martedì, gennaio 31, 2012
lunedì, gennaio 30, 2012
In questa intervista a Marco Sermarini si accenna tra l'altro alla nostra scuola...
domenica, gennaio 29, 2012
Il nostro amico padre Cassian Folsom è stato eletto Uomo dell'anno dalla rivista Inside The Vatican
La notizia è nel collegamento qui sopra e noi siamo molto contenti perché padre Cassian è un nostro carissimo amico.
Ancora lavori!
venerdì, gennaio 27, 2012
Da Il Foglio di oggi - Meglio che i lefebvriani...
Alessandro Gnocchi – Mario Palmaro
L'accordo si farà oppure no? Il dialogo fra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X, fondata da monsignor Marcel Lefebvre, è entrato in una fase decisiva. L'esito di questo dialogo sta a cuore innanzitutto a Benedetto XVI, che lo ha promosso e alimentato personalmente; sta a cuore a tutti i sacerdoti, i religiosi e i laici che fanno parte della Fraternità; e sta a cuore a tutta quella più vasta parte del mondo cattolico che lefebvriana non è, ma che si colloca nell'area della tradizione. Per motivi diversi, anche il cattolicesimo progressista e il mondo laico osservano con grande attenzione, e qualche nervosismo.
Insomma: la partita che si sta giocando è importante e difficile, ma l'accordo non è impossibile. Molte resistenze potrebbero cadere, se solo si considerasse che, per quanto si discuta di questioni dottrinali, lo si fa per via diplomatica, anche perché è in discussione la sistemazione canonica della Fraternità San Pio X. Ci si muove su un terreno misto dove è fondamentale distinguere i piani, operazione oggettivamente non sempre facile.
Da qui il moto sussultorio con cui procede la vicenda. Se si può comprendere il disorientamento di Roma davanti alle esitazioni della Fraternità San Pio X, si deve comprendere anche la perplessità della Fraternità San Pio X quando lamenta che Roma chiede quanto non ha chiesto a nessun altro per potersi fregiare della sdrucciolevole categoria ecclesiale detta "piena comunione".
A questo punto, nessuna delle due parti può pretendere di far pagare all'altra un prezzo inesigibile: da un lato, Roma non può chiedere alla Fraternità San Pio X di rinnegare la sua identità; dall'altro, i lefebvriani non possono pretendere che Roma perda la faccia, con una resa incondizionata e con una fiabesca rimessa in forma dell'attuale mondo cattolico, che è obiettivamente un coacervo di molte contrastanti cose.
Il successo della trattativa richiede uno sguardo che sappia tenere insieme fede e realismo. Da una parte, una visione soprannaturale: il credere che la Chiesa è a Roma, comunque e in ogni caso, nonostante stia attraversando una delle crisi più gravidella sua storia; dall'altra, la strada stretta del realismo, che punti a dare alla Fraternità San Pio X la possibilità di "fare l'esperienza della tradizione", secondo una formula che fu coniata proprio da monsignor Marcel Lefebvre.
Per quanto possa sembrare sproporzionato, la responsabilità maggiore investe gli eredi di Lefebvre. Nella storia della Chiesa ricorre spesso la figura del nano che si carica sulle spalle il gigante. Si tratta di un compito che, oltre al rigore dottrinale e morale, richiede umiltà e carità e la consapevolezza che Roma si aiuta stando a Roma. Ma più passa il tempo, più si rischia di pensare che esista solo un'alternativa tra due vie: la sirena di chiinvita a non concludere perché le condizioni della Chiesa sono troppo gravi; e la sirena di chi invita a concludere senza discutere perché in fondo va tutto bene. L'una e l'altra via non si confanno al senso più intimo di un'istituzione come la Fraternità San Pio X,sorta in seguito alla indiscutibile crisi abbattutasi sulla Chiesa dopo il Concilio Vaticano II. Come spesso capita quando si prospetta un bivio, in realtà esiste una terza alternativa che, in questo caso, recita più o meno così: la questione deve essere conclusa al più presto proprio perché la situazione è grave, in vista del bene di tutta la Chiesa.
In tale operazione, la Fraternità San Pio X non può essere lasciata sola davanti a una responsabilità tanto grande. E in questo fa da garante Benedetto XVI. Non si può negare che questo Papaabbia caratterizzato il proprio pontificato rimettendo in onore la Messa gregoriana, ritirando la scomunica ai vescovi della Fraternità e avviando i colloqui dottrinali sui punti caldi: tutte condizioni richieste dagli eredi di Lefebvre. Questo fatto non può essere ignorato né dalla Fraternità San Pio X, nè dai negoziatori che rappresentano Roma. I quali sanno benissimo che c'è più cattolicesimo nella comunità lefebvriana, pur canonicamente irregolare, che in molte comunità regolarissime interne al mondo cattolico. E' giunta l'ora di mettere fine a questo paradosso, con un atto di buona volontà e insieme di buon senso. Da entrambe le parti.
mercoledì, gennaio 25, 2012
Un aforisma al giorno
Rassegna stampa
Aveva scritto nel suo profilo personale: ''le Sacre Scritture sono assolutamente chiare sul fatto che il matrimonio sia l'unione di un uomo e di una donna''
Autore: Gianfranco Amato - Fonte: Corrispondenza Romana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2121
2.DICHIARAZIONE INQUIETANTE DEL VESCOVO DI RAGUSA: ''LO STATO RICONOSCA LE UNIONI GAY''
Ma per la legge del piano inclinato se si apre la porta al riconoscimento di queste unioni, il matrimonio omosessuale è la tappa successiva, per poi arrivare immancabilmente alle adozioni per le coppie gay
Autore: Massimo Introvigne - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2125
3.ESAME DI COSCIENZA SUI VIZI CAPITALI
Schema tratto dalla penitenziale per i giovani in San Pietro alla presenza di Benedetto XVI
Fonte: Libreria Editrice Vaticana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2119
4.LA DISGUSTOSA E BLASFEMA RAPPRESENTAZIONE DI ROMEO CASTELLUCCI: IL PAPA ZITTISCE IL CORRIERE DELLA SERA
Ricordiamo inoltre che l'arcivescovo di Parigi ha guidato una veglia di preghiera di riparazione a Notre Dame
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2126
5.ROMEO CASTELLUCCI: ECCO COSA DICEVA NEL 2002
''Ciò che io e i miei colleghi abbiamo cercato di fare nel corso degli anni è di portare lo scandalo scenico al parossismo e di mantenerlo sempre vibrante''
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2127
6.2012: 600° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI SANTA GIOVANNA D'ARCO, PATRONA DELLA FRANCIA
Venticinque anni dopo il tribunale che l'aveva condannata fu riconosciuto come illegittimo, il processo annullato e Giovanna fu riabilitata e riconosciuta innocente, il vescovo che la condannò fu scomunicato come eretico
Autore: Paolo Gulisano - Fonte: CulturaCattolica
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2124
7.IN SLOVACCHIA SI PENSA A UN PROGRAMMA DI STERILIZZAZIONE DI MASSA PER GLI ZINGARI
Tornano di moda i progetti attuati dal nazismo in Germania, in molti stati americani e del Canada a partire dagli anni '20 con leggi ad hoc o in Svezia, dove si è praticata la sterilizzazione fino agli anni '70
Autore: Danilo Quinto - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1914
8.SECONDA EDIZIONE DELLA MARCIA PER LA VITA: APPUNTAMENTO A ROMA DOMENICA 13 MAGGIO
E il sabato precedente un interessante convegno scientifico-divulgativo
Autore: Cristina Siccardi - Fonte: Corrispondenza Romana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2098
martedì, gennaio 24, 2012
Un aforisma al giorno - Bella, quest'allegria di trincea!
lunedì, gennaio 23, 2012
Questo articolo segnalato da Maria Grazia Gotti si merita il tag "Bella gioia!"
