giovedì, aprile 24, 2008

LA VIA LUCIS CON PIER GIORGIO



Sabato 5 Aprile 2008, a casa San Francesco di Paola (Grottammare) abbiamo partecipato alla via Lucis in occasione del compleanno di Pier Giorgio Frassati.




Questa via Lucis è stata proposta come regalo a Pier Giorgio a vari gruppi a lui intitolati. Nelle 14 luminose tappe della Resurrezione di Gesù oltre la parola del Risorto ci siamo lasciati illuminare anche dalla testimonianza di Pier Giorgio per la Fede in Dio.
Quest’anno una particolare intenzione per cui pregare: si tratta della prossima giornata della gioventù che si svolgerà a Sidney, dove tutti i giovani del mondo si potranno unire in preghiera attorno alle spoglie mortali di Pier Giorgio che saranno portate in Australia. Alla via Lucis hanno partecipato molti giovani; io e Barbara abbiamo letto rispettivamente il Vangelo e la riflessione al Vangelo mentre un nostro amico gli episodi della vita di Pier Giorgio. Questo evento era animato dal nostro coro. Noi due abbiamo deciso di leggere perchè ci sembrava una buona occasione per noi per sentirci partecipi. La via Lucis è un’esperienza da ripetere e portare avanti negli anni perchè è un modo semplice ma profondo per pregare in comunione con tutti gli amici di Pier Giorgio nel mondo.




Diana e Barbara



















PS: Ringraziamo anche tutti i gruppi che hanno collaborato con noi e hanno partecipato per rendere il compleanno del beato Pier Giorgio Frassati un'occasione unica di condivisione e di grande Gioia.


Chi vuole può vedere la lista dei gruppi a questo link:
http://www.tipiloschi.com/adesioni2008.php




mercoledì, aprile 23, 2008

Ecco cosa ci racconta chi ha seguito la visita del Papa in America





Il nostro Riro Maniscalco è stato protagonista della visita del Santo Padre negli Stati Uniti e ci manda questa bellissima corrispondenza da New York con delle bellissime foto di prima mano (fatte da lui).

Il clima che si intuiva è esattamente quello che ci riporta Riro, che ringraziamo alla grande.
Per la cronaca, noi abbiamo visto in TV (precisamente al telegiornale delle 14.20 di Rai 3 di domenica scorsa) Riro correre dal Papa e cercare proprio quella stretta di mano di cui parla nell'articolo... E' bellissimo perché è tutto vero.

Questo servizio è un'anticipazione del prossimo numero del nostro mensile Vivere! e non vivacchiare...

C’eravamo lasciati su quel “God Bless America”, su quelle braccia che si spalancavano per portare a tutti il Bene che dura in eterno ed opera il miracolo del cambiamento, il bene di Gesù. Benedetto XVI è venuto, non ha avuto paura di nulla e tutto ha abbracciato, completamente ed incondizionatamente: i giovani, i seminaristi, i religiosi, i malati, gli uomini e le donne delle Nazioni Unite, gli educatori, i familiari delle vittime dell’11 Settembre, Vescovi, Cardinali e persino le vittime degli abusi sessuali che hanno squassato la Chiesa Americana in questi anni come un rovinoso terremoto. Tutti abbracciati, tutti guardati nella profondità del cuore, tutti! E tutti sono rimasti trafitti da quello sguardo al tempo stesso profondo come l’eternità e semplice come quello di un bambino. Sabato, mentre con il nostro coro di Comunione e Liberazione ce ne stavamo li a cinque metri dal Papa, ho fatto anch’io questa esperienza. Mi sono ritrovato a cercare di afferrare le sue mani e mentre lo facevo mi son chiesto: ”Perché? Perché lo sto facendo?”. Non sono un bambino e non sono mai stato sentimentale, eppure volevo poter tenere la mano del Papa almeno per un secondo tra le mie. Perché? Perché desidero il miracolo del cambiamento del mio cuore. Il miracolo a cui crediamo di meno. Ci risulta più plausibile vedere le lacrime di rabbia delle vittime degli abusi sessuali trasformarsi in lacrime di tenerezza e le loro parole velenose diventare atto di fede (come è successo in questi giorni nell’incontro col Papa) che credere che un incontro possa far rifiorire la vita nostra. Eppure tutti inseguivamo le mani di Benedetto, come duemila anni fa i poveri di spirito cercavano di toccare il lembo del mantello di Gesù. Perché di fronte al Papa il miracolo del cambiamento del cuore non era un’idea, era quell’uomo lì! “Chi è costui?” – la grande domanda di sempre ha dominato la scena anche qui in America. Chi è costui che viene a spiegare al “popolo dei liberi” che cos’è la libertà? Chi è costui che sfida la nostra intelligenza e sensibilità dicendoci che non puo’ esserci liberta’ senza verita’? Chi e’ costui che nella bagarre dei mille problemi di questa America e di questa Chiesa Americana non ha timore nell’affermare che la Salvezza si è fatta carne, ed è per questo che il testimone di Pietro è arrivato fin qui. Adesso dobbiamo andare a rileggere tutto quel che ha detto. Troveremo tantissime cose per guidarci lungo il cammino della vita, a seconda dei nostri compiti, della nostra vocazione. Ma la più grande scoperta è il fatto che un vecchio di 81 anni puo’ essere il piu’ giovane tra i giovani perché è certo della Presenza di Nostro Signore e la riconosce in tutto ed in tutti. Benedetto XVI, il Testimone da cui impariamo lo sguardo della fede. Con quel volto radioso da bambino.

martedì, aprile 22, 2008

PER UN FISCO GIUSTO

Verso il 15 maggio

Dopo il grande evento nazionale del 2 marzo in cui il popolo del Family day si è ritrovato in 1420 piazze italiane e dopo l’impegno profuso nelle oltre seimila scuole cattoliche è partita la volata finale per raccogliere le adesioni alla petizione su un fisco ed un welfare a misura di famiglia.
Il termine ufficiale per la raccolta è scaduto il 15 aprile, ma c’è ancora tempo per i ritardatari e per consentire la raccolta nei Caf delle associazioni che hanno aderito, in tempo di 730.
Intanto i moduli sottoscritti stanno cominciano ad arrivare a Roma, per essere catalogati ed impacchettati per essere consegnati al presidente Napolitano il 15 maggio, in occasione della Giornata internazionale della famiglia.
Fino all'ultimo giorno sarà possibile dare la propria adesione on line nel sito del Forum.


APPUNTAMENTI

Roma, Università La Sapienza, aula 13, 23 aprile, ore 10
Convegno su "La tv nei libri di testo della scuola primaria" organizzato dall'Aiart partecipano: Giovanni Valentini (Repubblica); Gaetano Arconti (Fondazione BNC), Giuseppe De Rita (Censis), Maria d'Alessio ( Ordinario psicologia, La Sapienza), Fiorella Farinelli (direttore generale ministero Pubblica Istruzione), conclusioni di Luca Borgomeo, presidente Aiart

Sogliano al Rubicone (FO), Carmelo S.Maria della Vita, 25-27 aprile
Il Movimento per la vita dell'Emilia Romagna ha organizzato il Seminario Achille Baravelli sul tema "Comunicare vita. Come contrastare il riallineamento massmediatico del pensiero" destinato ai ragazzi, ai giovani ed agli adulti che desiderano operare a tutela della vita per saper usare risorse e talenti personali finalizzandoli all'aiuto delle mamme in difficoltà w alla cultura della vita

Lignano Sabbiadoro, 25-27 aprile
Famiglie numerose si riunisce dal 25 al 27 aprile a Lignano Sabbiadoro per il quarto convegno nazionale dei coordinatori delle famiglie numerose. A tema c’è l’approvazione del nuovo regolamento dei coordinatori e la preparazione dell’assemblea dei soci che dovrà eleggere il nuovo presidente e il consiglio nazionale per il triennio 2009 - 2012.

