi. E da tutti noi giungano il nostro grazie ed infiniti auguri di un Natale Santo.
Grazie, con tutto il cuore possibile, Lucia, Andrea, Agnese ed Emiliano"

mercoledì, dicembre 12, 2007

..Ma che c'entra la nascita di Gesù col Natale? E' una scemenza!

Stamattina ho letto su Il Giornale una lettera che vi riporto subito qui sotto.
Non è un fatto nuovo (purtroppo)... dejà vu, insomma! Un bambino di IV Elementare esegue un disegno che doveva avere come tema il Natale (o forse è meglio scrivere "natale"?). Inizia allora a disegnare la Natività di Gesù, ma la maestra glielo impedisce a brutto muso, sostenendo che è una "scemenza" associare la nascita di Gesù al Natale (!).
Il fatto però, è di routine (insieme ai crocifissi che volano nel cassetto, i presepi fuorilegge, come pure la bistecca di maiale e le recita con gli Angeli, i pastori e i Magi...).
Oggi la società "sana" è definibile iperpacifista e iperbuonista, quella cioè dell'apertura al Dialogo e alla Multiculturalità,... questo episodio fa capire che tipo di radice ha quella pace e quella bontà.
Insomma la nostra società tollera tutto e tutti, ma non i cristiani e il cristianesimo.
Ma, non preoccupiamoci, anche questo non è una novità,... ci avevano già avvisato molti anni fa.
(g.g.)


"Caro Direttore,
sono un Vostro lettore «da sempre» ed invio la presente per segnalarvi quello che a mio avviso, è un fatto molto grave avvenuto in questi giorni nella scuola elementare Villani di Firenze, ove mio figlio Alessandro di anni 9 frequenta la classe IV C.La maestra di disegno ha nei giorni scorsi invitato gli alunni a fare un disegno che rappresentasse il Natale e mio figlio si stava quindi accingendo a rappresentare la «Natività di Cristo» quando è intervenuta detta maestra «vietando» al bambino di disegnare «Gesù bambino».Mio figlio è rimasto molto amareggiato da questa vicenda, anche perché non è riuscito a comprendere la ragione di tale assurdo divieto ed ha riferito il proprio turbamento a noi genitori.Pensando l'incidente si fosse verificato per un equivoco, mia moglie si è quindi recata personalmente a parlare con la maestra di disegno ma questa, appresa la ragione del colloquio, si è «inalberata» affermando che sarebbe «una scemenza» (testuali parole) voler rappresentare la nascita di Gesù Cristo ed associarla al Natale (ma a cos'altro andrebbe associato il Natale? Al solstizio di inverno?), poiché in tal modo si rischierebbe di offendere il sentimento religioso di chi non è cristiano.In ogni caso, a detta della maestra di disegno medesima, le insegnanti sarebbero obbligate ad impedire qualsivoglia rappresentazione religiosa, anche nei disegni e addirittura gli insegnanti di «Religione» non potrebbero parlare di Gesù Cristo agli alunni. Richiesta di indicare quale mai fosse la norma cui faceva riferimento, la maestra medesima ha girato le spalle e se ne è andata senza neppure salutare. Il giorno dopo, anche l'insegnante di Italiano è intervenuta in classe sull'argomento, dicendo agli alunni che «le maestre sono stufe delle "scemenze" delle loro mamme».Non ho parole per commentare l'accaduto. Non condivido che nelle nostre scuole il Natale non sia più rappresentato come quando ero bambino io (quarant'anni fa) con recite e canti dedicati alla nascita di Gesù, ma ritengo che costituisca un vero atto di violenza morale impedire ad un bambino di 9 anni di rappresentare in un disegno la Natività, specie in un disegno che la maestra stessa ha detto doveva essere dedicato al Natale e portato a casa dalle rispettive famiglie.
Walter Vecchi" (Da Il Giornale del 12/12/2007)

domenica, dicembre 09, 2007

PUBBLICITA' PROGRESSO?



