venerdì, marzo 06, 2009

La SLA, la vita e il suo valore - Una testimonianza.

Una nostra amica che lavora in un ospedale ci scrive questa lettera interessantissima che vogliamo condividere con tutti perché è un'esperienza di vita vera; dice Sant'Efrem il Siro: "A una teoria si può contrappore un'altra teoria, ma chi può contraddire la vita?".

«Ieri è entrata la signora Anna (il nome è di fantasia, ndr) in reparto, affetta da SLA. Mi sono fermata a comunicare con lei dopo averla aiutata a mettersi in carozzina. Ha 60 anni, si muove con la carrozzina e beve e mangia attraverso una PEG...
Non riessce a parlare perchè la malattia porta a bloccare i movimenti del corpo compresi quelli della fonazione e mi comunica attraverso una tabella in cui sono inserite le lettere dell'alfabeto. Con il dito tocca lettera dopo lettera e compone la parola e così via la frase. Ogni tanto si ferma perché si asciuga la bava dalla bocca... Non riesce neanche a deglutire la saliva...
La figlia mi spiega che ha scoperto la malattia solo il Maggio scorso ma non si arrendono.
Già la tabella con cui riesce a comunicare l'hanno fatta loro per potersi capire... Aspettano un computer (che deve passargli l'ASL) che costa 20.000 Euro... Perché si stanca facilmente indicando con la mano... Non si perdono d'animo.
Anna mi dice tra lettere e gesti che vuole stare in carrozzina, non vuole stare a letto perchè è certa che in quel letto tra qualche tempo sarà obbligata a restarci. Le sue parole sono state: "Domani non lo che succederà. Oggi però voglio vivere così".
E la figlia: "C'è tanta gente che si lamenta di tutto, non si rende conto invece di quanto sia fortunata... Noi sappiamo che la malattia la paralizzerà del tutto e la porterà alla morte, ma non sappiamo quando. Così ogni giorno ce lo viviamo tutto, facciamo tutto".

Beh, non so a voi, ma a me ha dato tanta forza.
Il problema non è la malattia, la sfiga ecc... ma è vivere la realtà tutta come si presenta. Sono fortunata a lavorare all'ospedale. Riesco a vedere molte cose ma soprattutto sono a fianco dei più deboli che in realtà sono i più forti».

Angela