Terra Santa, 14-21 maggio
Famiglie Nuove terranno un pellegrinaggio in Terra Santa dal 14 al 21 maggio. Il programma prevede per il folto gruppo di partecipanti un vero tour de force dal Monte del Carmelo a Nazareth, Cana, Monte Tabor, al Lago di Galilea, al Mar Morto, Gerico, Betlemme ed ovviamente a Gerusalemme.

Roma. Hotel Ergife Palace, 1-4 maggio
'Migrare dal Novecento. Abitare il presente. Servire il futuro. Le Acli nel XXI secolo'. Questo il titolo scelto dalle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani per il loro 23° Congresso nazionale, che si terrà la prossima primavera a Roma, dal 1° al 4 maggio 2008.
INFO: www.acli.it

Rimini, quartiere fieristico, 1-4 maggio
Dal 1° al 4 maggio a Rimini, Rinnovamento nello Spirito Santo ha organizzato la tradizionale convocazione nazionale dei propri gruppi e comunità che è ormai giunta alla XXXI edizione che avrà come titolo “Rigenerati dalla Parola di Dio”

Roma, Domus Mariae, 1-4 maggio
L’Azione cattolica italiana festeggia nel 2008 i suoi 140 anni. Questo anniversario sarà celebrato sia a livello nazionale che a livello diocesano e parrocchiale, attraverso numerose iniziative realizzate in ogni angolo d’Italia con il titolo generale di “100 e 40 anni di Azione cattolica. Una storia che continua”.
Il percorso, iniziato nel settembre 2007, culminerà con la XIII Assemblea nazionale in programma a Roma nei giorni 1- 4 maggio 2008.
L’evento si concluderà con un grande incontro a Roma, in piazza S. Pietro, con il Santo Padre, il 4 maggio.

S.Donato Milanese, Crowne plaza, 8-10 maggio
Convegno su "Lo sguardo quotidiano. I cattolici, l'informazione, la realtà" organizzato dall'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei
Vi prendono parte, tra gli altri il card. Bagnasco ed il card. Tettamanzi, mons. Dario Edoardo Viganò, Dino Boffo, Francesco Botturi, Maria Luisa Di Pietro, don Domenico Pompili

lunedì, aprile 21, 2008

"Storia di Cristo", testimone di una conversione


Papa Benedetto XVI, nel suo "Gesù di Nazaret", lo ha definito uno dei "libri più entusiasmanti" che siano mai stati scritti sulla figura del Cristo.

Pubblicata per la prima volta nel 1921 e più volte ristampata fino all'ottava edizione del 1985, la "Storia di Cristo" scritta da Giovanni Papini (Vallecchi pp. 448; 20,00 Euro) è considerata il "libro della redenzione" dello scrittore più irriverente del Novecento italiano.

Questo libro fu una delle letture del beato Pier Giorgio Frassati; va pure detto che Papini era uno di quelli de Il Frontespizio, rivista che pubblicò articoli di Chesterton.

Cliccando qui si viene riportati all'articolo di Antonio Gaspari per l'Agenzia Zenit.

Il testamento di mons. Rahho: amore per i “fratelli musulmani e l’Iraq”



Pubblicato il testamento dell’arcivescovo caldeo ucciso dal terrorismo islamico il mese scorso. Nessuna eredità materiale, ma un forte messaggio per costruire la pace e l’amore tra le comunità religiose. La concezione della morte, come l’apertura ad un “donarci a Dio nuovo e infinito”.


Mosul (AsiaNews) – È una consegna piena, totale e senza limiti nelle mani di Dio il testamento di mons. Paulos Faraj Rahho, l’arcivescovo caldeo di Mosul, trovato morto dopo 14 giorni di sequestro lo scorso 13 marzo. Nel testo, pubblicato dal sito in arabo Ankawa.com e che porta la data del 15 agosto 2003, il presule ucciso dal terrorismo islamico lascia un forte messaggio di amore e di fratellanza per tutte le comunità religiose dell’’“amato Iraq” e ricorda con particolare tenerezza i disabili della “Fraternità di Carità e Gioia”, da lui fondata nel 1989: “Da voi ho imparato l’amore, voi mi avete insegnato ad amare”. Rivolgendosi poi ai suoi famigliari ammette con semplicità: “Io non possiedo niente e tutto quello che possiedo non è mio. Io stesso ero una proprietà della Chiesa, e dalla Chiesa non potete rivendicare niente”.

Commentando il testamento, p. Amer Youkhanna, sacerdote caldeo di Mosul si dice “molto colpito” dalle parole di quello che era il suo vescovo sulla morte: “Nell’indicare la vita dopo la morte come il proseguimento più grande e infinito del donarsi a Dio, egli vuole dirci che quello che ci attende non è solo una ricompensa ‘passiva’ ma una vita in cui il Signore ci rende attivi con Lui”.

Di seguito riportiamo alcuni stralci del testamento, tradotti dall’arabo da AsiaNews.
“Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore.” (Romani 14,7-8). La morte è una realtà tremenda, la più tremenda di ogni altra realtà, ed ognuno di noi dovrà attraversarla. L’uomo, che dona la sua vita, se stesso e il suo essere e tutto ciò che possiede a Dio e all’altro esprime così la profonda fede che ha in Dio e la sua fiducia in Lui. Il Padre Eterno si prende cura di tutti e non fa mai male a nessuno. Perché il suo amore è infinito. Lui è Amore, ed è anche la pienezza della paternità. Così si comprende la morte: morire è interrompere questo donarsi a Dio e all’altro (nella vita terrena, ndt) per aprirsi ad un donarsi nuovo e infinito, senza macchia. La vita è il consegnarci pienamente tra le mani di Dio; con la morte questo consegnarci diventa infinito nella vita eterna. Chiedo a tutti voi di essere sempre aperti verso i nostri fratelli musulmani, yazidi e tutti i figli della nostra Patria amata, di collaborare insieme per costruire solidi vincoli di amore e fratellanza tra i figli del nostro amato Paese, Iraq. Il servo del Vangelo di Cristo Paolo Faraj Rahho

mercoledì, aprile 16, 2008

Il Papa alla Casa Bianca


Ecco due immagini di Papa Benedetto XVI allegro e sorridente, accolto oggi dal presidente degli Stati Uniti d'America George W. Bush.

Oggi è pure il compleanno di Papa Benedetto: che gli arrivino i mille fervidi ed affettuosi auguri di noi Tipi Loschi!

In onore del Papa sono stati sparati anche 21 colpi di cannone.

Un coro di "Happy Birthday" (buon compleanno) è stato intonato sul prato della Casa Bianca in onore di Benedetto XVI, che festeggia oggi l’81mo compleanno. Il Papa è sceso da una limousine nera direttamente sul Great Lawn, ha salutato la folla a braccia alzate e stretto la mano al presidente George W.Bush. I due leader hanno poi ascoltato gli inni nazionali eseguiti dalla banda dei Marines. Il soprano Kathleen Battle si è esibita in onore del Papa, prima dei discorsi ufficiali.

