venerdì, luglio 30, 2010
giovedì, luglio 29, 2010
Paolo Rodari intervista il card. Saraiva Martins: Benedetto XVI ha voluto fare beato Newman perché è come lui.

Dal prof. Carlo Bellieni - Aborto e altro
Francia, otto neonati sepolti dalla madre nel giardino degli orroriSembra strano che questa signora abbia tenuto nascosto il pancione al marito per 12 volte di seguito, fino alla fine della gravidanza. Tutto è possibile, ma ci sembra più verosimile che le gravidanze si siano interrotte con la nascita del feto (vivo o morto) prima che il pancione fosse visibile: altrimenti come non accorgersene? E come si chiama l'interruzione di gravidanza prima del termine? Ecco perché l'indignazione su questo fatto ci stupisce, se invece è associata alla quotidiana accettazione e approvazione dell'aborto. CI fa orrore solo se si vede il corpicino? Basta che non si veda perché il tutto diventi improvvisamente morale?

Gli eterosessuali secondo questo studio hanno una minor possibilità degli omosessuali di aver sperimentato eventi avversi nell'infanzia. Non commentiamo, ma diciamo solo che ci sembra uno studio da approfondire.
Cancer Risk in Children and Young Adults Conceived by In Vitro Fertilization
I bambini concepiti da fecondazione in vitro avrebbero una maggior possibilità (1.42 contro 1) degli altri di avere un cancro. Lo studio è stato condotto su 26692 bambini.mercoledì, luglio 28, 2010
Paolo Rodari parla della beatificazione del card. John Henry Newman

venerdì, luglio 23, 2010
Il caso Rudd - Quel battito di ciglia che divide le coscienze tra la vita e la morte
giovedì, luglio 22, 2010
Cina-Santa Sede: il miraggio e la libertà religiosa per la Chiesa ufficiale e sotterranea
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A Sant'Elpidio a Mare si è festeggiato Pier Giorgio Frassati, patrono delle Confraternite
sabato, luglio 17, 2010
L'Avvenire parla anche di Chesterton
Il grande ritorno dei classici cristiani
letteratura
L'editoria italiana riscopre e ripubblica Chesterton, Mauriac, Bernanos, Greene, Lewis. Una nuova collana da Lindau e rinasce nella Bur Rizzoli quella di don Giussani
DI FULVIO PANZERI
un'estate molto particolare quella di quest'anno, perché, tra i libri da mettere in valigia, c'è da segnalare un ritorno importante e significativo, quello degli scrittori cristiani, che nell'ultimo decennio sono stati via via ignorati dai grandi gruppi editoriali, nonostante i loro libri abbiano rappresentato tappe fondamentali per la costruzione di un catalogo prestigioso, dimenticati dal dibattito critico, ma non dai lettori, che han no però sempre amato i loro libri e hanno fatto diventare, ad esempio,
Le cronache di Narnia di C.S. Lewis un
long-seller di grande attualità.
Ora ritrovano un loro spazio, in tante iniziative editoriali, che fanno presupporre non certo un interesse estemporaneo, ma la volontà di riportare in vita i 'classici' della letteratura di ispirazione cristiana. Ed è una riscoperta che trova in G.K. Chesterton,
lo scrittore di questa calda estate, visto quanto numerose sono le riproposte dei suoi libri, a partire dalle novecento fittissime pagine de I racconti di Padre Brown, tutti i quattro libri in un unico tomo, pubblicato dalla San Paolo nella collana 'Capolavori' (euro 28,00), un'occasione per stare insieme a questo piccol o prete che, pur sapendo tanto di teologia e di filosofia, non difetta, al di là della sua aria simpatica, di un finissimo intuito e di un'incredibile astuzia. Di Chesterton, mentre Morganti editore ha in preparazione una nuova edizione integrale de La sfera e la croce, Lindau manda in libreria due testi che sono legati uno all'altro: Eretici
(pagine 264, euro 19,00) e Ortodossia
(pagine 256, euro 18,00). Il primo testo è una raccolta di saggi in cui Chesterton mette in discussione, in modo acceso e corrosivo, le idee della sua epoca. Pubblicato nel 1905 il libro era diventato oggetto di una sfida da parte della critica che chiedeva all'autore di indicare quale fosse la propria visione del mondo. Nel 1908 esce Or todossia, un'autobiografia filosofica, in cui Chesterton mette a fuoco l'imprescindibilità dalla fede cristiana, di cui argomenta con rigore, ma senza rinunciare al gusto per il paradosso, l'assoluta ragionevolezza, ritenendo che «sia una fede convincente. Ma se così non fosse, essa costituisce perlomeno una coincidenza reiterata e sorprendente», oltre a sottolineare che «questo libro è da considerarsi una guida alla lettura di Eretici,
e ha l'intento di aggiungere il punto di vista positivo accanto a quello negativo». Non è finita la festa per il grande scrittore inglese che sembra voler riprendersi quel posto d'eccellenza che gli spetta: sempre Lindau avvia una nuova collana di letteratura ispirata ai valori cristiani, 'L'aquila e la colomba'. Nella convinzione che «il contributo che il cristianesimo ha offerto all'uomo moderno – alla sua crescita spirituale, alla sua capacità di affrontare le sfide complesse del nostro tempo – ha assunto anche la forma della finzione letteraria, della creatività libera, della narrazione popolare. In poche parole, del romanzo, della poesia, della letteratura di genere» la collana intende riproporre romanzieri noti come
Georges Bernanos, Graham Greene, lo stesso Chesterton (per citarne solo alcuni), ma anche scrittori meno conosciuti, come il filosofo (e giallista) Ralph McInerny , tutti accomunati da questa appartenenza ideale. Ha inaugurato la collana il primo romanzo scritto da Chesterton e pubblicato nel 1904, Il Napoleone di Notting Hill, tutto da riscoprire nel suo humour quasi surreale e nelle atÈ mosfere fantastiche della narrazione. Continua anche l'interesse verso C.S. Lewis di cui sempre Lindau pubblica
Miracoli (pagine 272, euro 19,50), un saggio che mette in luce «la natura cristiana» del miracolo. Scrive Lewis: «Per questo motivo, la domanda se i miracoli accadano davvero non può trovare una risposta semplicemente nell'esperienza. Ogni evento che sia possibile definire miracolo è, in ultima istanza, qualcosa che si presenta ai nostri sensi, qualcosa che si è visto, udito, toccato, odorato o gustato. E i nostri sensi non sono infallibili».
