giovedì, luglio 31, 2008

Cattolici - Kerala, sanzioni contro chi ha un terzo figlio. L'opposizione della Chiesa

Da Asianews
di Nirmala Carvalho

Mons. Vithayathil: “la Chiesa si opporrà sempre” “alla dittatura di Stato del governo marxista”. Proprio i più poveri rifiutano queste leggi, perché “sanno che ogni bambino è un dono”.


New Delhi (AsiaNews) – La Commissione per le riforme legislative dello Stato indiano del Kerala ha “raccomandato” l’adozione di sanzioni contro le famiglie che hanno il terzo figlio. Dura presa di posizione del cardinal Varkery Vithayathil, presidente della Conferenza episcopale cattolica indiana, contro “la dittatura di Stato del governo marxista” del Kerala, alla quale “la Chiesa cattolica si opporrà sino alla fine”.

“Nel 1958 – ricorda - dopo la caduta del governo comunista del Kerala, Jawaharlal Nehru, il primo premier dell’India, davanti al parlamento ha detto: Nel Kerala la Chiesa cattolica è una forza che va considerata”.

La Commissione, presieduta dal giudice V R Krishna Iyer della Suprema corte federale, ha raccomandato una sanzione di 10mila rupie (circa 150 euro) e l’esclusione dalla assistenza scolastica e sanitaria gratuita per le famiglie che hanno il terzo figlio, come pure da altri aiuti statali per abitazione e lavoro. La somma è importante per una famiglia indiana, la quale in genere non ha neanche il denaro per pagare la scuola o l’assistenza sanitaria.

L’art. 7 della nuova proposta di legge prevede che “persone ed enti non possono richiamare motivi religiosi, di regione, di setta, di casta, di culto o di altro genere per [giustificare la] nascita di più figli di quelli consentiti”. “Ogni persona o pubblica organizzazione o istituzione collegata con l’attività di pianificazione familiare e controllo delle nascite” può portare avanti al tribunale chi viola questa legge.

“Nessuno – esordisce mons. Vithayathil in un’intervista per AsiaNews – ha il diritto di decidere il numero dei figli. In passato il governo indiano ha tentato di farlo e ha incontrato un’opposizione generale, anche dei più poveri che sanno bene come un bambino sia un dono di Dio. Il governo giustifica queste misure draconiane per pretese ragioni demografiche.”

“In realtà, nel Kerala si fronteggiano due idee: l’ideologia della supremazia dello Stato e quella che afferma la libertà, il rispetto e la dignità della persona umana”.

Nel 1991 i cristiani risultano essere il 19,5% dei 29 milioni del Kerala. Nel 2001 la popolazione è giunta a circa 32 milioni, di cui il 19% cristiani.

La posizione della Chiesa non è solo d’opposizione ma anzitutto propositiva. “Noi – prosegue – promuoviamo e incoraggiamo una politica a favore della vita. E’ significativo che ricorrano i 40 anni della enciclica Humanae Vitae, documento valido e attuale anche oggi. Occorre riaffermare l’importanza della vita, di fronte a tale proposta di legge”. “Nessuna legge può negare o anche soltanto ostacolare il credente dall’essere aperto alla vita e accogliere con disponibilità ogni bambino”.

Cattolici - Ragazze rapite, convertite e sposate da musulmani, affidate a un Centro di assistenza

Nella società multietica nessuno parla di queste porcherie.

Da AsiaNews
di Qaiser Felix

Le due ragazze, di 13 e 10 anni, sono ospitate in un centro di accoglienza per sole donne. Il provvedimento deciso dall'Alta Corte di Lahore in attesa della sentenza del 4 agosto, in cui verrà stabilito il loro destino. Il sostegno dei cattolici alla famiglia .

Multan (AsiaNews) – “Il decreto emesso dal giudice è senza dubbio positivo. Per il momento possiamo tirare un sospiro di sollievo” in attesa dell’udienza del 4 agosto. È il commento soddisfatto di Peter Jacob, segretario della Commissione cattolica pakistana di Giustizia e pace, alla decisione del giudice Saghir Ahmed, dell'Alta Corte di Lahore, di affidare le due sorelle cristiane rapite da un gruppo di musulmani alle cure di un centro di accoglienza statale per sole donne.

Da martedì 29 luglio Saba Younas, 13 anni, e la sorella Anila, 10 anni, si trovano al sicuro lontano dai loro aguzzini: le giovani sono state rapite lo scorso 26 giugno nel villaggio di Chowk Munda, nella provincia del Punjab, dove si erano recate per andare a trovare lo zio, Khalid Raheel. Nei giorni successivi al sequestro, i rapitori hanno fatto sapere che le due ragazze si sarebbero convertite all’Islam e la più grande delle due avrebbe sposato uno dei figli dei sequestratori. In tribunale, inoltre, padre e figlio hanno ribadito la “piena volontà della ragazza di contrarre matrimonio”.

La famiglia di Saba e Anila ha potuto contare sull’aiuto concreto della commissione di Giustizia e pace e sul sostegno di tutta la comunità cattolica del Paese, a partire proprio dall’assistenza legale e dalla copertura delle spese necessarie per perorare la causa in tribunale. Il processo è aggiornato al 4 agosto prossimo, quando il giudice è chiamato a pronunciarsi sull’eventuale – e auspicato – ritorno a casa delle due sorelle, ancora minorenni.

Peter Jacob sottolinea l’importanza dell’ultimo provvedimento giudiziale, che ha stabilito l’allontanamento delle ragazze dal clan musulmano: in questo modo potranno passare un po’ di tempo da sole e, soprattutto, al riparo “dall’influenza” fisica e psicologica esercitata dai sequestratori. “Il giudice ha stabilito che nessuno può incontrare le due ragazze nel centro di accoglienza – afferma l’attivista – e in questo modo esse avranno tutto il tempo per riflettere sulla loro situazione”. Egli mostra inoltre “ottimismo” in vista dell’udienza di lunedì prossimo, e preannuncia fin d’ora altre battaglie se la sentenza non sarà positiva.

Un paio di settimane fa il giudice distrettuale Mian Muhammad Naeem, della sezione di Muzaffargarh, ha stabilito che le due sorelle cristiane “sono state convertite in maniera legittima all’Islam” e per questo non possono essere “restituite alle famiglie d’origine”. Archiviando la richiesta del padre di riottenere la custodia delle figlie, il giudice ha anche ammesso la “validità” del matrimonio fra le ragazze e i due musulmani.

Cattolici - Hanoi, terreni e parrocchia sequestrate da ditte e uffici commerciali

Da AsiaNews
di Nguyen Hong

Dopo 15 anni arriva una risposta fumosa del Comitato del popolo, che domanda alla parrocchia di sottomettersi agli investimenti e agli sviluppi commerciali della zona. Il Comitato valuterà se la popolazione ha bisogno di “spazi per attività religiose”.


Hanoi (AsiaNews) – La parrocchia di Thai Ha ad Hanoi può dire addio ai terreni e alla casa, sequestrati da tempo: il Comitato cittadino del popolo ha inviato una lettera all’arcivescovo…. Dicendo che la parrocchia deve sottomettersi alle “leggi sugli investimenti e quelle sulle costruzioni”.

Da oltre 15 anni, da quando in Vietnam è stata varata la do moi (le riforme economiche), la maggior parte del terreno della parrocchia è stato requisito dal governo per gli uffici della Compagnia dell’elettricità, un cementificio, una ditta di trasporti e una di confezioni.

Da almeno 15 anni il p. Vu Khoi Phung, parroco, e il provinciale dei Redentoristi, p. Nguyen Trung Thanh, domandano il ritorno dei terreni e della casa parrocchiale sequestrata.

Finalmente in questi giorni, il Comitato del popolo di Hanoi ha risposto inviando una lettera all’arcivescovo e al provinciale dei redentoristi. In essa si afferma che tutti i terreni dell’area vengono affidati al Comitato del popolo del distretto di Dong Da per “organizzare”, “studiare”, “correggere” un piano di investimenti per progetti di bene pubblico, costruendo una strada sempre sui terreni della parrocchia. La lettera esige che la parrocchia segua le “leggi sugli investimenti e quelle sulle costruzioni”. Il Comitato avrà il potere di valutare se la popolazione dell’area ha bisogno di spazio per i servizi religiosi, oppure no.

Per i fedeli di Thai Ha, le conclusioni così vaghe della lettera non promettono nulla di buono: “È fin troppo chiaro – dice uno dei parrocchiani – che il governo ha deciso di requisire tutti i terreni della parrocchia per seguire piani di sviluppo economico. Ma facendo questo compie un’ingiustizia e viola la libertà religiosa”. I parrocchiani hanno deciso di rifiutare la decisione del Comitato: “Con la scusa di fare progetti per il bene pubblico – essi dicono - in realtà sostengono industrie e compagnie private, senza interessarsi davvero al bene della popolazione. Secondo la legge vietnamita il governo deve servire il popolo e assicurare ad esso beni spirituali e culturali”.

P. Vu Khoi Phung ha chiesto all’arcivescovo di Hanoi e alla congregazione dei redentoristi di lanciare una campagna di preghiera per i membri della parrocchia, ma “anche per il governo, perché impari a rispettare la giustizia per il popolo e la nazione”.