"L'America - ha detto Bush - è commossa per la sua decisione di trascorrere il suo compleanno con noi". "Il mondo - ha proseguito - ha bisogno del suo messaggio per respingere il messaggio del relativismo, l'America crede nella libertà religiosa, l'amore per la libertà e la legge morale comune".

"Vengo come amico e annunciatore del Vangelo, come uno che rispetta grandemente questa vasta società pluralistica", ha detto Papa Ratzinger, salutando George W. Bush. Senza parlare esplicitamente delle prossime elezioni presidenziali, Papa Ratzinger ha tuttavia chiesto al popolo americano di trovare nella propria fede religiosa un criterio di "discernimento e di ispirazione" di fronte alle sempre "più complesse questioni politice ed etiche".

Concludendo il suo storico intervento sul prato della Casa Bianca, il Papa ha benedetto gli Stati Uniti. "Dio Onnipotente - ha detto - confermi questa Nazione e il suo popolo nelle vie della giustizia, della prosperità e della pace. Dio benedica l'America".

Il Papa, la laicità, l'America e l'Europa

Qui di seguito trovate la domanda posta al Santo Padre in aereo durante il viaggio verso di Stati Uniti d'America dal giornalista Andrea Tornielli, e la risposta del Santo Padre:

Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano un modello per l’Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra?
“Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che Alexis de Tocqueville, studiando l’America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c’è anche negli Usa l’attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi. L’immigrazione e l’ideale del wap (white american protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato”.

martedì, aprile 15, 2008

Programma del viaggio del Papa in America


Questo è il Yankee Stadium, lo stadio del baseball di New York, in cui papa Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa domenica

Martedì, 15 aprile 2008


12.00 Partenza in aereo dall’aeroporto di Roma/Fiumicino per Washington/Andrews Air Force Base

16.00 (ora locale, ore 22.00 ora italiana) Arrivo all’aeroporto della Andrews Air Force Base
Accoglienza privata da parte del Presidente degli Stati Uniti d’America e della First Lady all’aeroporto della Andrews Air Force Base
16.15 Trasferimento in auto dall’aeroporto della Andrews Air Force Base alla Nunziatura Apostolica di Washington

Mercoledì, 16 aprile 2008

Santa Messa in privato nella Cappella della Nunziatura Apostolica di Washington
10.10 Trasferimento in auto dalla Nunziatura Apostolica alla White House di Washington
10.30 Cerimonia di benvenuto nel South Lawn della White House di Washington - Discorso del Santo Padre
Visita di cortesia al Presidente degli Stati Uniti d’America nello Studio Ovale della White House di Washington
12.00 Trasferimento in auto panoramica dalla White House alla Nunziatura Apostolica di Washington
13.00 Pranzo con i Cardinali degli Stati Uniti d’America, con il Praesidium della Conferenza dei Vescovi cattolici degli Stati Uniti d’America (USCCB) e con il Seguito papale nella Nunziatura Apostolica di Washington
16.45 Saluto da parte dei rappresentanti di fondazioni caritative cattoliche nella Nunziatura Apostolica di Washington
17.00 Trasferimento in auto dalla Nunziatura Apostolica al National Shrine of the Immaculate Conception di Washington.
Cambio con auto panoramica lungo il percorso
17.45 Celebrazione dei Vespri e incontro con i Vescovi degli Stati Uniti d’America nel National Shrine of the Immaculate Conception di Washington - Discorso del Santo Padre
19.30 Trasferimento in auto dal National Shrine of the Immaculate Conception alla Nunziatura Apostolica di Washington

Giovedì, 17 aprile 2008

9.00 Trasferimento in auto dalla Nunziatura Apostolica al Nationals Stadium di Washington
10.00 Santa Messa nel Nationals Stadium di Washington - Omelia del Santo Padre
12.15 Trasferimento in auto dal Nationals Stadium alla Nunziatura Apostolica di Washington
16.40 Trasferimento in auto dalla Nunziatura Apostolica alla Catholic University of America di Washington
17.00 Incontro con il mondo universitario cattolico nella Sala Conferenze della Catholic University of America di Washington - Discorso del Santo Padre
18.15 Trasferimento in auto panoramica dalla Catholic University of America al Pope John Paul II Cultural Center di Washington
18.30 Incontro con rappresentanti di altre religioni nella Sala “Rotunda” del Pope John Paul II Cultural Center di Washington - Discorso del Santo Padre
19.30 Trasferimento in auto dal Pope John Paul II Cultural Center alla Nunziatura Apostolica di Washington

Venerdì, 18 aprile 2008

Santa Messa in privato nella Cappella della Nunziatura Apostolica di Washington
7.50 Congedo dalla Nunziatura Apostolica di Washington
8.00 Trasferimento in auto dalla Nunziatura Apostolica all’aeroporto della Andrews Air Force Base di Washington
8.45 Partenza in aereo per New York

9.45 Arrivo all’aeroporto internazionale John Fitzgerald Kennedy di New York
10.00 Trasferimento in elicottero a Manhattan (New York)
10.30 Arrivo all’eliporto di Wall Street a Manhattan (New York). Trasferimento in auto dall’eliporto di Wall Street alla Sede delle Nazioni Unite di New York
10.45 Visita alla sede dell'Organizzazione delle Nazioni Unite di New York - Discorso del Santo Padre all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e Saluto allo staff e al personale delle Nazioni Unite
13.45 Trasferimento in auto dalla Sede delle Nazioni Unite alla Residenza dell’Osservatore Permanente presso le Nazioni Unite di New York
17.45 Trasferimento in auto dalla Residenza papale alla Chiesa di St. Joseph di New York
18.00 Incontro ecumenico nella Chiesa di St. Joseph di New York - Discorso del Santo Padre
19.15 Trasferimento in auto dalla Chiesa di St. Joseph alla Residenza papale di New York
19.30 Cena con i Cardinali degli Stati Uniti d’America, con il Praesidium della Conferenza dei Vescovi cattolici degli Stati Uniti d’America (USCCB) e con il Seguito papale nella Residenza papale di New York

Sabato, 19 aprile 2008

8.45 Trasferimento in auto dalla Residenza papale alla Cattedrale di St. Patrick di New York 9.15 Santa Messa con sacerdoti, religiosi e religiose nella Cattedrale di St. Patrick di New York - Omelia del Santo Padre
11.30 Trasferimento a piedi dalla Cattedrale di St. Patrick alla Residenza dell’Arcivescovo di New York
12.00 Pranzo con i Vescovi dell’Arcidiocesi di New York e con il Seguito Papale
13.15 Trasferimento in auto panoramica dalla Residenza dell’Arcivescovo alla Residenza papale di New York
16.00 Trasferimento in auto dalla Residenza papale al Seminario di St. Joseph di New York
16.30 Incontro con i giovani e con i seminaristi nel Seminario di St. Joseph di New York - Discorso del Santo Padre
18.30 Trasferimento in auto dal Seminario di St. Joseph alla Residenza papale di New York

