sabato, febbraio 28, 2009
L'ha detto Pier Giorgio-16
Pier Giorgio vivo -16

L'Eucarestia fu per Pier Giorgio il punto di riferimento principale e continuo, l'infanzia alla morte; amò e onorò la Madonna con devozione filiale, tenerissima ... Un episodio che riporta la devozione di Pier Giorgio all'Eucarestia accadde quando, non ancora compiuti i dieci anni, si trovò, un giorno, per strada assieme a una suora. Stava arrivando un sacerdote che portava in forma solenne, come si usava allora, il Santo Viatico a un moribondo. All' invito della suora di inginocchiarsi per rendere omaggio a un Re, egli aggiunse prontamente : "E' lui il Re dei Re!"
venerdì, febbraio 27, 2009
Allora, laicisti, massoni e anticlericali, c'è o non c'è l'emergenza educativa?
Crocifisso in fiamme, sedie rotte
gli studenti-vandali su YouTube
Minuti di ordinaria follia, aspettando l’arrivo dell’insegnante, ripresi con i telefonini e comparsi in Internet su YouTube. Questa volta è successo a Rho, nel Milanese, in una classe dell’istituto tecnico Cannizzaro: tutti i ragazzi sono stati sospesi
di Franco Vanni
Il crocifisso appeso al muro non vuole prendere fuoco. I compagni incitano il ragazzo con l’accendino in mano: «Brucia la croce, brucia la croce!». Studenti minorenni esaltati da un cambio dell’o ra passato a buttare bottiglie dalla finestra e sfasciare sedie in terra. Minuti di ordinaria follia, aspettando l’arrivo dell’i nsegnante, ripresi con i telefonini e comparsi in Internet su YouTube. Questa volta è successo in una classe dell’istituto tecnico Cannizzaro, a Rho (Milano), ma è solo l’ultimo di una serie di atti vandalici che ogni anno costano alla Provincia, e quindi al contribuente, 200mila euro.
La violenza degli studenti ha un prezzo e il conto lo paga la collettività: porte sfondate a cui rifare gli infissi, vetri e lavagne rotti, muri rovinati da vernice spray. In teoria dovrebbero essere i genitori dei vandali a farsi carico dei danni, come scritto nel contratto di responsabilità che firmano al momento dell’ iscrizione dei figli. Ma nella prassi a pagare sono le scuole o, se la cifra è imponente, direttamente la Provincia, responsabile dell’e dilizia delle scuole superiori. Nei filmati girati al Cannizzaro si vedono i ragazzini che si accaniscono su tutto quello che capita a tiro: sedie distrutte, bottiglie buttate dalla finestra, pietre focaie degli accendini arroventate e fatte esplodere contro le pareti. Ma soprattutto il tentativo di dare fuoco alla croce, un gesto che nell’esaltazione del momento deve essere parso agli studenti l’effetto speciale di una trovata divertente.
(...)
Sergio Breda, preside del Cannizzaro, visionando i filmati ha individuato i responsabili di quei minuti di furia. «Il fatto è successo prima di Natale — dice — tutti i ragazzi sono già stati sospesi e sembra incredibile che ora abbiano deciso di caricare i video in Internet». L’istituto, un complesso con 800 studenti e la fama di essere scuola modello, ha deciso di reagire. In un consiglio di classe straordinario si deciderà quali risposte dare: fra le ipotesi c’è l’obbligo per gli studenti di aiutare i bidelli a pulire la scuola. O di lavorare in biblioteca per catalogare i libri.
Una cosa è sicura: a pagare i danni saranno le famiglie. Il conto pagato in questi anni dalla Provincia per la maleducazione di adolescenti fuori controllo è salato: dal 2004 a oggi la direzione Edilizia scolastica ha speso 800mila euro per riparare quanto rotto dai ragazzi nelle scuole superiori di città e hinterland. Altri 600mila sono andati per installare impianti antiintrusione in 114 scuole: telecamere, grate alle finestre, cancelli elettrici e sistemi di allarme. Alla cifra (1.4 milioni) vanno aggiunti gli stipendi ai guardiani notturni, 62 fra Milano e Comuni della cintura.
(26 febbraio 2009)
La Scuola "G. K. Chesterton" è ora su Facebook


Abbiamo fatto un gruppo su Facebook che si chiama «Amici della Scuola Media Libera “Gilbert Keith Chesterton”».
Chi vuole ed è iscritto a Facebook può aiutarci a farla conoscere, a far sapere che ci si può iscrivere per l'anno scolastico 2009-2010, che la scuola può essere sostenuta anche economicamente.
Per quest'ultimo scopo vi ricordiamo che si possono fare delle donazioni deducibili ai sensi della normativa sulle donazioni alle onlus al
ccp 39793690
o al seguente IBAN:
IT37L0760113500000039793690.
Il Sussidiario sul Cardinale Joh Henry Newman

http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=13146
Il Papa - la crisi economica è causata dall'avarizia e dall'emergenza educativa
Una denuncia ragionevole e ragionata delle cause della crisi economica
È dovere della Chiesa la denuncia ragionevole e ragionata degli errori che hanno provocato l'attuale crisi economica. Lo ha affermato Benedetto XVI durante il tradizionale incontro di inizio Quaresima con i parroci e i sacerdoti della diocesi di Roma, svoltosi giovedì mattina 26 febbraio, nell'Aula della Benedizione. Questo dovere - ha sottolineato il Papa - fa parte da sempre della missione della Chiesa. E va esercitato con coraggio e concretezza, senza ricorrere a moralismi ma motivandolo con ragioni concrete e comprensibili a tutti.
Il tema della crisi globale che investe oggi l'economia e la finanza è stato al centro di una delle otto domande rivolte al Pontefice dai preti romani durante l'incontro. Domande che hanno toccato altrettante questioni di attualità pastorale: dalla formazione dei presbiteri all'evangelizzazione dei lontani, dall'emergenza educativa all'azione caritativa, dal valore della liturgia al significato del ministero del vescovo di Roma, dalla Parola di Dio al concilio Vaticano ii.
Sollecitato dal parroco di una comunità della periferia romana, Benedetto XVI ha accennato alla sua prossima enciclica sociale, proponendo una lettura sintetica della crisi fondata su due livelli di analisi. Il primo, quello macroeconomico, mette in luce i guasti di un sistema basato sull'idolatria del denaro e sull'egoismo, che oscurano nell'uomo ragione e volontà conducendolo su strade sbagliate. È qui che la voce della Chiesa è chiamata a farsi sentire - a livello nazionale e internazionale - per contribuire a correggere la direzione. E mostrare così la via della retta ragione illuminata dalla fede: in definitiva, la via della rinuncia a se stessi e dell'attenzione ai bisogni degli altri.
Quanto al secondo livello, quello microeconomico, il Pontefice ha ricordato che i grandi progetti di riforma non possono realizzarsi compiutamente senza un cambiamento di rotta individuale. Se non ci sono i giusti - ha ammonito - non ci può essere neanche la giustizia. Da qui l'invito a intensificare il lavoro umile e quotidiano della conversione dei cuori: un lavoro - ha evidenziato il Papa - che coinvolge soprattutto le parrocchie. La cui attività, alla fine, non è limitata solo alla comunità locale ma si apre all'intera umanità.
Tema, questo, ripreso anche nella risposta ad una domanda dedicata all'evangelizzazione di coloro che sono lontani dalla fede. I cristiani - ha raccomandato Benedetto XVI - devono essere oggi fermento di giustizia, di integrità morale, di carità, perché la società ha bisogno di persone che vivano non per se stesse ma per gli altri. Questo aspetto della testimonianza - ha aggiunto - va unito a quello della parola: è la prima, infatti, che dà credibilità alla seconda, rivelando che la fede non è una filosofia o un'utopia ma una realtà che fa vivere. A questa opera di evangelizzazione sono necessari perciò preti e catechisti formati culturalmente, ma soprattutto capaci di parlare all'uomo di oggi con la semplicità della verità. Per mostrargli che Dio, in realtà, non è un essere lontano ma una persona che parla e che agisce nella vita di ciascuno. Anche qui risulta prezioso il ruolo del parroco, il quale nel suo lavoro pastorale incontra gli uomini senza maschera, nelle situazioni di gioia e di sofferenza che appartengono alla vita quotidiana.
Luogo privilegiato per fare esperienza della vicinanza di Dio è la liturgia. Il Papa l'ha presentata essenzialmente come una scuola per imparare l'arte di essere uomo e per sperimentare la familiarità di Cristo. In questo senso, la catechesi sacramentale è anche una catechesi esistenziale, perché mostra che la liturgia non è una realtà misteriosa e distante, ma è il cuore dell'essere cristiani e, allo stesso tempo, genera nel credente l'apertura all'altro e al mondo.
L'Eucaristia, in particolare, va vissuta come segno e seme di carità. Il Pontefice lo ha ricordato spiegando il significato della missione del vescovo di Roma che è garanzia dell'universalità della Chiesa. Questa infatti - ha puntualizzato Benedetto XVI - non si identifica con nessuna cultura, perché trascende nazionalismi e frontiere per accogliere tutti i popoli nel rispetto delle ricchezze e delle peculiarità.
La cultura è stata al centro anche della risposta del Papa a una domanda sull'emergenza educativa. Oggi - ha denunciato Benedetto XVI - si sanno tante cose, ma manca il cuore. Manca una visione comune del mondo, manca un orientamento etico che consenta all'uomo di non essere preda dell'arbitrio. Così, mentre la fede resta aperta a tutte le culture, ne costituisce anche il criterio di discernimento e il punto di orientamento.