Ritorna, a trent'anni di distanza, nella Bur Rizzoli, una collana che aveva trovato in Giovanni Testori e in don Luigi Giussani gli ideatori, un'esperienza editoriale breve quanto intensa che aveva preso avvio proprio da un dialogo tra lo scrittore e il sacerdote,
Il senso della nascita. Ora arriva in libreria la seconda serie dei «libri della speranza», collana diretta, ora, dal poeta Davide Rondoni, che presenterà gli uomini, le storie e i grandi temi della spiritualità contemporanea. Escono in questi giorni i primi due titoli. Il primo è un romanzo dello scrittore tedesco Louis de Wohl, Attila
(pagine 304, euro 10,50), che ci racconta, in un Occidente governato da persone interessate solo a mantenere il proprio potere, l'incontro tra colui che «è il simbolo dei pericoli che minacciano la civiltà» e papa Leone I. C'è poi la storia di un santo quasi sconosciuto, definito da don Luigi Giussani «l'emblema stesso della santità cattolica». Davide Rondoni con
Hermann (pagine 182, euro 9,50) ci presenta il romanzo di un uomo dalla «vita stor ta e santa puntata alle stelle ». In preparazione ci sono un Léon Bloy e una scelta delle lettere di Flannery O'Connor, affidate alla curatela di Elena Buia, che ha dato poco pubblicato un ritratto critico-biografico della grande scrittrice americana, Il mistero e la scrittura (Ancora, pagine 112, euro 12,50). Gribaudi invece continua la riproposta delle opere del grande scrittore polacco Jan Dobraczynski,
con Prima che cali il buio
(pag. 352, euro18.00) sulla figura attualissima di Geremia, mentre San Paolo riporta in libreria uno dei romanzi più 'forti' e attuali di Bernanos,
Sotto il sol e di Satana (pagine 332, euro 19 ,50).
Si tratta di un ritorno che vede scendere in campo, anche editori come Adelphi che ha deciso di pubblicare i romanzi più importanti di François Mauriac , a partire da Thérèse Desqueyroux
(pag. 139, euro 16.00), romanzo che pone al centro la figura ambigua di una donna schiacciata dalla chiusura della famiglia, che tenta di avvelenare il marito. O anche Bompiani che a fine anno manderà in libreria il terzo volume delle 'Opere complete' di Giovanni Testori, quello relativo agli ultimi anni Settanta e agli Ottanta, con non poche sorprese.
Ritornano, infatti, anche gli scrittori itali ani, penalizzati da un inspiegabile oblio. Cantagalli nella nuova serie dei 'classici cristiani' ha proposto nuove e accurate edizioni di due libri da decenni introvabili: il Diario di un parroco di campagna ( pagine 184, euro 12,00) di Nicola Lisi, scrittore tutto da riscoprire e Sant'Agostino (pagine 260, euro 18,00) che riporta l'attenzione su un'esperienza novecentesca fondamentale come quella di
Giovanni Papini . 'Classico contemporaneo' può essere definito a tutti gli effetti anche Orfeo in Paradiso di Luigi Santucci , ripubblicato da Marietti (pagine 224, euro 15,00), che riletto in una vision e più ampia si pone nel solco tracciato da Lewis con Le lettere di Berlicche. E sempre Marietti riscopre un nome-cardine della poesia italiana del Novecento, una grande voce poetica mai allineata alle mode del tempo, quella di Margherita Guidacci, inspiegabilmente esclusa dal canone della nostra poesia, ma che dimostra la sua forza e la sua modernità in questa antologia, Poesia come un albero, curata da Giovanna Fozzer (pagine 132, euro 15,00), intreccia gli elementi essenziali della biografia e della figura umana, quasi un ritratto, della poetessa, con il germinare della sua opera letteraria e critica.