Domenica, 20 aprile 2008

9.10 Trasferimento in auto dalla Residenza papale a Ground Zero di New York
9.30 Visita a Ground Zero di New York Preghiera del Santo Padre
10.00 Trasferimento in auto da Ground Zero alla Residenza papale di New York
13.50 Trasferimento in auto dalla Residenza papale al Yankee Stadium di New York
14.30 Santa Messa nel Yankee Stadium di New York - Omelia del Santo Padre
16.45 Trasferimento in auto dal Yankee Stadium alla Residenza papale di New York
19.00 Trasferimento in auto dalla Residenza papale all’eliporto di Wall Street di New York
19.20 Arrivo all’eliporto di Wall Street di New York
19.30 Trasferimento in elicottero dall’eliporto di Wall Street all’aeroporto internazionale John Fitzgerald Kennedy di New York
20.00 Arrivo all’aeroporto internazionale John Fitzgerald Kennedy di New York.
Cerimonia di congedo all’aeroporto internazionale John Fitzgerald Kennedy di New York - Discorso del Santo Padre
20.30 Partenza in aereo dall’aeroporto internazionale John Fitzgerald Kennedy di New York per Roma


Lunedì, 21 aprile 2008

10.45 Arrivo all’aeroporto di Roma/Ciampino

Il Papa ama l'America



Oggi Papa Benedetto XVI va in America. L'occasione è il 200° anniversario di alcune diocesi statunitensi, ma il Papa compirà quello che Egli stesso ha definito "un viaggio missionario".
Si recherà all'ONU e anche a Ground Zero.

Abbiamo chiesto al nostro caro amico Riro Maniscalco, da oltre dieci anni al lavoro negli Stati Uniti (per la cronaca, è uno degli organizzatori della bellissima Way of the Cross over Brooklyn Bridge to Ground Zero) di dirci del clima che Papa Benedetto troverà in America.

Ecco il pezzo, e lo ringraziamo di cuore come sempre (gliene ho parlato ieri, ed eccolo pronto!). Leggete con attenzione, è come sempre molto interessante.

Benedetto XVI arriva negli Stati Uniti. Washington e New York, solo due visite. Che cosa si aspetta l'America da questa visita? I media, quelli che contano, dal New York Times a Time, Newsweek al Wall Street Journal, guardano con curiosita' e rispetto a questo Papa che "ama l'America". Si, perche' Benedetto ama l'America, e tutti si aspettano di sentirselo dire e spiegare. Chi non e' contento di sentirsi dire di essere voluto bene? Quello che i media non possono capire e' che cosa sia questo amore, Chi sia questo amore. Cosi son tutti li ad analizzare - anzi, preconizzare - quel che il Papa dirà, a chi lo dirà. Come se si trattasse di un Capo di Stato dal quale si aspettano indicazioni delle nuove linee politiche e strategiche e, chissà, qualche colpo ad effetto, non so, qualche nuovo valore morale, qualche revisione, qualche svolta, qualche cambiamento di rotta sul fronte etico.
Non lo possono capire perche' per capire il Papa occorre capire la natura della fede cristiana. Ma la curiosità è uno strumento buono dell'intelligenza umana, uno strumento che permette di tenere aperta la porta alla categoria della possibilita'. Quale possibilità? Quella possibilità di scoprire più di quel che si conosce già o si pensa di conoscere. E magari, a Dio piacendo, di capire di più di quel che si capisce già. Questa curiosità c'è, vedremo che frutto porta.
Senz'altro c'è la curiosità di vedere come andranno le cose. Nessuno si aspetta quelle esplosioni festose che accompagnarono le visite di Giovanni Paolo II. Benedetto XVI è diverso, lo sappiamo, lo sanno anche i media statunitensi, ma come si comporterà? E le folle, ci saranno? Come reagiranno alla sua presenza? In verità queste domande se le pone anche la Chiesa Cattolica. Inizialmente le preoccupazioni sembravano essere le solite che hanno accompagnato e tormentato le Diocesi di tutto il paese tra scandali sessuali e conseguenti disastri economici, preti insoddisfatti, suore che reclamano il sacerdozio come fossero rappresentanti sindacali. Certo, ci saranno anche queste difficoltà lungo il cammino del viaggio pontificio, ma il disagio sembra essere più radicato. Perché troppi anche nella Chiesa Cattolica Americana guardano al Papa come lo guardano i media. Mi sembra davvero che la Chiesa si presenti a questa visita come uno studente che si presenta ad un esame sapendo di non essere preparato, di aver studiato sui libri sbagliati, e teme - a ragione - che il professore lo rimproveri di essere andato fuori tema. Tutti si aspettano di essere rimproverati, pensando di non doverlo essere. Magari con Giovanni Paolo II ci si sarebbe potuti accontentare di non ascoltarlo nascondendosi dietro le adunate oceaniche e la superficiale eccitazione del momento. Ma Benedetto XVI - lo abbiamo detto - è diverso, perché diversi sono i tempi e grazie a Dio lo Spirito guida ancora la Chiesa, non la strategia politico-istituzionale. C'è da pregare, come ha chiesto il Papa, e sperare fiduciosi che ognuno si lasci abbracciare dal Santo Padre che viene tra noi per portarci l'abbraccio incondizionato dell'amore di Gesù.

mercoledì, aprile 09, 2008

Papa: l’umanesimo di San Benedetto antidoto alla cultura dell’ego


Illustrando la figura del fondatore del monachesimo occidentale, il Papa dice che l’Europa da due guerre mondiali e da crollo delle ideologie per trovare la sua unità ha bisogno anche degli insegnamenti religiosi e morali che emergono dalle sue radici cristiane.


Città del Vaticano (AsiaNews) – Il “vero umanesimo” di San Benedetto, fatto di un cammino verso Dio, è ancora oggi un antidoto contro la cultura della autorealizzazione “facile ed egocentrica” dell’uomo, una tentazione “spesso oggi esaltata”, in una Europa, che “uscita appena da un secolo profondamente ferito da due guerre mondiali e dopo il crollo delle grandi ideologie rivelatesi come tragiche utopie, è alla ricerca della sua propria identità”.

La figura del fondatore del monachesimo occidentale, “anche patrono del mio pontificato”, è stata al centro della riflessione che Benedetto XVI ha proposto oggi alle 30mila persone presenti in Piazza San Pietro per l’udienza generale, l’ultima prima della partenza per il viaggio negli Usa, il 15 aprile. Un discorso che se ha visto l’auspicio che “l’Europa possa essere illuminata dagli insegnamenti religiosi e morali che emergono dalle sue radici cristiane” si è allargato alla visione della Regola benedettina come un modello per tutti gli uomini di oggi, in quanto, con la sua vita, San Benedetto “dimostra che Dio non è un’ipotesi lontana sull’origine del mondo, ma una presenza concreta nella vita dell’uomo”. Così, nel Vecchio continente “per creare una unità nuova e duratura sono certo importanti gli strumenti politici, economici e giuridici, ma occorre anche suscitare un rinnovamento etico e spirituale che attinga alle radici cristiane del continente altrimenti non si può ricostruire l'Europa. Senza questa linfa vitale - ha proseguito - l’uomo è esposto al rischio di soccombere e di volersi redimere da sé”. E’ una “utopia che in modi diversi, come ha rivelato il papa Giovanni Paolo II rappresenta un regresso senza precedenti nella tormentata storia dell'umanità”.

Il Papa ha poi ricordato che San Benedetto, nato intorno al 480, fu mandato dai genitori benestanti a studiare a Roma. Ma, “disgustato dallo stile di vita di molti suoi compagni” e non volendo cadere nei loro stessi sbagli, ma “piacere solo a Dio”, ancora prima della conclusione degli studi si ritirò sui monti ad est di Roma. Nei tre anni nei quali si fece eremita in una grotta vicino Subiaco, visse un tempo di “solitudine con Dio”. Quel periodo gli servì “per superare le tre tentazioni fondamentali: quella della autoaffermazione, di porre se stesso al centro, quella della sessualità e quella dell’ira e della vendetta”.