Il Pontefice ha infine riproposto il tema dell'annuncio della Parola di Dio - oggetto della recente assemblea generale del Sinodo dei Vescovi - indicando nell'atteggiamento di ascolto di Maria il modello per ogni credente.
(©L'Osservatore Romano - 27 febbraio 2009)
CL: sul “fine vita” siamo col cardinale Bagnasco
Lo stesso Benedetto XVI, nell’Angelus del 1° febbraio 2009, ha ricordato che «la vera risposta non può essere dare la morte, per quanto “dolce”, ma testimoniare l’amore che aiuta ad affrontare il dolore e l’agonia in modo umano».
Per questo, di fronte alle polemiche suscitate da ambienti laici e anche da cattolici, restano per noi valide le preoccupazioni del cardinale Bagnasco e della Cei sulla necessità di «una legge sul fine vita, resasi necessaria a seguito di alcune decisioni della giurisprudenza. Con questa tecnica si sta cercando di far passare nella mentalità comune una pretesa nuova necessità, il diritto di morire, e si vorrebbe dare ad esso addirittura la copertura dell’art. 32 della Costituzione».
Chi si impegna in politica secondo ragione può trarre da queste preoccupazioni della Chiesa uno sguardo più vero alla vita degli uomini, nel difficile compito di servire il bene comune.
l’ufficio stampa di CL
Milano, 26 febbraio 2009.
giovedì, febbraio 26, 2009
Papa: Quaresima, tempo di ascolto della Parola, vita austera, conversione e carità
Città del Vaticano (AsiaNews) – Seguendo l’esempio di San Paolo, la Quaresima sia contrassegnata da un più frequente ascolto della parola di Dio, “da più intensa preghiera, da uno stile di vita austero e penitenziale, sia stimolo alla conversione e all’amore sincero verso i fratelli, specialmente quelli più poveri e bisognosi”. Nell’anno paolino, la vita del’Apostolo delle genti è stata portata da Benedetto XVI a modello di come il cristiano deve vivere la Quaresima, celebradno, oggi pmeriggio, le Ceneri nell’antica basilica romana di Santa Sabina.
Il rito è stato preceduto, secondo tradizione, da un momento di preghiera nella vicina chiesa di Sant’Anselmo all’Aventino, da dove il Papa, insieme a cardinali, vescovi, sacerdoti e fedeli si è recato in processione penitenziale a Santa Sabina. Durante la messa, Benedetto XVI ha imposto le ceneri ad alcuni dei presenti. A lui sono state date dal card. Jozef Tomko, titolare dalla basilica.
All’omelia, il Papa ha preso spunto in particolare da una frase della seconda Lettera ai Corinti: "Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio" (5,20). ” Paolo – ha commentato - ha sperimentato in maniera straordinaria la potenza della grazia di Dio, la grazia del Mistero pasquale di cui la stessa Quaresima vive. Egli si presenta a noi come ‘ambasciatore’ del Signore. Chi allora meglio di lui può aiutarci a percorrere in maniera fruttuosa questo itinerario di interiore conversione?”
“San Paolo - ha detto poi - riconosce che tutto in lui è opera della grazia divina, ma non dimentica che occorre aderire liberamente al dono della vita nuova ricevuta nel Battesimo. Nel testo del capitolo 6 della Lettera ai Romani, che sarà proclamato durante la Veglia pasquale, scrive: ‘Il peccato dunque non regni più nel vostro corpo mortale, così da sottomettervi ai suoi desideri. Non offrite al peccato le vostre membra come strumenti di ingiustizia, ma offrite voi stessi a Dio come viventi, ritornati dai morti, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia’ (6,12-13). In queste parole troviamo contenuto il programma della Quaresima secondo la sua intrinseca prospettiva battesimale. Da una parte, si afferma la vittoria di Cristo sul peccato, avvenuta una volta per tutte con la sua morte e risurrezione; dall’altra, siamo esortati a non offrire al peccato le nostre membra, cioè a non concedere, per così dire, spazio di rivincita al peccato”.
“Ma come portare a compimento la vocazione battesimale, come essere vittoriosi nella lotta tra la carne e lo spirito, tra il bene e il male, lotta che segna la nostra esistenza?” “Il Signore ci indica oggi tre utili mezzi: la preghiera, l’elemosina e il digiuno. Nell’esperienza e negli scritti di San Paolo troviamo anche al riguardo utili riferimenti. Circa la preghiera, egli esorta a ‘perseverare’ e a ‘vegliare in essa, rendendo grazie’ (Rm 12,12; Col 4,2), a ‘pregare ininterrottamente’ (1 Ts 5,17). Per quanto concerne l’elemosina, sono certamente importanti le pagine dedicate alla grande colletta in favore dei fratelli poveri (cfr 2 Cor 8-9), ma va sottolineato che per lui è la carità il vertice della vita del credente, il ‘vincolo della perfezione’: ‘sopra tutte queste cose – scrive ai Colossesi - rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto’ (Col 3,14). Del digiuno non parla espressamente, esorta però spesso alla sobrietà, come caratteristica di chi è chiamato a vivere in vigilante attesa del Signore (cfr 1 Ts 5,6-8; Tt 2,12)”.
“Per vivere questa ‘nuova’ esistenza in Dio è indispensabile nutrirsi della Parola di Dio”. Anche in questo, “l’Apostolo è innanzitutto testimone: le sue Lettere sono la prova eloquente del fatto che egli viveva della Parola di Dio: pensiero, azione, preghiera, teologia, predicazione, esortazione, tutto in lui era frutto della Parola, ricevuta fin dalla giovinezza nella fede ebraica, pienamente svelata ai suoi occhi dall’incontro con Cristo morto e risorto, predicata per il resto della vita durante la sua ‘corsa’ missionaria”.
martedì, febbraio 24, 2009
Mercoledì delle Ceneri, inizia la Quaresima con digiuno ed astinenza.
Il gesto dell'imposizione delle Sacre Ceneri ci ricorda l'inizio della Quaresima, l'atteggiamento da tenere in questo lasso di tempo che ci prepara alla Sacro Triduo ed alla Pasqua. Umiltà, raccoglimento, attenzione al Necessario, cioè Gesù Cristo presente nella nostra vita.
La Chiesa Cattolica in questo giorno di Mercoledì delle Ceneri (come pure nel Venerdì Santo) ci chiede il digiuno e l'astinenza, e per tutti i venerdì di Quaresima l'astinenza.
Siccome in molti ci chiedono l'esatto contenuto delle norme sul digiuno e l'astinenza, riportiamo ciò che dice la Conferenza Episcopale Italiana in materia:
Dalle disposizioni normative (n. 13)
1) la Legge del digiuno “obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate”.
2) La legge dell’astinenza proibisce l’uso delle carni, come pure dei cibi e delle bevande che, a un prudente giudizio, sono dea considrarsi come particolarmente ricercati e costosi.
3) Il digiuno e l’astinenza, nel senso sopra precisato, devono essere osservati il Mercoledì delle ceneri (o il primo Venerdì di Quaresima per il rito ambrosiano) e il Venerdì della Passione e Morte del Signore Nostro Gesù Cristo; sono consigliati il Sabato Santo fino alla Veglia Pasquale.
4) L’astinenza deve essere osservata in tutti e singoli i venerdì di Quaresima, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità (come il 19 o il 25 marzo). In tutti gli altri venerdì dell’anno, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità, si deve osservare l’astinenza nel senso detto oppure compiere qualche altra opera di penitenza, di preghiera, di carità.
5) Alla legge del digiuno sono tenuti tutti i maggiorenni fino al 60° anno iniziato; alla legge dell’astinenza coloro che hanno compiuto il 14° anno di età.
6) Dall’osservanza dell’obbligo della legge del digiuno e dell’astinenza può scusare una ragione giusta, come ad esempio la salute. Inoltre, “il parroco, per una giusta causa e conforme alle disposizioni del Vescovo diocesano, può concedere la dispensa dall’obbligo di osservare il giorno (...) di penitenza, oppure commutarlo in altre opere pie; lo stesso può anche il Superiore di un istituto religioso o di una società di vita apostolica, relativamente ai membri e agli altri che vivono nella loro casa” (dal n. 13)
Siete pregati di passare la voce, sia della Messa che di tutto il resto.
sabato, febbraio 21, 2009
Pier Giorgio vivo -15
Contemporaneamente ci si è presentata la sua figura di atleta, di alpinista coraggioso, spericolato, di rocciatore, di sciatore. In una parola, era amante di ogni sport, considerato mezzo indispensabile per una vita sana, e un aiuto a conservarsi buono.
sabato, febbraio 14, 2009
Un aforisma al giorno toglie il demonio di torno!
"Non puoi amare una cosa senza desiderare di combattere per essa".
giovedì, febbraio 12, 2009
CINA - Rilasciato il vescovo sotterraneo di Xiwanzi, detenuto per 2 anni e mezzo
Hong Kong (AsiaNews/Ucan) – Mons. Leo Yao Liang, vescovo sotterraneo di Xiwanzi è stato liberato poco prima del capodanno cinese. Era scomparso nelle mani della polizia il 30 luglio del 2006. Le autorità governative lo hanno comunque minacciato di non svolgere il suo ufficio di vescovo e di non tenere cerimonie a profilo troppo alto.