Lucy non doveva nascere, è diventata uno spettacolo
"È la storia di una nascita. Quindi una storia di Natale. «Questa bimba è un miracolo della natura», dice la mamma di Lucy. Lo penso anch'io, dopo averla vista camminare, gattonare, giocare, sorridere, salutare, imitare «la nonna di Titti» con smorfie da attrice consumata e mandare bacini soffiando sul palmo della mano. Sì, è davvero un caso unico al mondo, Lucy, che non doveva nemmeno nascere ed invece è nata il 7 luglio 2009, figlia di Anna Benedetti e Gianluca Anselmi, 39 e 42 anni, affetta dalle sindromi di Dandy-Walker e di Down, una rarissima combinazione su cui non esiste letteratura scientifica, a parte il caso di un bimbo israeliano che nel 1989 tentarono invano di salvare in Germania."
L'articolo-intervista, pubblicato su Il Giornale il 24 dicembre, si trova qui:http://www.ilgiornale.it/edizione_pdf/307/26-12-2011/18/page=171505-pdf_num=2466
L'autore è Stefano Lorenzetto, un giornalista dalla penna magica che riesce a tirar fuori l'unicità di tutte le persone che intervista. E di italiani, per i suoi "Tipi Italiani" ne ha intervistati davvero tanti, famosi (pochi) o sconosciuti (i più); così tanti da finire sul Guinnes dei primati.
....Forse però magica non è la penna, ma il suo sguardo, che si lascia stupire e incuriosire sempre dalla persona che gli sta davanti.
Maria Grazia Gotti
venerdì, gennaio 20, 2012
Mons. Luigi Negri sullo spettacolo blasfemo di Milano (bravo!)
giovedì, gennaio 19, 2012
Da È Vita - Inserto di Avvenire di oggi
In un anno 44 milioni di aborti
L'Inghilterra valuta il suicidio assistito, l'Italia fa muro
EllaOne, notizie ingannevoli. "Denuncia all'Antitrust"
ed altro ancora.
mercoledì, gennaio 18, 2012
J'ACCUSE/ Bhatti (Pakistan): la Corte suprema si prepara a far fuori i cristiani
Qui l'intervista a Paul Bhatti, fratello di Shahbaz Bhatti, ministro pakistano ucciso perché cattolico.
Renzo Puccett sull'obiezione di coscienza davanti all'aborto
Lo sanno tutti infatti che compito principale del medico è la soppressione del bambino nel grembo delle madri
Autore: Renzo Puccetti - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2027
domenica, gennaio 15, 2012
Ripartono i lavori!
Inviato da iPhone di Marco Pellei
Inviato da iPhone di Marco Pellei
Sulla nota vicenda della rappresentazione teatrale blasfema di Milano - bravo, don Gabriele. Bello forte, visti i sapori e gli odori già in circolo...
sabato, gennaio 14, 2012
Leggete questo pezzo di Gnocchi e Palmaro apparso su Libero. Non è bella, la situazione.
Potrebbe anche darsi che, con l'arrivo del cardinale Angelo Scola a Milano, l'aria cominci a cambiare. Ma bisognerà avere molta pazienza prima che "Quel cielo di Lombardia, così bello quando è bello, così splendido, così in pace" torni limpido e terso come lo vedeva Alessandro Manzoni nei Promessi sposi. Nella regione ecclesiastica lombarda, che da sempre funziona a trazione milanese, la situazione non pare certo propizia al ritorno della giusta dose di cattolica romanità. Quanto meno fino a quando sul soglio di Pietro sieda un Vicario di Cristo non gradito agli orfani del martinismo.
La spia della gravità, come accade sotto il pontificato di Benedetto XVI, si accende sul rosso quando si affronta la questione liturgica e quella pietra d'inciampo che è il Motu Proprio Summorum Pontificum con cui il Santo Padre ha liberalizzato la cosiddetta Messa in latino. Un ritorno alla tradizione che in casa progressista non va proprio giù. E non è che se ne parli e se ne sparli solo nelle sacrestie, nei bar degli oratori o in qualche consiglio pastorale un po' disinvolto. Se ne parla e se ne sparla in sede ufficiale, come risulta dal Verbale della "Consulta Liturgica Regionale Lombarda" del 23 marzo 2011, regnante il cardinale Dionigi Tettamanzi. Sotto la supervisione del vescovo delegato per la liturgia, ogni rappresentante diocesano illustra la situazione di competenza e chiude con le considerazioni sul famigeratoSummorum Pontifricum. Essendo anche questa consulta a trazione ambrosiana, dà fuoco alle polveri il responsabile milanese, che è anche il presidente dell'assemblea. Il verbalista riassume così: "(…) Un breve accenno al caso della Summorum Pontificum: rigurgiti di tradizionalismo liturgico si manifestano in diocesi senza destare troppe preoccupazioni".
Se un provvedimento che il Vicario di Cristo ha voluto per il bene di tutta la Chiesa viene considerato fonte di "rigurgiti di tradizionalismo cattolico" dal presidente dell'assemblea, gli altri membri non possono essere da meno, come documenta il verbalista con impietosa concisione quando trascrive ciò che viene riferito diocesi per diocesi: "Pavia: Per quanto riguarda la Summorum Pontificum (SP) in diocesi la cosa è sotto controllo".
"Vigevano: Nessun caso di SP".
"Cremona: La richiesta per la SP è stata fatta solo da una parrocchia e il tutto è sotto controllo".
"Crema: Nessun problema riguardo la SP".
"Bergamo: SP seguito da circa 80 persone in una chiesa messa a disposizione dal vescovo, la cosa è sotto controllo".
Proprio così, come per un'epidemia di cui non si conoscono bene le cause, ma si temono tremendamente gli effetti, si contano i casi e si redige una statistica sperando che il contagio non si diffonda. Un caso di "SP" nella diocesi tale, qualche caso nella diocesi talaltra, ma per ora è "Tutto sotto controllo", l'infezione cattolica innescata dal Papa viene arginata. Certo, c'è da immaginare la soddisfazione con cui il delegato di Vigevano può annunciare "nessun caso di SP" a fronte del povero collega di Bergamo che è costretto a denunciarne 80, tra l'altro giocando al ribasso perché i casi bergamaschi sono molti di più hanno già prodotto tre vocazioni legate alla Messa in rito antico, naturalmente allontanate dalla diocesi.