Nell'inquietudine e nella confusione del suo tempo”, causata dalla caduta dell’Impero e dalla crisi dei costumi, “egli viveva sotto lo sguardo di Dio e con il proprio sguardo verso di lui e non perse di vista l'uomo con i suoi problemi concreti”. “Così ha capito la realtà dell’uomo e la sua missione”. Di San Benedetto il Papa ha poi evidenziato la vita di preghiera che per lui era “in primo luogo un atto di ascolto e che deve poi tradursi in azione concreta. Il Signore attende che noi rispondiamo ogni giorno con i fatti ai suoi santi insegnamenti”. La Regola di San Benedetto, in conclusione, è ancora oggi “una luce nel cammino dell’umanità”, ed è “la ricerca di Cristo umile o obbediente” e proprio cosi è al servizio dell’altro e della pace

martedì, aprile 08, 2008

Tutte le denominazioni cristiane ai funerali del sacerdote ucciso


07/04/2008 13:34
IRAQ

Ieri nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo a Baghdad si sono svolte le esequie di Youssef Adel, ucciso sabato da sconosciuti. Presenti alla funzione anche il nunzio e il card. Delly. Il piano per cacciare i cristiani dall’Iraq, potrebbe rientrare nel più generale programma di supremazia sciita in Medio Oriente.


Baghdad (AsiaNews) – Il clima è di “forte paura” nella comunità cristiana irachena a Baghdad, dove ieri si sono svolti i funerali del sacerdote siro-ortodosso, Youssef Adel, ucciso a sangue freddo lo scorso 5 aprile nella capitale. Le esequie, nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo nel quartiere di Karrada, sono state celebrate dall'arcivescovo siro-ortodosso di Baghdad e Bassora, Saverius Jamil Hawa. Erano presenti diversi fedeli e rappresentanti religiosi di tutte le denominazioni cristiane, tra cui mons. Athanase Matti Shaba Matoka, vescovo siro-cattolico della capitale, il patriarca dei caldei, card. Emmanuel III Delly, il nunzio in Iraq e Giordania, mons. Francis Assisi Chullikat.

Youssef Adel, sposato ma senza figli, aveva circa 40 anni ed era direttore d'una scuola superiore mista, frequentata cioè da cristiani e musulmani, ragazzi e ragazze. È stato assassinato da un gruppo di sconosciuti. In passato aveva già ricevuto diverse minacce. Condanna per l’attentato è stato espresso dal vice presidente iracheno, il sunnita Tareq al-Hashemi e dal patriarca siro-ortodosso di Damasco. Benedetto XVI, appena arrivata la notizia, ha espresso il suo profondo dolore. In un telegramma inviato a Saverius Jamil Hawa il Papa "invoca il Signore affinché il popolo iracheno trovi la via della pace per costruire una società giusta e tollerante".

Quest’ultimo omicidio colpisce una comunità ancora scioccata dall’uccisione dell’arcivescovo caldeo di Mosul, mons. Rahho, trovato morto il 13 marzo dopo 14 giorni di sequestro. Per sopravvivere alla persecuzione molti cristiani fuggono e ormai si parla di appena 400-500mila fedeli rimasti in patria. Nel 2003 la cifra era intorno al milione. Ma ai funerali del sacerdote ieri c’era anche chi – citato dalle agenzie internazionali – si diceva convinto a rimanere: “è una questione di fede”.
I leader cristiani hanno spesso denunciato un piano per cancellare la loro millenaria presenza dal Paese dei due fiumi. E alcuni avanzano l’ipotesi che sia in atto un programma ben preciso degli sciiti per il Medio Oriente. Lo dimostrano gli scontri a Bassora di questi giorni e quanto sta accadendo in Libano e in Palestina. Nell’ottica di questo piano di supremazia sciita, i cristiani – identificati con l’occidente – vanno allontanati.

Per le prossime elezioni...

Vi proponiamo il messaggio che S.E. Mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino, ha inviato al suo popolo, in occasione delle prossime elezioni. Ci è sembrato molto interessante e vi invitiamo a leggerlo, con ciò condividendo in pieno quanto dallo stesso dichiarato.

MESSAGGIO DEL VESCOVO MONS. LUIGI NEGRI AL CLERO, AI RELIGIOSI E AL POPOLO DI DIO DI QUESTA CHIESA PARTICOLARE, NELL’IMMINENZA DELLE ELEZIONI POLITICHE ITALIANE.

(...) Poiché tocca e lui e soltanto a lui (al Vescovo, ndr) dare indicazioni di carattere normativo per il suo popolo e per il popolo di Dio di questa Chiesa Sammarinese-Feretrana, lo fa con un particolare senso di obbedienza alle autorità ultime della Chiesa e con una piena e totale responsabilità nei confronti del suo Popolo.

1) I valori fondamentali che devono essere rigorosamente salvaguardati e promossi nell’ambito della competizione elettorale, sono i valori fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa, quelli che Papa Benedetto XVI con felice espressione ha indicato come valori non negoziabili.

Il valore della vita in tutte le fasi del suo attuarsi,
• il rispetto della sacralità della vita,
• la libertà di coscienza, di religione, di cultura, di educazione.

In particolare la Conferenza Episcopale Italiana indica, per i prossimi 10 anni della sua attività pastorale, l’emergenza educativa come un’emergenza che è ormai inderogabile, non soltanto per la Chiesa, ma per tutta la società italiana. Per questo il Vescovo di San Marino-Montefeltro chiarisce che non è possibile dare il proprio voto a formazioni di qualunque tipo che esplicitamente contestino questi valori fondamentali; o abbiano già formulato o si apprestino a presentare disegni di legge programmaticamente contrari a tali principi fondamentali.

2) Il Vescovo di San Marino-Montefeltro depreca, come altre autorità della Chiesa italiana, che in quasi tutte le liste che vengono presentate alla scelta degli elettori italiani, i candidati dichiaratamente cattolici siano stati posti in posizione subalterna, quando non esplicitamente eliminati.
Al loro posto può essere accaduto, come nella nostra Regione Marche, che siano stati messi in posizione di quasi sicura elezione, candidati che non solo hanno esplicitamente contestato i valori fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa lungo tutta la loro carriera politica, ma che abbiano fatto particolarmente della difesa ad oltranza dello statalismo scolastico, una bandiera dell’attività politica contestando, quando non sopprimendo quando è stato possibile, anche quel minimo di libertà scolastica che vige in Italia. Allo stesso modo che nel punto precedente il Vescovo ribadisce che è gravemente contraddittorio andare a votare per coloro che, anche solo personalmente, contestano i valori fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa e, in particolare, la libertà di educazione e di scuola.

3) Il Vescovo di San Marino-Montefeltro non può non deprecare, vivamente, quel sostanziale attacco alla democrazia del nostro Paese rappresentato dall’attuale legge elettorale, la quale andrà bene per qualcuno ma non può andar bene per una coscienza autenticamente democratica. Il popolo italiano è, di fatto, espropriato di quella minima capacità di scelta che era caratterizzata dalle preferenze. L’eliminazione della preferenza consegna la competizione elettorale ai padroni dei vari partiti e delle varie formazioni politiche che hanno preteso di intervenire, anche nelle più piccole realtà locali dettando dal centro candidati, nella maggior parte dei casi, assolutamente ignoti. E’ una vicenda intollerabile che deve al più presto finire; il Vescovo confida che il nuovo Parlamento saprà fare giustizia di una legge elettorale che rimane vergognosa.

