venerdì, agosto 29, 2008

Giovannino Guareschi sold out al Meeting!

Al Meeting di Rimini c'è una fantastica mostra su Giovannini Guareschi, il Chesterton d'Italia.

Ebbene, a quest'ora ha già totazzato oltre 20.000 visite, cataloghi finiti, libri finiti, Meeting in difficoltà per questo vero e proprio assalto.

Ho qui a fianco a me ho Albertino e Carlotta (la Pasionaria!) Guareschi che stanno per dare il calcio d'inizio della Gagliarda's Cup (la Gagliarda è la squadra di don Camillo!).

Che bello!

L'Uomo Vivo
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mercoledì, agosto 27, 2008

Al Meeting - la mostra su Aleksand'r Solzenicyn.

É molto bella la mostra su quest'uomo!

Un vero sabotatore, per dirla alla Lewis!

Andate e vedete!
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martedì, agosto 26, 2008

Rilasciati i missionari rapiti in India.

Qui sotto il collegamento alla notizia di cui al titolo.

Il mondo si accorge solo ora, coi morti, dello stato in cui versa la libertà di religione in questo grande paese del quale ci si ricorda solo per parlare di economia al pari della Cina, e mai per alzare la voce in difesa dei cristiani, vessati all'inverosimile da anni.

Solo AsiaNews, altre agenzie di stampa missionaria e Aiuto alla Chiesa che soffre parlano di questo martirio, in atto da anni così come pure in Pakistan con le conversioni forzate all'islam e con le finte accuse di blasfemia.

Per il resto, tutti tacciono. Evviva la stampa italiana, libera e attenta, soprattutto solidale coi cristiani.

Ma Dio è giusto.
http://mobile.corriere.it/dettaglio.php?SID=77e8d37c87654f540c1347d11a79ddbb&idc=1529572&ids=1&type=news
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Siamo tutti coinvolti in una grande campagna di sabotaggio, ecco perché il mondo ce l'ha con noi...

"... Viviamo in un territorio occupato dal nemico: ecco che cos'è questo mondo. Il cristianesimo è la storia di come il re legittimo è sbarcato - sbarcato, potremmo dire in incognito - e ci chiama tutti a partecipare a una grande campagna di sabotaggio. Quando andiamo in Chiesa, andiamo in realtà ad ascoltare la radio clandestina dei nostri amici".

C. S. Lewis.
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Suor Chiara, monaca losca, in partenza per la Terra Santa


Ecco la nostra amica suor Chiara Bosco, che a settembre si recherà in Terra Santa con altre consorelle, con la maglia dei Tipi Loschi, che porterà con sé.

Chiara, monaca losca oltre che clarissa, troverà ad accoglierla un nostro grande amico, Sobhy Makhoul, che le sta aiutando nelle cose quotidiane già da adesso.

Evviva la Chiesa, evviva Pier Giorgio Frassati e i suoi amici!

lunedì, agosto 25, 2008

Al Meeting - 25 Agosto 2008

Stamattina c'erano Paolo Gulisano che presentava la mostra su Guareschi con il comico Enrico Beruschi.

All'ora di pranzo un bellissimo incontro con Franco Nembrini, insegnante grandissimo.

Ora, 15.30, testimonianze di don Emmanuele Silanos, sacerdote della Fraternità dei Missionari di San Carlo Borromeo, e di suor Elvira Petrozzi, fondatrice della comunità per tossicodipendenti "Il Cenacolo", una sorta di nonna buonissima delle fiabe (ma buona tanto!).
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domenica, agosto 24, 2008

Samuel Wansiru vincitore della maratona è cattolico.

Samuel Wansiru, il keniota vincitore della maratona delle Olimpiadi di Pechino, è cattolico.

Si è fatto un bel segno della croce, anzi due, e questo è molto bello.

L'etiope arrivato terzo si è fatto anche lui un bel segno della croce, ma alla copta. Va benissimo. E cattolico dovrebbe essere pure l'eritreo. Che bello.
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sabato, agosto 23, 2008

Dalla Festa del beato Pier Giorgio Frassati - 2

"(...) Sapevo che quello per cui lavoravo e spendevo il mio tempo era qualcosa di grande, e questa consapevolezza ha reso tutto più bello".