In casi come questo, solitamente si dice che la situazione è drammatica ma non seria. Ma qui si sta parlando della Chiesa e c'è poco da ridere e pare che troppi cattolici non si rendano conto della gravità. Eppure basta un esempio laicissimo. Basta pensare che fine farebbero quei dirigenti della Fiat che ufficialmente denunciassero il casi di "marchionnite" in azienda e organizzassero una plateale azione di disobbedienza: probabilmente, non troverebbero posto neanche alla catena di montaggio.
D'altra parte non c'è da stupirsi di quanto avviene a Milano, perché nel resto dell'orbe cattolico avviene più o meno la stessa cosa. Per rimanere all'Italia, basta pensare che, sempre in materia liturgica, la stessa Conferenza episcopale italiana ha messo ai voti la volontà del Santo Padre.
Nel 2006, Benedetto XVI aveva chiesto una modifica nella traduzione in volgare della formula di consacrazione del vino. Nella versione latina la formula recita: "Hic est enim calix sanguinis mei (…) qui pro vobis et pro multis effundetur", ma il "pro multis", nelle traduzioni postconciliari, è stato generalmente tradotto con "per tutti" a dispetto dell'originale derivato da testi evangelici. Ne è seguito un dibattito teologico a cui Roma ha inteso mettere fine con la richiesta di modificare le traduzioni passando da "per tutti" al corretto "Per molti".
Gli episcopati di Ungheria e di vari Paesi dell'America latina hanno obbedito. Quello italiano, riunito ad Assisi nel 2010 ha preferito votare. Con il seguente risultato: 187 votanti, 1 scheda bianca, 171 voti a favore del mantenimento del "per tutti"", 4 per l'introduzione di "per la moltitudine", 11 a favore del "per molti" chiesto da Roma.
Forse non è solo il "cielo di Lombardia" che deve tornare più terso, più azzurro, più cattolico.
venerdì, gennaio 13, 2012
Dalla Spagna (tristezze)
Annarosa Rossetto 13 gennaio 20.06.21 <<Pubblicati i risultati osservazionali su un decennio di aborto in Spagna: l'aumento della popolazione che usa la contraccezione dal 49% a quasi l'80% è andato di pari passo ad un raddoppio degli aborti.>>
La Bussola Quotidiana quotidiano cattolico di opinione online: La pillola va giù ed è boom di abor
www.labussolaquotidiana.it La Bussola Quotidiana quotidiano cattolico di opinione online: La pillola va giù ed è boom di abor...
Dal nostro amico Pasquale Vivabene, aspirante monaco cistercense.
Un abbraccio - fra Pasquale
"e ve raccomanno continuete a pedala' pure pe' la salita!?!"
giovedì, gennaio 12, 2012
Spettacolo blasfemo a Parigi ed ora a Milano
di Antonello Cannarozzo, da Rai Vaticano IlBlog, del 4 Gennaio 2012
Volevo porre agli amici del blog una domanda: se durante uno spettacolo a teatro fossero rivolte dagli attori oltraggi ad una gigantografia di Gesù sulla scena e, a conclusione della performance, venissero gettati anche degli escrementi su quell’immagine, un cattolico avrebbe il diritto di sentirsi offeso e perciò di reagire, oppure dovrebbe accettare tutto questo come arte?Se tale domanda può sembrare teorica, debbo dire che purtroppo essa rispecchia quanto è successo - nell’assordante silenzio della nostra laica e democratica stampa - lo scorso dicembre in un teatro della “civilissima” Parigi. La trama della commedia, se così ancora vogliamo chiamarla, dal titolo “Sul concetto di volto nel Figlio di Dio”, scritta e diretta da un certo Romeo Castellucci, autore d’avanguardia, denuncia la solitudine e la degradazione dell’uomo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e all’abbandono di Dio stesso.Ed ecco, allora, il colpo di genio dell’autore. Nella seconda parte della rappresentazione, il palcoscenico viene letteralmente cosparso da escrementi (degna immagine di quest’opera, ndr) per mostrare l’estrema degradazione umana. Poi, senza dire una parola, in scena salgono dei ragazzi che si chinano raccogliere queste feci per poi lanciarle, come si fa in un tiro a segno, sul volto di Gesù, illustrato dallo splendido capolavoro di Antonello da Messina. Alla fine di questa azione, sull’immagine, ormai completamente imbrattata, cala un velo nero con la scritta: “You are not my shepherd” (“Tu non sei il mio pastore”).Davanti a tanta blasfemia non tutti i cristiani hanno voluto porgere l’altra guancia. Sono stati presentati decine di ricorsi giudiziari, esposti, petizioni con migliaia di firme un po’ in tutta la Francia per la cancellazione dello spettacolo, ma tutto è stato vano.Non vogliamo neanche pensare a che cosa sarebbe successo se, al posto del Volto di Cristo, ci fosse stato un simbolo islamico o ebraico, oppure il volto di un omosessuale. Si sarebbe gridato alla scandalo, al razzismo, al fascismo e via discorrendo; ma per offendere Cristo ci si appella all’arte e alla libertà d’espressione sapendo, con il coraggio dei vili, che a differenza di altre confessioni religiose, non c’è alcun pericolo di ritorsione, anzi solo tanta pubblicità.Davanti al silenzio delle autorità parigine e, purtroppo, a quanto risulta, anche della Chiesa ufficiale, alcuni cattolici, tutti giovanissimi, hanno protestato cercando, dopo aver comprato regolarmente il biglietto, di interrompere più volte la rappresentazione, salendo sul palco e mettendosi a pregare, tra insulti e bestemmie degli altri spettatori, fino all’arrivo della polizia che li ha arrestati e messi in galera.Si dirà che, nonostante lo scandalo per un tale spettacolo, la risposta dei ragazzi è stata di certo troppo violenta, degna della Chiesa ottusa ed oscurantista di un tempo, nel tentativo di voler proibire ad altri di godere di tale rappresentazione. Insomma si dirà che si trattava di gente poco dialogante.Tutto vero; ma quando allora un cristiano deve intervenire per difendere i diritti di Dio e la dignità della propria fede? Forse, come vorrebbero molti, nel silenzio delle catacombe? Intanto i ragazzi arrestati sono passibili di pene che vanno da uno a tre anni di carcere, come per gli spacciatori di droga o gli sfruttatori della prostituzione, con multe da 15.000 a 45.000 euro.Quasi tutti gli arrestati sono molto giovani e non hanno certo i mezzi finanziari per difendersi dalle tante cause intentate per la loro azione di disturbo, ma non è ancora finita. Alcuni hanno già perso il lavoro ed altri lo stanno perdendo come un giovane, con famiglia a carico, che ha ricevuto un ultimatum dalla sua azienda e rischia di essere licenziato.Tutto questo mentre chi offende Dio, grazie alla macchina della propaganda, si può erigere a martire della libertà. Giornali come Le Monde, Libération, l’Humanité, Rue89, il Nouvel Observateur, Télérama hanno messo alla gogna mediatica questi “ribelli” e, lo dico con tristezza, anche il cattolico la Croix.Ma questa è la giustizia del mondo, come sanno bene tutti i veri cristiani. ”Se hanno perseguitato me – dice Gesù agli apostoli – perseguiteranno anche voi” (Gv 15, 17 18 20) e così, purtroppo, sarà fino alla fine dei tempi. Ma questo non significa che si debba per forza tacere fino a quella data.di Antonello Cannarozzo