4) Il Vescovo non può che indicare delle linee fondamentali di riferimento affidando alla coscienza di ciascuno dei suoi fedeli le necessarie mediazioni fra i principi formulati e le scelte particolari che rimangono esclusiva responsabilità della coscienza personale. Certo la coscienza personale cristiana non si forma automaticamente; la coscienza cristiana si forma nel confronto con le indicazioni autorevoli che vengono dalla Chiesa, cercando di immedesimarsi con esse e cercando di prendere, di fronte ad esse, la propria responsabilità, anche quella di sbagliare. (...)

Pennabilli, 25 Marzo 2008+ Luigi Negri

sabato, aprile 05, 2008

COME VIENE RACCONTATO DANTE OGGI...

Mercoledì 2 Aprile, presso un istituto scolastico di Ancona, si è tenuto un incontro su Dante Alighieri. Ne hanno parlato due grandi amici, Paolo Valentini e Stefano Nembrini, rispettivamente presidente e vice-presidente dell’associazione CENTO CANTI, che ha l’audacia e il cuore di portare la poesia di Dante tra la gente, nelle piazze e nelle strade… il motivo per la quale è nata.

Abbiamo riportato il racconto di alcune persone del doposcuola della Cooperativa Capitani Coraggiosi che vi hanno partecipato.


I nostri con uno dei relatori, Stefano Nembrini (pizzetto e maglia azzurra)

Sentir parlare di un’opera così grande ed impegnativa in modo così semplice, è stato emozionante. Forse sarà la maturità, l’esperienza della vita che fanno leggere le cose con un’ottica diversa.

Idealizzare l’amore è possibile solo se rimane tale perché la routine del convivere fa venire a galla tutti i nostri difetti e i limiti della nostra natura umana. Non per questo, tutti i grandi poeti che hanno cantato l’amore e tratto ispirazione da una donna, sono quelli che non sono mai stati corrisposti e quindi non hanno mai reso reale questo sentimento; così è stato per Dante con Beatrice, per Leopardi con Silvia, per Petrarca con Laura e tanti altri che non ricordo. Dante ha continuato ad amare Beatrice di un amore così immenso e puro perché non l’ha mai avuta.

Il dolore per la sua morte è stato così grande che non si è mai rassegnato alla sua perdita e per questo ha continuato a farla vivere nella sua poesia rendendola immortale. Lei è stata la sua musa, la sua guida, la sua salvezza perché grazie a lei è riuscito a vincere la sua miseria umana. Ma lui ha fatto una cosa ancora più grande, ha sconfitto l’oblio che la morte porta con sè. Si dice che una persona continua a vivere finchè qualcuno la ricorda e Beatrice vivrà per sempre.

E’ proprio vero che l’amore muove il mondo, che per amore facciamo qualsiasi cosa, che l’amore è vita, speranza e grazia; se tutti noi riuscissimo a riempirci il cuore dell’amore di Dio potremmo fare cose meravigliose.

Mi ha colpito pure il passo in cui si parla di Virgilio, quando Dante dice: “…e poi che la sua mano e la mia puose con lieto volto, anch’io mi confortai, mi mise dentro a le segrete cose…”. Questo dimostra l’importanza che nella nostra vita può avere un incontro speciale, l’incontro della persona che ci guida, che ci conduce lungo il cammino per prepararci ad affrontare la vita. Anche noi siamo come genitori e che come educatori un po’ come Virgilio.

Il nostro compito è accompagnare i nostri figli, i nostri ragazzi, preparandoli con gli strumenti adatti, a farli continuare nel loro cammino fin quando anche loro diventeranno il Virgilio di qualcun altro.

(Morena, educatrice)

A volte studiare la “Divina Commedia” può essere alquanto tedioso e insignificante per i ragazzi. Parafrasare verso per verso un insieme di parole che sembrano non avere senso, cercare di capire la mentalità di un uomo vissuto centinaia di anni prima di noi non è proprio il sogno di ogni ragazzo.

Per riuscire a scavare a fondo questa opera (ci hanno consigliato Stefano e Paolo), occorre attualizzarla, immedesimandosi con il protagonista; allora sì che riusciremmo a capire il significato più nascosto ed enigmatico di ogni parola.

Dante fu un poeta del ’200 che da sempre ha affascinato l’uomo con i suoi discorsi velati di mistero, con i suoi ragionamenti un po’contorti, ma anche se è vissuto in un’epoca medioevale sembra che capisca i miei pensieri e che condivida le mie sensazioni.

Tutta la vita di Dante è stata accompagnata dal pensiero costante e bellissimo di una giovane ragazza, Beatrice. Nell’opera “Vita Nova”, ci ha spiegato Paolo, il poeta racconta proprio il loro primo incontro a nove anni. Vide quasi come un’apparizione lei, ”la gloriosa donna della mia mente”, vestita con un abito carminio; lei così piccola ma che da subito ha suscitato amore in lui, anch’esso bambino.

Da quel giorno l’immagine di Beatrice è sempre rimasta davanti agli occhi di Dante.

Certo, può sembrare strano: come ci si può innamorare di una persona senza averci mai parlato, senza neanche conoscerla?

Io penso che nel profondo, il cuore umano prende direzioni strane: Dante ha inciso nella sua mente il nome di Beatrice e non lo lascerà più, è un ricordo indelebile…

Ma a soli 25 anni la ragazza muore per una malattia e il poeta cade nella disperazione; la morte non può vincere il suo amore, lui non crede di averla persa, lui vuole in qualche modo vederla, vedere lei, la donna della sua vita che se n’è andata così, con un soffio di vento (…)

Ed ad un certo punto Dante, quando si è quasi è rassegnato e ha gettato tutto, decide di intraprendere un viaggio che lo condurrà verso di lei; così inizia il primo canto dell’Inferno. Egli trentacinquenne si trova di fronte ad un periodo difficile della sua vita: la selva oscura. La scomparsa della ragazza è stato un problema; il termine problema deriva dal greco e significa mettersi davanti. La morte infatti si pone di fronte alla vita di Dante senza che apparentemente ci sia una via d’uscita, intrappolandolo come in un labirinto (…)

Dopo tanti ostacoli riesce a raggiungerla nel Paradiso Terrestre; Dante descrive Beatrice nel momento in cui sorge il sole, attimo pieno di selvaggio fascino. Lei compare come un miraggio. Compare Beatrice, con il vestitino rosso del primo incontro, di in una bellezza inspiegabile. Davanti a lei, benchè siano passati tanti anni dalla sua morte, Dante sente, con la stessa intensità di un tempo, la forza dell’amore (…)

Ma Beatrice lo richiama: il suo atteggiamento è fiero e le sue parole severe provocano nel poeta un penoso senso di vergogna e di abbattimento, dal quale sembra riscuotersi allorché gli angeli intervengono in suo aiuto. Beatrice afferma che il peccato più grande di Dante è stato quello di abbandonare la speranza dopo la sua morte, lasciando che la sua giovinezza si perdesse dietro cose banali e che scorresse via come acqua di fiume.