Dalla fine dell’anno scorso in Vietnam sono sempre più frequenti gli scontri fra la popolazione cattolica e le autorità locali a causa di sequestri di proprietà, avvenuti in passato, nel periodo “rivoluzionario” del Paese, giustificate allora con il “fare il bene del popolo”. Ora, con le nuove riforme economiche, i terreni vengono venduti a ditte private, invece che essere ridate ai legittimi proprietari.

È rimasto famoso il sequestro della ex nunziatura di Hanoi, venduta a una compagnia privata che vuol farne un bar e un albergo. Per settimane i fedeli hanno occupato il cortile della costruzione, sfidando la polizia. Altri sit-in e scontri sono avvenuti anche ad Ho Chi Minh City.

Il problema della restituzione dei beni ecclesiastici è stato affrontato anche durante l’ultimo incontro del governo di Hanoi con una delegazione vaticana, lo scorso giugno.

mercoledì, luglio 30, 2008

Eluana Englaro - La storia di Moyra, una storia bella simile a quella di Eluana.

Grazie a Nerella Buggio, carissima amica che ringraziamo a nome di tutti, su www.radioformigoni.it abbiamo ascoltato la storia di Moyra.

Nel 2000 Moyra, sposata da 5 anni, attendeva il primo figlio, una bimba, che avrebbe dovuto nascere il 18 gennaio.

Tutti attendevano Asia: la futura nonna l’aveva vista nell’ecografia succhiarsi il dito, ed anche il futuro nonno Faustino aveva potuto vederla attraverso lo schermo quando, mancavano pochi giorni al termine della gestazione.

Invece, un’embolia amniotica, la corsa all’ospedale, Asia muore e la sua mamma va in coma…

Nel collegamento qui sotto ascoltate la storia dalla viva voce di Nerella su www.radioformigoni.it:

http://www.radioformigoni.it/ascolta.asp?path=0747_block_notes_25_07.mp3

martedì, luglio 29, 2008

Perdono d'Assisi


Nell'occasione del Perdono d'Assisi la nostra Compagnia ha organizzato per sabato 2 agosto un Pellegrinaggio al Santuario della Madonna delle Grazie a Monteprandone, più comunemente noto come convento di San Giacomo.

Riportiamo sotto il racconto di come San Francesco chiese ed ottenne l'Indulgenza del perdono d'Assisi:
Una notte dell'anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l'altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: "Signore, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe". "Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza".E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: "Per quanti anni vuoi questa indulgenza?". Francesco scattando rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma anime". E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: "Come, non vuoi nessun documento?". E Francesco: "Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento: questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni".E qualche giorno più tardi, insieme ai Vescovi dell'Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: "Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!".

L'appuntamento allora è sabato 2 agosto alle ore 18:00 in Piazza Kolbe a San Benedetto del Tronto.
Da lì partiremo calcando strade di campagna, come facevano i pellegrini di un tempo sulle strade per Santiago de Compostella per arrivare al Santuario dove Don Andrea con padre Filippo celebreranno la Santa Messa.
Ci sarà a disposizione un prete che confesserà per la strada ed un altro in Santuario.
Durante il Pellegrinaggio pregeremo per tutte le intenzioni della nostra Compagnia in particolare per le mamme ammalate di due nostre amiche affinché per intercessione di Pier Giorgio il Signore doni loro la guarigione.
Per il ritorno è previsto il servizio di trasporto col pullman.


Il necessario sono scarpe comode, cena al sacco, pronti per andare a lucrare la Santa Indulgenza.
Ricordiamo di seguito le condizioni per lucrare l'indulgenza:

  1. Visita, entro il tempo prescritto, a una chiesa Cattedrale o Parrocchiale o ad altra che ne abbia l'indulto e recita del “Padre Nostro” e del “Credo”.
  2. Confessione Sacramentale per essere in Grazia di Dio.
  3. Partecipazione alla Santa Messa e Comunione Eucaristica.
  4. Una preghiera secondo le intenzioni del Papa.
  5. Disposizione d'animo che escluda ogni affetto al peccato, anche veniale.

Pier Giorgio ad Oropa! Il programma degli eventi.


Vi facciamo partecipi degli eventi che si svolgeranno al Santuario di Oropa nel periodo in cui sarà presente il corpo del nostro caro Pier Giorgio.

Vi segnaliamo tra i vari eventi l'incontro col nostro presidente Marco Sermarini la sera del 9 Agosto 2008. In quell'occasione verrà presentata la nostra bella mostra su Pier Giorgio dal titolo Si può vivere così, che sarà in loco fino al 7 Settembre.

Ringraziamo cordialmente don Michele Berchi, Rettore del Santuario, che ci ha messo a disposizione il programma con le belle iniziative previste.

Programma

Venerdì 1 agosto, h. 20.30, Basilica Antica
S. MESSA e cerimonia di benvenuto per accogliere la salma del Beato P. G. Frassati. Al termine, la salma verrà accompagnata con una FIACCOLATA fino alla Basilica Superiore.

Sabato 2 agosto, h. 20.45, Sala Convegni
PIERGIORGIO E LA VERGINE BRUNA
Partecipano l’Onorevole Jas Gawronski e don Primo Soldi.
Nella serata sarà resa pubblica una inedita testimonianza di Marco Beltramo (amico del Beato) sul profondo legame tra Pier Giorgio Frassati e la Madonna di Oropa.

Venerdì 8 agosto, h 20.45 sala Giovanni Paolo II (presso la Basilica Superiore)
Proiezione del filmato di inaugurazione del sentiero “Giovanni Paolo II”, celebrata il 15 luglio 2007.

Sabato 9 agosto, h. 20.45, Sala Frassati
“SI PUÒ VIVERE COSÌ” Mostra dedicata a Piergiorgio Frassati
Presentazione della mostra a cura dell'avv. Marco Sermarini.
La mostra verrà esposta in Santuario dal 1 agosto al 7 settembre, in una sala del Chiostro

Martedì 12 agosto, h. 20.45, Sala Giovanni Paolo II (presso la Basilica Superiore)
“PADRE PATAGONIA, ALBERTO MARIA DE AGOSTINI E LE TERRE AUSTRALI”
Proiezione del filmato e fotografie con commento dell’alpinista Enrico Rosso.
De Agostini partì missionario nelle Terre Australi nel 1911 e fu artefice dell’esplorazione di gran parte dei territori Australi all’epoca ancora largamente sconosciuti. Tra questi lo "Hielo Continental Patagonico Sur" l'immenso sistema glaciale di 400 km sul quale si affaccia la montagna “Cerro Pier Giorgio” che il missionario esploratore biellese intitolò a Pier Giorgio Frassati.

Domenica 17 agosto, h. 15.00, Basilica Antica
Riflessione e preghiera dedicata a Pier Giorgio Frassati.
S.E. Mons. Massimo Giustetti, Vescovo emerito di Biella, guiderà un momento di riflessione nella Basilica Antica

Sabato 23 agosto, h. 20.45, Sala Convegni
“SE NON AVESSI L’AMORE”
Proiezione del film dedicato a Pier Giorgio Frassati (1991, produzione RAI, Diretto da L. Castellani). E’ stato invitato l’attore principale.

Domenica 24 agosto, h. 20.30, Sala Convegni
“VERSO L’ALTO”
Spettacolo teatrale dedicato alla vita di Pier Giorgio Frassati a cura della compagnia francese Verso l’alto.

Sabato 30 agosto, h. 20.45, sala convegni
“UN INEDITO PIER GIORGIO: LA FAMIGLIA, LE AMICIZIE, GLI STUDI E I VIAGGI DEL GIOVANE BEATO TORINESE”
Presentazione a cura di Elisabetta De Biasio, E' stato invitato il rev. Can. Angelo Bessone

Domenica 7 Settembre, h 17.00, Sala Convegni
“UN ARRIVEDERCI A PIER GIORGIO”
Ensemble Gottlieb dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI.
In occasione del concerto finale della rassegna “Musica sul Lago”, un saluto finale al Beato Piergiorgio con D. Milozzi flauto; F. Pomarico e T. Vicentini Oboe;, E. M. Baroni e Franco da Ronco Clarinetti; C. Taglietti e M. Tosello Corni; A. Corsi e C. Crevena Fagotti.
(entrata a pagamento)

DAL 18 AGOSTO
FINO AL 5 SETTEMBRE
H. 20.45
IN BASILICA ANTICA

Tutte le sere, da lunedì a venerdì, preghiera animata a turno dalle parrocchie del biellese

"...Il giorno 27 salirò ad Oropa ed ai piedi della Vergine Bruna pregherò per te, benché poco valgono le mie preghiere e poi appena a Torino ti manderò un ricordo che dovrà spero sempre legarci in un vincolo non materiale".

(da una lettera di Piergiorgio a Marco Beltramo, Pollone, 23 ottobre 1924)

lunedì, luglio 28, 2008

Il Papa parla del suo viaggio in Australia e saluta i Tipi Loschi!!!