mercoledì, gennaio 11, 2012
Rassegna stampa
Vi presentiamo il video con il servizio televisivo del Tg2 che svela le menzogne insegnate nei libri scolastici
Autore: Fabio Sansonna - Fonte: Journal of Medicine and the Person
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2108
IL BRUTTO AFFARE DELL'ABOLIZIONE DEL PRESEPE A RIETI: ECCO I RETROSCENA TRA DIETROFRONT E MEZZE VERITA'
La Curia dichiara ''Non è vero che è stato eliminato il presepe'', ma mentono (tentando di fare i furbetti)
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2109
RICK SANTORUM: IL CANDIDATO CATTOLICO DEL PARTITO REPUBBLICANO CHE PARLA DELLA VERITA' ANCHE QUANDO E' IMPOPOLARE
Autore della legge che mise al bando l'aborto a nascita parziale, contrario al matrimonio gay, padre di 7 bambini, ha sorpreso tutti ed ha concrete possibilità di essere lo sfidante di Obama
Autore: Benedetta Frigerio - Fonte: Tempi
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2117
DICIASSETTENNE, MALATA DI TUMORE, RIFIUTA LE CURE PER PORTARE A TERMINE LA GRAVIDANZA
Se aspetti un figlio, è normale che vuoi dargli tutta te stessa, vita compresa e infatti, come santa Gianna Beretta Molla, Jenni ha detto: ''Ho fatto quello che dovevo fare''
Autore: Mario Palmaro - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2112
PREMIO 2011 A DUE VESCOVI CINESI: DI LORO NESSUNO PARLA E IL GOVERNO CINESE (MENTENDO) DICE CHE NON SA DOVE SIANO
Ultraottantenni con 40 e 51 anni passati in carcere: si teme che vengano uccisi sotto tortura, come è avvenuto per altri vescovi
Autore: Bernardo Cervellera - Fonte: AsiaNews
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2110
I DOVERI DEL PROPRIO STATO VENGONO PRIMA DI TUTTE LE SODDISFAZIONI (EGOISTICHE) TRAVESTITE DA ALTRUISMO O SPIRITUALITA'
Ad esempio una madre non può aprire la sua casa ai barboni, un padre non può trascorrere tutte le sue sere tra ritiri, incontri ed eventi religiosi che gratificano, risultando una sorta di lussuria spirituale
Autore: Costanza Miriano - Fonte: www.costanzamiriano.wordpress.com
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2111
8.SQUADRE DI ISPETTORI A CORTINA D'AMPEZZO: MA I PARADISI FISCALI NON CI SAREBBERO SE NON CI FOSSERO GLI INFERNI FISCALI (COME L'ITALIA)
Ecco perché bisognerebbe fare l'esatto contrario di quello che sta facendo il governo Monti-Napolitano
Autore: Robi Ronza - Fonte: La Bussola Quotidiana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2113
IL GOVERNO UNGHERESE (ELETTO A GRANDE MAGGIORANZA) TOGLIE AUTONOMIA ALLA BANCA CENTRALE SFIDANDO BCE E FMI
Disturba ai poteri forti europei che nella Costituzione si faccia riferimento a Dio e alle radici cristiane e che l'embrione venga considerato un essere umano sin dall'inizio... (e a noi in Italia ci tocca Napolitano presidente)
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2114
ABOLIZIONE DELL'8 PER MILLE ALLA CHIESA? SIA MO D'ACCORDO... A PATTO PERO' CHE SI RENDA ALLA CHIESA CIO' CHE LE E' STATO RUBATO DALLO STATO IN 150 ANNI!
L'8 per mille non è un generoso regalo, ma l'indennizzo dello Stato per ciò che ha rubato con l'Unità d'Italia (ecco inoltre perché non ha senso darlo alle religioni diverse dalla cattolica)
Autore: Gianfranco Amato - Fonte: Corrispondenza Romana
LEGGI >>> http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2115
martedì, gennaio 10, 2012
Il discorso di Papa Benedetto XVI al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, 9 Gennaio 2012 (bello)
Eccellenze,
Signore e Signori!
È per me sempre un'occasione particolarmente gradita potervi accogliere, distinti Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, nella splendida cornice di questa Sala Regia, per formularvi personalmente fervidi auguri per l'anno che inizia. Ringrazio anzitutto il vostro Decano, l'Ambasciatore Alejandro Valladares Lanza, come pure l'Ambasciatore Jean-Claude Michel, per le deferenti parole con cui si sono fatti interpreti dei vostri sentimenti, e saluto in modo speciale quanti partecipano per la prima volta a questo nostro incontro. Attraverso di voi, il mio augurio si estende a tutte le Nazioni che rappresentate, con le quali la Santa Sede mantiene relazioni diplomatiche. E' una gioia per noi che la Malesia si sia aggiunta a questa comunità nel corso dell'anno appena concluso. Il dialogo che voi intrattenete con la Santa Sede agevola la condivisione di impressioni e di informazioni, come pure la collaborazione in ambiti di carattere bilaterale o multilaterale che sono di particolare interesse. La vostra presenza odierna ricorda l'importante contributo della Chiesa alle vostre società, in settori quali l'educazione, la sanità e l'assistenza. Segni della cooperazione tra la Chiesa Cattolica e gli stati sono gli Accordi stipulati nel 2011 con l'Azerbaigian, il Montenegro e il Mozambico. Il primo è già stato ratificato; auspico che rapidamente accada lo stesso per gli altri due e che si giunga alla conclusione di quelli che sono in via di negoziazione. Ugualmente, la Santa Sede desidera tessere un dialogo fruttuoso con le Organizzazioni internazionali e regionali e, in questa prospettiva, rilevo con soddisfazione che i Paesi membri dell'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (A.S.E.A.N.) hanno accolto la nomina di un Nunzio Apostolico accreditato presso questa Organizzazione. Non posso omettere di menzionare che, nello scorso mese di dicembre, la Santa Sede ha rafforzato la sua lunga collaborazione con l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, diventandone membro a pieno titolo. Si tratta di un attestato dell'impegno della Santa Sede e della Chiesa Cattolica al fianco della Comunità internazionale, nella ricerca di soluzioni adeguate a questo fenomeno che presenta molteplici aspetti, dalla protezione della dignità delle persone alla cura del bene comune delle comunità che le ricevono e di quelle da cui provengono.