Mons. Yao, 85 anni, è un vescovo non ufficiale, non riconosciuto dal governo e non iscritto all’Associazione patriottica (Ap). Con ogni probabilità il suo arresto è dovuto al fatto che le autorità lo hanno scoperto aver ordinato sacerdoti fuori del controllo dell’Associazione patriottica.
Durante il periodo della sua detenzione, mons. Yao è stato tenuto in diversi luoghi, sempre isolato da tutti. Ora le autorità gli permettono di vedere persone, ma gli è proibito di organizzare manifestazioni numerose. A Xiwanzi i fedeli non hanno potuto nemmeno organizzargli una festa per il suo ritorno.
La diocesi di Xiwanzi (Hebei) è una diocesi della Chiesa sotterranea, con 15 mila fedeli, a circa 260 km a nord di Pechino, quasi al confine con la Mongolia Interna. Da mesi la polizia, aizzata dall’Ap, ha lanciato una campagna contro sacerdoti e vescovi della Chiesa non ufficiale. Secondo fonti locali in prigione vi sono ancora 20 fedeli e 2 sacerdoti, arrestati per aver organizzato manifestazioni e sit-in per liberare il loro vescovo.
Della zona dell’Hebei, la regione a più alta concentrazione di cattolici, rimangono nelle mani della polizia (e in luogo sconosciuto) ancora due vescovi:
- Mons. Giacomo Su Zhimin (diocesi di Baoding), 75 anni. Arrestato e scomparso dal 1996. Nel novembre 2003 è stato visto nell'ospedale di Baoding, controllato dalla polizia, dove ha subito cure al cuore e agli occhi. Ma dopo pochi giorni è scomparso ancora.
- Mons. Cosma Shi Enxiang (diocesi di Yixian), 86 anni. Arrestato il 13 aprile 2001. Mons. Shi, fatto vescovo nell '82, era già stato in prigione per 30 anni. Arrestato ancora nel dicembre '90, poi rilasciato nel '93. Ha vissuto sempre in isolamento forzato fino al suo ultimo arresto.
Eutanasia ed eugenetica, la nuova frontiera del menzognero ed assassino
Ermanno lo storpio ed Eluana, due modi diversi di accoglienza (di Rino Cammilleri):
http://uomovivo.blogspot.com/2009/02/confronti-ermanno-lo-storpio-ed-eluana.html
Uno studio di Carlo Bellieni e Giuseppe Buonocore sull'eugenetica che fattivamente viene praticata nei nostri reparti di neonatologia (di Mario Gargantini):
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=12291
mercoledì, febbraio 11, 2009
Eluana Englaro - Il volantino di giudizio di Comunione e Liberazione
ELUANA - «CI VORREBBE UNA CAREZZA DEL NAZARENO»
Ma una vita come quella di Eluana si può riempire di senso? Ha ancora significato?
La morte di Eluana non ha chiuso la porta a queste domande. Anzi. Non è tutto finito, come un fallimento della speranza per chi la voleva ancora in vita, o come una liberazione per chi non riteneva più sopportabile quella situazione. Proprio ora la sfida si fa più radicale per tutti.
La morte di Eluana urge come un pungolo: come ciascuno di noi ha collaborato a riempire di senso la sua vita, che contributo ha dato a coloro che erano più direttamente colpiti dalla sua malattia, cominciando da suo padre?
Quando la realtà ci mette alle strette, la nostra misura non è in grado di offrire il senso di cui abbiamo bisogno per andare avanti. Soprattutto, di fronte a circostanze dolorose e ingiuste, che non sembrano destinate a cambiare o a risolversi, viene da domandarsi: che senso ha? La vita non è forse un inganno?
Il senso di vuoto avanza, se rimaniamo prigionieri della nostra ragione ridotta a misura, incapace di reggere l´urto della contraddizione. Ci troviamo smarriti e da soli con la nostra impotenza, col sospetto che in fondo tutto è niente.
Possiamo «riempire di senso» una vita quando ci troviamo davanti a una persona come Eluana? Possiamo sopportare la sofferenza quando supera la nostra misura? Da soli non ce la facciamo. Occorre imbattersi nella presenza di qualcuno che sperimenti come piena di senso quella vita che noi stessi invece viviamo come un vuoto devastante.
Neanche a Cristo è stato risparmiato lo sgomento del dolore e del male, fino alla morte. Ma che cosa in Lui ha fatto la differenza? Che fosse più bravo? Che avesse più energia morale di noi? No, tanto è vero che nel momento più terribile della prova ha domandato che gli fosse risparmiata la croce. In Cristo è stato sconfitto il sospetto che la vita fosse ultimamente un fallimento: ha vinto il Suo legame col Padre.
Benedetto XVI ha ricordato che per sperare «l´essere umano ha bisogno dell´amore incondizionato. Ha bisogno di quella certezza che gli fa dire: "Né morte né vita... potrà mai separarci dall´amore di Dio, che è in Cristo Gesù" (Rm 8,38-39). Se esiste questo amore assoluto con la sua certezza assoluta, allora - soltanto allora - l´uomo è "redento", qualunque cosa gli accada nel caso particolare» (Spe salvi 26).
La presenza di Cristo è l´unico fatto che può dare senso al dolore e all´ingiustizia. Riconoscere la positività che vince ogni solitudine e violenza è possibile solo grazie all´incontro con persone che testimoniano che la vita vale più della malattia e della morte. Questo sono state per Eluana le suore che l´hanno accudita per tanti anni, perché, come ha detto Jannacci, anche oggi «ci vorrebbe una carezza del Nazareno, avremmo così tanto bisogno di una sua carezza», di quell´uomo che duemila anni fa ha detto, rivolgendosi alla vedova di Nain: «Donna, non piangere!».
Comunione e Liberazione
10 febbraio 2009
Oggi 11 Febbraio è la festa della Madonna di Lourdes!
La Madonna apparve a Santa Bernadette Soubirous, una giovane semplice del popolo ma ricca della sapienza cristiana.
Una grande e bella storia nella grande storia della Chiesa Cattolica.
martedì, febbraio 10, 2009
Eluana Englaro - Il missionario padre Aldo Trento restituisce l'onorificienza al presidente della Repubblica.
Don Aldo Trento restituisce l'onorificenza a Napolitano: bravissimo, padre Aldo!!!
Eluana Englaro - Parla il parroco della Quiete: Si è tornati all’antica barbarie
Don Cristiano Cavedon e gli ultimi giorni di Eluana: “Nessuna etica: questo è omicidio, puro e semplice”
Padre Cristiano Cavedon è il rettore del santuario Madonna delle Grazie, la parrocchia nel cui territorio sorge la casa di riposo “La Quiete”. Conosce bene il mondo della sanità. Ha lavorato per anni come infermiere negli ospedali, è stato in missione in Africa, quindi al Policlinico Gemelli di Roma come assistente ecclesiastico degli studenti di Medicina. A gennaio, sul bollettino parrocchiale era intervenuto con molto vigore sulla vicenda di Eluana, una serie di domande incalzanti e un sigillo: “Per noi non potrà che essere considerata una martire”. Ha accettato di riparlarne col Foglio prima che arrivasse la notizia della morte di Eluana. “Ho preso la parola perché mi ha disturbato il modo con cui è stata affrontata la vicenda. Mi disturba che un tribunale intervenga, che sia necessario creare una squadra di esecuzione, che una struttura pubblica diventi esecutrice di morte. Si è emessa una sentenza su una persona senza una legge sostanziosa a cui rifarsi. A cosa si sono riferiti i giudici, a un pensiero, a un’opinione? Quando studiavo Diritto canonico mi spiegavano che non ci si basa su opinioni ma su elementi solidi. Certo, potrei partire anch’io dal sentimento popolare, dalla gente che solidarizza con quel papà che non ne può più – e dopo diciassette anni si capisce, perché non è più la figlia che sperava e che avrebbe desiderato e non accetta quello che gli è capitato. E’ comprensibile che lui volesse in qualche modo farla finita ma ora tutto ciò non riguarda più solo sua figlia, è un modo per aprire le porte all’eutanasia”. Perciò lei parla di strumentalizzazione. “Quando mi portano in casa un problema del genere la discussione non è più teorica, diventa un fatto pratico, pastorale. Io sono il responsabile di una parrocchia della città, ho una chiesa dove abbiamo sempre pregato per la vita. Il nostro santuario è il più frequentato del Friuli, intitolato alla Madre della vita e della grazia, e da sei secoli è il punto di riferimento della fede e delle tradizioni popolari friulane”.
Padre Cristiano è dell’ordine dei Servi di Maria, lo stesso del grande poeta furlan David Maria Turoldo. Lui non è di qui, è veneto, ed è un fatto che ha il suo peso da queste parti. “Sono stato uno dei pochissimi preti in diocesi a intervenire, quasi tutti sono restii. E’ un po’ nel carattere dei friulani: non perché non pensino certe cose, ma preferiscono mantenere un profilo basso. Sono schivi, defilati, non amano parlare in pubblico ma interiormente sono convinto che la pensino come me, come tutta la chiesa”. Il priore è preoccupato soprattutto per i giovani. “La stragrande maggioranza di loro era per la soppressione della vita a Eluana, senza nemmeno rendersi conto che si tratta di omicidio. Non ha nessuna possibilità di riprendersi… Che cosa la teniamo a fare in questo stato… Meglio farla finita. Cose così. Questo mi allarma. Cosa sta passando nelle nuove generazioni? Quando avranno trenta o quarant’anni potrebbero recuperare alcune idee naziste”. Pratiche eugenetiche? “Certo. Potrebbero dire che i bambini handicappati gravi non servono – già qualche medico dice alle mamme di non partorirli”.
