giovedì, marzo 29, 2012
Il Papa parla della gioia e di Pier Giorgio nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù di quest'anno
Esercizi spirituali degli studenti medi
Carte Scoperte - presentazione del libro I Nuovi Unni - Ecco il collegamento.
Rassegna stampa mostruosa
Bioetica
Basta animali, usiamo gli embrioni umani 233 KB
29 Marzo 2012 - Vita
Bioetica
Il piano inclinato che ci abitua al peggio 199 KB
mercoledì, marzo 28, 2012
Ogni essere umano deve scrutare la verità ed optare per essa quando la trova, anche a rischio di affrontare sacrifici, dice il Nostro Uomo a L'Avana (absit injuria verbis)
"In realtà, chi agisce irrazionalmente non può arrivare ad essere discepolo di Gesù. Fede e ragione sono necessarie e complementari nella ricerca della verità. Dio ha creato l'uomo con un'innata vocazione alla verità e per questo lo ha dotato di ragione. Certamente non è l'irrazionalità, ma l'ansia della verità quello che promuove la fede cristiana. Ogni essere umano deve scrutare la verità ed optare per essa quando la trova, anche a rischio di affrontare sacrifici.
Inoltre, la verità sull'uomo è un presupposto ineludibile per raggiungere la libertà, perché in essa scopriamo i fondamenti di un'etica con la quale tutti possono confrontarsi e che contiene formulazioni chiare e precise sulla vita e la morte, i doveri ed i diritti, il matrimonio, la famiglia e la società, in definitiva, sulla dignità inviolabile dell'essere umano. Questo patrimonio etico è quello che può avvicinare tutte le culture, i popoli e le religioni, le autorità e i cittadini, e i cittadini tra loro, e i credenti in Cristo con coloro che non credono in Lui".
Benedetto XVI, Omelia durante la Santa Messa a La Havana, 28 Marzo 2012
martedì, marzo 27, 2012
Mons. Luigi Negri e Gianfranco Amato domani sera su San Marino TV
Cari amici, vi invitiamo ad assistere allo spettacolo televisivo «A carte scoperte», che vedrà in dialogo due nostri amici, Mons. Luigi Negri, Vescovo di San Marino - Montefeltro, e Gianfranco Amato, sul tema dei «Nuovi Unni», il recente libro pubblicato da Fede & Cultura, della serie dei libri di CulturaCattolica.it.
Carte Scoperte è un talk di approfondimento. Obiettivo: partire da un fatto e scoprire quale persona si nasconde dietro il personaggio che tutto conoscono. E' un modo diverso di fare televisione. Si offre all'ospite il tempo di ragionare, di spiegare e, "scoprendo le carte" si cerca di far emergere un poco di verità. La trasmissione va in onda ogni mercoledì alle 22.05 sul canale 520 di Sky e sul canale 73 del digitale terrestre. Viene replicata la domenica alle 13, sul digitale terrestre. Sul satellite invece le repliche sono il giovedì alle 10 e alle 17, il sabato alle 18.10 e la domenica alle 9.15 alle 17.20 e alle 22.30. Oppure resta per una settimana, da mercoledì a mercoledì, sul sito www.sanmarinortv.sm.
L'appuntamento è quindi per Mercoledì 28 marzo 2012, alle ore 22.05.
Vi invitiamo inoltre ad acquistare il libro e a diffonderlo.