Un gruppetto di Tipi Loschi si è recato, come tradizione, in pellegrinaggio in bicicletta a Roma partendo da San Benedetto del Tronto, e il Santo Padre ha pronunciato, durante l'Angelus di ieri, parole di saluto verso i nostri amici pellegrini ciclistici!


Il Santo Padre ha pure ricordato il nostro caro Pier Giorgio Frassati, come fa spesso e volentieri!

Qui sotto c'è il testo delle parole pronunciate in italiano all'Angelus, in rosso la menzione del nostro caro Pier Giorgio ed i saluti verso i Tipi Loschi!

Che bello!

Alle ore 12 di oggi il Santo Padre Benedetto XVI si affaccia al balcone del Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo e recita l’Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti.

Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:

  • PRIMA DELL’ANGELUS

  • Cari fratelli e sorelle! Sono rientrato lunedì scorso da Sydney, in Australia, sede della XXIII Giornata Mondiale della Gioventù. Ho ancora negli occhi e nel cuore questa straordinaria esperienza, nella quale mi è stato dato di incontrare il volto giovane della Chiesa: era come un mosaico multicolore, formato da ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte della terra, tutti riuniti dall’unica fede in Gesù Cristo. "Young pilgrims of the world – giovani pellegrini del mondo", così li chiamava la gente con una bella espressione che coglie l’essenziale di queste Giornate internazionali iniziate da Giovanni Paolo II. Questi incontri infatti formano le tappe di un grande pellegrinaggio attraverso il pianeta, per manifestare come la fede in Cristo ci renda tutti figli dell’unico Padre che è nei cieli e costruttori della civiltà dell’amore.
  • Caratteristica propria dell’incontro di Sydney è stata la presa di coscienza della centralità dello Spirito Santo, protagonista della vita della Chiesa e del cristiano. Il lungo cammino di preparazione nelle Chiese particolari aveva seguito come tema la promessa fatta da Cristo risorto agli Apostoli: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni" (At 1,8). Nei giorni 16, 17 e 18 luglio, nelle chiese di Sydney, i numerosi Vescovi presenti hanno esercitato il loro ministero, proponendo le catechesi nelle varie lingue: queste catechesi sono momenti di riflessione e di raccoglimento indispensabili perché l’evento non resti solo manifestazione esterna, ma lasci una traccia profonda nelle coscienze. La Veglia serale nel cuore della città, sotto la Croce del Sud, è stata una corale invocazione dello Spirito Santo; e infine, durante la grande Celebrazione eucaristica di domenica scorsa, ho amministrato il Sacramento della Confermazione a 24 giovani di vari continenti, di cui 14 australiani, invitando tutti i presenti a rinnovare le promesse battesimali. Così questa Giornata Mondiale si è trasformata in una nuova Pentecoste, dalla quale è ripartita la missione dei giovani, chiamati ad essere apostoli dei loro coetanei, come tanti santi e beati, ed in particolare il Beato Piergiorgio Frassati, le cui reliquie, collocate nella Cattedrale di Sydney, sono state venerate da un ininterrotto pellegrinaggio di giovani. Ogni ragazzo e ragazza è stato invitato a seguire il loro esempio, a condividere l’esperienza personale di Gesù, che cambia la vita dei suoi "amici" con la forza dello Spirito Santo, lo Spirito dell’amore di Dio.

    Voglio oggi ringraziare nuovamente i Vescovi dell’Australia, in particolare l’Arcivescovo di Sydney, Cardinal Pell, per il grande lavoro di preparazione e per la cordiale accoglienza che hanno riservato a me e a tutti gli altri pellegrini. Ringrazio le autorità civili australiane per la loro preziosa collaborazione. Un grazie speciale va a tutti coloro che, in ogni parte del mondo, hanno pregato per questo evento, assicurandone la buona riuscita. La Vergine Maria ricompensi ciascuno con le grazie più belle. A Maria affido anche il periodo di riposo che trascorrerò da domani a Bressanone, tra le montagne dell’Alto Adige. Rimaniamo uniti nella preghiera!

  • Dopo l'Angelus

    Saluto ora i pellegrini italiani. In particolare, saluto il folto gruppo dei partecipanti all’Assemblea Generale del Movimento dei Focolari e, mentre mi rallegro per l’elezione dei nuovi Responsabili, vi esorto tutti, cari fratelli e sorelle, a proseguire con gioia e coraggio nel solco dell’eredità spirituale di Chiara Lubich, raccolta nei vostri Statuti, incrementando sempre più i rapporti di comunione nelle famiglie, nelle comunità e in ogni ambito della società. Saluto e ringrazio i membri della Delegazione del Comune e della Parrocchia di Castel Gandolfo venuti, come ogni anno, a farmi visita in occasione della tradizionale "Sagra delle pesche". Saluto inoltre i fedeli della parrocchia di Santa Croce in Casagiove (Caserta), di San Giorgio in Molteno con Garbagnate Monastero (Arcidiocesi di Milano), come pure i giovani aderenti alla "Compagnia dei Tipi Loschi del Beato Pier Giorgio Frassati".

    Rivolgo infine un saluto a quanti si trovano nelle località di villeggiatura, augurando loro di trascorrere giorni sereni di proficua distensione fisica e spirituale. Non dimentico però quanti invece non possono beneficiare di un tempo di riposo e di vacanza: penso ai malati negli ospedali e nelle case di cura, ai carcerati, agli anziani, alle persone sole e a coloro che trascorrono l’estate nel caldo delle città. A ciascuno assicuro la mia affettuosa vicinanza e un ricordo nella preghiera. Buona domenica a tutti!

  • mercoledì, luglio 23, 2008

    Eluana Englaro - Crisafulli: durante i miei due anni in stato vegetativo sentivo di avere fame e sete

    Leggete con attenzione e voglia di diffonderlo questo articolo scritto da Salvatore Crisafulli, quell'uomo che si trovava in uno stato simile a quello di Eluana Englaro e che grazie all'affetto dei suoi cari è riemerso, e che oggi si scaglia con tutta la forza che ha contro la sentenza di morte emessa dalla Corte d'Appello di Milano.

    Da www.ilsussidiario.net.

    Per favore, vi preghiamo di diffonderla! Fa capire tutto! Eluana non è morta, non è un vegetale, sente tutto!