La famigerata selezione prenatale. “Di questo passo avremo anche una selezione postnatale; d’altronde, cosa tenere a fare questi sgorbi della natura? La vita è bella solo se è piena di salute, allegria, tanti soldi. La vita è bella se non è sofferenza. Ma così viene a mancare del tutto quello che questa terra ha sempre vissuto in passato: lavoro, fatica, sofferenza e poche gioie”. Secondo don Cristiano è in atto una rimozione della memoria. “Sta crescendo un generazione che non ha conosciuto la sofferenza. Io stesso sono nato dopo la Seconda guerra mondiale e sono espressione della prima generazione di italiani che arriva alla vecchiaia senza averne fatto una. Per fortuna. Ma chi non ha fatto grandi fatiche e non è passato attraverso il crogiolo della sofferenza farà più difficoltà ad accettarla. Le nuove generazioni non vogliono patire, non vogliono capire che la sofferenza è parte integrante della vita. La sofferenza va vissuta come un fatto positivo. Abbiamo colpa anche noi preti. Con il Giubileo abbiamo abituato i giovani ai grandi eventi, ma sul quotidiano non riusciamo a intercettarli”. Eluana, che diciassette anni fa era una ragazza nel pieno della vita, ha interpellato i giovani. “Che però hanno dato delle risposte molto facili: poveretta lei, poveretto il papà, meglio che una vita così finisca”.
Molti dicono che la chiesa è incapace di compassione. “Ma la compassione non è lasciar fare. Altrimenti bisognava che fossero uccisi i sopravvissuti dei campi di concentramento che avevano alle spalle un’esperienza tremenda, si doveva averne compassione e farla finita. Invece io avrò compassione di Beppino Englaro nel momento in cui dirà: ho sbagliato. Non c’è nessun atto di male che non ci lasci rimorso. Non c’è coscienza così tranquilla che riesca a fare qualunque porcheria senza sentire rimorso”. Eppure molti ritengono che le parole e i gesti messi in atto dalle istituzioni laiche ed ecclesiastiche in questi giorni siano state un’espropriazione della coscienza in nome di un’autorità soffocante. “Dall’altra parte c’è però l’individualismo: io decido per me tutto quello che voglio, il bene e il male. Questa è una coscienza cresciuta senza rendersi conto che nessuno è mai da solo. Vedo che sta venendo meno la responsabilità comunitaria. Manca un’etica condivisa, ogni gruppo ha la propria che si scontra con quella degli altri. Se si dice che per tutti è possibile vivere dignitosamente, mi va bene, ma quando si dice che si fa morire dignitosamente Eluana, qui non c’è nessuna etica né professionale né di altro tipo. Questo è omicidio, puro e semplice.
Lei ha lavorato a lungo negli ospedali. “Anche in sala operatoria, e ho visto un sacco di gente morire. Ma in questa vicenda si stanno millantando delle favole. Siamo seri: volete che la gente non viva più in certe situazioni, viva solo se sana e bella? Allora ditelo chiaramente. Però questo è razzismo e nazismo. Mio padre è stato in carcere due volte, una per colpa dei fascisti e una per colpa dei nazisti, ho due fratelli missionari morti in Africa, io stesso ho dato il sangue a un bambino africano. Perciò non voglio essere tra coloro che permettono queste cose. Piuttosto che togliere la vita agli altri, preferisco dare la mia. Questo è il cristianesimo, questa è la differenza della nostra posizione”. C’è invece chi avverte una certa tiepidezza nella comunità cristiana. “Dopo la mia lettera molti parrocchiani mi hanno ringraziato perché finalmente qualcuno si era esposto. Il problema è che non si devono muovere solo i preti o il Papa. Oggi manca una presa di posizione delle comunità, ci sono solo voci isolate. Ma chi rappresentano? E d’altra parte Beppino Englaro e i suoi chi rappresentano se non una minoranza che vuole imporre una legge a tutta la popolazione?”. In realtà sembra che godano di ampio consenso. “Non semper maior pars est melior pars, diceva san Tommaso. Non bisogna ragionare in termini di quantità ma di qualità. Quando Pannella tanti anni fa fece una battaglia a favore di bimbi maltrattati nel mondo, io lo sostenni perché non guardo l’appartenenza politica. Oggi invece manca la capacità di giudicare le proposte. Basta vedere l’informazione: se c’è una voce dev’esserci per forza la controvoce, ma che parità è?”.
C’è anche chi invoca il silenzio. “Qualcuno è saturo, non ne può più. Anche perché il giornalismo è molto invasivo e le inchieste sono fatte in maniera scorretta, si manipolano gli interventi. Ma la gente queste cose le capisce e chiede luoghi di riflessione autentici. Le sceneggiate alla Santoro non so a chi servano, forse a lui”. La chiesa investe abbastanza in questo lavoro nella formazione delle coscienze? “Di Giovanni Paolo II mi ha sempre impressionato la capacità di ricondurre il particolare in un orizzonte globale. Il Papa attuale lo apprezzo moltissimo perché torna a dare fondamenti e direttive, e poi finalmente si torna alla teologia. In realtà nella chiesa i punti di riferimento per i giovani non sono tantissimi. Ma la chiesa non può fornire un’offerta qualsiasi, deve distinguersi per la qualità del messaggio religioso, fatto di lettura della Parola di Dio, di preghiera e di accoglienza”. E in grado di parlare al mondo. “Su questa vicenda è chiaro che io non mi accodo. Questa era una vita che soffriva. Non era spenta, non era morta. Era una vita che soffriva e andava rispettata come qualsiasi altra vita che soffre. E’ un discorso così vasto è ha implicazioni così varie che va addirittura oltre l’ipotesi di una legge sull’eutanasia. Si è tornati all’antica barbarie: costui non serve né per la guerra né per il lavoro, quindi eliminiamolo. Quando nascono i volontari della morte, questa è barbarie. E uno che si è candidato a fare il boia con che animo tornerà ora dai suoi pazienti? Di quale professionalità ci fideremo quando entreremo in un ospedale d’ora in poi? Io lascerei per iscritto di non essere portato da un primario del genere. Ma con quale animo uno d’ora in poi andrà alla ‘Quiete’? Lì ci sono cinquecento anziani che sperano di passare gli ultimi giorni della loro vita assistiti e curati dignitosamente. Tra l’altro è un istituto che ha già avuto due denunce per maltrattamenti. Una casa in cui si porta una persona per farla morire, non perché sta morendo. Il concetto è diverso”.
Per qualcuno era già morta diciassette anni fa. “Tutte balle, diciassette anni fa non si è firmato un certificato di morte e non si è fatto un funerale. Tutto questo rischia di innescare reazioni sociali e politiche. Tra un po’ ci sono le elezioni. Sicuramente qualcuno si candiderà e così si compirà la strumentalizzazione della passione e morte di Eluana. Sempre che non ci sia dell’altro”. Si spieghi. “Mi vengono i brividi solo al pensarlo. Dietro potrebbe esserci un progetto di studio con un accordo preventivo. Eluana muore, verrà fatta l’autopsia, il cervello verrà tolto… La mia è solo una sensazione, ma non mi stupirei. Quando sulle ambulanze portavo da Schio a Vicenza i giovani che raccoglievo per strada in coma, l’ospedale li teneva solo nel caso in cui non solo potevano rianimarli ma anche nel caso potessero servire come donatori di organi; se la possibilità non c’era, spesso non li accettavano nemmeno. Io ho lavorato e bazzicato in questi ambienti e so che ci sono tante logiche, non tutte limpide”.
Eluana Englaro - Uno stralcio di un articolo di Camillo Langone su Il Foglio di oggi.
"(...) All’interno del Pd (Partito democratico o Protocollo di disidratazione) alcuni cattolici dopo lunga riflessione hanno elaborato la seguente linea: “Meglio far morire Eluana che dar ragione anche solo per una volta a Berlusconi”. Livia Turco ci tiene che Crono mangi sua figlia, diamine, ha pure l’autorizzazione della magistratura. Altri determinati all’assetamento si chiamano Dario Franceschini, Ignazio Marino e Roberta Pinotti, quest’ultima per ragioni di bon ton: “Sono cattolica ma voto no e giudico una caduta di stile quella della Chiesa”. Gesù sul calvario le sta chiedendo di dargli da bere e lei risponde che la domanda è malposta. Che impressione, che paura, vedere quante persone lasciano la parrocchia per convertirsi a una specie di religione azteca".