Andrea Capriotti, addetto al servizio d'ordine e tipo losco.
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Dalla Festa del beato Pier Giorgio Frassati.

"Quando si investe sulla vita, difficilmente la vita non risponde come una buonissima pagatrice".

Prof. Giuseppe Noia, ginecologo e tipo losco
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venerdì, agosto 22, 2008

I Tipi Loschi tornano a casa.

Domattina i Tipi Loschi fanno nuovamente vela verso i loro porti.

La vacanza 2008 è terminata ed è stata molto molto bella. Le Dolomiti sono meravigliose e sono state il teatro di bellissime uscite, scalate e arrampicate (queste ultime per i più arditi e gloriosi).

Ora ci vedremo al Meeting di Rimini!
Da domenica saremo col nostro stand alla meravigliosa manifestazione ciellina.

Vi aspettiamo!
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È uscito Il Principe Caspian

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-----Original Message-----
From: marco.sermarini@gmail.com

Date: Fri, 22 Aug 2008 18:10:54
To: <uomovivo.sermarini@blogger.com>
Subject: È uscito Il Principe Caspian


È uscito da una settimana il secondo film della saga delle Cronache di Narnia, nate dalla fantasia di Clive Staples Lewis, lo scrittore nordirlandese amico fraterno di John Ronald Reuel Tolkien (l'autore de Il Signore degli Anelli).

Lewis deve la sua conversione indovinate a chi? A Chesterton. Disse di aver maturato il ritorno al cristianesimo dopo la lettura de L'Uomo Eterno.

In una trasmissione radiofonica, Lewis disse che il cristianesimo è la buona notizia del fatto che l'Unico Vero Re è sbarcato in territorio nemico e che ci invita alla sua guerra di riconquista con opere di sabotaggio.
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giovedì, agosto 21, 2008

I Tipi Loschi sul Sass de Stria

Oggi i Tipi Loschi sono sul Sass de Stria, teatro della Guerra '15 - '18 e sito delle trincee austriache, difese dai volontari Schutzen.

Le famiglie losche, guidate da un dopatissimo Pietro Marzi, sono arrivate al Piz Ciampei (2290 metri).

Bello, molto bello.
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mercoledì, agosto 20, 2008

Tipi Loschi in arrampicata e al castello di Andrac

Oggi un gruppetto di intrepidi Tipi Oschi hanno fatto un'arrampicata su una roccia vicino al nostro albergo, insieme al gruppo più grande che ha invece visitato, nel frattempo, il Castello di Andrac (o Andraz, o Schloss Buchenstein).

Questo castello, antica roccaforte del Principe Vescovo di Bressanone, all'inizio dell'800 fu teatro di un'impari battaglia tra gli insorgenti livinallonghesi (Fodomi) e le truppe napoleoniche.

Fu anche rifugio di Nicola Cusano, cardinale e filosofo.
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martedì, agosto 19, 2008

Oggi i Tipi Loschi in quota!

Oggi i Tipi Loschi sono arrivati sulla vetta del Lagazuoi, teatro di numerosi scontri durante la Prima Guerra Mondiale.

Una giornata bellissima li ha letteralmente baciati.

Sono i regali di Frassati agli alpinisti tremendi. Da lì si vedeva il mondo intero, che meraviglioso mondo!

Un numero significativo di Tipi Loschi è però rimasto al "campo base", complice un virus gastrointestinale che sta mazzolando molte persone (pensate, ha fiaccato anche il Nostro Eroe, Nello...).
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lunedì, agosto 18, 2008

I Tipi Loschi in vacanza.

Da sabato 16 siamo in vacanza al Sass de Stria, comune di Livinallongo (Fodom in ladino), provincia di Belluno.

Oggi gita alle Cinque Torri.

Bellissimo.
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venerdì, agosto 15, 2008

Paolo Gulisano sforna libri belli!