lunedì, marzo 26, 2012
Viva Cristo Rey! Viva la Madonna di Guadalupe! parola di Benedetto XVI
venerdì, marzo 23, 2012
Intervista di Avvenire al Card. Timothy Dolan: no al piano Obama sull'aborto «gratis»
Avvenire parla di Cristiada, film sui Cristeros presentato proprio in questi giorni in Italia
martedì, marzo 20, 2012
Rassegna triste
Omosessuali
Europa e giudici calpestano il buonsenso 436 KB
20 Marzo 2012 - CorrieredellaSera
Omosessuali
Rimini: il silenzio del legislatore 111 KB
20 Marzo 2012 - Europa
Omosessuali
Nozze gay, i tempi sono maturi 88 KB
20 Marzo 2012 - Unita'
Omosessuali
Il governo non pu trascurare i diritti civili 75 KB
lunedì, marzo 19, 2012
Da Il Foglio, 17 marzo: Il realismo dei geni (di Carlo Valerio Bellieni)
Il Foglio, 17 marzo 2012
Carlo Bellieni
Ci hanno insegnato che dire DNA è dire determinismo; ma la scienza ci mostra invece l'esatto opposto. Partiamo da una ricerca svizzera pubblicata in questi giorni: trattare male i bambini altera l'espressione del loro DNA con il serio rischio che queste alterazioni diventino ereditabili. Questo inquietante scenario riguarda non solo i maltrattamenti, ma anche gli insulti ambientali e fisici e ci apre ad una realtà imprevedibile solo vent'anni fa: il DNA "riceve ordini" dall'ambiente e potrebbe trasmetterli alle generazioni future! Il tutto regolato da una nuova branca della biologia: l'epigenetica.
Attenti i dogmatici e i fan dell'immobilismo: l'epigenetica (regolazione ad un livello superiore –"epi"- dell'espressione dei geni) ci dice che se credevamo di arrivare a conoscere la vita decifrando il DNA, ora ci sentiamo dei bambinetti presuntuosi: Il DNA parla, ma è l'ambiente che lo fa parlare tramite una struttura ancora più complessa, ancora tutta da decifrare. Il DNA parla in rapporto a quello che gli chiede l'ambiente. Capite come cambia la prospettiva? Quello che siamo non è "già scritto", e quello che è scritto, può essere letto dalla natura in vari modi. "Nella mente del pubblico, l'identificazione di geni responsabili di malattie era un passo sulla via di una medicina personalizzata. Sfortunatamente, si è mostrato essere un passo molto piccolo" spiega l'oncologo Nahid Turan sulla rivista Epigenetics.
Per un pediatra, l'epigenetica è l'uovo di Colombo: certi stimoli arrivati nel pancione o nei primi momenti
della vita, "svegliano" o "addormentano" dei geni. Ad esempio, se ai feti arriva meno nutrimento, questo sveglierà dei geni che predispongono da adulti allo sviluppo dell'ipertensione o del diabete. Se invece il bambino ancora in fasce riceve meno coccole –come risulta da studi su animali- , la loro mancanza è in grado di addormentare dei geni che prevengono lo stress. E queste attivazioni di geni si trasmettano alle generazioni seguenti, tanto che se uno nasce dopo una carestia trasmette il ritardo di crescita alla nascita alle generazioni seguenti.
I ricercatori italiani proprio in questi giorni hanno pubblicato la loro importante scoperta in questo campo: una proteina, Zfp57, che insieme ad altri fattori garantisce la conservazione dei segnali epigenetici dall'embrione all'adulto: questo lasciar parlare o zittire alcuni geni avviene infatti attraverso certe molecole che solo ora iniziamo a conoscere.
Roba solo da scienziati? Mica tanto. Pensiamo ad esempio alla fecondazione in vitro: avviene in vitro e non nel pancione delle mamme, a contatto con le cellule della tuba uterina e con le proteine che queste cellule producono. Può questo ambiente attivare o disattivare dei geni in modo diverso da quanto farebbe l'utero materno? Essendo malattie rarissime, ancora non lo sappiamo; tuttavia leggiamo che disordini dell'imprinting, legati a modificazioni epigenetiche, "possono essere aumentati in seguito alla fertilizzazione in vitro" (Best Pratice and Research, luglio 2007) Ma se l'ambiente influisce su come il DNA si esprime, e dato che quest'influenza si eredita, si capisce come si apra una prospettiva verso nuove frontiere evoluzionistiche: come diceva il chimico Enzo Tiezzi, l'evoluzione è stocastica, non casuale, cioè è armonica con l'ambiente da cui riceve e cui dà collaborazione. Le variazioni dell'ambiente non sono solo "selettive" di chi "non è adatto", ma anche indirizzano il DNA ad esprimersi in armonia con le variazioni stesse, pur senza modificarne la struttura.