La mappa si allarga e ha bisogno di lettori per riportare in vita la questa grande 'biblioteca' della nostra spiritualità che ha avuto modi e struttur e originalissime per esprimersi. Ora manca solo il grande ritorno di Italo Alighiero Chiusano e Mario Pomilio,
figura cardine degli anni Sessanta e Settanta: perché non scommettere sui suoi «scritti cristiani»?
Un'estate all'insegna della riscoperta anche di grandi autori italiani come Lisi, Papini e Santucci.
Ma mancano all'appello Pomilio e Chiusano
mercoledì, luglio 14, 2010
LO SCRITTOIO DI CASTEL GANDOLFO. I COMPITI DELLE VACANZE DEL PAPA. UN TESTO SUI “VANGELI DELL’INFANZIA”, UN’ENCICLICA TOSTA SULLA FEDE PER INSEGNARE A CREDERE “NEL MODO GIUSTO” E IL CARDINALE NEWMAN, CHE SPIEGAVA L’UOMO “A PARTIRE DALLA COSCIENZA”
domenica, luglio 11, 2010
Era massone, ora è cattolico
Storia della conversione di un Venerabile Maestro del Grande Oriente
di Antonio Gaspari
ROMA, lunedì, 14 giugno 2010 (ZENIT.org).- E' appena arrivato nelle librerie italiane un libro più affascinante di un romanzo dal titolo "Ero Massone. La mia conversione dalla massoneria alla fede" (Piemme). E' la storia vera di Maurice Caillet, un medico ginecologo, non battezzato, materialista, abortista e anticattolico.
Coerente con la sua formazione illuminista, il dott. Caillet entra a far parte della Massoneria. Nel giro di 15 anni viene iniziato alla conoscenza di tutti i segreti delle Logge: iniziazioni, riti, giuramenti, trattamenti di favore, facilitazioni nella raccolta di denaro, incarichi di potere e cariche politiche.
Diventa Venerabile Maestro della Loggia di Rennes e fa carriera nel lavoro e in politica, fino a diventare un notabile del Partito Socialista Francese e dirigente del Centro di Esami della Salute di Rennes.
Ma è proprio all'apice della sua carriera politica e professionale che accade l'imprevisto. La moglie Claude si ammala gravemente e lo trascina con sé in un pellegrinaggio a Lourdes.
Mentre lei è nelle piscine, Maurice è intirizzito e si ripara nella cripta posta sotto la grotta delle apparizioni.
Vi stavano celebrando una Messa. Maurice non aveva mai prestato attenzione alla celebrazioni di una messa cattolica. La considerava un rito sorpassato, una sorta di superstizione primitiva, ma quando il sacerdote pronuncia le parole di Gesù "Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto…" il suo cuore viene toccato.
"Ero razionalista, massone e ateo – scrive nel libro –. Non ero neanche battezzato, ma mia moglie Claude era malata e decidemmo di andare a Lourdes. Mentre lei era nelle piscine, il freddo mi costrinse a rifugiarmi nella Cripta, dove assistetti con interesse alla prima Messa della mia vita. Quando il sacerdote, leggendo il Vangelo, disse: 'Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto', ebbi uno shock tremendo perché avevo sentito questa frase il giorno della mia iniziazione al grado di Apprendista ed ero solito ripeterla quando, già Venerabile, iniziavo i profani".
"Nel silenzio successivo sentii chiaramente una voce che mi diceva: 'Bene, chiedi la guarigione di Claude, ma cosa offri?'. Istantaneamente, e sicuro di essere stato interpellato da Dio stesso, pensai che avevo solo me stesso da offrire. Al termine della Messa, andai in sacrestia e chiesi immediatamente il Battesimo al sacerdote. Questi, stupefatto quando gli confessai la mia appartenenza massonica e le mie pratiche occultiste, mi disse di andare dall'Arcivescovo di Rennes. Quello fu l'inizio del mio itinerario spirituale".
Da allora Maurice Caillet ha lasciato la Massoneria ed ha compiuto un itinerario di conversione e purificazione. L'entusiasmo per la fede trovata gli ha dato la forza di affrontare e superare le tante difficoltà e minacce che il mondo materialista e la Massoneria gli hanno posto di fronte.
E' stato minacciato di morte, lo hanno licenziato per motivi inesistenti, hanno cercato di impedirgli di continuare la sua attività di medico, gli hanno messo contro parenti e figlie.
A causa delle minacce vive ora sotto protezione in Spagna, ma la sua storia e testimonianza sta sollevando dalle paure tante vittime della Massoneria e sta generando altre conversioni.
Il libro scritto da Caillet è la descrizione più chiara e dettagliata di come funziona la Massoneria che lui ha frequentato per 15 anni. Tutto viene spiegato: riti, iniziazione, ragioni, finalità, metodo di controllo, corruzione, negoziazione di promozioni agli alti vertici delle aziende, distribuzione illegale di appalti per le opere pubbliche, intimidazione ed eliminazione di personaggi scomodi.