    La Sentenza di Morte emessa dal Tribunale di Milano nei confronti di Eluana Englaro è veramente agghiacciante, fa venire i brividi, cancellando definitivamente le nostre speranze e condannando duramente tutti i disabili gravissimi: mi chiedo cosa ne sanno i Tribunali e la Scienza Medica dello Stato Vegetativo? Di cosa si sono accertati? Esistono dei parametri e dei criteri validi per confermarne l'irreversibilità? Assolutamente no.
    Rimango scioccato dal duello che appare solamente tra il Signor Englaro e la Chiesa, e noi protagonisti direttamente coinvolti, nulla di tutto ciò.
    Staccare il sondino che porta l'alimentazione sarà una morte veramente atroce, la definirei alquanto orribile.
    La definizione di Stato Vegetativo permanente si riferisce invece a una prognosi sottoposta a gravi margini di errore. Non esistono tutt’oggi validi criteri per accertare l'irreversibilità del Coma e dello Stato Vegetativo.
    Prova schiacciante senza ombra di dubbio è la mia storia, quest'ultima confermata anche da Bob Schindler fratello di Terri Schiavo. Oggi ho quasi 43 anni, sono stato vittima di uno spaventoso incidente stradale (come Eluana Englaro Glaswos Coma scale di 3-4 grado) avvenuto a Catania l’11 settembre del 2003, riportando danni assonali diffusi che interessavano anche la ragione ponto-mesencefalica entrando in coma, successivamente trapassando lo stato vegetativo permanente. Ho vissuto nell'incubo per quasi due anni, incredibilmente nel 2005, mi risveglio e riesco a raccontare che io sentivo e capivo tutto.
    Durante il mio stato vegetativo io avvertivo e sentivo di avere fame e sete, non avvertivo solamente il sapore del cibo. Finalmente oggi riesco a sentire il sapore del cibo perché riesco ad essere nutrito dalla bocca (fino ad oggi sono portatore di PEG).
    Io sentivo ma nessuno mi capiva. Capivo cosa mi succedeva intorno, ma non potevo parlare, non riuscivo a muovere le gambe, le braccia e qualsiasi cosa volevo fare, ero imprigionato nel mio stesso corpo, proprio come lo sono oggi.
    Provavo con tutta la mia disperazione, con il pianto, con gli occhi, ma niente, i medici troncavano ogni speranza, per loro ero un “vegetale” e i miei movimenti oculari erano solo casuali, insomma non ero cosciente.
    Sentivo i medici dire che la mia morte era solo questione di tempo, e iniziavo ad aprire e chiudere gli occhi per attirare l'attenzione di chi mi stava attorno. I medici parlavano sempre di stato vegetativo permanente e irreversibile, lo ribadivano e lo scrivevano.
    Io riesco a comunicare tramite un computer, selezionando con gli occhi le lettere sullo schermo.
    Oggi a distanza di quasi 5 anni vivo da paralizzato, la mia patologia è quella che si chiama sindrome assimilabile alla Loked.in “uomo incatenato”. La mia storia la raccontai anche a Piergiorgio Welby, supplicandolo “inutilmente” di lottare per la vita.
    Dal mio letto di quasi resuscitato alla vita, voglio gridare a tutto il mondo il mio straziante e silenzioso urlo.
    Questa sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana Englaro è veramente una sentenza agghiacciante: se applicata, si inizia la nuova era dell'eutanasia con l'eliminazione di tutti i disabili gravissimi che aspettano e sperano anche nella scienza.
    Il mio è il pensiero semplice di chi ha sperimentato indicibili sofferenze fisiche e psicologiche, di chi è arrivato a sfiorare il baratro oltre la vita ma era ancora vivo, di chi è stato lungamente giudicato dalla scienza di mezza Europa un vegetale senza possibile ritorno tra gli uomini e invece sentiva irresistibile il desiderio di comunicare a tutti la propria voglia di vivere.
    Durante quegli interminabili due anni di prigionia nel mio corpo intubato e senza nervi, ero io il muto o eravate voi, uomini troppo sapienti e sani, i sordi? Ringrazio i miei cari che, soli contro tutti, non si sono mai stancati di tenere accesa la fiammella della comunicazione con questo mio corpo martoriato e con questo mio cuore affranto, ma soprattutto con questa mia anima rimasta leggera, intatta e vitale come me la diede Iddio.
    Ringrazio chi, anche durante la mia “vita vegetale”, mi parlava come uomo, mi confortava come amico, mi amava come figlio, come fratello, come padre.
    Dove sarebbe finita l’umana solidarietà se coloro che mi stavano attorno durante la mia sofferenza avessero tenuto d’occhio solo la spina da sfilare del respiratore meccanico, pronti a cedermi come trofeo di morte, col pretesto che alla mia vita non restava più dignità?
    La mia famiglia sfidava la scienza e la statistica dei grandi numeri svenandosi nel girovagare con me in camper per ospedali e ambulatori lontani. Urlando in Tv (Porta a porta e similari) minacce e improperi contro la generale indifferenza per il mio stato d’abbandono.
    Vi ricordate di quel piccolo neonato anencefalico di Torino, fatto nascere per dare inutilmente e anzitempo gli organi e poi morire? Vi ricordate che dalla sua fredda culla d’ospedale un giorno strinse il dito della sua mamma, mentre i medici quasi sprezzanti spacciavano quel gesto affettuoso per un riflesso meccanico da avvizzita foglia d’insalata?
    Cara Mamma, quando mi coprivi di baci e di preghiere, anch’io avrei voluto stringerti quella mano rugosa e tremante, ma non ce la facevo a muovermi, né a parlare, mi limitavo a regalarti lacrime anziché suoni. Erano lacrime disprezzate da celebri rianimatori e neurologi, grandi “esperti” di qualità di vita, ma era l’unico modo possibile di balbettare come un neonato il mio più autentico inno all’esistenza avuta in dono da te e da lui.
    Sì, la vita, quel dono originale, irripetibile e divino che non basta la legge o un camice bianco a togliercela, addirittura, chissà come, a fin di bene, con empietà travestita di finta dolcezza.
    Credetemi, la vita è degna d’essere vissuta sempre, anche da paralizzato, anche da intubato, anche da febbricitante e piagato.
    Signor Presidente della Repubblica, solo il suo intervento (ma con i fatti) potrà evitare ulteriori richieste di eutanasia, in alternativa ordini di chiudere tutti i reparti di rianimazione.

    (Salvatore Crisafulli)

    ECCO COSA ACCADE AL NORD....





    Il nostro carissimo Caio nella stagione estiva ha raggruppato i suoi figli e quelli dei suoi amici ed ha partecipato ad un torneo. Un'occasione, come dice lui, creata per far ritrovare l'amicizia tra persone che si conoscono da anni ma per varie vicissitudini non si incontrano più...

    Memore del legame che ha con la nostra compagnia ha chiamato la sua squadra TIPI LOSCHI DEL NORD.
    Ecco cosa ci ha scritto:

    Eccoti le foto della nostra grande squadra. Purtroppo,come già
    anticipato, abbiamo perso la finale per 2 a 0 ma comunque essendo arrivati
    secondi siamo felicissimi lo stesso.
    Per noi è stata comunque una grande vittoria e soprattutto abbiamo
    rispettato l’obiettivo che ci eravamo proposti: far ritrovare l’amicizia fra
    i nostri figli e approfondire l’amicizia fra genitori e figli.
    Ci siamo divertiti molto nonostante l’agonismo,poiché quando arrivi li…………….
    Alla fine di ogni partita festeggiavamo con una buona pizza e…………..
    Gli amici di Bergamo arrivavano a casa alle 2 del mattino e nonostante il
    sacrificio non sono mai mancati.
    Che bello…………………………..
    Ciao Caio un bacione a tutti.


    lunedì, luglio 21, 2008

    Pier Giorgio ad Oropa!

    Il nostro caro Pier Giorgio dopo il suo viaggio in Australia tornerà in Italia il 27 Luglio, e soggiornerà al Santuario di Oropa per tutto il mese di Agosto. Il Santuario è a pochi chilometri dalla sua casa di Pollone, e gli era così caro.
    Vi si recava a messa tutte le mattine, a cavallo del suo Parsifal o a piedi.

    Segnaliamo la presenza di Pier Giorgio a tutti gli amici che si trovassero da quelle parti, in Piemonte o nella vicina Val d'Aosta (tra l'altro segnaliamo che dalla valle di Gressoney c'è un sentiero che porta ad Oropa, e che questo sentiero è la via di un antico pellegrinaggio che tutt'oggi si svolge).

    Buona lettura - eccone una! Il nuovo libro di Paolo Gulisano sul Giovannino della Bassa


    Noi Tipi Loschi segnaliamo tutto ciò che di buono c'è in giro per il mondo.

    Ora che è estate un buon libro da leggere è un'ottima cosa.

    Recentemente abbiamo segnalato il volume di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro sul grande Giovannino Guareschi, edito da Piemme.

    Oggi segnaliamo il libro del nostro caro amico Paolo Gulisano che sforna libri come salsicce e gli vengono buoni per l'appunto come le già nominate carni insaccate di porco!


    Giovannino Guareschi è stato un grande scrittore italiano del Novecento, anche se a lungo sottovalutato e incompreso. Paolo Gulisano in queste pagine delinea un originale profi lo di Guareschi annoverandolo tra i migliori narratori cattolici, sulla scia di Manzoni. «La singolarità della grandezza di Giovannino sta nel fatto che la sua profonda sensibilità religiosa, perfi no la sua perfetta ortodossia, non venivano da studi di teologia, né da frequentazioni clericali, che non risulta abbia avuto e che anzi credo abbia accuratamente evitato. Tutto quel che sapeva, e che poi ha trasmesso, Guareschi l’ha respirato misteriosamente nella sua Bassa. Tutta la sua teologia è stata l’inginocchiarsi di fronte al quadretto miracoloso della “Madonna dei Prati” e lo stare in silenzio ad ascoltare un Crocifisso» (dalla prefazione di Michele Brambilla).

    XXIII GMG a Sydney: alcuni dei discorsi del Santo Padre

    venerdì, luglio 18, 2008

    Saranno beatificati i genitori di Santa Teresina.

    Una bella notizia: saranno beatificati il prossimo 19 ottobre nella cattedrale di Lisieux, Louis e Zélie Martin, i genitori di Santa Teresa del Bambino Gesù.

    Anticipammo della chiusura del processo qualche mese fa in un post su questo blog.

    Bella cosa.

    giovedì, luglio 17, 2008

    Il Papa in Australia - Primo incontro con i giovani, numerosissimi!


    Papa Benedetto, Uomo Vivo, ha già incontrato i giovani, proprio oggi.
    Erano tantissimi, se lo dicono i giornali laicisti vuol dire che sono ancora molti di più...
    E questo è un successo, visto che l'Australia non è solo uno dei continenti, ma è il più isolato dalle comunicazioni (non è solo lontano per gli europei, per tutti è decisamente una lunga passeggiata arrivare lì...).
    In tanti si muovono per ascoltare il Papa.

    Qui sotto la cronaca da Il Giornale di oggi.

    Sydney - Tra canti e danze aborigene, sfilate di bandiere e coretti, a Barangaroo è una grande festa per l’arrivo di Benedetto XVI giunto in mezzo ai giovani a bordo di un mega-battello. E' il primo abbraccio del Santo Padre alla Giornata Mondiale della Gioventù. E' il primo bagno di folla. Nel primo impegno ufficiale a Sydney, dopo tre giorni di completo relax nella residenza privata dell’Opus Dei, a Kenthurst, e il benvenuto ufficiale da parte del primo ministro Kevin Rudd e del governatore generale Michael Jeffrey, il Santo Padre torna a parlare di vita da difendere, diritto di ogni uomo.