Eva Jablonka, genetista dell'università di Tel Aviv, nel suo libro "Evoluzione a quattro dimensioni" (UTET, 2009) sostiene, parlando dell'ereditarietà, che essa: "non ha a che vedere soltanto con i geni; alcune variazioni ereditarie non sono casuali in origine; certe informazioni acquisite vengono ereditate". E aggiunge: "Simili affermazioni rischiano di suonare eretiche alle orecchie di chiunque abbia appreso sui banchi di scuola la solita versione della teoria evoluzionista di Darwin secondo cui l'adattamento ha luogo attraverso la selezione casuale di variazioni genetiche casuali. Trovano tuttavia saldo fondamento nei nuovi dati".Ovviamente a chi vuole dimostrare che la vita a tutti i costi è casuale, questo non va giù; ma i dogmi scricchiolano: abbiamo iniziato il 21° secolo col mito del sequenziamento del DNA, e ora ci troviamo la porta spalancata su un mistero mille volte maggiore.
Il pensiero di tre magistrati sulla recente sentenza della Corte di Cassazione sui matrimoni tra gay
Rassegna stampa del 19 marzo 2012 (tristezza! tristezza! tristezza!)
17 Marzo 2012 - CorriereMercantile Omosessuali SI PARLA DI NOI :: Giudici creativi 133 KB 17 Marzo 2012 - Avvenire Fecondazione Artificiale Sconfitte le lobby gay 247 KB 17 Marzo 2012 - Avvenire Omosessuali Non il sentire comune 469 KB 19 Marzo 2012 - ItaliaOggi Omosessuali Si parte dalla forma 178 KB 17 Marzo 2012 - Repubblica Omosessuali Prove di accordo bipartisan 120 KB 19 Marzo 2012 - Unita' Omosessuali ...e ora le leggi 116 KB 17 Marzo 2012 - Europa Omosessuali Il nostro no alle nozze gay 183 KB 17 Marzo 2012 - Foglio Omosessuali Date alle famiglie i diritti dei conviventi 72 KB 17 Marzo 2012 - Foglio Omosessuali A ciascuno la sua casa 112 KB 17 Marzo 2012 - CorrieredellaSera Omosessuali Bufera tra gli anglicani 114 KB 18 Marzo 2012 - RomaSette Famiglia, primo valore per gli italiani 360 KB 17 Marzo 2012 - Avvenire Famiglia E Lavoro Donne senza aiuti 109 KB 18 Marzo 2012 - Avvenire Lo straordinario si fa ordinario 783 KB 18 Marzo 2012 - Avvenire CISF. La coppia scoppia se solo un aggregato 121 KB |
giovedì, marzo 15, 2012
Il protagonista de Il Circo della Farfalla è anche protagonista di Bella
«Liberate Asia Bibi»: petizione all'Onu per salvare la cristiana condannata a morte in Pakistan
mercoledì, marzo 14, 2012
L'ultima fatica del nostro amico Gianfranco Amato, I nuovi Unni.
Rassegna stampa (tristezze! tristezze!)
Divorzio Breve
Si allungano i tempi per l'approvazione 47 KB
14 Marzo 2012 - Avvenire
Omosessuali
Da Strasburgo nuovo spot gay 98 KB
14 Marzo 2012 - Stampa
Omosessuali
La famiglia anche gay 245 KB
14 Marzo 2012 - Giornale
Omosessuali
Hanno vinto i gay 157 KB
14 Marzo 2012 - libero
Omosessuali
La lobby gay piega l'Europa 100 KB
Non ci dovevano toccare Dante, dice Annalisa Teggi... - Da Tempi - Bravo, Tempi, bravissima la nostra Annalisa!