Caillet non cede mai al sensazionalismo né alle teorie cospiratorie, con metodo razionale e argomenti che emergono dalla sua esperienza personale, illustra le meschinità, la bramosia di potere, l'ideologia, e l'ipocrisia di gruppi di persone che si nascondono dietro ad un ridicolo ritualismo sincretista e agnostico.
Altro che ideali umanisti, secondo Caillet, dietro ai principi di liberà, uguaglianza e fraternità, si nasconde un gruppo di persone il cui fine è il raggiungimento del potere e del possesso, cancellando il Dio unico dei Cristiani e proponendo l'adorazione di idoli vari.
Per l'ex Venerabile Maestro, "la Massoneria, in tutte le sue obbedienze, sostiene il relativismo, che colloca tutte le religioni su uno stesso piano. Da ciò si deduce un relativismo morale: nessuna norma morale ha in sé un'origine divina e, quindi, definitiva, intangibile. La sua morale evolve in funzione del consenso delle società".
A questo proposito nel libro il dott. Caillet racconta che la Massoneria francese è stata determinante per l'introduzione dell'aborto libero in Francia nel 1974.
Tra i responsabili di questa legge l'ex Venerabile Maestro indica Jean-Pierre Prouteau, Gran Maestro del Grande Oriente di Francia, consigliere dell'allora Primo Ministro Jacques Chirac. Il dottor Pierre Simon, Gran Maestro della Grande Loggia di Francia, consigliere di Simone Veil, allora Ministro della Sanità. I politici erano circondati da quelli che venivano chiamati i "Fratelli tre punti", e il disegno di legge sull'aborto venne elaborato rapidamente. I deputati e i senatori massoni di destra e di sinistra votarono all'unanimità.
Secondo Caillet il materialismo e il relativismo morale hanno portato la Massoneria francese a promuovere tutte le leggi che favoriscono il libertinaggio sessuale, il divorzio senza colpa, la contraccezione chimica e meccanica, l'aborto, le unioni civili e omosessuali, la manipolazione degli embrioni, la depenalizzazione delle droghe leggere e la legalizzazione dell'eutanasia.
Nel suo libro "De la vie avant toute autre chose" (Ed. Mazarine) apparso nel 1979 e poi ritirato dalle librerie su indicazione delle autorità massoniche dell'epoca, il Gran Maestro Pierre Simon ha scritto che "è l'intero concetto di famiglia che si sta ribaltando".
Per la sua storia, l'ex Venerabile Maestro è diventato uno dei maggiori esperti di Massoneria nel mondo cattolico. Nella parte finale del libro, in molte conferenze e nel suo sito (http://www.cailletm.com) Maurice spiega che cosa è la Massoneria e perchè è incompatibile con coloro che credono in Gesù Cristo.
Per non aver più paura e per favorire le conversioni Caillet propone una preghiera che recita ogni giorno: "Padre infinitamente buono, tu vedi nel segreto del cuore e delle logge. Tu sai che molti massoni, persi in una filosofia ingannevole, cercano vane verità. Liberali, Signore, dagli spiriti che li traggono in inganno. Che lo Spirito Santo, lo Spirito di verità, investa la loro intelligenza e il loro cuore e riveli loro la Verità iniziale e filiale, l'alfa e l'omega: Tuo Figlio, Gesù il Cristo, la sua Vita, il suo insegnamento: La Buona novella del Tuo Amore".
Inviato da iPhone
Il Papa in Gran Bretagna per Newman
DICHIARAZIONE DEL DIRETTORE DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDEAccogliendo gli inviti del Governo di Sua Maestà Elisabetta II Regina del Regno Unito e delle Conferenze Episcopali cattoliche di Inghilterra-Galles e della Scozia, Sua Santità Benedetto XVI compirà un Viaggio Apostolico nel Regno Unito dal 16 al 19 settembre 2010.
Nel corso del viaggio il Santo Padre farà visita a Sua Maestà la Regina nel Palazzo Reale di Holyroodhouse a Edinburgh, presiederà la Celebrazione Eucaristica nel Bellahouston Park di Glasgow, incontrerà i rappresentanti del mondo politico, culturale e imprenditoriale nella Westminster Hall, parteciperà ad una Celebrazione Ecumenica nella Westminster Abbey, presiederà la Celebrazione Eucaristica nella Westminster Cathedral e la Veglia di Preghiera nel Hyde Park a Londra. Infine, presiederà la Celebrazione per il rito di beatificazione del Venerabile Cardinale John Henry Newman nel Cofton Park di Birmingham.