L'amico Paolo Gulisano ha dato alla luce un'altra creatura, I segreti del mondo di Narnia, edizioni Piemme, in libreria proprio in questi giorni, quando sta uscendo Il Principe Caspian, secondo episodio della saga di C. S. Lewis.
Il 24 agosto, poi, andrà in onda su Rai 1 a mezzogiorno un'intervista di Paolo. Chi può, la segua!

giovedì, agosto 14, 2008

Pier Giorgio ad Oropa! La testimonianza di Federico, 16 anni


Il letto di morte di Pier Giorgio nella casa di Pollone


I tipi loschi pregano dinanzi a Pier Giorgio a Oropa, Basilica Nuova


L'urna di Pier Giorgio, con su scritto "Verso l'Alto", con un mazzetto di stelle alpine...


I tipi loschi con il can. Michele Berchi, Rettore del Santuario di Oropa


I tipi loschi testimoniano la grande fede di Pier Giorgio a Pollone, nel giardino di casa Frassati-Ametis, dinanzi ad un gruppo di giovani pellegrini padovani


Alla proposta di passare due giorni al santuario d’Oropa per salutare Pier Giorgio non potevo rinunciare, così con altri quattro Tipi Loschi sono andato a pregare sul corpo del nostro caro Beato posto nella basilica superiore del santuario. Il pellegrinaggio ad Oropa era programmato perché Marco Sermarini doveva presentare la mostra dedicata a Pier Giorgio Frassati esposta in una sala del santuario. La salma del beato nel periodo che va dal 1 Agosto al 7 Settembre è stata posta ad Oropa per far sì che dopo il lungo viaggio a Sidney per la G.M.G., i fedeli devoti al beato torinese potessero pregare sul corpo collocato in uno dei posti più cari a Pier Giorgio. Il santuario posto sulle montagne del Biellese è visitato ogni inverno in occasione del campo invernale dalla Compagnia dei Tipi Loschi e per noi il ricordo del luogo è legato a quello della copiosa neve dalla quale viene ricoperto e dalle “battaglie” a pallate; perciò vederlo immerso nel verde e ricolmo di devoti, ha fatto un certo effetto ai nostri occhi. Arrivati al santuario ci siamo diretti alla Basilica Superiore e lo stupore di incontrare Pier Giorgio è stato immenso tanto da farci commuovere. Colui che ci ha ospitato è stato il simpaticissimo e tonicissimo Don Michele che ci ha accolti con entusiasmo ringraziandoci molte e molte volte. Dopo la deliziosa cena a base di polenta concia (untissima) e tagliolini, abbiamo assistito alla conferenza di Marco Sermarini sulla figura di Pier Giorgio; e il discorso è stato tanto commovente, che tutti i presenti si sono commossi e hanno ringraziato più volte il relatore. Abbiamo alloggiato nelle camere del santuario per poi svegliarci di buon mattino per attendere l’ apertura della basilica, cosicché potessimo salutare per l’ennesima volta Pier Giorgio. Siamo rimasti per una buona mezz’ora davanti alla cassa di legno pregando per le intenzioni che portavamo nel cuore. Dopo la Messa delle 10 e 30 abbiamo ringraziato di cuore il rettore Don Michele e visto la vicinanza con Pollone abbiamo pensato di fare un salto nella residenza estiva dove Pier Giorgio alloggiava. La nostra visita a Pollone era inaspettata, figuriamoci per la custode che aveva già in casa dei pellegrini. Era un gruppo composto da nove giovani provenienti da Padova che stavano ascoltando la Messa celebrata dal loro parroco nella camera di Pier Giorgio. Abbiamo aspettato la fine della Messa, poi i ragazzi hanno chiesto a Marco di parlare anche a loro della figura di Pier Giorgio come aveva fatto la sera prima. Alla fine dell’ incontro ci siamo salutati e dopo la classica foto sulle scale laterali della villa , siamo ripartiti consapevoli di aver fatto un gradino in più “Verso l’alto”.
Federico

Papa: “chi prega non perde mai la speranza”, come insegnano Kolbe e la Stein

Da AsiaNews

Alla ripresa degli incontri settimanali con i fedeli, Benedetto XVI porta l’esempio dei due martiri uccisi dai nazisti per evidenziare che se “umanamente, le loro esistenze potrebbero essere ritenute una sconfitte, proprio nel loro martirio rifulge lo splendore dell’amore”.