Qualche giorno fa sono incappata nella pubblicità progresso patrocinata dal Ministero dello Sport e delle Politiche Giovanili: pensavo fosse uno dei soliti “irritanti” spot di Dolce e Gabbana….pensate un po’! E’ una pubblicità sul problema delle stragi del sabato sera. Protagonisti un gruppetto di amici e la loro serata-tipo in discoteca. Cosa stanno facendo? Si stanno divertendo? Ballando? Cantando? Facendo conoscenze? Niente di tutto ciò. Uno dopo l’altro crollano fisicamente (chi sulle poltroncine del locale a gambe all’aria, chi con la testa sprofondata in un cuscino) sotto gli effetti di alcol e fumo, e dico alcol e fumo non in base ad una maliziosa supposizione ma perché i protagonisti dello spot si ubriacano e fumano a tutta camera. Mentre passano queste scene di “sano divertimento” compaiono scritte del tipo: “sedili reclinabili-marmitta catalitica- doppio air bag”…mah!? Cos’è: umorismo inglese…bravo chi capisce!! Conclusione: al ritorno in macchina c’è un poveretto (a questo punto lo chiamo poveretto) al quale è toccato rimanere lucido e riportare a casa questi zombi dei suoi amici che, mezzi svenuti sui sedili posteriori, si godono il “giusto riposo” e non rispondono più, nemmeno alla domanda fatta dall’eccitato e impaziente guidatore che chiede: “Allora ragazzi: chi è il prossimo?” Ossia: a chi tocca sacrificarsi e non ubriacarsi e farsi una canna? Questa è la politica giovanile del governo italiano: sballatevi pure, fatevi le canne, bevete quanto e cosa volete; l’importante è che non vi ammazzate con la macchina, quindi uno di voi, a turno, si sacrifica e resta lucido e riporta a casa tutti. Dai! che la prossima volta recupera e si diverte anche lui. OK???” Brava! Brava! Brava! (per chi segue Zelig) il nostro ministro Melandri, che qualche sera fa si stracciava le vesti e auspicava con volto serio e preoccupato provvedimenti importanti per questi giovani senza valori dopo gli avvenimenti Perugia. Ma facciamo allora una pubblicità progresso anche per gli universitari con questo messaggio: “ragazzi studiate, un po,’ e divertitevi come volete, l’importante e che non vi sgozzate tra di voi. OK?? E concluderei con un bel T.V.TTT. B.!!!” Purtroppo, dietro queste mie battute c’è solo una grande amarezza e un grande dolore. E’ tutto qui quello che sappiamo dire ai nostri giovani già così fragili e confusi: istruzioni per l’uso? Non agitare, Non ingerire, Non capovolgere e bla bla bla. Poi ce la prendiamo con il con il Papa perché quando si rivolge ai giovani non usa mezzi termini, non dice mezze verità, non indica mezze soluzioni. La vita è una cosa seria e bella allo stesso tempo e la si può vivere e godere ad occhi aperti perché è illuminata da una Grande Speranza, nonostante il peccato e il male dell’uomo. Questa speranza, a cui anela il cuore di ogni ragazzo, quelli di oggi come quelli di ieri (a cui questi nostalgici adulti guardano con sempre con rimpianto….che lagna!) è ciò che cambia e rende migliore questo mondo. Il problema non sono questi giovani, ma questa generazione di adulti (in testa anche tanti dei parlamentari che fanno le leggi del nostro paese) che non crede e non vive più niente, se non lo sballo responsabile.
Scusate la polemica, ma sono veramente arrabbiata, anzi offesa. Offesa per come si spendono i nostri soldi e per come questi falsi maestri ci vogliono insegnare dai pulpiti della tv come si educano i nostri figli. NON MI VA BENE! IO NON CI STO (direbbe un mio amico). E voi che ne pensate gente? Aspetto i vostri commenti.

lunedì, dicembre 03, 2007

Satana vuol prendersi anche il Natale! Non permettiamolo

Il 1 dicembre è iniziato l'Avvento, un periodo in cui la Chiesa ci invita a tenere il cuore desto e a prepararci per il Natale. Cioè, ci invita ad attendere l'avvenimento che è al centro della nostra fede, Dio che per starci ancora più vicino, si fa uomo e nasce in mezzo alla nostra realtà quotidiana, nella vita di tutti i giorni.
Perciò in questi giorni dobbiamo preparare il nostro cuore ad accogliere Gesù.
Sono tutti giorni "speciali" allora, che è bene non sprecare per non arrivare il 25 dicembre senza essersene nemmeno accorti.
Con questo fine, vi invito a leggere una riflessione di Padre Livio Fanzaga, la voce di Radio Maria.
Come sempre efficace...


Cari amici,
con la festa di Cristo Re si conclude l'anno liturgico.
Poi, con iltempo che corre freneticamente, passeremo in un baleno attraverso il periodo di Avvento e ci troveremo a Natale senza accorgercene.
E' perciò necessario predisporre alcune tappe, prima che la corsa ai regali degli ultimi giorni ci faccia arrivare alle S. Messa di mezzanotte impreparati ed esausti.
Innanzi tutto incominciamo a costruire il presepio nelle nostre case e così potremo pregare con i bambini davanti alla capanna di Gesù Bambino e insegnare loro il mistero principale della nostra fede, che è l'incarnazione del Figlio di Dio.
Rinnoviamo nelle nostre famiglie la preghiera del S. Rosario e spegniamo la televisione.
La nostra famiglia incomincerà a pregustare in anticipo la pace del Natale.
Prepariamo la confessione per tempo, in modo tale che Gesù possa innanzi tutto nascere nella culla del nostro cuore.
Riconciliati con Dio e con noi stessi, avremo un cuore natalizio da regalare ai nostri cari.
Satana vuole predersi il Natale. Non dobbiamo permetterlo.
Incominciamo da noi stessi, dalle nostre famiglie e dalle nostre parrocchie.

(P. Livio Fanzaga, 22 Novembre 2007)