    La questione aborigena Riconosce le ingiustizie subite dagli aborigeni e apprezza il gesto coraggioso del governo australiano nel chiedere scusa. E indica l’Australia come un modello da seguire "in tutto il mondo" per "quei popoli che anelano a vedere affermati i loro diritti". Il Papa entra nel cuore del tema che fa da sfondo alla sua prima visita in terra australe ringraziando "la coraggiosa decisione del Governo australiano di riconoscere le ingiustizie commesse nel passato contro i popoli indigeni": "Si stanno ora facendo passi concreti al fine di raggiungere una riconciliazione basata sul rispetto reciproco". Il Santo Padre porta l'Australia come "esempio di riconciliazione" capace di "offrire speranza in tutto il mondo a quei popoli che anelano a vedere affermati i loro diritti e riconosciuto e promosso il loro contributo alla società".

    La centralità nei giovani Il Pontefice spiega le ragioni del suo viaggio, l’abbraccio con i giovani, che rappresentano la speranza dell’umanità: "Il mondo ha più che mai bisogno di giovani santi". "I giovani oggi sono di fronte ad un’impressionante varietà di scelte di vita - sottolinea - talvolta è arduo sapere come meglio incanalare il loro idealismo e la loro energia". Per questo la Giornata Mondiale della Gioventù rappresenta "l’opportunità di ritrovarsi insieme per approfondire la propria fede in Cristo". I giovani "sono desiderosi di prendere parte a un evento che pone in evidenza i grandi ideali che li ispirano - aggiunge Benedetto XVI - e tornano alle loro case colmi di speranza, rinnovati nella decisione di costruire un mondo migliore e condividere un’esperienza gioiosa di comunione nella sua Chiesa".

    La protezione dell'ambiente Ad affiancare la questione aborigena, il Papa inserisce il tema della protezione dell’ambiente, ed esorta a "esercitare un’amministrazione responsabile dei beni della terra"."Le meraviglie della creazione di Dio - ha detto - ci ricordano la necessità di proteggere l’ambiente ed esercitare un’amministrazione responsabile dei beni della terra. A questo riguardo, noto che l’Australia si sta seriamente impegnando per affrontare la propria responsabilità nel prendersi cura dell’ambiente naturale". "Erosione, deforestazione, sperpero delle risorse minerali e marine per alimentare un insaziabile consumismo" feriscono la terra e a volte la trasformano in una "minaccia" per l’uomo. La denuncia del santo Padre passa soprattutto per "le ferite" che segnano la superficie della terra: l’erosione, la deforestazione, lo sperpero delle risorse minerali e marine per alimentare un insaziabile consumismo. "Alcuni di voi - osserva davanti ai ragazzi provenienti dai cinque continenti - giungono da isole-Stato, la cui esistenza stessa è minacciata dall’aumento dei livelli delle acque; altri da Nazioni che soffrono gli effetti di siccità devastanti. La meravigliosa creazione di Dio viene talvolta sperimentata come una realtà quasi ostile per i suoi custodi, persino come qualcosa di pericoloso". "Come può - si chiede il Papa - ciò che è buono apparire così minaccioso?".

    La società che eclissa Dio "Quando Dio viene eclissato, la nostra capacità di riconoscere l’ordine naturale, lo scopo e il ’benè comincia a svanire. Ciò che ostentatamente è stato promosso come umana ingegnosità si è ben presto manifestato come follia, avidità e sfruttamento egoistico". La fede e la religione non possono essere solamente un fatto privato. E il Papa lo ricorda con forza ricordando quanto sia difficile "il compito di testimone": "Vi sono molti i quali pretendono che Dio debba essere lasciato ai margini e che la religione e la fede, opportune per gli individui, debbano essere o escluse dalla vita pubblica o utilizzate solo per perseguire limitati scopi pragmatici. Questa visione secolarizzata - prosegue Benedetto XVI - tenta di spiegare la vita umana e di plasmare la società con pochi riferimenti o con nessun riferimento al Creatore. Si presenta come una forza neutrale, imparziale e rispettosa di ciascuno. In realtà, come ogni ideologia, il secolarismo impone una visione globale". In tal senso, "se Dio è irrilevante nella vita pubblica, allora la società potrà essere plasmata secondo un’immagine priva di Dio, e il dibattito e la politica riguardanti il bene comune saranno condotti più alla luce delle conseguenze che dei principi radicati nella verità. Tuttavia - conclude il Papa - l’esperienza mostra che il discostarsi dal disegno di Dio creatore provoca un disordine che ha inevitabili ripercussioni sul resto del creato".

    La difesa della donna Come spiegarsi, chiede il Papa, "la violenza domestica" contro madri e bambini? "Come può essere che lo spazio umano più bello e più sacro, il grembo materno, sia diventato luogo di violenza indicibile?". "Senza una profonda riflessione sull’innata dignità di ogni vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, una dignità conferita da Dio stesso e perciò inviolabile", dice il Papa, non si comprendono le preoccupazioni per non violenza, sviluppo sostenibile, giustizia e pace, cura ambiente". Benedetto XVI si chiede quale posto le "nostre società" diano a "ai poveri, ai vecchi, agli immigrati, ai privi di voce". "Il nostro mondo - ha aggiunto - si è stancato dell’avidità, dello sfruttamento e della divisione, del tedio di falsi idoli e di risposte ipocrite, e della pena delle false promesse: il nostro cuore e la nostra mente anelano a una visione della vita dove regni l’amore, dove i doni siano condivisi, dove si edifichi l’unità, dove la libertà trovi il proprio significato di verità e dove l’identità sia trovata in comunione rispettosa".

    Il bagno di folla Quando il Papa è arrivato a Barangaroo è stato accolto da 140mila giovani nella sola area della baia. Secondo i dati diffusi dall’organizzazione, in tutta la città di Sydney sono 500mila i papaboys per la festa di accoglienza del Pontefice, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù. Dopo essere sceso dalla grande imbarcazione che lo ho condotto da Rose Bay in un tour delle baie di Sydney, Benedetto XVI è salito sulla papamobile che ha attraversato, tra due ali di folla, tutta la banchina. Secondo l’organizzazione l’area può contenere 143mila persone, ma molti pellegrini sono dislocati in tutta la città e in tutto si stimano circa 500mila papaboys. Appena sceso dalla papamobile, Ratzinger è stato salutato da una guardia d’onore di un gruppo di 43 aborigeni. Il rito richiama una simbologia secondo la quale gli aborigeni sono i custodi della zona, accolgono l’ospite e lo consegnano ai giovani.

    martedì, luglio 15, 2008

    L'ha detto Pier Giorgio - 11

    "Carissimo Mario,

    vorrei essere al tuo posto per vedere ogni tanto il Santo Padre, tu sai come io ami il Papa, vorrei fare qualche cosa per lui ma non potendo prego ogni giorno, affinché Gesù gli dia tante consolazioni e benedizioni.

    Evviva il Papa, evviva".

    Pier Giorgio Frassati

    (Lettera a Mario Bergonzi, Aprile 1922)

    Eluana Englaro - Gli aggiornamenti su http://uomovivo.blogspot.com

    Vi invitiamo a consultare il blog della Società Chestertoniana Italiana, cui diversi di noi Tipi Loschi aderiscono e comunque simpatizzano, per tutti gli aggiornamenti sulla questione di Eluana Englaro.

    Ci sono moltissimi nuovi post che vi invitiamo a leggere e a diffondere, compreso quello dell'adesione alla campagna di Giuliano Ferrara e alla raccolta di firme per Eluana.

    http://uomovivo.blogspot.com

    Eluana Englaro - La presa di posizione dell'amico Paolo Gulisano, presidente del CAV di Lecco.

    Ottobre 2007: il Parlamento cancella definitivamente la pena di morte dal sistema giuridico italiano. Luglio 2008: i Giudici della Repubblica pronunciano la prima condanna a morte.
    La Corte d’Appello di Milano, sulla scia della pronuncia della Cassazione di alcuni mesi fa, ha statuito: Eluana Englaro può essere uccisa. Una morte terribile: di fame e di sete.
    Il paradosso è che chi vuole la sua morte si aggrappa ad una frase che ancora adolescente avrebbe pronunciato dopo la visita ad un amico in coma dopo un incidente, per cui avrebbe preferito morire piuttosto che rimanere attaccato ad un tubo.
    Un’ argomentazione espressa emotivamente può costituire il fondamento di una condanna a morte? Crediamo di no. Risalire alle visioni del mondo del paziente, che nessuno può dire ancora attuali, significa definitivamente di non tenere conto della reale volontà del malato, che, per essere libera, deve essere attuale, circostanziata e contestualizzata. E’ umanamente drammatico e sbagliato retrodatarla perché si finisce, come detto, per farsi strumento di un arbitrio, in base ad una presunta volontà altrui.
    Questa sentenza è un passo decisivo verso la possibilità di uccidere delle persone.
    Tante sono infatti le persone nelle condizioni di Eluana, che non sono autosufficienti, che non sono in grado di provvedere a se stesse, di alimentarsi autonomamente, di avere una vita di relazione. Tutte “vite inutili”, da eliminare in nome di un falso pietismo?
    Davanti a questa decisione, davanti al caso Englaro occorre reagire con consapevolezza e con decisione, con razionalità laica. Bisogna guardarsi dal fane unicamente un problema “etico”, perché in tal caso è pronta la replica dei sostenitori dell’eutanasia: la morale cattolica va bene per i cattolici, per i non credenti valgono altri codici etici. Nulla di più errato: per tutti gli esseri umani vale la stessa legge naturale, identica per tutte le culture e le fedi: non uccidere. Per questo l’impegno a favore della vita di Eluana Englaro non è una “crociata”, come paventa anche qualche voce del mondo cattolico, ma un impegno laico a salvaguardia dei principi di umanità e di civile convivenza.
    E’ civiltà, è umanità infatti la decisione dei giudici che hanno stabilito che una donna adulta, che non è in stato terminale, non deve più essere nutrita e curata, ma deve essere lasciata morire?
    Questi giudici hanno deciso di discriminare espressamente una categoria di malati: quelli che non possono guarire, che mancano di “coscienza e percezione del mondo esterno”.
    D’ora in poi, verso questi malati, la domanda non sarà più: come curarli e assisterli al meglio? Ma piuttosto: quando e come ucciderli?
    Diranno: la legge sul testamento biologico darebbe garanzia sulla effettiva volontà del malato di morire. Ipocrisia evidente: sarà solo il pezzo di carta che costituirà il nulla osta alle decisioni altrui, con altri che si arrogheranno il diritto di interpretare la volontà di chi l’ha firmato – magari niente affatto libero e niente affatto consapevole – e di decidere il se e il quando …
    Se Eluana fosse lasciata morire, vorrebbe dire che anche per l’Italia è arrivata l’ora dell’eutanasia: ci auguriamo che non sia così.