Eluana Englaro - Rassegna stampa di oggi 10 Febbraio 2009
10 Febbraio 2009 - Avvenire
Eutanasia
SI PARLA DI NOI :: ELUANA. Accanimento senza precedenti 84 KB
10 Febbraio 2009 - Avvenire
Eutanasia
SI PARLA DI NOI :: ELUANA. Annuncio alle 20,10: è morta 133 KB
10 Febbraio 2009 - MessaggeroVeneto
Eutanasia
SI PARLA DI NOI :: ELUANA. Campane a lutto 103 KB
10 Febbraio 2009 - VoceRomagna
Eutanasia
SI PARLA DI NOI :: ELUANA. I cattolici si mobilitano 91 KB
10 Febbraio 2009 - CorrieredellaSera
Eutanasia
ELUANA. Morte choc 140 KB
10 Febbraio 2009 - Repubblica
Eutanasia
ELUANA. Berlusconi: ci hanno impedito di salvarla 119 KB
10 Febbraio 2009 - Giornale
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ELUANA. Berlusconi: ha vinto la cultura della morte 123 KB
10 Febbraio 2009 - Stampa
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ELUANA. Barragan: delitto gravissimo 123 KB
10 Febbraio 2009 - CorrieredellaSera
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ELUANA. Brambilla: l'hanno uccisa 169 KB
10 Febbraio 2009 - CorrieredellaSera
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ELUANA. Magris: una persona, un Paese 104 KB
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ELUANA. Tarquinio: non è morta, l'hanno uccisa 93 KB
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ELUANA. Anselmi: una sconfitta per tutti 80 KB
10 Febbraio 2009 - Repubblica
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ELUANA. Mauro: la morte e la politica 224 KB
10 Febbraio 2009 - CorrieredellaSera
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ELUANA. Ferrara: nessun feticismo della legge 120 KB
10 Febbraio 2009 - Unita
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ELUANA. Marino: evitiamo una cattiva legge 89 KB
10 Febbraio 2009 - Repubblica
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ELUANA. Sofri: quella ragazza che amavamo 144 KB
10 Febbraio 2009 - Giornale
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ELUANA. Baget Bozzo: Berlusconi è il leader dei cattolici 149 KB
10 Febbraio 2009 - CorrieredellaSera
Fine Vita
Stop al ddl, si torna in commissione 49 KB
10 Febbraio 2009 - Sole24ore
Fine Vita
Tutto in salita l'accordo 146 KB
A proposito dei tragici fatti di questi giorni.
La vicenda di Eluana Englaro testimonia che qualcuno vuole (appellandosi a tutto: dalla Costituzione alla prassi, dalla politica alla religione...) dire ai cattolici e alla Chiesa: smettete di parlare, non ne avete il diritto (andate a vedere qualche commento ai post di questi giorni, dove venivamo invitati a tacere...).
Allora suggeriamo una lettura buona, opera di un grande convertito al cattolicesimo, il cardinale inglese John Henry Newman, caro a molti di noi.
"Strettamente parlando, la Chiesa cristiana, come società visibile, è necessariamente una potenza politica o un partito. Può essere un partito trionfante o perseguitato, ma deve sempre avere le caratteristiche di un partito che ha priorità nell'esistere rispetto alle istituzioni civili che lo circondano e che è dotato, per il suo latente carattere divino, di enorme forza ed influenza fino alla fine dei tempi. Fin dall'inizio fu concessa stabilità non solo alla mera dottrina del Vangelo ma alla società stessa fondata su tale dottrina fu predetta non solo l'indistruttibilità del cristianesimo, ma anche quella dell'organismo tramite cui esso doveva essere manifestato al mondo. Così il Corpo Ecclesiale è un mezzo divinamente stabilito per realizzare le grandi benedizioni evangeliche (...).
Dal momento che è diffusa l'errata opinione che i cristiani, e specialmente il clero, in quanto tale, non abbiano nessuna relazione con gli affari temporali, è opportuno cogliere ogni occasione per negare formalmente tale posizione e per domandarne prove. E' vero invece che la Chiesa è stata strutturata al fine specifico di occuparsi o (come direbbero i non credenti) di immischiarsi del mondo. I membri di essa non fanno altro che il proprio dovere quando si associano tra di loro, e quando tale coesione interna viene usata per combattere all'esterno lo spirito del male, nelle corti dei re o tra le varie moltitudini. E se essi non possono ottenere di più, possono, almeno, soffrire per la Verità e tenerne desto il ricordo, infliggendo agli uomini il compito di perseguitarli".
Eluana Englaro - Il mistero della morte e la Speranza.
abbiamo tutti desiderato con tutto il nostro cuore, e abbiamo pregato per questo, che un padre Malachia facesse il miracolo (come ha detto una lettrice del blog qualche giorno fa) di trasportare la Casa di Riposo (eterno) "La Quiete" su qualche cima della Carnia, o che arrivasse un Gandalf, emulo di John Wayne in qualche bel film western, a salvare Eluana dal drago e dai cattivi di turno.
Però non è successo.
Questo è un mistero insondabile per noi, che tanto volevamo la vita per Eluana, che l'abbiamo voluta non per una battaglia ideologica, ma perché alla fine avremmo tutti voluto che Eluana potesse dire: lasciatemi stare, lasciatemi vivere!
E' successo altro da quello che desideravamo e per cui qualcuno ha pregato con tanto cuore. Ma misteriosamente Dio scrive dritto su righe storte, come dice un proverbio portoghese.
Noi cattolici abbiamo una grazia: quella di credere in un Dio che, come disse Chesterton, conosce bene la strada per uscire dal sepolcro. Quindi non dobbiamo avere paura di fondare la nostra vita su Questa Speranza, e sul fatto che Eluana come pure ciascuno di noi può vedere il volto di Dio, il che è la vera vita.
Comunque, Dio continua a lottare per il Suo diritto.
Eluana Englaro - Ingiustizia è fatta!
Cari amici,
La magistratura ha introdotto con una discutibilissima procedura la possibilità di porre fine alla vita di una persona di cui ci si illude di conoscere la volontà. Si è reso così disponibile il più indisponibile dei diritti, quello alla vita. Il diritto della vita di essere, il diritto di Dio.
Fatto questo, ora nulla più è vietato.
Che Dio Buono e fedele accolga presso di Sé la povera Eluana e perdoni tutti quelli che hanno contribuito a questa volontaria (=nel senso di "per volontà d'altri") fine di un essere totalmente innocente.
Ma ricordiamo anche che l'uomo in realtà non è padrone di nulla e, come diceva un grande, il filosofo Romano Guardini, Dio lotta per il suo diritto.
domenica, febbraio 08, 2009
Eluana Englaro: Aderiamo tutti all'appello a Napolitano di salvare Eluana!
vi avvisiamo che sul sito http://www.appelloanapolitano.enter.it potete aderire all'appello lanciato dal Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni per salvare Eluana Englaro.
Sempre sullo stesso sito potete scaricare il modulo per organizzare la raccolta delle firme di adesione alla stessa petizione.
Cliccando il nostro titolo, verrete inviati alla pagina interessata.
Diffondete e fate girare questo appello, grazie!
sabato, febbraio 07, 2009
Pier Giorgio vivo - 14
tramonti, il variar delle luci e delle nubi era puri godimenti a cui voleva partecipi i familiari. Quante volte risuonava la sua robusta voce:- Mamma, vieni a vedere che bel cielo! Che bel tramonto, le nuvole strane!
L'ha detto Pier Giorgio - 15
Nelle mie lotte interne mi sono presso domandato : Perchè dovrei essere triste?Perchè dovrei soffrire, sopportare a malincuore questo sacrificio? Ho perso forse io la fede? No, grazie a Dio, la mia fede è ancora abbastanza salda e allora rinforziamo, rinsaldiamo questa che è l'unica gioia, di cui uno può essere pogo in questo mondo.venerdì, febbraio 06, 2009
Eluana Englaro - Il pensiero di Enzo Jannacci
«Allucinante fermare le cure. La vita è importante anche quando è inerme e indifesa. Fosse mio figlio mi basterebbe un battito di ciglio».
Grande Jannacci!
giovedì, febbraio 05, 2009
Eluana Englaro - E se facessimo come Padre Malachia e Gandalf?
tutta questa vicenda della povera Eluana, che sembra ormai una di famiglia, fa venire in mente due storie (solo che Eluana è la realtà): la prima è Il Signore degli Anelli.
Avete presente quando sire Denethor, signore di Gondor, impazzito a forza di guardare l'Occhio di Sauron nel palantir, decide di dare fuoco al figlio Faramir in fin di vita, tornato da una missione suicida cui lo aveva costretto il suo orgoglio di padre? La storia come finisce? Lo salva Gandalf, lo stregone buono, che lo tira via dalle fiamme.
L'altra storia che viene in mente è Il Miracolo di Padre Malachia. Padre Malachia Murdoch, armato della sua cristallina e adamantina fede cattolica, come un bambino decide di chiedere il miracolo del trasferimento della balera Il Giardino dell'Eden su di una celebre montagna scozzese, e lo ottiene, nello sbalordimento ed imbarazzo di tutti.
Se noi facessimo altrettanto?
Se chiedessimo a Nostro Signore di salvare Eluana dalle fiamme di una morte assurda, di un rito iniziatico in cui questa poverella deve essere sacrificata sull'altare dell'ideologia della morte? Se lo chiedessimo pregando intensamente, tutti insieme, in una catena potente di preghiera forte e fidata, passando la voce a tutto il mondo?
Il Signore avrà davanti noi e il resto del mondo, la libertà di dire sì o dire no che ciascuno di noi ha.
Allora chiediamo al Signore con la preghiera del Rosario di salvare Eluana, di cambiare i cuori di chi ne vuole l'assurdo sacrificio, di svegliare tutti noi perché ciascuno faccia la sua parte e possiamo salvare tutti i soldati Eluana in giro per l'Italia e il mondo con la Speranza.
Che ne dite? Chi ci sta, batta un colpo.