Il Papa sulla fedeltà alla Chiesa e al Papa
Cari fratelli e sorelle, questo fatto ci invita a ricordare quante volte, nella storia della Chiesa, i credenti hanno incontrato ostilità e subito perfino persecuzioni a causa della loro fedeltà e della loro devozione a Cristo, alla Chiesa e al Papa. Noi tutti guardiamo con ammirazione a questi cristiani, che ci insegnano a custodire come un bene prezioso la fede in Cristo e la comunione con il Successore di Pietro e, così, con la Chiesa universale.
venerdì, luglio 09, 2010
Quando in bioetica ci si cura solo delle conseguenze
Osservatore Romano 10 luglio
Tante tecniche ma poche ragioni
di Carlo Bellieni
Il dibattito sull'aborto - basta leggere i giornali - si fa sempre più grave e insieme superficiale: centrato sulla proliferazione dei mezzi abortivi, senza alcuna attenzione alla prevenzione. Ci si limita cioè a una qualche cura delle conseguenze disinteressandosi delle cause. Al punto che proporre un'alternativa alle donne rasenta il reato: Tammie Downes, una dottoressa inglese, è stata di recente messa sotto processo (e poi assolta) per aver dissuaso dall'aborto alcune sue assistite.
È storia di questi giorni: ai vari metodi chirurgici, alla pillola del giorno dopo e alla Ru486 si affianca la pillola da prendere fino a cinque giorni dopo il rapporto, quasi che il dramma dell'aborto si limitasse a un problema di "tecniche". Chi non approva l'aborto finisce così con l'essere risucchiato in un vortice di procedure mediche e di leggi e, combattendo le nuove tecniche dell'aborto solitario, sembra farsi paladino di quelle vecchie.
A questa corsa al ribasso non ci si deve adeguare. Davvero pensiamo che il primo desiderio di una donna la quale scopre di aspettare un figlio non programmato sia quello di trovare un nuovo metodo abortivo? Troppe parole per parlare solo di tecnica; anche il Royal College of Obstetrics and Gynecology britannico ha appena emesso un lungo e ponderoso documento (Fetal awareness) teso a dimostrare che il feto non prova dolore quando viene abortito a sviluppo inoltrato, conclusione inaccettabile dal punto di vista scientifico. Troppe parole, troppe tecniche e troppo scarsa attenzione alle cause che spingono all'aborto.
L'etica che si cura solo delle conseguenze è un male diffuso: lo ritroviamo nel fine-vita, in cui raramente ci si chiede perché un malato vuole morire, a fronte di mille pazienti nelle stesse condizioni che invece vogliono vivere. Così nel campo degli stupefacenti: quante pagine sui giornali sulla liberalizzazione delle droghe e quante, invece, sulle motivazioni che portano un ragazzo di quindici anni a drogarsi o a ubriacarsi da solo in un bar? Anche nel campo della fecondazione in vitro si tace sulle cause rimovibili e sempre in aumento della sterilità, mentre si spalancano le porte a tecniche fecondatorie spesso tardive. Come se per il dramma del lavoro si parlasse solo di assegni di disoccupazione e non di come creare nuova occupazione. O, nel caso della malaria, di quanto chinino usare e non di come eliminare le zanzare o creare un vaccino. È un'etica che si ammanta dei panni della libertà, ma genera invece solo solitudine.
Curarsi solo delle conseguenze spesso genera patologia. Parlare di aborto senza dare alternative è contraddire il vissuto di tante donne che hanno abortito e si trovano a fare i conti con conseguenze addirittura psichiatriche, come ha pubblicato in giugno la rivista "Maternal-Fetal and Neonatal Medicine". Indicare la fecondazione in vitro come rimedio contro la sterilità e non rimuoverne le cause genera fatalismo, determina ipermedicalizzazione e di conseguenza delusione; per alcuni una sorta di sindrome da stress, tanto che qualche autore suggerisce - con un ragionamento non condivisibile - che per evitare la delusione inerente a queste pratiche bisognerebbe spiegare ai coniugi, prima che si addentrino in intricati percorsi medici, che fare figli è irrazionale e immorale, e pertanto dissuaderli (Matti Hayry, A rational cure for pre-reproductive stress syndrome, "Journal of Medical Ethics", luglio 2004).
Perché allora si parla sempre e solo di nuove e sempre più ardimentose scorciatoie per eliminare le conseguenze e poco di come curare le cause? La risposta è nel mito postmoderno dell'autodeterminazione: è preferibile fornire scelte in apparenza facili che si possono percorrere in totale solitudine piuttosto che proporre una concertata solidarietà, la quale potrebbe suggerire scelte che una persona sola e impaurita non prenderebbe. Come se soltanto le scelte prese in solitudine fossero libere e vere.
Ma se ci fosse una forte prevenzione sociale dei fenomeni prima accennati, le scelte estemporanee e le corse "autonome" ai ripari non avrebbero ragione d'essere, ne sarebbe chiaro il limite e non sarebbero più assurte a diritto assoluto, a questione vitale e a simbolo di libertà. A chi brandisce l'autonomia al di là dell'evidenza scientifica, un mondo solidale non piacerebbe.