Castel Gandolfo (AsiaNews) – Il Papa prega per tutti coloro, “ e sono tanti”, che gli scrivono per raccontargli le loro vicissitudini: a loro, ed a tutti i cristiani, Benedetto XVI ricorda che “chi prega non perde mai la speranza, neppure se venisse a trovarsi in situazioni difficili, persino umanamente disperate. Questo ci insegna la storia della Chiesa” e questo mostra la testimonianza dei martiri, come Edith Stein e Massimiliano Kolbe, la memoria dei quali ricorre in questi giorni. “Umanamente, le loro esistenze potrebbero essere ritenute una sconfitte, ma prorpio nel loro martirio rifulge lo splendore dell’amore”.

Il ricordo dei due martiri uccisi ad Auschwitz dai nazisti è stato al centro del dscorso che Benedetto XVI ha rivolto a circa 8mila persone riunitesi nel cortile del Palazzo apostolico di Castel Gandolfo per la ripresa delle udienze generali, dopo la pausa dovuta al viaggio in Australia ed al periodo di riposo traqscorso dal Papa a Bressanone. Un tipo di incontro che a Castel Gandolfo, peraltro, non si faceva dai tempi di Paolo VI, 30 anni fa.

Dei giorni passati in montagna Benedetto XVI mostra nel viso disteso il beneficio e oggi li ha ricordati per la loro “serenità” e con una nuovo ringraziamento a “quanti hanno vegliato” sulle sue vacanze.

“Tantissimi – ha detto poi – sono quelli che mi scrivono, chiedendomi di pregare per loro e non mi nasconsono preccupazioni, problemi di vita, attese e speranze che portano nel cuore insieme alle incertezze che l’umanità sta vivendo in questo perodo. Posso assicurare a tutti – ha aggiunto - un ricordo nella preghoiera, specialmente nella celebrazione della Santa Messa e nella recita del Rosario”.
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“In quante occasioni – ha commentato - è stata proprio la preghiera a sostenere il popolo cristiano nella prova”. In proposito egli ha citato Edith Stein e Massimliano Kolbe, che si ricordano in questo gireni: “entrambi hannno concluso con il martirio la loro esistenze terrena ad Auschwitz. Umanamente la loro vicenda ptrebbe sembrare una sconfittta, invece è prova della vittoria dell’amore. Come disse San Massimiliano Kolbe”l’odio non e una forza creativa, solo l’amore” e “d’amore è prova la generosa offerta che fece di sé al posto di un compagno”. Edith Stein il 6 agosto, a tre giorni dalla sua drammatica fine, avvicindando alcune sue consorelle disse “sono pronta a tutto.Gesù è anche qui. Finora ho potuto pregare e ho detto Ave Crux”. Superstiti del campo di concentramento, ha detto ancora il Papa, raccontano che, vesitita dell’abito del suo ordine, si distingueva per il comportamento: l”a preghiera fu il segreto di questa santa compatrona d’Europa”.

E “Ave Maria ultima invocazione di San Massimiliano Kolbe mentre porgeva il braccio a colui ce lo uccideva con un’iniezione”.

“Mentre ci prepariamo a celebrare la solennità dell’Assunzione – ha concluso - rinnoviamo il nostro affidamento a colei che dal cielo veglia con amore materno su di noi in ogni momento”.

martedì, agosto 12, 2008

Pier Giorgio ad Oropa! Tra un po' qualche foto!

Cari Tipi Loschi dell'orbe terracqueo,
Appena possibile vi metteremo a disposizione le foto del nostro giro ad Oropa, bellissimo! A presto!
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venerdì, agosto 08, 2008

Pier Giorgio ad Oropa - Domani sera Marco Sermarini a Oropa

Cari amici,
vi ricordiamo che domani sera ad Oropa ci sarà il nostro presidente Marco Sermarini che presenterà la nostra mostra su Pier Giorgio Frassati "Si può vivere così".

Ricordiamo pure che ad Oropa in questi giorni è presente il corpo del nostro caro Pier Giorgio in Santuario, un'occasione per andarlo a trovare e vedere un luogo meraviglioso di fede e di speranza.

mercoledì, agosto 06, 2008

Non fate figli, inquinano!

I figli inquinano tanto, quindi per salvarci, dobbiamo farne di meno ("ma non ne facevamo già sempre meno? " "troppi lo stesso!"). E' una logica stringente, indiscutibile, questa. E' un'idea "bella" solo al di fuori, ma "terribile" nel profondo, per la quale infatti l'uomo è un cancro maledetto e va eliminato. Ma noi preferiamo credere ancora che siamo stati creati da Dio e che il vero problema è l'averlo dimenticato.