Nel corso dell'anno appena terminato ho incontrato personalmente numerosi Capi di Stato e di Governo, come pure Autorevoli rappresentanti delle vostre Nazioni che hanno partecipato alla cerimonia di Beatificazione del mio amato Predecessore, il Papa Giovanni Paolo II. Rappresentanti dei vostri Paesi si sono poi resi gentilmente presenti in occasione del 60° anniversario della mia Ordinazione sacerdotale. A tutti loro, come pure a quanti ho incontrato nei miei viaggi apostolici in Croazia, a San Marino, in Spagna, in Germania ed in Benin, rinnovo la mia gratitudine per la delicatezza che mi hanno manifestato. Inoltre, indirizzo un particolare pensiero ai Paesi dell'America Latina e dei Caraibi che, nel 2011, hanno festeggiato il bicentenario della loro indipendenza. Il 12 dicembre scorso, essi hanno voluto sottolineare il loro legame con la Chiesa Cattolica e con il successore del Principe degli Apostoli partecipando, con alti esponenti della comunità ecclesiale e autorità istituzionali, alla solenne celebrazione nella Basilica di San Pietro, nella quale ho annunciato l'intenzione di recarmi prossimamente in Messico e a Cuba. Desidero, infine, salutare il Sud Sudan che, nel luglio scorso, si è costituito quale Stato sovrano. Mi rallegro che questo passo sia stato compiuto pacificamente. Purtroppo, tensioni e scontri si sono succeduti in questi ultimi mesi ed auspico che tutti uniscano i loro sforzi affinché, per le popolazioni del Sudan e del Sud Sudan, si apra infine un periodo di pace, di libertà e di sviluppo.
Signore e Signori Ambasciatori!
L'incontro odierno avviene tradizionalmente alla fine delle festività natalizie, in cui la Chiesa celebra la venuta del Salvatore. Egli viene nel buio della notte, eppure la sua presenza è immediatamente fonte di luce e di gioia (cfr Lc 2,9-10). Davvero il mondo è buio, laddove non è rischiarato dalla luce divina! Davvero il mondo è oscuro, laddove l'uomo non riconosce più il proprio legame con il Creatore e, così, mette a rischio anche i suoi rapporti con le altre creature e con lo stesso creato. Il momento attuale è segnato purtroppo da un profondo malessere e le diverse crisi: economiche, politiche e sociali, ne sono una drammatica espressione.
A tale proposito, non posso non menzionare, anzitutto, gli sviluppi gravi e preoccupanti della crisi economica e finanziaria mondiale. Questa non ha colpito soltanto le famiglie e le imprese dei Paesi economicamente più avanzati, dove ha avuto origine, creando una situazione in cui molti, soprattutto tra i giovani, si sono sentiti disorientati e frustrati nelle loro aspirazioni ad un avvenire sereno, ma ha inciso profondamente anche sulla vita dei Paesi in via di sviluppo. Non dobbiamo scoraggiarci ma riprogettare risolutamente il nostro cammino, con nuove forme di impegno. La crisi può e deve essere uno sprone a riflettere sull'esistenza umana e sull'importanza della sua dimensione etica, prima ancora che sui meccanismi che governano la vita economica: non soltanto per cercare di arginare le perdite individuali o delle economie nazionali, ma per darci nuove regole che assicurino a tutti la possibilità di vivere dignitosamente e di sviluppare le proprie capacità a beneficio dell'intera comunità.
Desidero poi ricordare che gli effetti dell'attuale momento di incertezza colpiscono particolarmente i giovani. Dal loro malessere sono nati i fermenti che, nei mesi scorsi, hanno investito, talvolta duramente, diverse Regioni. Mi riferisco anzitutto al Nord Africa e al Medio Oriente, dove i giovani, che soffrono tra l'altro per la povertà e la disoccupazione e temono l'assenza di prospettive certe, hanno lanciato quello che è diventato un vasto movimento di rivendicazione di riforme e di partecipazione più attiva alla vita politica e sociale. E' difficile attualmente tracciare un bilancio definitivo dei recenti avvenimenti e comprenderne appieno le conseguenze per gli equilibri della Regione. L'ottimismo iniziale ha tuttavia ceduto il passo al riconoscimento delle difficoltà di questo momento di transizione e di cambiamento, e mi sembra evidente che la via adeguata per continuare il cammino intrapreso passa attraverso il riconoscimento della dignità inalienabile di ogni persona umana e dei suoi diritti fondamentali. Il rispetto della persona dev'essere al centro delle istituzioni e delle leggi, deve condurre alla fine di ogni violenza e prevenire il rischio che la doverosa attenzione alle richieste dei cittadini e la necessaria solidarietà sociale si trasformino in semplici strumenti per conservare o conquistare il potere. Invito la Comunità internazionale a dialogare con gli attori dei processi in atto, nel rispetto dei popoli e nella consapevolezza che la costruzione di società stabili e riconciliate, aliene da ogni ingiusta discriminazione, in particolare di ordine religioso, costituisce un orizzonte più vasto e più lontano di quello delle scadenze elettorali. Sento una grande preoccupazione per le popolazioni dei Paesi in cui si susseguono tensioni e violenze, in particolare la Siria, dove auspico una rapida fine degli spargimenti di sangue e l'inizio di un dialogo fruttuoso tra gli attori politici, favorito dalla presenza di osservatori indipendenti. In Terra Santa, dove le tensioni tra Palestinesi e Israeliani hanno ripercussioni sugli equilibri di tutto il Medio Oriente, bisogna che i responsabili di questi due popoli adottino decisioni coraggiose e lungimiranti in favore della pace. Ho appreso con piacere che, in seguito ad un'iniziativa del Regno di Giordania, il dialogo è ripreso; auspico che esso prosegua affinché si giunga ad una pace duratura, che garantisca il diritto di quei due popoli a vivere in sicurezza in Stati sovrani e all'interno di frontiere sicure e internazionalmente riconosciute. La Comunità internazionale, da parte sua, deve stimolare la propria creatività e le iniziative di promozione di questo processo di pace, nel rispetto dei diritti di ogni parte. Seguo anche con grande attenzione gli sviluppi in Iraq, deplorando gli attentati che hanno causato ancora recentemente la perdita di numerose vite umane, e incoraggio le sue autorità a proseguire con fermezza sulla via di una piena riconciliazione nazionale.