Si pensi a un'Europa che dedichi personale e budget a rimuovere, culturalmente e strutturalmente, il disagio giovanile invece di moltiplicare i marijuana-café, o che aiuti le donne invece di inventare nuove pillole abortive: che arma resterebbe a coloro che reclamano il mito dell'autonomia per affermare il valore della solitudine umana assurta a sommo tribunale? Si pensi a un'Europa in cui si dedicassero le energie non solo a moltiplicare le tecniche di fecondazione, ma a curare con altrettanta forza le cause della sterilità, molte delle quali sono culturali: sarebbe un'Europa solidale che, a differenza dell'attuale, non ci potrebbe venire rinfacciata dai nostri figli, ai quali al momento sa offrire tante tecniche, ma poche ragioni.
giovedì, luglio 08, 2010
Il Musical - Il Gigante Egoista
La Festa termina in bellezza con la messa in scena de “Il Gigante Egoista” di Oscar Wilde. Ormai da alcuni anni, la Compagnia Teatrale “Pochi ma buoni... come i maccheroni” vuole “deliziare” il pubblico della Festa in onore di Pier Giorgio Frassati con una sempre nuova rappresentazione teatrale. Quest’anno, “Il Gigante Egoista” promette grasse risate e, al contempo, grande commozione, il tutto condito con musica e canti a volontà. Già, perché l’opera di Oscar Wilde sarà proposta sottoforma di musical.Non anticipo nient’altro... questa sera venite e vedrete! In questa bella avventura si sono buttati con grandissima passione molti di noi: adulti, ragazzi e bambini. Tutti si sono spesi veramente al massimo per realizzare questo spettacolo, provando ormai da alcuni mesi. Qualche attore è alle prime armi: ragazzi e ragazze che, alla proposta di recitare, hanno aderito senza esitare, con un impegno ed un entusiasmo davvero trascinatori...e poi si sono rivelati degli ottimi attori!
Claudia Pavone
Vivere festa N°10
IV S.Caterina’s Day
"Quella piccola porta e le sue opere”.
"Quella piccola porta e le sue opere”.E’ stato questo il titolo del IV S.Caterina’s Day, a cui hanno preso parte Paolo Perazzolo,Iole Randazzo, Adriano Di Sisto e Piergiorgio Bighin. Questi nostri amici ci sono venuti a trovare per parlarci delle loro opere e degli avvenimenti accaduti quest’anno. Paolo Perazzolo ha testimoniato la sua esperienza all’interno della Cooperativa don Sandro Dordi mentre Iole ci ha parlato del CDS di Siracusa, delle attività di accoglienza e di educazione, del Banco Alimentare, e dei suoi rapporti con gli altri Centri di Solidarietà della Sicilia. Adriano Di Sisto, che si occupa di inserimento nel mondo del lavoro nei pressi di Arezzo, ci ha fatto capire come sia riuscito a trovare più gusto all’interno del suo contesto lavorativo e di come abbia trovato un metodo nuovo: parlare del lavoro scoprendo la bellezza. Il messaggio che tutti ci hanno portato, infine, è stato di come la nostra amicizia riesca a farci cambiare sguardo, a farci aprire agli altri e ai loro fatti.
Andrea Capriotti
martedì, luglio 06, 2010
Dal prof. Carlo Bellieni - divorzio, gioco
Le divorce est socialement contagieuxIl divorzio è contagioso: uno studio mostra che se un amico o un parente divorzia, il vostro rischio di divorziare aumenta di conseguenza. Insomma: l'ambiente ci influenza più delle nostre convinzioni.
Paris et jeux en ligne : le cri d'alarme des psychiatres Il 5% dei giocatori di poker o altri giochi d'azzardo su internet hanno problemi di dipendenza patologica, come da cocaina. Questo è il grido d'allarme che viene dalla Francia: in Italia vediamo volti noti che li pubblicizzano in TV: e se fossimo più prudenti?
lunedì, luglio 05, 2010
Un vecchio amico ci scrive...
Questo nostro amico è novizio presso i padri Cistercensi di Abbadia di Fiastra e ci ha scritto questa bella lettera che vogliamo condividere con tutti.
Cari Amici TIPI LOSCHI
sono veramente dispiaciuto di non avere partecipato ‘fisicamente’, quest’anno, alla festa del caro Pier Giorgio Frassati…
Dopo avere ascoltato la lettura in capitolo del Martirologio Romano (preceduta dalla lettura della Santa REGOLA di San Benedetto) che ricordava l’anniversario di un giovane laureato in ingegneria che seppe unire allo studio, alla politica , alla montagna… ecc… un grande amore per le opere di carità verso i più poveri… di nome Pier Giorgio Frassati, e stimolato soprattutto dalla Parola di Dio del Vangelo odierno, che non poteva non corrispondere al 4 luglio anniversario di Piergiorgio Frassati, volevo condividere con voi amici, come a mio avviso l’amico Pier Giorgio avesse accolto con “CUORE DILATATO”: l’invito, la proposta, l’offerta, il dono che Dio come ‘AGRICOLTORE di un campo immenso, senza limiti’ rivolge al Beato, richiamandolo come operaio alla messe… comel’operaio giovane che semina e cura il terreno… accompagnandolo nella crescita e nella mietitura… insomma, colui che non si tira indietro… colui che non si mette in disparte alla proposta di Cristo, che lo mandò a mietere con la falce della Parola di Dio…del vivere il Vangelo: nella carità, nella fede e nella speranza…verso tutti coloro che egli incontrava, sosteneva e animava di Spirito Santo…
Questo giovane mietitore e operaio ancora oggi, nel cuore di tutti coloro che gli sono Amici, semina il seme della fede cristiana che porta a Dio, ci invita ogni giorno a evangelizzare e a comunicare con perseveranza il Vangelo a tutti e a vivere non di buon umore ma nella gioia, con gioia…con DIO…
Sia per noi tutti <>, sempre viva e interessante la partecipazione e l’ammirazione, alla coltivazione di Dio e sempre confortati dai suoi doni e da coloro che lavorano nel suo campo… gustiamo questa vita terrena ogni giorno, nella certezza che l’azione della fede cambia la vita… e sempre riconosciamoci debitori di fronte al Creatore….