Papa: il digiuno contro l’egoismo, per imparare a fare la volontà di Dio
VATICANO
Il messaggio di Benedetto XVI per la Quaresima evidenzia l’attualtà della pratica ascetica della rinuncia al cibo, che la società moderna considera solo dal punto di vista del benessere fisico.
Città del Vaticano (AsiaNews) - Anche se il “vero digiuno” è fare la volontà di Dio, la rinuncia volontaria del cibo è “un'arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi”, “aiuta il discepolo di Cristo a controllare gli appetiti della natura indebolita dalla colpa d'origine”, “ci aiuta a prendere coscienza della situazione in cui vivono tanti nostri fratelli” e sollecita a seguire l’esempio delle prime comunità cristiane che davano ai poveri quanto era stato messo da parte con la rinuncia.
E’ dedicato alla pratica del digiuno il messaggio di Benedetto XVI per la Quaresima di quest’anno, intitolato “Gesù, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame” (Mt 4, 2), reso pubblico oggi. Nel documento il Papa osserva che “ai nostri giorni, la pratica del digiuno pare aver perso un po' della sua valenza spirituale e aver acquistato piuttosto, in una cultura segnata dalla ricerca del benessere materiale, il valore di una misura terapeutica per la cura del proprio corpo. Digiunare giova certamente al benessere fisico, ma per i credenti è in primo luogo una ‘terapia’ per curare tutto ciò che impedisce loro di conformare se stessi alla volontà di Dio”. La Quaresima allora può essere un'occasione opportuna per valorizzare “il significato autentico e perenne di quest'antica pratica penitenziale, che può aiutarci a mortificare il nostro egoismo e ad aprire il cuore all'amore di Dio e del prossimo, primo e sommo comandamento della nuova Legge e compendio di tutto il Vangelo (cfr Mt 22,34-40)”. “La fedele pratica del digiuno contribuisce inoltre a conferire unità alla persona, corpo ed anima, aiutandola ad evitare il peccato e a crescere nell'intimità con il Signore”.
Benedetto XVI rammenta poi che la Sacra Scrittura e la tradizione cristiana “insegnano che il digiuno è di grande aiuto per evitare il peccato e tutto ciò che ad esso induce. Per questo nella storia della salvezza ricorre più volte l'invito a digiunare”, fin dalle prime pagine della Sacra Scrittura, quando “il Signore comanda all'uomo di astenersi dal consumare il frutto proibito”. Nel Nuovo Testamento, poi, “Gesù pone in luce la ragione profonda del digiuno, stigmatizzando l'atteggiamento dei farisei, i quali osservavano con scrupolo le prescrizioni imposte dalla legge, ma il loro cuore era lontano da Dio. Il vero digiuno, ripete anche altrove il divino Maestro, è piuttosto compiere la volontà del Padre celeste”.
“Privarsi del cibo materiale che nutre il corpo facilita un'interiore disposizione ad ascoltare Cristo e a nutrirsi della sua parola di salvezza. Con il digiuno e la preghiera permettiamo a Lui di venire a saziare la fame più profonda che sperimentiamo nel nostro intimo: la fame e sete di Dio. Al tempo stesso, il digiuno ci aiuta a prendere coscienza della situazione in cui vivono tanti nostri fratelli”. “Scegliendo liberamente di privarci di qualcosa per aiutare gli altri, mostriamo concretamente che il prossimo in difficoltà non ci è estraneo. Proprio per mantenere vivo questo atteggiamento di accoglienza e di attenzione verso i fratelli, incoraggio le parrocchie ed ogni altra comunità ad intensificare in Quaresima la pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l'elemosina”.
Eluana Englaro - Una sintesi delle principali notizie di oggi.

1) La lettera aperta di Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore Crisafulli (un uomo nelle stesse condizioni di Eluana che però si è risvegliato dallo stato vegetativo che tutti dicevano permanente e definitivo, e che piangeva quando sentiva che lo volevano uccidere!), dal sito di TGCOM: è abbastanza inquietante. Leggete e diffondete!!!
http://uomovivo.blogspot.com/2009/02/eluana-englaro-lettera-aperta-di-pietro.html
2) L'editoriale del direttore Mario Giordano su Il Giornale di oggi 5 Febbraio 2009:
http://uomovivo.blogspot.com/2009/02/eluana-englaro-leditoriale-de-il.html
3) Il governo pensa ad un decreto legge per salvare Eluana: Silvio, salva Eluana!
http://uomovivo.blogspot.com/2009/02/eluana-englaro-silvio-salva-il-soldato.html
4) La testimonianza di Bobby Schindler, il fratello di Terri Schiavo Schindler, morta per disidratazione per volontà del marito perché nelle stesse condizioni di Eluana: nessuno deve morire come mia sorella, è atroce.
http://uomovivo.blogspot.com/2009/02/eluana-englaro-boby-schindler-nessuno.html
5) La migliore amica di Eluana: mai sentita dire che voleva morire.
http://uomovivo.blogspot.com/2009/02/eluana-englaro-la-migliore-amica-mai.html
6) Una sintesi delle notizie di oggi: Silvio, non pensare ai sondaggi, salva Eluana!
http://uomovivo.blogspot.com/2009/02/silvio-salverai-eluana-anche-se-i.html
"Mi sono inventato tutto. Eluana non voleva morire"
In questi giorni di passione e sofferenza, nei quali stiamo seguendo con trepidazione il "viaggio della morte" di Eluana Englaro, non posso restare in silenzio di fronte a un evento così drammatico.Era il maggio del 2005 quando per la prima volta ho conosciuto Beppino Englaro. Eravamo entrambi invitati alla trasmissione "Porta a Porta". Da quel giorno siamo rimasti in contatto ed amici, ci siamo scambiati anche i numeri di telefono, per sentirci, parlare, condividere opinioni. Nel marzo del 2006 andai in Lombardia, a casa di Englaro, in compagnia di un conoscente (la foto in alto a destra lo testimonia, ndr).Dopo l'appello a Welby da parte di Salvatore, Beppino capì che noi eravamo per la vita. Da quel momento le strade si divisero.All'epoca anch'io ero favorevole all'eutanasia. Facemmo anche diverse foto insieme, e visitai la città di Lecco. Nella circostanza Beppino Englaro mi fece diverse confidenze, tra le quali che i rappresentanti nazionali del Partito Radicali erano suoi amici. Ma soprattutto, mentre eravamo a cena in un ristorante, in una piazza di Lecco, ammise una triste e drammatica verità.
Beppino Englaro si confidò a tal punto da confessarmi, in presenza di altre persone, che 'non era vero niente che sua figlia avrebbe detto che, nel caso si fosse ridotta un vegetale, avrebbe voluto morire'. In effetti, Beppino, nella sua lunga confessione mi disse che alla fine, si era inventato tutto perché non ce la faceva più a vederla ridotta in quelle condizioni. Che non era più in grado di sopportare la sofferenza e che in tutti questi anni non aveva mai visto miglioramenti. Entro' anche nel dettaglio spiegandomi che i danni celebrali erano gravissimi e che l'unica soluzione ERA FARLA MORIRE e che proprio per il suo caso, voleva combattere fino in fondo in modo che fosse fatta una legge, proprio inerente al testamento biologico.In quella circostanza anch'io ero favorevole all'eutanasia e gli risposi che l'unica soluzione poteva essere quella di portarla all'estero per farla morire, in Italia era impossibile in quanto avevamo il Vaticano che si opponeva fermamente.Ma lui sembrava deciso, ostinato e insisteva per arrivare alla soluzione del testamento biologico, perché era convinto che con l'aiuto del partito dei Radicali ce l'avrebbe fatta. (...)Questa è pura verita'. Tutta la verita'. Sono fatti reali che ho tenuto nascosto tutti questi anni nei quali comunque io e i miei familiari, vivendo giorno dopo giorno accanto a Salvatore, abbiamo fatto un percorso interiore e spirituale. Anni in cui abbiamo perso la voce a combattere, insieme a Salvatore, a cercare di dare una speranza a chi invece vuol vivere, vuol sperare e ha diritto a un'assistenza e cure adeguate. E non ci siamo mai fermati nonostante le immense difficoltà e momenti nei quali si perde tutto, anche le speranze.E non ho mai reso pubbliche queste confidenze, anche perché dopo aver scritto personalmente a Beppino Englaro, a nome di tutta la mia famiglia, per chiedere in ginocchio di non far morire Eluana, di concedere a lei la grazia, fermare questa sua battaglia per la morte, pensavo che si fermasse, pensavo che la sua coscienza gli facesse cambiare idea. Ma invece no. Lui era troppo interessato a quella legge, a quell'epilogo drammatico. La conferma arriva, quando invece di rispondermi Beppino Englaro, rispose il Radicale Marco Cappato, offendendo il Cardinale Barragan, ma in particolare tutta la mia famiglia. Troverete tutto nel sito internet www.salvatorecrisafulli.itNoi tutti siamo senza parole e crediamo che il caso di Eluana Englaro sia l'inizio di un periodo disastroso per chi come noi, ogni giorno, combatte per la vita, per la speranza. Per poter smuovere lo stato positivamente in modo che si attivi concretamente per far vivere l'individuo, non per ucciderlo.Vorrei anche precisare che dopo quegli incontri e totalmente dal Giugno del 2006, fino a oggi, io e Beppino Englaro non ci siamo più sentiti nemmeno per telefono, nonostante ci siamo incontrati varie volte in altri programmi televisivi"
Pietro Crisafulli
Preciso che sono in possesso anche di fotografie che attestano i nostri vari incontri.Catania, 04 Febbraio 2009
mercoledì, febbraio 04, 2009
Alcuni degli auguri che abbiamo ricevuto in occasione dell'approvazione definitiva del nostro statuto
Luisa Vassallo
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Congratulazioni vivissime, caro Marco, a te e a tutti gli amici e simpatizzanti della Compagnia, fra i quali mi onoro di annoverarmi anch'io, sebbene ancora non abbia avuto la gioia di conoscervi personalmente. (...) Domani celebrerò l'Eucaristia domenicale in ringraziamento per questo importante riconoscimento ecclesiale della Compagnia dei Tipi Loschi e perchè il Signore moltiplichi ogni giorno di più la nostra gioia cristiana, sull'esempio e per intecessione del Beato... "Fracassati"! Restiamo uniti nella preghiera! Vi saluto tutti fraternamente nel Signore,
Vostro don Cesare Di Pietro
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Non so se questa risposta arriverà, ma voglio unire la mia gioia alla vostra per il riconoscimento del vostro carisma.