Dante spiegato da Chesterton è estremista e fazioso. Cioè libero fin nel midollo
E così anch'io, come molti, ho letto l'argomentazione, dettagliatamente giustificata, in base a cui sarebbe opportuno espungere la Divina Commedia di Dante dai programmi ministeriali o «almeno di inserire i necessari commenti e chiarimenti».
- LEGGI: Langone: «È il primo passo dell'Onu per abolire la Bibbia»
- LEGGI - Nembrini: «Non bisogna difendere la Commedia, ma un principio di sanità culturale»
- LEGGI - «Dante è considerato offensivo perché oggi giudicare è un tabù»
- LEGGI - La Divina Commedia è «sessista, antisemita e islamofoba». Lo dice l'Onu
- LEGGI - Tremende bazzecole di Annalisa Teggi
Io faccio parte di quella grande truppa di gente che di qui a qualche mese s'imbarcherà nell'avventura del Tfa (il tirocinio per ottenere l'abilitazione all'insegnamento) e, dunque, mi sto rimettendo a studiare in vista degli esami previsti; il primo scoglio da superare sarà, a quel che si dice, un quiz a risposte multiple, in cui se Dante c'entrerà in qualche modo, sarà perché ci verrà chiesto se il verso «fu viso a me cantare essa sustanza» contiene una sineddoche, una sinalefe o una sinestesia. Anche questa puntigliosità è molto giusta, perché penso davvero che lasostanza con cui Dante ci abbraccia sia più vivamente commovente grazie agli strumenti (metrici, retorici, ecc) con cui l'ha cantata.
Ma una volta compiuto il mio tirocinio, una volta superato un concorso, probabilmente in un tempo ancora assai lontano, entrerò in classe e comincerò a fare quello che molti insegnanti fanno tutti i giorni. Leggere e far studiare Dante, tra le altre cose.
È su questo che comincio a farmi delle domande. È su questo che urgono chiarimenti e commenti. Che non sono le note a piè pagina da far studiare ai ragazzi per risolvere l'enigma del veltro. Il punto è capire se io saprò parlare in modo sensato del medioevo, se saprò giustificare l'estremismo di cui Dante fu davvero capace, senza giustificarmi di fronte all'alunno islamico perché il nostro sommo poeta ha davvero usato immagini crude e cruente per parlare di Maometto.
Probabilmente in un eccesso di fervore dantesco, intuisco che proprio con il XXVIII dell'Inferno (là dove compare l'immagine atroce di Maometto squartato) Dante mi offrirebbe un'opportunità imperdibile come insegnante di alunni che, verisimilmente, saranno sempre più eterogenei (e confusi in ogni senso). Potrebbe essere l'opportunità coraggiosa di mettere da parte per un attimo la parafrasi e di parlare di un'epoca in cui ciò che noi, con le nostre etichette moderne, classifichiamo come razzismo era il guardarsi reciproco di due civiltà assolutamente diverse, ma così sane da ricordarselo a vicenda (e, va detto, non solo in modo rispettosamente e politicamente corretto).
L'orizzonte che Dante suggerisce, mostrandosi a noi in modo così clamorosamente fazioso, è un invito aperto - cioè da uomo libero - sulla necessità di renderci conto che l'encomiabile parola "tolleranza" oggi spalanca un orizzonte davvero aperto - cioè inconsistente. Questa ipotesi mi è sorta da quando frequento con assiduità il signor Chesterton e mi sono convinta che queste sue parole siano il chiarimento introduttivo davvero necessario a chi insegna la Divina Commedia:
«Il Medioevo fu un’epoca razionale, l’età della dottrina. La nostra epoca è, bene che vada, un’età poetica, l’età del pregiudizio. Una dottrina è un punto ben marcato; un pregiudizio è un’indicazione di direzione. Una direzione è sempre e di gran lunga più fantasiosa di un progetto. Preferirei avere in mano la più antica delle cartine su cui è tracciata la strada per Brighton piuttosto che una generica raccomandazione di girare a sinistra. .