    Paolo Gulisano, presidente Centro Aiuto alla Vita di Lecco

    ZENIT - IL BEATO FRASSATI PARLA AI GIOVANI DI OGGI

    Dall'Agenzia Zenit, che ringraziamo.

    Il Vescovo Fisher riflette su uno dei patroni della GMG


    SYDNEY, venerdì, 11 luglio 2008 (ZENIT.org).- Il beato Pier Giorgio Frassati, che ha vissuto nella carità e nella generosità un secolo fa, toccherà la vita di una nuova generazione, ha affermato il coordinatore della Giornata Mondiale della Gioventù.
    Il Vescovo ausiliare di Sydney, Anthony Fisher, lo ha dichiarato il 4 luglio nella chiesa di San Benedetto in occasione della festa del beato alla presenza delle sue reliquie. Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney, ha presieduto la celebrazione eucaristica.
    Il corpo del beato, uno dei 10 patroni della Giornata Mondiale della Gioventù, è stato trasferito da Torino a Sydney per la GMG. Le reliquie non avevano lasciato la città piemontese dalla morte di Frassati, nel 1925.
    Il corpo, trovato incorrotto 60 anni dopo la sua sepoltura, verrà venerato nella cattedrale di St. Mary il 22 luglio.
    “Pier Giorgio ha compiuto in poco tempo straordinari progressi nella fede, nella speranza e nella carità”, ha affermato il Vescovo Fisher.
    Il presule ha ricordato che quando Papa Giovanni Paolo II ha beatificato Frassati nel 1990 lo ha definito “l’uomo del nostro secolo, l’uomo moderno, l’uomo che ha tanto amato”.
    “Le fotografie nella nostra chiesa mostrano un giovane bello e robusto con occhi penetranti e un sorriso contagioso”, ha continuato il Vescovo. “Pieno di gioia e di energia, pieno di Dio e con la passione di condividerLo con gli altri: di fronte a questo, la sua morte all'età di 24 anni è stata una tragica perdita”.
    “Eppure siamo qui, dall'altro lato del mondo, a celebrarlo a causa di ciò che ancora ci dice. Per ora vive da 107 anni”.
    Santità e divertimento
    Il Vescovo Fisher ha anche raccontato come sia arrivato a conoscere il beato. “L'ho incontrato per la prima volta nei poster delle cappellanie universitarie dell'Australia”.
    “I giovani erano attirati dal modo in cui faceva apostolato anche andando a cavallo e scalando montagne, andando alle feste o giocando in piscina. Le ragazze sembravano attratte dal suo aspetto e dal suo carattere”.
    “I giovani cattolici amavano l'idea che si potesse essere santi anche da giovani, e che si potesse unire la passione per Dio e il servizio agli altri al normale desiderio di divertimento di un giovane. Sentivo di doverlo conoscere meglio”.
    Il Vescovo ha raccontato brevemente la storia del santo, nato nel 1901 in una famiglia agiata di Torino. Il padre era agnostico, la madre cattolica, anche se “non incline al livello di devozione o di carità [del figlio]”, ha detto il Vescovo Fisher.
    “Dispiace che i suoi genitori non comprendessero la sua pietà e avessero un matrimonio difficile”, ha detto il Vescovo. “Come molti giovani oggi, doveva trovare dentro di sé quei doni dello Spirito Santo che lo avrebbero portato alla maturità”.
    “Diede il denaro ricevuto per la laurea ai poveri”, ha continuato il Vescovo Fisher. “Quando i suoi amici gli chiedevano perché viaggiasse in terza classe sui treni replicava con un sorriso 'Perché non c'è la quarta classe'”. Dava ai poveri anche i suoi titoli di viaggio.
    Rarità
    Il Vescovo australiano ha raccontato che padre Martin Stanislaus Gillet – futura guida dell'Ordine Domenicano – incontrò Frassati quando questi era uno studente universitario. Il domenicano disse che il giovane lo aveva colpito “con il suo fascino particolare. Sembrava irradiare una forza d'attrazione […]. Tutto in lui brillava di gioia, perché derivava dalla sua splendida natura il fatto di sbocciare alla luce di Dio”.
    “Padre Gillet pensò che Pier Giorgio fosse raro tra gli universitari nel suo anelito per il temperamento sovrannaturale e vero di un apostolo. [... Pronto] a pensare, sentire, amare, essere generoso, con tutto l'impeto e le risorse della natura e della grazia”, ha detto il Vescovo Fisher.
    “Forse dopo la Giornata Mondiale della Gioventù questo non sarà così raro tra i nostri universitari”, ha aggiunto.

    Frassati è morto il 4 luglio 1925, sei giorni dopo aver contratto la poliomielite da uno dei malati che assisteva.
    Il Vescovo ausiliare di Sydney ha detto che al suo funerale erano presenti tutte le persone più importanti di Torino, “ma con loro sorpresa, quando sono uscite dalla chiesa, le strade erano piene non di persone dell'élite, ma dei poveri e dei bisognosi che egli aveva servito nella sua breve vita”.
    “I poveri rimasero allo stesso modo sorpresi di vedere che era di una famiglia ricca”, ha detto il Vescovo. “Sono stati loro a chiedere all'Arcivescovo di Torino di avviare il suo processo di canonizzazione”.
    “Ora parla a una nuova generazione”, ha concluso il presule, “e onora la nostra Giornata Mondiale della Gioventù con il suo patronato e la sua testimonianza”.

    Andrea Tornielli, inviato de Il Giornale, parla di GMG e Frassati - da Il Giornale di oggi 15 Luglio 2008

    Tra i giovani pellegrini giunti in Australia per la 23° Giornata mondiale della gioventù ce n’è uno che non lasciava Torino dal 1925, l’anno della sua morte: è il beato Pier Giorgio Frassati, le cui spoglie sono state portate qui dall’Italia e sistemate nella cattedrale di Sydney.
    I giovani pellegrini arrivano a frotte ed entrano nella grande chiesa in stile gotico. Quasi tutti s’inginocchiano per qualche momento davanti alla semplice bara in legno chiaro, esposta accanto all’uscita, che contiene il corpo di Frassati, morto precocemente all’età di 24 anni, beatificato da Papa Wojtyla nel 1990, «esempio eroico» di studente universitario che si è dedicato ai malati e ai bisognosi: un giorno regalò le sue scarpe a un ragazzo scalzo che aveva bussato alla sua porta, un’altra tornò a casa correndo perché aveva donato il suo biglietto del treno. A troncare la sua giovane esistenza fu una grave poliomielite contratta dai malati che assisteva.
    Ora i ragazzi di tutto il mondo guardano a lui e al suo esempio. Hanno gli zainetti rossi e gialli d’ordinanza, spesso sventolano bandiere del loro Paese d’origine: coreani, cinesi (ma di Hong Kong), statunitensi, sudamericani e molti, molti italiani, come un nutrito gruppo di neocatecumenali di Padova, che dopo aver letto il Vangelo dell’Annunciazione e aver visitato la chiesa, ha cantato sul piazzale antistante (...).

    Padre Thomas Rosìca - Frassati, splendida figura, modello di santità ai giovani d'oggi.

    Radio Vaticana ha intervistato padre Thomas Rosìca, responsabile della GMG del 2002 a Toronto, che tra le altre cose ha parlato di Pier Giorgio:

    D. – Questa Giornata 2008 di Sydney presenta 10 modelli di santità. Lei terrà una veglia di preghiera per Giorgio Frassati. Quale modello presenta ai giovani che arrivano a Sydney Giorgio Frassati?