Il Beato Giovanni Paolo II ricordava che «la via della pace è la via dei giovani»1, poiché essi sono «la giovinezza delle nazioni e delle società, la giovinezza di ogni famiglia e dell'intera umanità»2. I giovani, dunque, ci spronano a considerare seriamente le loro domande di verità, di giustizia e di pace. Pertanto è a loro che ho dedicato l'annuale Messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace, intitolato Educare i giovani alla giustizia e alla pace. L'educazione è un tema cruciale per ogni generazione, poiché da essa dipende tanto il sano sviluppo di ogni persona, quanto il futuro di tutta la società. Essa, perciò, costituisce un compito di primaria importanza in un tempo difficile e delicato. Oltre ad un obiettivo chiaro, quale è quello di condurre i giovani ad una conoscenza piena della realtà e quindi della verità, l'educazione ha bisogno di luoghi. Tra questi figura anzitutto la famiglia, fondata sul matrimonio di un uomo con una donna. Questa non è una semplice convenzione sociale, bensì la cellula fondamentale di ogni società. Pertanto, le politiche lesive della famiglia minacciano la dignità umana e il futuro stesso dell'umanità. Il contesto familiare è fondamentale nel percorso educativo e per lo sviluppo stesso degli individui e degli Stati; di conseguenza occorrono politiche che lo valorizzino e aiutino così la coesione sociale e il dialogo. È nella famiglia che ci si apre al mondo e alla vita e, come ho avuto modo di ricordare durante il mio viaggio in Croazia, «l'apertura alla vita è segno di apertura al futuro»3. In questo contesto dell'apertura alla vita, accolgo con soddisfazione la recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che vieta di brevettare i processi relativi alle cellule staminali embrionali umane, come pure la Risoluzione dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, che condanna la selezione prenatale in funzione del sesso.
Più in generale, guardando soprattutto al mondo occidentale, sono convinto che si oppongano all'educazione dei giovani e di conseguenza al futuro dell'umanità le misure legislative che non solo permettono, ma talvolta addirittura favoriscono l'aborto, per motivi di convenienza o per ragioni mediche discutibili.
Continuando la nostra riflessione, un ruolo altrettanto essenziale per lo sviluppo della persona è svolto dalle istituzioni educative: esse sono le prime istanze a collaborare con la famiglia e faticano a compiere il compito loro proprio se viene a mancare un'armonia di intenti con la realtà familiare. Occorre attuare politiche formative affinché l'educazione scolastica sia accessibile a tutti e che, oltre a promuovere lo sviluppo cognitivo della persona, curi la crescita armonica della personalità, compresa la sua apertura al Trascendente. La Chiesa Cattolica è sempre stata particolarmente attiva nel campo delle istituzioni scolastiche ed accademiche, svolgendo un'opera apprezzata accanto a quella delle istituzioni statali. Auspico, quindi, che tale contributo sia riconosciuto e valorizzato anche dalle legislazioni nazionali.
In tale prospettiva, ben si comprende come un'efficace opera educativa postuli pure il rispetto della libertà religiosa. Questa è caratterizzata da una dimensione individuale, come pure da una dimensione collettiva e da una dimensione istituzionale. Si tratta del primo dei diritti umani, perché essa esprime la realtà più fondamentale della persona. Troppo spesso, per diversi motivi, tale diritto è ancora limitato o schernito. Non posso evocare questo tema senza anzitutto salutare la memoria del ministro pachistano Shahbaz Bhatti, la cui infaticabile lotta per i diritti delle minoranze si è conclusa con una morte tragica. Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato. In non pochi Paesi i cristiani sono privati dei diritti fondamentali e messi ai margini della vita pubblica; in altri subiscono attacchi violenti contro le loro chiese e le loro abitazioni. Talvolta, sono costretti ad abbandonare Paesi che essi hanno contribuito a edificare, a causa delle continue tensioni e di politiche che non di rado li relegano a spettatori secondari della vita nazionale. In altre parti del mondo, si riscontrano politiche volte ad emarginare il ruolo della religione nella vita sociale, come se essa fosse causa di intolleranza, piuttosto che contributo apprezzabile nell'educazione al rispetto della dignità umana, alla giustizia e alla pace. Il terrorismo motivato religiosamente ha mietuto anche l'anno scorso numerose vittime, soprattutto in Asia e in Africa, ed è per questo, come ho ricordato ad Assisi, che i leaders religiosi debbono ripetere con forza e fermezza che «questa non è la vera natura della religione. È invece il suo travisamento e contribuisce alla sua distruzione»4. La religione non può essere usata come pretesto per accantonare le regole della giustizia e del diritto a vantaggio del "bene" che essa persegue. In questa prospettiva, sono fiero di ricordare, come ho fatto nel mio Paese natale, che per i Padri costituenti della Germania la visione cristiana dell'uomo è stata la vera forza ispiratrice, come, del resto, lo è stata per i Padri fondatori dell'Europa unita. Vorrei inoltre menzionare segnali incoraggianti nel campo della libertà religiosa. Mi riferisco alla modifica legislativa grazie alla quale la personalità giuridica pubblica delle minoranze religiose è stata riconosciuta in Georgia; penso anche alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo in favore della presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche italiane. E proprio all'Italia desidero rivolgere un particolare pensiero, al termine del 150° anniversario della sua unificazione politica. Le relazioni tra la Santa Sede e lo Stato italiano hanno attraversato momenti difficili dopo l'unificazione. Nel tempo, però, hanno prevalso la concordia e la reciproca volontà di cooperare, ciascuno nel proprio ambito, per favorire il bene comune. Auspico che l'Italia continui a promuovere un rapporto equilibrato fra la Chiesa e lo Stato, costituendo così un esempio, al quale le altre Nazioni possano riferirsi con rispetto e interesse.
Nel continente africano, che ho nuovamente visitato recandomi recentemente in Benin, è essenziale che la collaborazione fra le comunità cristiane e i Governi aiuti a percorrere un cammino di giustizia, di pace e di riconciliazione, in cui i membri di tutte le etnie e di tutte le religioni siano rispettati. E' doloroso constatare che tale meta, in vari Paesi di quel continente, è ancora lontana. Penso in particolare alla recrudescenza delle violenze che interessa la Nigeria, come hanno ricordato gli attentati commessi contro varie chiese nel tempo di Natale, agli strascichi della guerra civile in Costa d'Avorio, alla persistente instabilità nella Regione dei Grandi Laghi e all'urgenza umanitaria nei Paesi del Corno d'Africa. Chiedo, ancora una volta, alla Comunità internazionale di aiutare con sollecitudine a trovare una soluzione alla crisi che dura da anni in Somalia.
Infine, mi preme sottolineare che una educazione rettamente intesa non può che favorire il rispetto del creato. Non si possono dimenticare le gravi calamità naturali che, nel 2011, hanno colpito varie zone del Sud-Est asiatico, e i disastri ambientali come quello della centrale nucleare di Fukushima in Giappone. La salvaguardia dell'ambiente, la sinergia tra la lotta contro la povertà e quella contro i cambiamenti climatici costituiscono ambiti rilevanti per la promozione dello sviluppo umano integrale. Pertanto auspico che, in seguito alla XVII sessione della Conferenza degli Stati Parte alla Convenzione ONU sui cambiamenti climatici, da poco conclusasi a Durban, la Comunità internazionale si prepari alla Conferenza dell'ONU sullo sviluppo sostenibile ("Rio+20") quale autentica "famiglia delle Nazioni" e, perciò, con grande senso di solidarietà e di responsabilità verso le generazioni presenti e per quelle future.