Non è strettamente vero che un credo unisce gli uomini. Al contrario, la diversità di credo unisce gli uomini – fintanto che la diversità resta chiara. Un confine unisce. Molti magnanimi musulmani e cavalieri crociati, essendo entrambi dogmatici, dovettero sentirsi molto più uniti di due vagabondi agnostici.
La differenza tra questi due sistemi mentali è netta e inconfondibile. E la differenza essenziale è questa: i pregiudizi sono divergenti tra loro, mentre le fedi sono sempre in aperta collisione tra loro. I credenti sbattono l’uno contro l’altro, mentre i bigotti si tengono alla larga tra di loro. E funziona proprio così riguardo alle nostre attuali divisioni: ci tengono l’uno alla larga dall’altro» (da Cosa c'è di sbagliato nel mondo).
Verrebbe da sintetizzare il tutto dicendo che solo gli estremisti possono essere veri mediatori tra loro; ma questo è solo un giochetto linguistico dovuto all'eccessiva frequentazione del signor Chesterton. Vero è, invece, che la tolleranza di cui si parla oggi ha molto a che fare con la nebbia indistinta in cui, procedendo per sottrazioni politicamente corrette, la geometria di base salta e rimaniamo senza un punto fermo, senza un centro.
A un uomo come il signor Chesterton, che studiava con il telescopio la storia, anziché col microscopio, capitò di pronunciare, pressoché un secolo fa, quella che potrebbe benissimo essere scambiata per una profezia calibrata al millimetro su questo nostro tempo, ma invece è solo la voce realista di chi intuisce che «noi non comprenderemo il problema del passato finché non comprenderemo che quel problema riguarda anche il presente, e persino il futuro». Era in compagnia delle parole del poeta medievale Chaucer (quello che si potrebbe definire il corrispettivo di Dante nella letteratura inglese) e stava parlando di quell'epoca - attraversata anch'essa come la nostra da serie contraddizioni - in cui giovani ragazzi partivano per le crociate: «Senza considerare l'aspetto religioso, dobbiamo renderci conto che c'è stato un momento, e potrà esserci ancora, in cui l'Europa aveva un centro. E noi tutti dobbiamo aspettarci, nel futuro, molti patetici tentativi di centralizzare l'Europa senza un centro».
http://annalisateggi.blogspot.com/
martedì, marzo 13, 2012
Rassegna stampa (tristezze)
| 04 Marzo 2012 - VeronaFedele Divorzio Breve SI PARLA DI NOI :: La famiglia sempre più sola 384 KB 13 Marzo 2012 - Giornale di Reggio Omosessuali Rissa interna al Pd sulla Bindi omofoba 198 KB 13 Marzo 2012 - Repubblica Fecondazione Artificiale Quei bambini nati in provetta grazie alla Corte 492 KB |
"Una cosa morta può andare con la corrente, ma solo una cosa viva può andarvi contro" (Gilbert Keith Chesterton)
lunedì, marzo 12, 2012
Rassegna stampa
Omosessuali
Polemica sulle nozze gay 151 KB
12 Marzo 2012 - Unita'
Omosessuali
Bindi: sì ai diritti no ai matrimoni 84 KB
11 Marzo 2012 - Repubblica
La crociata anti-gay 227 KB
11 Marzo 2012 - Giornale di Reggio
Omosessuali
Alfano apre il fronte gay 283 KB
11 Marzo 2012 - Unita'
Omosessuali
Il sì dei gesuiti ai diritti 152 KB
12 Marzo 2012 - CorrieredellaSera
Omosessuali
Blair e Cameron alleati contro la Chiesa 143 KB
12 Marzo 2012 - Repubblica
Omosessuali
Blair sfida il Papa: s alle nozze gay 142 KB
11 Marzo 2012 - CorriereMezzogiorno
Separazione
BARI. Matrimoni sempre più precari 134 KB
10 Marzo 2012 - Avvenire
Matrimonio
Il Papa: difendere il matrimonio questione di giustizia 222 KB
10 Marzo 2012 - Sole24ore
Diritto al congedo se c' convivenza 97 KB
10 Marzo 2012 - Avvenire
Fecondazione Artificiale
Dati in crescita 102 KB
Da Il Sussidiario - In un “orologio” il segreto della parità tra uomo e donna (una lucidissima Costanza Miriano! e l'intervistatrice tira in ballo Chesterton...!)
