Pier Giorgio vivo - 28

Entrò al Politecnico nell'anno scolastico 1918-19, per dedicarsi all'ingegneria mineraria. Scelse dunque lo studio più difficile, e, quello che importa, lo condusse vicino alla laurea, che aveva già preparata e che stava per dare con i suoi compagni di liceo, pur avendo perduto un anno a Berlino. Ora, è risaputo che a tali studi si cimentano le menti meglio attrezzate e che essi sono condotti a termine solo dalle volontà perseveranti. " Ricordo, scrive un suo professore, che quando incominciai ad averlo come alievo di liceo, era tardo nel capire e duro come un montanaro; ma altrettanto tenace. Ai miei dubbi che forse avrebbe trovato difficoltà negli studi d'ingegnieria, mi rispondeva che voleva diventare ingegnere a costo di qualunque sacrificio; ed ebbe ragione. Io non disperavo della sua riuscita, conoscendo la sua forza di volontà e avendo constatato quale influenza decisiva lo studio della matematica esercitava sul suo sviluppo intellettuale. Dall'ultimo anno di liceo ai primi anni del Politecnico, ho visto la sua intelligenza aprirsi, affinarsi e diventare, poco a poco, più agile e pronta, tale da permettergli di risolvere, con lo studio e con la tenacia, qualunque difficoltà."

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