L’uomo è infatti incapace di…ViVeRe… da solo
Cari amici LOSCHI, possa in ognuno di voi la presenza di Cristo sbocciare e non morire, nelle opere numerose che la Provvidenza Divina vi dona, in modo particolare nella realizzazione della Scuola Media Chesterton…
(...)
Un caro abbraccio a voi tutti AMICI… e al Serra (in modo particolare… solo perche’ ha la barba…)
Sempre nelle mie preghiere!!! PASQUALE VIVABENE di MONTE
Domenica 4 Luglio
I Tipi Loschi su Avvenire del 4 Luglio 2010
Avvenire 04/07/2010, A26
Nelle Marche rivive la Compagnia dei tipi loschi
DA SAN BENEDETTO DEL TRONTO
SUSANNA FAVIANI
U ndici giorni di festa possono essere tanti eppure sono pochi se si vuole provare a raccontare in modo completo una personalità poliedrica e prorompente come quella del beato Pier Giorgio Frassati. Per approfondirla ma soprattutto per provare a «imitarlo» nella vita quotidiana, nella diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, sin dal 1993 esiste l'associazione della «Compagnia dei tipi loschi del beato Pier Giorgio Frassati». Il nome non è casuale: la compagnia o società dei tipi loschi era infatti il nome dell'associazione fondata dallo stesso beato, caratterizzata da un sano spirito d'amicizia e d'allegria. Della realtà marc higiana fanno parte «giovani» di tutte le età: dai ragazzi di ieri che adesso sono sposati e che portano i figli a quelli un po' «speciali», magari diversamente abili o con un passato difficile alle spalle. Insieme realizzano spettacoli teatrali, campi estivi e campi scuola, mostre tematiche, conferenze, inviti alle lettura. Ma soprattutto si impegnano nella solidarietà e nella preghiera. «I ragazzi e i giovani della Compagnia dei tipi loschi sono persone semplici – ha detto il vescovo Gervasio Gestori – serene ed entusiaste della vita.
Trovano la loro forza nello stare insieme.
Sono contenti e pregano. E sono orgogliosi di essere cristiani, seguendo l'esempio del beato Pier Giorgio Frassati». Incoraggiata dall'arcivescovo Giuseppe Chiaretti, quando era alla guida delle diocesi di Montalto e Ripatransone-San Benedetto del Tronto, la Compagnia è stata riconosciuta come «associazione privata di fedeli di dir itto diocesano» da Gestori il 31 gennaio 2004. Lo statuto approvato ad experimentum per cinque anni ha ottenuto l'approvazione definitiva nel 2009. La festa di quest'anno in onore di Frassati è iniziata lo scorso 24 giugno proponendo tutta una serie di iniziative che si sono svolte nella sede, la «Casa San Francesco di Paola» a Grottammare, con giochi , preghiera, conferenze e dibattiti. Tra i temi affrontati, le prime persecuzioni anticristiane ma anche l'esempio di personalità carismatiche come il neo beato Jerzy Popieluszko. Oggi, festa liturgica di Frassati, monsignor Gestori presiederà una celebrazione eucaristica alle 19 sul prato della Casa San Francesco. I Tipi loschi del beato Pier Giorgio Frassati, oltre ad avere un sito internet (www.tipiloschi.com) hanno promosso anche uno spazio web di discussione all'indirizzo http://piergiorgiofrassati.blogspot.com.
Mostre, spettacoli teatrali, conferenze ma soprattutto preghiera e solidar ietà tra le iniziative promosse dall'associazione Gestori: la loro forza nello stare insieme
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Kerala, mano mozzata a un professore cristiano accusato di blasfemia

di Nirmala Carvalho
La vittima è un professore universitario che in un questionario per gli esami aveva “offeso Maometto”. L’estremismo islamico è in crescita nel Kerala: diverse scuole sono costretta a subire pressioni sull’uso del velo. La condanna anche da parte di organizzazioni nazionali musulmane. Sajan K. George: La Sharia non è la legge dell'India.
Ernakulam (AsiaNews) – Un gruppo di sconosciuti ha reciso la mano e parte del braccio destro di un professore universitario, accusato mesi fa di aver diffamato Maometto. L’esecuzione è avvenuta ieri mattina a Muvattupuzha, nel distretto di Ernakulam (Kerala). Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians condanna questo “atto barbaro” e ricorda che “la Sharia non è la legge dell’India”.