Non riesco a immaginare uno scenario più eloquente per un'intervista in tema lavoro-famiglia: da un capo del telefono l'intervistatrice patteggia con i tre denti e mezzo della secondogenita un block notes sbocconcellato; dall'altro l'intervistata, tra una risposta e l'altra, dirime controversie sull'utilizzo della play station da parte di eredi più grandicelli. Costanza Miriano è un'autorità in materia di madri lavoratrici, visto che di figli ne ha quattro, e di lavori quasi altrettanti, dopo che il successo del suo primo libro, Sposati e sii sottomessa, ha aggiunto un carico di impegni notevole a quello di casa e tg3.
In un recente incontro pubblico, lei ha affermato che sul lavoro "la vera discriminazione non è contro le donne, ma contro le mamme… quando chiedono tempo e spazio per stare a fianco dei bambini". Qual è secondo lei una possibilità praticabile per la conciliazione?
Ormai abbiamo visto che le donne sono in grado di scalare qualsiasi vertice: possono arrivare sulla luna, dirigere aziende, scoprire malattie. Il problema è quanto ci costano queste conquiste sul piano che ci è più caro: quello degli affetti, per quanto le donne cerchino di negarlo. Una donna che ha successo in campo professionale deve comunque mettere tra parentesi la famiglia. Occorre una forte battaglia culturale sui tempi di lavoro, che sono il vero problema: una battaglia culturale sulla flessibilità, sulla possibilità di lavorare a distanza, entro vincoli non di orario, ma di risultato. Una donna cui questa possibilità viene data offre in cambio una grande lealtà. Ho colleghe che a fronte dell'ottenuta flessibilità di orario lavorano anche malate: è una flessibilità in due sensi. Mi piacerebbe che le battaglie per le pari opportunità vertessero su questo punto: non per il successo e la carriera, ma per rendere materno il mondo del lavoro.
Cosa pensa delle proposte di "quote rosa" nei vertici aziendali o nei cda delle società quotate in borsa?
Sono contrarissima! Se capitasse a me, sarebbe una vera iattura, prima di tutto per un motivo pratico: i tempi delle aziende non sono a misura di donna, o meglio, di mamma. Non è semplice conciliare con i tempi dei figli riunioni serali, pranzi e occasioni per tenere le relazioni… Alle donne dovrebbe essere permesso di lavorare per obiettivi, accorciando i tempi. Ma sono contraria anche per un motivo più serio: il potere è profondamente maschile perché in qualche modo è sempre un po' violento; caratteristica femminile è quella di saper mediare, accogliere, tenere insieme, ammorbidire i contrasti, valorizzare i talenti, far funzionare quello che c'è con le persone che ci sono, tirandone fuori il meglio. Queste logiche del tutto femminili al momento non sono quelle che servono nelle aziende, e probabilmente non lo saranno mai, perché il "principe di questo mondo" vuole così.
Una mamma contenta del lavoro che fa non è una presenza migliore per la sua famiglia, piuttosto che una che sta a casa mordendo il freno?