Manuela (4° ginnasio)

Il diario di una bella uscita... anche se un pò in ritardo!

Lunedì 24 marzo, giorno di Pasquetta, noi ragazzi della Compagnia, come ormai tradizione, ci siamo dati appuntamento alle ore 8:00 alla Chiesa di Sant'Antonio per prendere la Santa Messa e avventurarci, anche con il tempo a noi avverso, avendo come meta: Cascia! Il tempo alla fine, anche se a tratti nevoso, ci ha permesso di visitare Cascia, i luoghi di Santa Rita e così anche il suo paesino nativo. Perchè la visita però non fosse solo un modo per passare la giornata, vista la scampagnata andata in fumo per tempo incerto, abbiamo comprato una guida sulla vita della Santa, a noi praticamente sconosciuta, e dei luoghi a lei cari. E' stato bello infatti visitare il monastero, la sua casa, l'orto del miracolo, il sacro scoglio sapendo cosa stavamo "casualmente" osservando; insomma abbiamo cercato di dare un senso alle cose belle che vedevamo. Perchè quindi queste belle cose che tutti noi abbiamo potuto vedere e conoscere possano entrare anche nei vostri cuori, cercheremo (per quanto ci è possibile) di pubblicare ogni tanto un piccolo episodio della vita di Santa Rita e farvi così ripercorrere insieme a noi questa bella giornata che abbiamo passato insieme tra Amici!

INTANTO VI RIPORTIAMO QUI DI SEGUITO ALCUNE FOTO SCATTATE...
e per capire meglio alcuni brevi episodi della vita di Santa Rita.


(questa è l'immagine del Cristo dalla quale Santa Rita fu trafitta della spina)

IL MIRACOLO SINGOLARE DELLA SPINA:
Era il Venerdì Santo del 1432, S. Rita tornò in Convento profondamente turbata, dopo aver sentito un predicatore rievocare con ardore le sofferenze della morte di Gesù e rimase a pregare davanti al crocefisso in contemplazione. In uno slancio di amore S. Rita chiese a Gesù di condividere almeno in parte la Sue sofferenze. Avvenne allora il prodigio: S. Rita fu trafitta da una delle spine della corona di Gesù, che la colpi alla fronte. Fu uno spasimo senza fine. S. Rita portò in fronte la piaga per 15 anni come sigillo di amore.

(questo invece è il roseto posto all'interno del monastero a Cascia)

IL PRODIGIO DELLA ROSA:
A circa 5 mesi dal trapasso di Rita, un giorno di inverno con la temperatura rigida e un manto nevoso copriva ogni cosa, una parente le fece visita e nel congedarsi chiese alla Santa se desiderava qualche cosa, Rita rispose che avrebbe desiderato una rosa dal suo orto. Tornata a Roccaporena la parente si recò nell'orticello e grande fu la meraviglia quando vide una bellissima rosa sbocciata, la colse e la portò a Rita.
Cosi S. Rita divenne la Santa della "Spina" e la Santa della "Rosa".
S. Rita prima di chiudere gli occhi per sempre, ebbe la visione di Gesù e della Vergine Maria che la invitavano in Paradiso. Una sua consorella vide la sua anima salire al cielo accompagnata dagli Angeli e contemporaneamente le campane della chiesa si misero a suonare da sole, mentre un profumo soavissimo si spanse per tutto il Monastero e dalla sua camera si vide risplendere una luce luminosa come se vi fosse entrato il Sole. Era il 22 Maggio del 1447.


(sopra c'è una foto dell'orto del miracolo che si trova a Roccaporena, paese natale della Santa)

QUI DI SEGUITO INVECE VI RIPORTIAMO ALTRE DUE IMMAGINI, DELLE QUALI PERO' VI PARLEREMO LA PROSSIMA VOLTA...INTANTO PROVATE AD IMMAGINARE DI CHE COSA SI TRATTA...A VOI (E SPERIAMO ALLA PROSSIMA PUNTATA)!

venerdì, aprile 04, 2008

PIER GIORGIO CI ASPETTA ALLA SUA FESTA, ECCO COME...

Cari Amici,
vi ricordo gli appuntamenti che la Compagnia ha stabilito per festeggiare il nostro caro Pier Giorgio Frassati:


  • 5 aprile: ore 21,30 Via Lucis presso Casa San Francesco di Paola - Grottammare, con la partecipazione dei gruppi e dei movimenti diocesani.

  • 6 aprile: ore 11,00 Santa Messa presso la parrocchia Sacra Famiglia - Porto d'Ascoli in apertura del Tornei organizzati dal CSI.


Mi raccomando sono entrambi occasioni eccezionali per chiedere al nostro caro beato la felicità dei nostri cuori e tutte le nostre intenzioni.

giovedì, aprile 03, 2008

Benedetto XVI ricorda Giovanni Paolo II a tre anni dalla sua morte


Ecco l'omelia pronunciata da Benedetto XVI nel presiedere questo mercoledì, sul sagrato della Basilica Vaticana, la celebrazione della Messa nel terzo anniversario della morte di Giovanni Paolo II.

Cari fratelli e sorelle!

La data del 2 aprile è rimasta impressa nella memoria della Chiesa come il giorno della partenza da questo mondo del servo di Dio Papa Giovanni Paolo II. Riviviamo con emozione le ore di quel sabato sera, quando la notizia della morte fu accolta da una grande folla in preghiera che gremiva Piazza San Pietro. Per diversi giorni la Basilica Vaticana e questa Piazza sono state davvero il cuore del mondo. Un fiume ininterrotto di pellegrini rese omaggio alla salma del venerato Pontefice e i suoi funerali segnarono un’ulteriore testimonianza della stima e dell’affetto, che egli aveva conquistato nell’animo di tantissimi credenti e di persone d’ogni parte della terra. Come tre anni fa, anche oggi non è passato molto tempo dalla Pasqua. Il cuore della Chiesa è ancora profondamente immerso nel mistero della Risurrezione del Signore. In verità, possiamo leggere tutta la vita del mio amato Predecessore, in particolare il suo ministero petrino, nel segno del Cristo Risorto. Egli nutriva una fede straordinaria in Lui, e con Lui intratteneva una conversazione intima, singolare e ininterrotta. Tra le tante qualità umane e soprannaturali, aveva infatti anche quella di un’eccezionale sensibilità spirituale e mistica. Bastava osservarlo quando pregava: si immergeva letteralmente in Dio e sembrava che tutto il resto in quei momenti gli fosse estraneo. Le celebrazioni liturgiche lo vedevano attento al mistero-in-atto, con una spiccata capacità di cogliere l’eloquenza della Parola di Dio nel divenire della storia, al livello profondo del disegno di Dio. La Santa Messa, come spesso ha ripetuto, era per lui il centro di ogni giornata e dell’intera esistenza. La realtà "viva e santa" dell’Eucaristia gli dava l’energia spirituale per guidare il Popolo di Dio nel cammino della storia.