Un caro abbraccio
Walter Muto
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CONGRATULAZIONI A TUTTI VOI DI CUORE "GRANDE PIERGIORGIO" (...).
Maria Giuttari
Chiara
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FELICITACIONES!
Padre Juan Quelas
Asesor de la Agrupación Pier Giorgio Frassati de Argentina
Verso l´alto!
__________Vai !!!!!
CiaoAdriano Mecozzi.
La Notte degli imbrogli
gg
Ricordate il Capitolo 8° dei Promessi Sposi? Era quello della notte degli imbrogli. Ieri sera Lecco è stata il teatro di una notte di incredibili imbrogli. Innanzitutto un imbroglio nei confronti di ciò che è la Medicina, l’Assistenza Sanitaria, la professione del prendersi cura dei malati.
Sono medico da oltre vent’anni, e mai avrei immaginato un giorno di assistere alla scena di cui sono stato testimone ieri sera: un’ambulanza della Croce Rossa Italiana che preleva una paziente disabile per portarla incontro ad un destino che dovrebbe essere quello della morte per inedia, per fame e per sete. Dico “dovrebbe” non solo perché continuo a sperare insieme alle migliaia di persone che sono vicine ad Eluana con tutta la loro solidarietà, ma anche perché- paradossalmente o forse ipocritamente—la struttura assistenziale di Udine che si è resa disponibile per procedere alla soluzione finale di Eluana ha dichiarato ben altri intenti. Il piano assistenziale formalmente dichiarato dalla struttura la Quiete e avallato dall’Asl di Udine infatti prevede, testualmente, di fornire adeguata assistenza alla persona di Eluana Englaro. Quale sarebbe dunque questa adeguata assistenza? La deprivazione di alimentazione e idratazione? L’inganno è anche far credere all’opinione pubblica che possano esistere delle zone franche del servizio sanitario dove le norme etiche e deontologiche che riguardano l’assistenza ai malati possano non valere.
La struttura La Quiete dovrà rispondere penalmente delle sue azioni.
La notte di ieri ha visto l’esito infelice di tanti altri imbrogli: quello di aver fatto a lungo credere che Eluana sia attaccata ad una spina, che Eluana sia una sorta di morta vivente, a dispetto delle testimonianze anche recentissime che parlano di una persona con gli occhi aperti, che respira autonomamente, in uno stato che persino il sanitario di riferimento degli Englaro, Defanti, ha definito “stato di vigilanza”, pur senza consapevolezza, aggiunge il Defanti, il che è in realtà tutto da dimostrare. L’inganno di aver spacciato per sedicente volontà di Eluana una frase buttata là nell’adolescenza riguardante le condizioni di coma, e come d’incanto ci si è ritrovati con una specie di testamento biologico espresso però da terzi, da chi afferma di dover adempiere ad un patto di sangue e onore, una terminologia che suscita di per sé orrore.
L’inganno verso le leggi della Costituzione italiana, verso la Carta dei Diritti del malato dell’ONU, oltrepassate con disinvoltura sordi a qualunque appello, a qualunque richiesta di prendere atto delle reali condizioni di una paziente disabile.
Ma accanto a tutto ciò, vorrei rendere testimonianza della straordinaria prova di coraggio civile di chi ieri sera ha affrontato la terribile serata fuori dalla Casa di Cura Beato Talamoni, persone che sono accorse spontaneamente non appena la notizia che Eluana sarebbe stata prelevata aveva iniziato a circolare; persone normali e Amministratori Pubblici l’uno affianco all’altro, chi a pregare, chi a reggere un cartello, chi ad abbracciare disperatamente il cofano del mezzo per impedire che portasse via Eluana, prima di essere trascinato via dalle forze dell’ordine, chi semplicemente a dire con la propria presenza che la vita umana è sacra e va rispettata.
La testimonianza più intensa e commovente è stata quella data da Giuseppe Colombo, 93 anni, il Maestro Colombo che tutti i lecchesi conoscono e hanno conosciuto, una delle figure più alte e nobili della nostra città. Alla 1,15, mentre l’ambulanza venuta da Udine stava per fare il suo ingresso nella Casa di Cura, l’anziano maestro ha risalito a passi lenti Via san Nicolò, e si è fatto avanti con il suo volto di gentilezza e di bontà tra i sostenitori della vita e gli agenti della Questura che avevano avuto l’ordine di far passare ad ogni costo il convoglio della morte. Questo uomo anziano e fragile che si è posto davanti al grosso automezzo della CRI ha mostrato tutto il coraggio civile, la forza, la dignità di chi sta dalla parte dell’uomo, e per un attimo la piccola figura del vecchio maestro ha ricordato a chi era presente il giovane cinese che oppose la sua persona ai carri armati di Piazza Tien an men, cercando di sbarrare la strage all’ingiustizia e all’orrore.
Chi ieri sera ha assistito a tutto questo, nella nuova notte degli imbrogli di Lecco, ha ricevuto una straordinaria lezione, che non dimenticherà e che- ci auguriamo- darà frutti in questa battaglia di civiltà per Eluana e contro l’eutanasia.
Paolo Gulisano
domenica, febbraio 01, 2009
Le parole del Santo Padre all'Angelus di oggi 1 Febbraio 2009 - "Eutanasia, falsa soluzione al dramma della sofferenza".
I neretti sono i nostri.
Quest’anno, nelle celebrazioni domenicali, la liturgia propone alla nostra meditazione il Vangelo di san Marco, del quale una singolare caratteristica è il cosiddetto "segreto messianico", il fatto cioè che Gesù non vuole che per il momento si sappia, al di fuori del gruppo ristretto dei discepoli, che Lui è il Cristo, il Figlio di Dio. Ecco allora che a più riprese ammonisce sia gli apostoli, sia i malati che guarisce di non rivelare a nessuno la sua identità. Ad esempio, il brano evangelico di questa domenica (Mc 1,21-28) narra di un uomo posseduto dal demonio, che all’improvviso si mette a gridare: "Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!". E Gesù gli intima: "Taci! Esci da lui!". E subito, nota l’evangelista, lo spirito maligno, con grida strazianti, uscì da quell’uomo. Gesù non solo scaccia i demoni dalle persone, liberandole dalla peggiore schiavitù, ma impedisce ai demoni stessi di rivelare la sua identità. Ed insiste su questo "segreto" perché è in gioco la riuscita della sua stessa missione, da cui dipende la nostra salvezza. Sa infatti che per liberare l’umanità dal dominio del peccato, Egli dovrà essere sacrificato sulla croce come vero Agnello pasquale. Il diavolo, da parte sua, cerca di distoglierlo per dirottarlo invece verso la logica umana di un Messia potente e pieno di successo. La croce di Cristo sarà la rovina del demonio, ed è per questo che Gesù non smette di insegnare ai suoi discepoli che per entrare nella sua gloria deve patire molto, essere rifiutato, condannato e crocifisso (cfr Lc 24,26), essendo la sofferenza parte integrante della sua missione.
Gesù soffre e muore in croce per amore. In questo modo, a ben vedere, ha dato senso alla nostra sofferenza, un senso che molti uomini e donne di ogni epoca hanno capito e fatto proprio, sperimentando serenità profonda anche nell’amarezza di dure prove fisiche e morali. E proprio "la forza della vita nella sofferenza" è il tema che i Vescovi italiani hanno scelto per il consueto Messaggio in occasione dell’odierna Giornata per la Vita. Mi unisco di cuore alle loro parole, nelle quali si avverte l’amore dei Pastori per la gente, e il coraggio di annunciare la verità, il coraggio di dire con chiarezza, ad esempio, che l’eutanasia è una falsa soluzione al dramma della sofferenza, una soluzione non degna dell’uomo. La vera risposta non può essere infatti dare la morte, per quanto "dolce", ma testimoniare l’amore che aiuta ad affrontare il dolore e l’agonia in modo umano. Siamone certi: nessuna lacrima, né di chi soffre, né di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio.
La Vergine Maria ha custodito nel suo cuore di madre il segreto del suo Figlio, ne ha condiviso l’ora dolorosa della passione e della crocifissione, sorretta dalla speranza della risurrezione. A Lei affidiamo le persone che sono nella sofferenza e chi si impegna ogni giorno al loro sostegno, servendo la vita in ogni sua fase: genitori, operatori sanitari, sacerdoti, religiosi, ricercatori, volontari, e molti altri. Per tutti preghiamo.