Una mamma può essere contenta anche stando a casa: una buona presenza per i figli è una mamma contenta, che lavori o no, poco o tanto che sia. Io personalmente se stessi a casa non morderei il freno, sarei felice, ma purtroppo non posso. Certo, nella scrittura ho modo di prendermi tante gratificazioni anche al di fuori del lavoro; ma quando sono stata a casa un anno stavo benissimo!
Il tema del rapporto lavoro-famiglia è sempre osservato dalla prospettiva delle donne; e i papà?
Per i padri non sussiste il problema del tempo di lavoro sottratto a quello in famiglia. Il lavoro della mamma è l'accudimento, e quello deve essere continuo. Il lavoro del padre è la regola; è proprio un codice diverso e richiede molto meno tempo: basta enunciarla chiaramente - magari fornendo l'esempio -, però non è necessario essere presenti sempre. Certo, anche un uomo impara qualcosa nel fare famiglia. Mi viene in mente un nostro amico che aveva un pesce rosso e diceva sempre di essere stanchissimo perché gli doveva cambiare l'acqua; poi ha preso un gatto e rimpiangeva i tempi del pesce rosso; poi sono arrivati i figli… Chiaramente anche i padri fanno un percorso: imparano ad avere meno tempo per sé, a essere più disponibili; però la capacità organizzativa nel saper fare più cose insieme, è prettamente femminile e materna.
Anche fuori dall'arena lavorativa la strada della famiglia non è una passeggiata; Chesterton diceva: "Il matrimonio è un duello all'ultimo sangue, che nessun uomo d'onore dovrebbe declinare".
Non mi viene da pensare tanto a un duello tra moglie e marito, quanto a un duello con se stessi, con le proprie debolezze. Il matrimonio è anche un cammino di ascesi; la spontaneità è solo una parte, ma c'è anche tanto lavoro. In questo senso è un duello dei più appassionanti, e che sicuramente vale la pena di combattere.
Nel sostenere questo cammino, questa "pratica estrema" che nel suo libro lei propone alle donne, che parte ha la fede?
Senza la Grazia è un cammino impossibile. Molti sostengono che il matrimonio sia una strada naturale; in effetti, quello che è divino è anche naturale, e profondamente ragionevole: il Vangelo è un "libro di istruzioni" che spiega come funziona l'uomo, e l'uomo funziona così anche se non ci crede. Però in questo momento storico, in cui avere rapporti al di fuori del matrimonio è molto facile e comune, in cui non c'è più una pressione sociale che aiuti la coesione, le cose sono più difficili: senza la Grazia è impossibile intraprendere l'avventura. C'è poi un aspetto su cui rifletto spesso.
Quale?
Uomo e donna non bastano a compiere le proprie reciproche attese. Soprattutto la donna, voragine di desiderio di essere amata, è spesso delusa dal marito; non perché questi sia deludente, ma perché la sete va oltre l'umano. Anche davanti alle piccole tensioni, ai momenti in cui si ha bisogno di essere rassicurati e il marito non ci riesce (tutte dinamiche normali), le donne tendono a pretendere moltissimo. Ma alla fine è solo Dio che le colma e le compie. In questo senso si ridimensionano anche tutti i calcoli di chi ha dato di più e di meno, i patteggiamenti di un pomeriggio in palestra in cambio di una serata al calcetto. Occorre uscire da questa dinamica giustizialista, e riconoscere nell'altro la propria via per la santificazione, servendo il quale si serve Dio. Santa Caterina da Siena, prodigandosi sorridente per i suoi familiari che la trattavano da serva, diceva di non vedere in loro i genitori e i fratelli vessatori, ma la Sacra Famiglia. Questa dovrebbe essere la dinamica di una donna nel matrimonio: noi siamo più chiamate al servizio.
(Elisabetta Crema)
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marzo
(40)
L'ha detto Pier Giorgio - 31
- 31 - il telegramma ed era già sufficiente per la mia festa
- 30 - Bisogna far molti sacrifici per giungere sicuri alla meta
- 29 - Cara mamma
- 28 - Pier Giorgio e la famiglia
- 27 - Pregherò anche per te, e tu prega molto per me...