Eccellenze, Signore e Signori!
La nascita del Principe della pace ci insegna che la vita non finisce nel nulla, che il suo destino non è la corruzione, bensì l'immortalità. Cristo è venuto perché gli uomini abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza (cfr Gv 10,10). «Solo quando il futuro è certo come realtà positiva, diventa vivibile anche il presente»5. Animata dalla certezza della fede, la Santa Sede continua a dare il proprio contributo alla Comunità internazionale, secondo quel duplice intendimento che il Concilio Vaticano II – di cui quest'anno ricorre il 50° anniversario – ha chiaramente definito: proclamare la grandezza somma della vocazione dell'uomo e la presenza in lui di un germe divino, nonché offrire all'umanità una cooperazione sincera, che instauri quella fraternità universale che corrisponde a tale vocazione6. In questo spirito, rinnovo a tutti voi, ai membri delle vostre famiglie e ai vostri collaboratori i miei più cordiali auguri per il nuovo anno. Grazie per la vostra attenzione.
____________________
1 GIOVANNI PAOLO II, Lettera Apostolica Dilecti amici, 31 marzo 1985, n. 15.
2 Ibidem, n. 1.
3 Omelia della Santa Messa in occasione della Giornata Nazionale delle Famiglie Cattoliche croate, Zagabria 5 giugno 2011.
4 Intervento per la Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo, Assisi, 27 ottobre 2011.
5 Spe salvi, n. 2.
6 Cfr Gaudium et spes, 3.
[00032-01.01] [Testo originale: Francese]
"Una cosa morta può andare con la corrente, ma solo una cosa viva può andarvi contro" (Gilbert Keith Chesterton)
Dal prof. Carlo Bellieni - La sindrome di Turner e il "pensierino" dell'aborto
J’ACCUSE/ Quel “desiderio” di aborto mascherato dietro un esame
January 10th, 2012lunedì, gennaio 09, 2012
Alcune riflessioni sulle recenti parole di Papa Benedetto XVI su ragione ed educazione
PAPA/ 1. Lo scienziato: la ragione di Benedetto ha molto da insegnare agli educatori
PAPA/ 2. Quei sapienti (i Magi) contagiati "dall'inquietudine di Dio"
Messaggio di Papa Benedetto XVI per la giornata della pace 2012 (cui fa riferimento l'articolo n° 1)
L'omelia del Papa l'8 Gennaio 2012 (cui fa riferimento l'articolo n° 1)
L'omelia del Papa il 6 Gennaio 2012 (cui fa riferimento l'articolo n° 2)
domenica, gennaio 08, 2012
L'omelia del Santo Padre per il Battesimo del Signore 2012, testo integrale
Cari fratelli e sorelle!
E' sempre una gioia celebrare questa Santa Messa con i Battesimi dei bambini, nella Festa del Battesimo del Signore. Vi saluto tutti con affetto, cari genitori, padrini e madrine, e tutti voi familiari e amici! Siete venuti – l'avete detto ad alta voce – perché i vostri neonati ricevano il dono della grazia di Dio, il seme della vita eterna. Voi genitori avete voluto questo. Avete pensato al Battesimo prima ancora che il vostro bambino o la vostra bambina venisse alla luce. La vostra responsabilità di genitori cristiani vi ha fatto pensare subito al Sacramento che segna l'ingresso nella vita divina, nella comunità della Chiesa. Possiamo dire che questa è stata la vostra prima scelta educativa come testimoni della fede verso i vostri figli: la scelta è fondamentale!
Il compito dei genitori, aiutati dal padrino e dalla madrina, è quello di educare il figlio o la figlia. Educare è molto impegnativo, a volte è arduo per le nostre capacità umane, sempre limitate. Ma educare diventa una meravigliosa missione se la si compie in collaborazione con Dio, che è il primo e vero educatore di ogni uomo.
Nella prima Lettura che abbiamo ascoltato, tratta dal Libro del profeta Isaia, Dio si rivolge al suo popolo proprio come un educatore. Mette in guardia gli Israeliti dal pericolo di cercare di dissetarsi e di sfamarsi alle fonti sbagliate: "Perché - dice - spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia?" (Is 55,2). Dio vuole darci cose buone da bere e da mangiare, cose che ci fanno bene; mentre a volte noi usiamo male le nostre risorse, le usiamo per cose che non servono, anzi, che sono addirittura nocive. Dio vuole darci soprattutto Se stesso e la sua Parola: sa che allontanandoci da Lui ci troveremmo ben presto in difficoltà, come il figlio prodigo della parabola, e soprattutto perderemmo la nostra dignità umana. E per questo ci assicura che Lui è misericordia infinita, che i suoi pensieri e le sue vie non sono come i nostri – per nostra fortuna! – e che possiamo sempre ritornare a Lui, alla casa del Padre. Ci assicura poi che se accoglieremo la sua Parola, essa porterà frutti buoni nella nostra vita, come la pioggia che irriga la terra (cfr Is 55,10-11).
A questa parola che il Signore ci ha rivolto mediante il profeta Isaia, noi abbiamo risposto con il ritornello del Salmo: "Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza". Come persone adulte, ci siamo impegnati ad attingere alle fonti buone, per il bene nostro e di coloro che sono affidati alla nostra responsabilità, in particolare voi, cari genitori, padrini e madrine, per il bene di questi bambini. E quali sono "le sorgenti della salvezza"? Sono la Parola di Dio e i Sacramenti. Gli adulti sono i primi a doversi alimentare a queste fonti, per poter guidare i più giovani nella loro crescita. I genitori devono dare tanto, ma per poter dare hanno bisogno a loro volta di ricevere, altrimenti si svuotano, si prosciugano. I genitori non sono la fonte, come anche noi sacerdoti non siamo la fonte: siamo piuttosto come dei canali, attraverso cui deve passare la linfa vitale dell'amore di Dio. Se ci stacchiamo dalla sorgente, noi stessi per primi ne risentiamo negativamente e non siamo più in grado di educare altri. Per questo ci siamo impegnati dicendo: "Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza".
E veniamo ora alla seconda Lettura e al Vangelo. Essi ci dicono che la prima e principale educazione avviene attraverso la testimonianza. Il Vangelo ci parla di Giovanni il Battista. Giovanni è stato un grande educatore dei suoi discepoli, perché li ha condotti all'incontro con Gesù, al quale ha reso testimonianza. Non ha esaltato se stesso, non ha voluto tenere i discepoli legati a sé. Eppure Giovanni era un grande profeta, la sua fama era molto grande. Quando è arrivato Gesù, si è tirato indietro e ha indicato Lui: "Viene dopo di me colui che è più forte di me… Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo" (Mc 1,7-8). Il vero educatore non lega le persone a sé, non è possessivo. Vuole che il figlio, o il discepolo, impari a conoscere la verità, e stabilisca con essa un rapporto personale. L'educatore compie il suo dovere fino in fondo, non fa mancare la sua presenza attenta e fedele; ma il suo obiettivo è che l'educando ascolti la voce della verità parlare al suo cuore e la segua in un cammino personale.