Sporcano l'universo. Smettete di far figli
L’ultima dalla Gran Bretagna: fate meno bambini, perché inquinano. Il British Medical Journal pubblica l’appello del professor John Guillebaud, professore emerito di Pianificazione familiare all’University College di Londra, che esorta i suoi connazionali di andarci piano, con la riproduzione:«Un bambino che nasce nel Regno Unito produrrà gas serra in misura 160 volte maggiore a un bambino etiope», denuncia il docente emerito, e spiega che se si vuole lasciare un pianeta abitabile ai nipoti «è opportuno non avere più di due figli». In realtà, quest’ansia pare inattuale, visto che a oggi il tasso di fecondità delle inglesi è di 1, 8 figli per donna, dunque di un figlio a coppia, al massimo due, più o meno come nel resto d’Occidente.
Ma questo non soddisfa i professori dell’«Optimum population trust», dediti ad alacri brain storm (tempeste di cervelli) sulla potenzialità inquinante di quell’invadente animale chiamato uomo. Basta fare due conti: quanto latte in polvere, quanti omogeneizzati e relativi vasetti, quanto detersivo fa consumare ogni nuovo arrivato, mentre ci distrae con quel suo candido sorriso? E i pannolini, vogliamo parlare dei pannolini, sintetici e orribilmente antiecologici? Ogni neonato ne consuma almeno cinque al giorno, per due anni fanno 3650 pannolini da riciclare – senza contare che qualcuno tarda anche di più, a imparare a non farsela addosso. E poi, crescendo, tricicli, biciclette, computer, moto. Plastica, chip, carta, ed energia, e carburante: è una massa opprimente, a pensarci, ciò che consumerà ogni nuovo venuto – con quella sua aria falsamente innocente.
E dunque, dicono dalle aule austere dell’University College, piantatela di fare tanti bambini. Bucano l’ozono, rodono le foreste amazzoniche, surriscaldano il pianeta, squagliano i ghiacci del Polo. Occorre essere responsabili, e pianificare il figlio unico come modello corretto di Famiglia Ecologicamente Sostenibile.Un’amenità, quella del British Medical Journal, da stampa di mezza estate, quando si tirano fuori dai cassetti i resti che finora non si è osato pubblicare? No, all’«Optimum population trust» fanno sul serio.
L’appello possiede una sua logica, anche se declinata all’estremo: quella di un ecologismo integralista, che individua nell’uomo il distruttore del pianeta, e si affanna a contrastarlo in difesa di un ideale di natura incontaminata, senza strade né case né fabbriche. Un pianeta di foreste vergini, e pinguini e gnu felicemente prolificanti: dove tutte le creature si riproducono liete, tranne l’homo sapiens. L’uomo, che produce gas, e scava discariche, e inquina i cieli – l’uomo, che sporca.È un idolo la natura per questo ambientalismo, un Eden da restaurare, ma espellendo Adamo. Che è un animale, sì, ma fastidiosamente, ostinatamente diverso: animale che immagina e crea, sempre teso ad andare oltre ciò che ha ereditato dai padri. Come da un altro stampo ricavato. Certo, l’uomo, anche, distrugge. E tuttavia, dalle palafitte al Partenone, alla scoperta del Dna, non tutto il fare dell’uomo può essere ridotto a un parassitario depredare. Ma, l’idolatria di certo ambientalismo sta proprio in questa divinizzazione di una natura intangibile, in antitesi all’operare umano, quasi che del Creato fossimo gli intrusi.
Forse, se gli accorati appelli dei Guillebaud britannici e nostrani venissero integralmente raccolti, secoli dopo l’implosione demografica e il crollo dell’economia sui ruderi delle autostrade tornerebbero a verdeggiare le foreste, e i fiumi scorrerebbero trasparenti come al principio. Un pianeta di nuovo vergine e selvaggio. Peccato che a guardarlo, e a raccontarlo, e a domandarsi chi ha creato tutto questo, non ci sarebbe più nessuno. (di Marina Corradi, da Avvenire del 27 luglio 2008)