DOPO L’ANGELUS
Domani celebreremo la festa liturgica della Presentazione di Gesù al Tempio. Quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, Maria e Giuseppe lo portarono a Gerusalemme, seguendo le prescrizioni della Legge di Mosè. Ogni primo nato, infatti, secondo le Scritture, apparteneva al Signore, e andava quindi riscattato con un sacrificio. In questo avvenimento si manifesta la consacrazione di Gesù a Dio Padre e, legata ad essa, quella di Maria Vergine. Perciò il mio amato predecessore Giovanni Paolo II ha voluto che questa ricorrenza, in cui molte persone consacrate emettono o rinnovano i loro voti, diventasse Giornata della Vita consacrata. Domani pomeriggio, pertanto, al termine della Santa Messa presieduta dal Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di Vita apostolica, incontrerò nella Basilica di San Pietro i consacrati e le consacrate presenti a Roma. Invito tutti a ringraziare il Signore per il prezioso dono di questi fratelli e sorelle, e a domandare a Lui, per intercessione della Madonna, tante nuove vocazioni, nella varietà dei carismi di cui è ricca la Chiesa.
Les lectures de ce dimanche, chers pèlerins francophones, nous parlent de joie et de bonheur. Demain le 2 février, fête de la Présentation du Seigneur au temple, nous célébrerons la journée mondiale de la vie consacrée. À l’exemple du vieillard Syméon et sous la conduite de l’Esprit-Saint, que les religieux, les religieuses et tous les consacrés ouvrent leurs cœurs au Christ ! Lui seul peut conduire au vrai bonheur et la Vierge Marie saura intercéder pour nous tous ! Bon dimanche. Avec ma Bénédiction Apostolique.
I offer a warm welcome to the English-speaking visitors gathered for this Angelus prayer. In today’s Gospel, Jesus reveals his divine authority in his teaching and his work of healing. Let us ask the Lord to open our minds ever more fully to his saving truth, and our hearts to his merciful and gracious love. Upon you and your families I cordially invoke God’s blessings of joy and peace!
Ganz herzlich begrüße ich alle deutschsprachigen Brüder und Schwestern hier auf dem Petersplatz. Die Schriftlesungen dieses Sonntags erläutern uns, wie Gottes Wort auf Erden mit Vollmacht verkündet wird. In einzigartiger Weise spricht Jesus die Menschen an. Aber auch die Worte von Moses oder Paulus kommen aus der Kraft des Heiligen Geistes. Derselbe Geist redet heute durch die Heilige Schrift und durch die Kirche zu uns; er offenbart uns die Liebe Gottes und ruft uns in den Dienst des Herrn. Gott segne euch und eure Familien.
Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española presentes en esta oración mariana y a todos los que se unen a ella a través de la radio y la televisión. Siguiendo la invitación del salmista, os invito a aclamar al Señor, a darle gracias, bendecir su Nombre y a acoger su Palabra para que no se endurezca nuestro corazón. La Santísima Virgen nos acompaña e intercede por nosotros en esta hermosa misión. Feliz domingo.
Pozdrawiam serdecznie Polaków. Jutro święto Matki Bożej Gromnicznej, Dzień Życia Konsekrowanego. Osoby, które przez profesję zakonną oddały swe życie Chrystusowi, gorąco zachęcam: trwajcie mocno w miłości i pokorze, zachowujcie wasze śluby i charyzmaty służąc potrzebującym, módlcie się o pokój i nawrócenie dla świata. Z całym Kościołem modlę się w waszych intencjach. Z serca błogosławię wam i tym, którym posługujecie.
[Saluto cordialmente i Polacchi. Domani è la Festa della Presentazione di Gesù al Tempio, Giornata della Vita Consacrata. Incoraggio fervidamente le persone che hanno donato la vita a Cristo mediante la professione religiosa: rimanete fortemente radicati nella carità e nell’umiltà, osservate i vostri voti e i vostri carismi, avendo particolare cura dei bisognosi; pregate per la pace e per la conversione del mondo. Con tutta la Chiesa prego per voi e vi benedico di cuore con quanti assistete.]
Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare il Movimento per la Vita, le delegazioni delle Facoltà di Medicina e Chirurgia delle Università di Roma, e quanti sono impegnati a difesa e promozione del fondamentale bene della vita. Apprezzo ed incoraggio l’impegno della Diocesi di Roma in questo campo, e presento auguri cordiali anche per la "Settimana della Famiglia", che inizia oggi. Saluto inoltre i fedeli provenienti da San Vito Romano, Salerno, Cava dei Tirreni, Palestrina e dalla parrocchia di Santa Maria in Traspontina in Roma, come pure gli allievi del Centro di formazione professionale salesiano di Soverato. A tutti auguro una buona domenica.
Un Giuseppe Noia arcitonico oggi in TV!
Giuseppe Noia (per gli amici Pino) si considera Tipo Losco, e noi facciamo il tifo per lui!
Appena lo abbiamo visto in TV è partito un clamoroso tam tam di decine di telefonate per dire a tutti che c'era! È un segno di affetto verso un Uomo Vivo, e i Tipi Loschi amano gli uomini vivi.
Per sapere di più dell'attività di Pino Noia potete andare a vedere il sito de La Quercia Millenaria, l'associazione dove lui profonde la sua opera di difesa e promozione della vita (www.laquerciamillenaria.org), e il suo sito personale (www.noiaprenatalis.it).
Aiutiamo La Quercia Millenaria e Pino Noia lottando con loro.
SII SEMPRE INFORMATO!
info@tipiloschi.com
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L'ha detto Pier Giorgio - 31
- 31 - il telegramma ed era già sufficiente per la mia festa
- 30 - Bisogna far molti sacrifici per giungere sicuri alla meta
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- 28 - Pier Giorgio e la famiglia
- 27 - Pregherò anche per te, e tu prega molto per me...
- 26 - la fede e la speranza cessano con la nostra morte
- 25 - Noi cattolici e specialmente noi studenti abbiamo un grave dovere da compiere: la formazione di noi stessi
- 24 - Lettera ad un amico
- 23 - Godimento spirituale nella lettura di San Paolo
- 22 - "Forse era uno che ne aveva piu bisogno di me"
- 21 - La bocciatura di Pier Giorgio
- 20 - Desiderio di sole, di salire su, in alto, di andare a trovare Dio in vetta
- 19 - Bisogna uccidere il germe
- 18 - Preghiera, organizzazione e sacrificio
- 17 - Meglio soli ma con la coscienza pulita
- 16 - La gioia di rivedere i miei e i miei amici
- 15 - Confidiamo nella provvidenza divina e nella sua misericordia.
- 14- Pregare molto Dio che ridoni agli uomini la vera pace
- 13 - Dobbiamo sempre conservare la speranza
- 12 - "Perché dovrei essere triste?".
- 11 - "Evviva il Papa, evviva!".
- 10 - Non sprechiamo i più begli anni della nostra vita
- 9 - Il suo avvenire
- 8 - "Morto?..."
- 7 - L'affetto degli amici.
- 6 - Non sciupare gli anni più belli della nostra vita e combattere.
- 5 - Pier Giorgio, il tempo e Sant'Agostino.
- 4 - "...mi innamoro perdutamente della montagna".
- 3 - La montagna come la primavera non annoia mai.
- 2 - La Fede datami nel Battesimo
- 1 - Solo la morte può farmi cessare.
Pier Giorgio vivo - 33
- 33 - ...cristianesimo, che evidentemente non conoscevo, perchè non lo vivevo...
- 32 - Perfetta correttezza morale
- 31 - "...misurava le proprie azioni dalla loro intrinseca moralità..."
- 30 - Aveva imparato, per teoria e per pratica, a distinguere fra compagni e amici...
- 29 - Pier Giorgio e l'amore per gli altri
- 28 - ...mormorava le sue preghiere alla Vergine con timore filiale
- 27- ...Si addormentava pregando
- 26 - Era il primo a fare la Comunione
- 25 - Allontanare, almeno per un giorno, quei giovani amici dagli eventuali pericoli morali
- 24 - ...suscitare nell'anima il desiderio...
- 23-Pier Giorgio portava nella compagnia il dolce lume della gioia
- 22 - Mi raccomando agli amici e specialmente alle preghiere
- 21 - Pier Giorgio e l'ordine francescano
- 20 - Le creature sincere e semplici sono tutte così...
- 19 - Pier Giorgio e la passione per le montagne
- 18 - Per chi è puro, tutto è puro; per chi è impuro, niente è puro
- 17 - Ai miei figli mi preoccuperò di dare...un'istruzione completa ed un'educazione cristiana
- 16 - Eucarestia punto di riferimento
- 15 - Amante di ogni sport
- 14 - Mamma, vieni a vedere che bel cielo!
- 13 - Il segno della croce
- 12 - Pier Giorgio era sempre là dove occorreva essere
- 11 - Non aveva paura di niente, nemmeno della paura.
- 10 - Il contrario del tipo bigotto.
- 9 - Pregava con semplicità.
- 8 - Vitalità irrompetente ed espressiva
- 7 - Pier Giorgio entusiasta nella preghiera.
- 6 - Non faceva mistero delle sue convinzioni religiose
- 5 - Pier Giorgio e i rosari.
- 4 - Una personalità vera abbraccia tutta la realtà.
- 3 - Aria franca e coraggiosa, fede prorompente.
- 2 - Pier Giorgio ventata di vita.
- 1 - Vicino ai bambini veneti sfollati