- 26 - la fede e la speranza cessano con la nostra morte
- 25 - Noi cattolici e specialmente noi studenti abbiamo un grave dovere da compiere: la formazione di noi stessi
- 24 - Lettera ad un amico
- 23 - Godimento spirituale nella lettura di San Paolo
- 22 - "Forse era uno che ne aveva piu bisogno di me"
- 21 - La bocciatura di Pier Giorgio
- 20 - Desiderio di sole, di salire su, in alto, di andare a trovare Dio in vetta
- 19 - Bisogna uccidere il germe
- 18 - Preghiera, organizzazione e sacrificio
- 17 - Meglio soli ma con la coscienza pulita
- 16 - La gioia di rivedere i miei e i miei amici
- 15 - Confidiamo nella provvidenza divina e nella sua misericordia.
- 14- Pregare molto Dio che ridoni agli uomini la vera pace
- 13 - Dobbiamo sempre conservare la speranza
- 12 - "Perché dovrei essere triste?".
- 11 - "Evviva il Papa, evviva!".
- 10 - Non sprechiamo i più begli anni della nostra vita
- 9 - Il suo avvenire
- 8 - "Morto?..."
- 7 - L'affetto degli amici.
- 6 - Non sciupare gli anni più belli della nostra vita e combattere.
- 5 - Pier Giorgio, il tempo e Sant'Agostino.
- 4 - "...mi innamoro perdutamente della montagna".
- 3 - La montagna come la primavera non annoia mai.
- 2 - La Fede datami nel Battesimo
- 1 - Solo la morte può farmi cessare.
Pier Giorgio vivo - 33
- 33 - ...cristianesimo, che evidentemente non conoscevo, perchè non lo vivevo...
- 32 - Perfetta correttezza morale
- 31 - "...misurava le proprie azioni dalla loro intrinseca moralità..."
- 30 - Aveva imparato, per teoria e per pratica, a distinguere fra compagni e amici...
- 29 - Pier Giorgio e l'amore per gli altri
- 28 - ...mormorava le sue preghiere alla Vergine con timore filiale
- 27- ...Si addormentava pregando
- 26 - Era il primo a fare la Comunione
- 25 - Allontanare, almeno per un giorno, quei giovani amici dagli eventuali pericoli morali
- 24 - ...suscitare nell'anima il desiderio...
- 23-Pier Giorgio portava nella compagnia il dolce lume della gioia
- 22 - Mi raccomando agli amici e specialmente alle preghiere
- 21 - Pier Giorgio e l'ordine francescano
- 20 - Le creature sincere e semplici sono tutte così...
- 19 - Pier Giorgio e la passione per le montagne
- 18 - Per chi è puro, tutto è puro; per chi è impuro, niente è puro
- 17 - Ai miei figli mi preoccuperò di dare...un'istruzione completa ed un'educazione cristiana
- 16 - Eucarestia punto di riferimento
- 15 - Amante di ogni sport
- 14 - Mamma, vieni a vedere che bel cielo!
- 13 - Il segno della croce
- 12 - Pier Giorgio era sempre là dove occorreva essere
- 11 - Non aveva paura di niente, nemmeno della paura.
- 10 - Il contrario del tipo bigotto.
- 9 - Pregava con semplicità.
- 8 - Vitalità irrompetente ed espressiva
- 7 - Pier Giorgio entusiasta nella preghiera.
- 6 - Non faceva mistero delle sue convinzioni religiose
- 5 - Pier Giorgio e i rosari.
- 4 - Una personalità vera abbraccia tutta la realtà.
- 3 - Aria franca e coraggiosa, fede prorompente.
- 2 - Pier Giorgio ventata di vita.
- 1 - Vicino ai bambini veneti sfollati