    R. – Prima di tutto, beata l’Italia per aver dato alla Chiesa un modello come Pier Giorgio Frassati, che già è stato modello patrono della nostra Giornata mondiale in Canada. Adesso in Canada, per esempio, ci sono 7 case Frassati, attraverso tutto il Paese, da Vancouver fino a Montreal, di giovani adulti che vivono insieme in comunità. Frassati è un modello magnifico per la GMG e per i giovani oggi, perché è uno che ha affrontato tutti i problemi che noi affrontiamo oggi: la divisione in famiglia, la lotta per presentare e vivere il Vangelo. La sua devozione, la sua pietà, il suo amore per la giustizia sociale, la sua adorazione al Santissimo... E’ morto molto giovane e non è stato né religioso né sacerdote, ha preferito essere laico. Credo che la sua figura stupenda, splendida offra un modello di santità ai giovani di oggi.

    lunedì, luglio 14, 2008

    Eluana Englaro - Nessuno muoia di sete per necrofila secolarista - Acqua per Eluana Englaro


    Da Il Foglio di oggi 14 luglio 2008.
    Giuliano Ferrara lancia un nuovo sasso nello stagno e noi con lui.

    Nessuno muoia di sete per necrofila secolarista
    Acqua per Eluana Englaro


    Da oggi sul sagrato del Duomo di Milano è decente ed è umano che vengano deposte bottiglie d’acqua. Non c’è da discutere, c’è solo da protestare la compassione

    Acqua per Eluana Englaro. Da oggi, dai prossimi giorni sul sagrato del Duomo di Milano è decente ed è umano che vengano deposte bottiglie d’acqua. Non c’è da discutere, c’è solo da protestare la compassione. C’è solo da protestare. C’è solo da esercitare la libertà di contraddire calpestando quel simbolo di ragione che è la piazza sotto l’ombra di quel simbolo di fede che è la Cattedrale.

    Piazza Duomo è un luogo elettivo della religione e del civismo. E’ il posto giusto. E’ il posto giusto per riunirsi intorno al pozzo della Samaritana, e alla sua acqua. A qualche chilometro da lì, a Lecco sul bordo del lago manzoniano, una donna viva sta per essere assetata e affamata dal nostro io collettivo, timoroso della morte e spregiatore della vita umana, dalla scienza impudente e dalla famiglia senza speranza. Non c’è da capire se la fede cristiana sia in grado di salvare senza o perfino contro gli imperativi dell’etica classica e borghese: c’è da agire. C’è da agire su di una piazza, su un sagrato, silenziosamente e solidalmente, secondo la vocazione laica dei cattolici e la cultura cristiana dei laici. Questo è l’etica: discernere il bene dal male (aguzzando la vista) e sforzarsi di fare il bene (attraverso l’ineluttabilità del peccato). Non con la curiosità di Eva e l’autorizzazione biblica di Adamo, beninteso, ma secondo la ragione e la parola, secondo il Logos che per i cristiani è una incarnazione personale, un fatto. Non fare agli altri quanto non vuoi sia fatto a te: dunque, non assetare. Fa’ agli altri quanto vorresti fosse fatto a te: dunque, da’ da bere agli assetati.

    Molti nel mondo hanno sete e rischiano di morire. Ma nessuno come Eluana Englaro. Nessuno per sentenza di un giudice. Nessuno per evoluzione della cultura. Nessuno per disperata decisione paterna. Nessuno nel muto nome di una sua volontà precedente. Nessuno come campione umano per la statuizione di una legge di testamento cosiddetto biologico o di eutanasia. Nessuno come cavia ideologica di un passo ulteriore nella via della scristianizzazione radicale del mondo. Nessuno ha sete per un banale incidente filosofico divenuto religione civile universale, la religione della buona morte, la morte buona, capace secondo i modernisti di conferire dignità alla persona che la riceve nel suo letto o autonomia e libertà a chi la dà nel suo grembo. Nessuno nel mondo muore di sete per vanità e necrofilia secolarista. A Eluana Englaro, come avvenne per Terry Schiavo, potrebbe succedere.

    Beniamino Andreatta è vissuto nove anni in un letto d’ospedale, a Bologna, chiuso ai contatti diretti e comprensibili con il resto del mondo ma non all’amore della sua famiglia e dei suoi amici. Quando si recò in città, il Capo dello Stato lo andò a trovare. Andò a trovare qualcuno. Non una tomba o una cosa, di cui si possa disporre. C’era un corpo caldo, che di lì a qualche giorno diventò freddo, poiché Andreatta poi morì. Giorgio Napolitano, che si fece venire dubbi clamorosi all’epoca dell’appello di Piergiorgio Welby in nome del diritto di morire, potrebbe farsi venire un dubbio anche questa volta. Di segno contrario. In nome del diritto di vivere. Potrebbe recarsi sul sagrato del Duomo e deporre anche lui una bottiglia d’acqua. Potrebbe invocare una moratoria contro una pena di morte legale, comminata a una sorella delle suore Misericordine con le cautele della tortura umanitaria, affinché le mucose non si secchino e il disagio della disidratazione sia limitato.

    Il Papa in Australia - Una parte del messaggio inviato ai giovani per la Giornata.

    “Molti giovani oggi mancano di speranza. Rimangono perplessi di fronte alle domande che si presentano loro in modo sempre più incalzante in un mondo che li confonde, e sono spesso incerti verso dove rivolgersi per trovare risposte. Vedono la povertà e l’ingiustizia e desiderano trovare soluzioni. Sono sfidati dagli argomenti di coloro che negano l’esistenza di Dio e si domandano come rispondervi. Vedono i grandi danni recati all’ambiente naturale dall’avidità umana e lottano per trovare modi per vivere in maggiore armonia con la natura e con gli altri. Dove possiamo cercare risposte? Lo Spirito ci orienta verso la via che conduce alla vita, all’amore e alla verità. Lo Spirito ci orienta verso Gesù Cristo. Vi è un detto attribuito a Sant’Agostino: “Se vuoi rimanere giovane, cerca Cristo”. In lui troviamo le risposte che cerchiamo, troviamo le mete per le quali vale veramente la pena di vivere, troviamo la forza per continuare il cammino con cui far nascere un mondo migliore”.

    Pier Giorgio in Australia - la messa in suo onore celebrata dal card. George Pell.

    Il video della messa in onore di Pier Giorgio celebrata dal card. George Pell il 4 Luglio a Sydney.

    Pier Giorgio in Australia - altri particolari sul suo viaggio.

    Sydney, 10 lug. (Apcom) - Le spoglie di Pier Giorgio Frassati, beato torinese il cui corpo è stato trasportato a Sydney in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù che aprirà i battenti il 15 luglio, sono arrivate oggi nella Cattedrale della città, St. Mary's Cathedral. Giunto da Torino il 2 luglio, il corpo - chiuso in una semplice bara di legno con il suo motto 'Verso l'alto' - è rimasto per qualche giorno a St. Benedict Church. "Sono passati migliaia di fedeli - racconta Annabel, volontaria australiana - molti piangono, pregano, restano per ore a venerare questo beato italiano".
    Il parroco della chiesa di St. Benedict, lungo Broadway Sreet, padre John, è emozionato. "E' stata una grande benedizione per questa parrocchia, per Sydney e per l'Australia intera - dice - ed è molto impressionante vedere la forte venerazione di tanta gente. In questi giorni abbiamo parlato di questo beato italiano e solamente in pochi, qui a Sydney, conoscevano Frassati. Ora sta diventando 'famoso'".
    Questa mattina (il 10, ndr) il corpo del beato morto all'età di 24 anni di poliomelite, è stato trasferito nella Cattedrale di Sydney, dove verrà ospitato il Papa e dove sabato mattina il Pontefice benedirà il nuovo altare. "Crediamo che in quell'occasione potrà venerare anche la salma di Pier Giorgio Frassati - confessa il parroco della cattedrale, padre Michael de Stoop - mi meraviglerei se non lo facesse".
    La sera del 14 luglio, vigilia dell'apertura del mega-raduno che ospiterà a Sydney 300mila pellegrini, duemila universitari canadesi si riuniranno attorno a Pier Giorgio per una veglia animata da padre Thomas Rosica, responsabile della Gmg di Toronto del 2002 e tra i 'fan' del beato torinese. Le spoglie di Frassati torneranno in Italia il 27 luglio.

    Pier Giorgio in Australia - ecco cosa dice uno degli organizzatori.

    Sydney, 9 lug. (Apcom) - Il corpo di Pier Giorgio Frassati, il giovane beato torinese morto all'età di 24 anni, potrebbe essere venerato e benedetto dal Papa, durante la sua visita a Sydney, la prossima settimana, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù. È la speranza espressa da Paul Elarde, coordinatore della pastorale per la Gmg e per il beato Frassati. "E' la prima volta che il corpo lascia l'Italia e farlo arrivare qua a Sydney non è stato un lavoro facile - dice ad Apcom -. La salma è conservata in una struttura di zinco e poi in una di legno e i familiari ci hanno chiesto di non scoprirlo. Noi rispettiamo questa decisione, perchè non si tratta solo di un corpo...".
    Paul racconta che "la salma è stata riesumata dal duomo di Torino" ed è arrivata in Australia "con un volo speciale, dove però hanno viaggiato anche dei passeggeri, tra i quali alcuni sacerdoti. Poi è stato trasportato alla Chiesa di St. Benedict, a Sydney, dove il corpo di Pier Giorgio è stato venerato da centinaia di persone. L'abbiamo scelto come patrono della Gmg perchè è un esempio per i giovani, che ben si possono confrontare con una persona come lui: atletica, bella, giovane, sportiva".
    Il 2 luglio c'è stata una grande messa di accoglienza, presieduta dal cardinale George Pell, arcivescovo di Sydney, da monsignor Anthony Fisher, vescovo ausiliare, e da una ventina di sacerdoti, alla presenza di quasi 500 persone. "E' stata una celebrazione molto emozionante", prosegue Paul, che per mesi si è occupato dell'organizzazione e del trasporto del corpo di Frassati.
    Domani (il giorno 10, ndr) il corpo verrà trasferito nella St. Mary's Cathedral, proprio dove il Papa risiederà per alcuni giorni, durante la sua permanenza a Sydney. "Il corpo verrà sistemato nella navata laterale sinistra - spiega - accanto all'altare principale. Intorno verrà allestita una mostra con alcuni pannelli esplicativi della vita del beato torinese, accompagnati da foto e scritte. Speriamo che il Papa possa venerare la salma di Frassati, ma ancora non sappiamo niente di definitivo. Ce lo auguriamo...".