Ritorniamo ancora alla testimonianza. Nella seconda Lettura, l'apostolo Giovanni scrive: "E' lo Spirito che dà testimonianza" (1 Gv 5,6). Si riferisce allo Spirito Santo, lo Spirito di Dio, che rende testimonianza a Gesù, attestando che è il Cristo, il Figlio di Dio. Lo si vede anche nella scena del battesimo nel fiume Giordano: lo Spirito Santo scende su Gesù come una colomba per rivelare che Lui è il Figlio Unigenito dell'eterno Padre (cfr Mc 1,10). Anche nel suo Vangelo Giovanni sottolinea questo aspetto, là dove Gesù dice ai discepoli: "Quando verrà il Paraclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio" (Gv15,26-27). Questo ci è di grande conforto nell'impegno di educare alla fede, perché sappiamo che non siamo soli e che la nostra testimonianza è sostenuta dallo Spirito Santo.
E' molto importante per voi genitori, e anche per i padrini e le madrine, credere fortemente nella presenza e nell'azione dello Spirito Santo, invocarlo e accoglierlo in voi, mediante la preghiera e i Sacramenti. E' Lui infatti che illumina la mente, riscalda il cuore dell'educatore perché sappia trasmettere la conoscenza e l'amore di Gesù. La preghiera è la prima condizione per educare, perché pregando ci mettiamo nella disposizione di lasciare a Dio l'iniziativa, di affidare i figli a Lui, che li conosce prima e meglio di noi, e sa perfettamente qual è il loro vero bene. E, al tempo stesso, quando preghiamo ci mettiamo in ascolto delle ispirazioni di Dio per fare bene la nostra parte, che comunque ci spetta e dobbiamo realizzare. I Sacramenti, specialmente l'Eucaristia e la Penitenza, ci permettono di compiere l'azione educativa in unione con Cristo, in comunione con Lui e continuamente rinnovati dal suo perdono. La preghiera e i Sacramenti ci ottengono quella luce di verità grazie alla quale possiamo essere al tempo stesso teneri e forti, usare dolcezza e fermezza, tacere e parlare al momento giusto, rimproverare e correggere nella giusta maniera.
Cari amici, invochiamo dunque tutti insieme lo Spirito Santo, perché scenda in abbondanza su questi bambini, li consacri ad immagine di Gesù Cristo, e li accompagni sempre nel cammino della loro vita. Li affidiamo alla guida materna di Maria Santissima, perché crescano in età, sapienza e grazia e diventino veri cristiani, testimoni fedeli e gioiosi dell'amore di Dio. Amen.
[00028-01.01][Testo originale: Italiano]
[B0014-XX.02]
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L'ha detto Pier Giorgio - 31
- 31 - il telegramma ed era già sufficiente per la mia festa
- 30 - Bisogna far molti sacrifici per giungere sicuri alla meta
- 29 - Cara mamma
- 28 - Pier Giorgio e la famiglia
- 27 - Pregherò anche per te, e tu prega molto per me...
- 26 - la fede e la speranza cessano con la nostra morte
- 25 - Noi cattolici e specialmente noi studenti abbiamo un grave dovere da compiere: la formazione di noi stessi
- 24 - Lettera ad un amico
- 23 - Godimento spirituale nella lettura di San Paolo
- 22 - "Forse era uno che ne aveva piu bisogno di me"
- 21 - La bocciatura di Pier Giorgio
- 20 - Desiderio di sole, di salire su, in alto, di andare a trovare Dio in vetta
- 19 - Bisogna uccidere il germe
- 18 - Preghiera, organizzazione e sacrificio
- 17 - Meglio soli ma con la coscienza pulita
- 16 - La gioia di rivedere i miei e i miei amici
- 15 - Confidiamo nella provvidenza divina e nella sua misericordia.
- 14- Pregare molto Dio che ridoni agli uomini la vera pace
- 13 - Dobbiamo sempre conservare la speranza
- 12 - "Perché dovrei essere triste?".
- 11 - "Evviva il Papa, evviva!".
- 10 - Non sprechiamo i più begli anni della nostra vita
- 9 - Il suo avvenire
- 8 - "Morto?..."
- 7 - L'affetto degli amici.
- 6 - Non sciupare gli anni più belli della nostra vita e combattere.
- 5 - Pier Giorgio, il tempo e Sant'Agostino.
- 4 - "...mi innamoro perdutamente della montagna".
- 3 - La montagna come la primavera non annoia mai.
- 2 - La Fede datami nel Battesimo
- 1 - Solo la morte può farmi cessare.
Pier Giorgio vivo - 33
- 33 - ...cristianesimo, che evidentemente non conoscevo, perchè non lo vivevo...
- 32 - Perfetta correttezza morale
- 31 - "...misurava le proprie azioni dalla loro intrinseca moralità..."
- 30 - Aveva imparato, per teoria e per pratica, a distinguere fra compagni e amici...
- 29 - Pier Giorgio e l'amore per gli altri
- 28 - ...mormorava le sue preghiere alla Vergine con timore filiale
- 27- ...Si addormentava pregando
- 26 - Era il primo a fare la Comunione
- 25 - Allontanare, almeno per un giorno, quei giovani amici dagli eventuali pericoli morali
- 24 - ...suscitare nell'anima il desiderio...
- 23-Pier Giorgio portava nella compagnia il dolce lume della gioia
- 22 - Mi raccomando agli amici e specialmente alle preghiere
- 21 - Pier Giorgio e l'ordine francescano
- 20 - Le creature sincere e semplici sono tutte così...
- 19 - Pier Giorgio e la passione per le montagne
- 18 - Per chi è puro, tutto è puro; per chi è impuro, niente è puro
- 17 - Ai miei figli mi preoccuperò di dare...un'istruzione completa ed un'educazione cristiana
- 16 - Eucarestia punto di riferimento
- 15 - Amante di ogni sport
- 14 - Mamma, vieni a vedere che bel cielo!
- 13 - Il segno della croce
- 12 - Pier Giorgio era sempre là dove occorreva essere
- 11 - Non aveva paura di niente, nemmeno della paura.
- 10 - Il contrario del tipo bigotto.
- 9 - Pregava con semplicità.
- 8 - Vitalità irrompetente ed espressiva
- 7 - Pier Giorgio entusiasta nella preghiera.
- 6 - Non faceva mistero delle sue convinzioni religiose
- 5 - Pier Giorgio e i rosari.
- 4 - Una personalità vera abbraccia tutta la realtà.
- 3 - Aria franca e coraggiosa, fede prorompente.
- 2 - Pier Giorgio ventata di vita.
- 1 - Vicino ai bambini veneti sfollati