Secondo la ricostruzione della polizia, il prof. TJ Joseph, stava tornando con la sua famiglia dal servizio domenicale, quando un gruppo di persone lo accostano con un van Maruti Omni e lo fermano vicino a casa. Dopo aver costretto Joseph a uscire dall’auto, lo attaccano con coltelli e spade, poi gli recidono la mano e parte del braccio destro gettandoli lontano a circa 200 metri.
Il professore è stato trasportato subito in un ospedale di Muvattupuzha e in seguito in un altro specializzato in chirurgia, dove i dottori stanno cercando di ricucire la sua mano mozzata. Il professore ha subito anche altre profonde ferite sul corpo e necessita di diverse chirurgie plastiche.
Joseph, keralese, professore al Newman’s College di Thodupuzha, è libero su cauzione. Lo scorso marzo egli aveva preparato un questionario per gli esami in un collegio privato e secondo i musulmani aveva inserito delle domande offensive verso Maometto.
A causa di una serie di proteste da parte di gruppi islamici, egli è stato sospeso dalla scuola. In seguito, Joseph ha chiesto scusa pubblicamente per il suo “errore non intenzionale”. La madre di Joseph ha affermato che in questi mesi suo figlio ha continuato a ricevere minacce.
Intanto la polizia ha trovato il van degli aggressori, vuoto, e “la targa del veicolo è falsa”, ha detto l’ispettore di polizia P.P.Shams. Alcuni dei fermati sono attivisti appartenenti al Fronte popolare dell’India, un gruppo musulmano di destra, un tempo chiamato il National Development Front, molto forte in Kerala.
La sorella di Joseph, Mary Stella, racconta che “gli assalitori hanno distrutto il vetro della nostra auto e hanno tirato fuori mio fratello per giustiziarlo. La mia povera mamma, anziana, era in macchina con noi ed è stata testimone del crimine”.
Il ministro dell’educazione, M.A. Baby ha condannato l’accaduto, manifestando il suo dispiacere perché alcuni hanno trasformato il questionario degli esami in un problema di scontro interreligioso.
Sajan K. George, presidente del Global Council of India (Gcoi), condanna “l’atto barbaro” e chiede che “gli assalitori vengano portati davanti alla giustizia presto. Spero non avvenga – come di solito – che la denuncia scompaia negli archivi della polizia, a causa di minacce dei militanti islamici del Kerala”.
Sajan K. George dà voce a tutta la società civile che “ha espresso dolore per questi continui attacchi di musulmani contro i cristiani in Kerala. E va ricordato che la legge islamica non è la legge del nostro Paese!”.
Secondo il presidente del Gcoi, in Kerala si assiste a una crescita di estremismo islamico: “Le scuole cristiane sono spesso prese di mira sulla questione del velo o su altro e purtroppo molte scuole soccombono sotto la pressione. Il progetto di questi militanti islamici è provocare pacifiche comunità cristiane e provocare una guerra civile. Il rapido incremento della popolazione musulmana e la loro influenza nelle elezioni fa crescere problemi di sicurezza per i cristiani in tutto il Paese”.
L’esecuzione contro Joseph è stato condannato da molte organizzazioni musulmane, compresi la Indian Union Muslim League (Iuml) e la Jama’at-e-Islami, che chiede una reazione decisa contro i colpevoli. Panakad Hyderali Shiyab Thangal, capo supremo della Iuml, ha domandato anche lui che i colpevoli vengano perseguiti con durezza. E riferendosi al questionario composto da Joseph, ha detto: “Un errore non può essere corretto con un altro errore”.
Il questionario incriminato non aveva però alcuna pretesa di offesa alla religione musulmana. Le autorità del Newman’s College hanno dichiarato ad AsiaNews che nella domanda, il prof. Joseph racconta la storia di un venditore di pesce che, nonostante lavori molto, diviene sempre più povero. Il nome del venditore è Muhammad. Disperato, il venditore prega Dio e domanda a suo fratello il perché della sua situazione. Il fratello risponde a Muhammad: “Perché tu continui a chiamare Dio, Dio, Dio…”. Agli studenti era richiesto di precisare la punteggiatura del racconto.
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- 5 - Pier Giorgio, il tempo e Sant'Agostino.
- 4 - "...mi innamoro perdutamente della montagna".
- 3 - La montagna come la primavera non annoia mai.
- 2 - La Fede datami nel Battesimo
- 1 - Solo la morte può farmi cessare.
Pier Giorgio vivo - 33
- 33 - ...cristianesimo, che evidentemente non conoscevo, perchè non lo vivevo...
- 32 - Perfetta correttezza morale
- 31 - "...misurava le proprie azioni dalla loro intrinseca moralità..."
- 30 - Aveva imparato, per teoria e per pratica, a distinguere fra compagni e amici...
- 29 - Pier Giorgio e l'amore per gli altri
- 28 - ...mormorava le sue preghiere alla Vergine con timore filiale
- 27- ...Si addormentava pregando
- 26 - Era il primo a fare la Comunione
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- 4 - Una personalità vera abbraccia tutta la realtà.
- 3 - Aria franca e coraggiosa, fede prorompente.
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Osservatore Romano 10 luglio