    Il Papa è arrivato in Australia ed ha raggiunto Pier Giorgio Frassati.



















    Il Santo Padre è da poco arrivato in Australia e noi cercheremo di seguirlo in questi giorni della Giornata Mondiale dei Giovani.

    Intanto sull'aereo che lo portava da quelle parti il Papa ha nuovamente toccato, a domanda dei giornalisti al seguito, il tema degli abusi sessuali del clero. Essere preti è incompatibile con gli abusi sessuali, ha detto il Papa.

    Poi ha toccato il tema dell'ultimo G8, prima del quale il Papa aveva fatto un suo appello. Ha esortato, stavolta, politici e tecnici a raccogliere la sfida ecologica, anticipando che l'ecologia sarà un tema del viaggio.

    Dobbiamo dire pure con un certo entusiasmo che il Papa ha raggiunto il nostro Pier Giorgio. Nei prossimi giorni con ogni probabilità ne venererà la salma. In queste foto, prese dal sito www.korazym.org, potete vedere la bara di Pier Giorgio nella cappella appositamente predisposta per lui all'interno della Cattedrale di St. Mary a Sydney, e la mostra su Pier Giorgio che i giovani visiteranno.

    E’ un grande piacere accogliere con fede il corpo di Pier Giorgio”, spiega Paul Elarde, fondatore di numerosi gruppi australiani dedicati al beato, che ha fortemente voluto che il corpo fosse a Sydney, vincendo anche le rigide imposizioni burocratiche dell’Australia. “Abbiamo conosciuto la figura di Pier Giorgio Frassati durante la GMG di Parigi – continua Elarde -, e da allora coltiviamo una grande devozione per lui. Pensiamo veramente che possa essere un esempio importante per tanti giovani”.

    Entusiasta anche la rappresentante del governo australiano, presente alle tante cerimonie prima dell’arrivo in cattedrale. “Abbiamo sempre sentito un grande odore di rose, che ci avvolgeva – ha dichiarato - Sembrava quasi una fragranza di santità”.

    Non mancano le curiosità, raccontate da Paul Elarde. “Un giovane di 28 anni è venuto a vedere il corpo e mi ha detto: ‘Sembra un santo australiano’. Quando io gli ho detto che era italiano, lui mi ha risposto: ‘E’ vero, ma lo sentiamo nostro perché incarna in pieno il nostro spirito: scherzava tanto, e poi gli piaceva la birra e lo sport’”.

    lunedì, luglio 07, 2008

    Immagini dal Santa Caterina's Day

    video

    Papa Benedetto parla di GMG ed ai cosiddetti Grandi del G8.

    Il Papa ieri ha parlato della Giornata Mondiale dei Giovani di Sydney, e ha parlato chiarissimo a proposito del G8. Leggete (e meno male che c'è questo grande Papa):

    Cari fratelli e sorelle,

    vorrei innanzitutto rivolgere un affettuoso e grato saluto alle autorità e all’intera comunità civile ed ecclesiale di Castel Gandolfo, che mi riservano sempre, durante il mio soggiorno, una cordiale e premurosa accoglienza. Il mio pensiero va poi già all’Australia dove, a Dio piacendo, mi recherò sabato prossimo, 12 luglio. A Sydney, infatti, nel sud-est di quel Paese avrà luogo la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù. Nei mesi scorsi la "Croce dei giovani" ha attraversato tutta l’Oceania, e a Sydney ancora una volta sarà testimone silenziosa del patto di alleanza tra il Signore Gesù Cristo e le nuove generazioni. Il 15 luglio è prevista la festa di accoglienza dei giovani, sabato 19 ci sarà la grande veglia e domenica 20 la Celebrazione eucaristica, momento culminante e conclusivo dell’evento. La Conferenza Episcopale Australiana ha predisposto con cura ogni cosa, validamente sostenuta dalla collaborazione delle autorità civili. I primi gruppi di ragazzi e ragazze stanno ormai partendo dagli altri continenti diretti in Australia. Invito tutta la Chiesa a sentirsi partecipe di questa nuova tappa del grande pellegrinaggio giovanile attraverso il mondo, iniziato nel 1985 dal Servo di Dio Giovanni Paolo II.

    La prossima Giornata Mondiale della Gioventù si preannuncia come una rinnovata Pentecoste: in effetti, già da un anno le comunità cristiane si preparano seguendo la traccia che ho indicato nel Messaggio sul tema "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni" (At 1,8). E’ la promessa che Gesù fece ai suoi discepoli dopo la risurrezione, e che rimane sempre valida e attuale nella Chiesa: lo Spirito Santo, atteso e accolto nella preghiera, infonde nei credenti la capacità di essere testimoni di Gesù e del suo Vangelo. Soffiando nella vela della Chiesa, lo Spirito divino la spinge a "prendere il largo" sempre di nuovo, di generazione in generazione, per recare a tutti la buona notizia dell’amore di Dio, pienamente rivelato in Cristo Gesù, morto e risorto per noi. Sono certo che da ogni angolo della terra i cattolici si uniranno a me e ai giovani raccolti, come in un Cenacolo, a Sydney invocando intensamente lo Spirito Santo, affinché inondi i cuori di luce interiore, di amore per Dio e per i fratelli, di coraggiosa iniziativa nell’introdurre l’eterno messaggio di Gesù nella varietà delle lingue e delle culture.

    Insieme con la Croce, accompagna le Giornate Mondiali della Gioventù l’icona della Vergine Maria. Alla sua materna protezione affidiamo questo viaggio in Australia e l’incontro dei giovani a Sydney. Inoltre, in questa prima domenica di luglio, desidero invocare l’intercessione di Maria affinché il periodo estivo possa offrire a tutti l’occasione di un tempo di riposo e di ricarica fisica e spirituale.

    Dopo l'Angelus:

    Domani, 7 luglio, i Capi di Stato e di governo dei Paesi membri del G8, insieme ad altri leaders del mondo, si riuniranno in Giappone per il loro vertice annuale. In questi giorni, si sono alzate numerose voci – tra cui quelle dei Presidenti delle Conferenze Episcopali delle citate Nazioni – per chiedere che si realizzino gli impegni assunti nei precedenti appuntamenti del G8 e si adottino coraggiosamente tutte le misure necessarie per vincere i flagelli della povertà estrema, della fame, delle malattie, dell’analfabetismo, che colpiscono ancora tanta parte dell’umanità. Mi unisco anch’io a questo pressante appello alla solidarietà! Mi rivolgo quindi ai partecipanti all’incontro di Hokkaido-Toyako, affinché al centro delle loro deliberazioni mettano i bisogni delle popolazioni più deboli e più povere, la cui vulnerabilità è oggi accresciuta a causa delle speculazioni e delle turbolenze finanziarie e dei loro effetti perversi sui prezzi degli alimenti e dell’energia. Auspico che generosità e lungimiranza aiutino a prendere decisioni atte a rilanciare un equo processo di sviluppo integrale, a salvaguardia della dignità umana.

    venerdì, luglio 04, 2008

    Oggi é il giorno del beato Pier Giorgio...

    ... per cui chi ha da chiedere, chieda! Pier Giorgio sta lì apposta!

    E' proprio un bel giorno, questo, per noi Tipi Loschi e per tutta la Chiesa: si festeggia un bel giovane, buono, intelligente, umile, semplice, aperto a tutto e amante di Cristo, vicino al popolo e vicino a tutti.

    E' proprio un bel giorno!

    Oggi alle 19.00 inizieremo l'ultima serata di festa per quest'anno 2008, con la celebrazione della Santa Messa presieduta dal Vescovo di San Benedetto del Tronto - Ripatransone - Montalto, mons. Gervasio Gestori, con la cena e con l'incontro finale con Claudio Bottini.

    Chi può, sia presente fisicamente e chi non può lo sia pregando per noi e tirando la giacchetta a Pier Giorgio Frassati, che oggi compia tante grazie e miracoli con cui tutti siano più contenti, scoprano che Dio è buono e ama tutti e tanti si convertano.

    Evviva Pier Giorgio Frassati! Evviva la Chiesa! Evviva Gesù!