Giovanni Paolo II si è spento alla vigilia della seconda Domenica di Pasqua; al compiersi del "giorno che ha fatto il Signore". La sua agonia si è svolta tutta entro questo "giorno", in questo spazio-tempo nuovo che è l’"ottavo giorno", voluto dalla Santissima Trinità mediante l’opera del Verbo incarnato, morto e risorto. In questa dimensione spirituale il Papa Giovanni Paolo II più volte ha dato prova di trovarsi in qualche modo immerso già prima, durante la sua vita, e specialmente nell’adempimento della missione di Sommo Pontefice. Il suo pontificato, nel suo insieme e in tanti momenti specifici, ci appare infatti come un segno e una testimonianza della Risurrezione di Cristo. Il dinamismo pasquale, che ha reso l’esistenza di Giovanni Paolo II una risposta totale alla chiamata del Signore, non poteva esprimersi senza partecipazione alle sofferenze e alla morte del divino Maestro e Redentore. "Certa è questa parola – afferma l’apostolo Paolo – se moriamo con lui, vivremo anche con lui; se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo" (2 Tm 2,11-12). Fin da bambino, Karol Wojtyła aveva sperimentato la verità di queste parole, incontrando sul suo cammino la croce, nella sua famiglia e nel suo popolo. Egli decise ben presto di portarla insieme con Gesù, seguendo le sue orme. Volle essere suo fedele servitore fino ad accogliere la chiamata al sacerdozio come dono ed impegno di tutta la vita. Con Lui visse e con Lui volle anche morire. E tutto ciò attraverso la singolare mediazione di Maria Santissima, Madre della Chiesa, Madre del Redentore intimamente e fattivamente associata al suo mistero salvifico di morte e risurrezione.

Ci guidano in questa riflessione rievocativa le Letture bibliche appena proclamate: "Non abbiate paura, voi!" (Mt 28,5). Le parole dell’angelo della risurrezione, rivolte alle donne presso il sepolcro vuoto, che ora abbiamo ascoltato, sono diventate una specie di motto sulle labbra del Papa Giovanni Paolo II, fin dal solenne inizio del suo ministero petrino. Le ha ripetute più volte alla Chiesa e all’umanità in cammino verso il 2000, e poi attraverso quello storico traguardo e ancora oltre, all’alba del terzo millennio. Le ha pronunciate sempre con inflessibile fermezza, dapprima brandendo il bastone pastorale culminante nella Croce e poi, quando le energie fisiche andavano scemando, quasi aggrappandosi ad esso, fino a quell’ultimo Venerdì Santo, in cui partecipò alla Via Crucis dalla Cappella privata stringendo tra le braccia la Croce. Non possiamo dimenticare quella sua ultima e silenziosa testimonianza di amore a Gesù. Anche quella eloquente scena di umana sofferenza e di fede, in quell’ultimo Venerdì Santo, indicava ai credenti e al mondo il segreto di tutta la vita cristiana. Il suo "Non abbiate paura" non era fondato sulle forze umane, né sui successi ottenuti, ma solamente sulla Parola di Dio, sulla Croce e sulla Risurrezione di Cristo. Via via che egli veniva spogliato di tutto, da ultimo anche della stessa parola, questo affidamento a Cristo è apparso con crescente evidenza. Come accadde a Gesù, pure per Giovanni Paolo II alla fine le parole hanno lasciato il posto all’estremo sacrificio, al dono di sé. E la morte è stata il sigillo di un’esistenza tutta donata a Cristo, a Lui conformata anche fisicamente nei tratti della sofferenza e dell’abbandono fiducioso nella braccia del Padre celeste. "Lasciate che vada al Padre", queste – testimonia chi gli fu vicino – furono le sue ultime parole, a compimento di una vita totalmente protesa a conoscere e contemplare il volto del Signore.

Venerati e cari fratelli, vi ringrazio tutti per esservi uniti a me in questa santa Messa di suffragio per l’amato Giovanni Paolo II. Un pensiero particolare rivolgo ai partecipanti al primo Congresso mondiale sulla Divina Misericordia, che inizia proprio oggi, e che intende approfondire il suo ricco magistero su questo tema. La misericordia di Dio – lo disse egli stesso – è una chiave di lettura privilegiata del suo pontificato. Egli voleva che il messaggio dell’amore misericordioso di Dio raggiungesse tutti gli uomini ed esortava i fedeli ad esserne testimoni (cfr Omelia a Cracovia-Łagiewniki, 18.8.2002). Per questo volle elevare all’onore degli altari suor Faustina Kowalska, umile Suora divenuta per un misterioso disegno divino messaggera profetica della Divina Misericordia. Il servo di Dio Giovanni Paolo II aveva conosciuto e vissuto personalmente le immani tragedie del XX secolo, e per molto tempo si domandò che cosa potesse arginare la marea del male. La risposta non poteva trovarsi che nell’amore di Dio. Solo la Divina Misericordia è infatti in grado di porre un limite al male; solo l’amore onnipotente di Dio può sconfiggere la prepotenza dei malvagi e il potere distruttivo dell’egoismo e dell’odio. Per questo, durante l’ultima visita in Polonia, tornando nella sua terra natale ebbe a dire: "Non c’è altra fonte di speranza per l’uomo che la misericordia di Dio" (ibid.).

Rendiamo grazie al Signore per aver donato alla Chiesa questo suo fedele e coraggioso servitore. Lodiamo e benediciamo la Beata Vergine Maria per avere vegliato incessantemente sulla sua persona e sul suo ministero, a beneficio del Popolo cristiano e dell’intera umanità. E mentre offriamo per la sua anima eletta il Sacrificio redentore, lo preghiamo di continuare a intercedere dal Cielo per ciascuno di noi, per me in modo speciale, che la Provvidenza ha chiamato a raccogliere la sua inestimabile eredità spirituale. Possa la Chiesa, seguendone gli insegnamenti e gli esempi, proseguire fedelmente e senza compromessi la sua missione evangelizzatrice, diffondendo senza stancarsi l’amore misericordioso di Cristo, sorgente di vera pace per il mondo intero.

[© Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana]

Il compleanno di Pier Giorgio


Pier Giorgio da piccolo con il babbo Alfredo

Continuano ad arrivare le adesioni ai festeggiamenti per il compleanno di Pier Giorgio Frassati, che ricorre domenica prossima.

Stati Uniti, Filippine, Romania, Italia e tanti altri posti nel mondo vedranno amici muoversi per ricordare il nostro amico Pier Giorgio e fargli un gradito dono, nel nome di Gesù.

Per chi volesse ancora aderire, basta leggere la lettera che trovate qui a fianco a sinistra e comunicare la propria adesione secondo le istruzioni riportate.

Diamo ancora voce al nostro Pier Giorgio, che ha ancora molto da dire a questo mondo, in primis la bellezza e la gioia che vengono dal cristianesimo!

I cristiani iracheni scendono in piazza anche all'estero


Dalla Piana di Niniveh le marce pacifiche che chiedono giustizia per la morte di Rahho arrivano anche in Europa e in Canada. La gente vuole la riconciliazione: a Mosul studenti musulmani scrivono versi per il vescovo martire.

Noi Tipi Loschi daremo sempre voce a questi nostri fratelli provati al fuoco.

Basta guardare le facce nella foto per avere un impeto di giustizia, grazie a Dio.


Roma (AsiaNews) – Arrivano anche in occidente le marce silenziose dei cristiani iracheni che chiedono giustizia per la persecuzione di cui sono vittime nella loro patria. Mentre tutti i giorni nei villaggi della Piana di Ninveh si continua a chiedere la verità sull’uccisione dell’arcivescovo caldeo di Mosul, mons. Faraj Rahho, anche in Olanda, in Germania e in Canada (vedi foto) gli emigrati iracheni scendono in piazza con striscioni e foto dei loro martiri. Alcuni manifestanti spiegano che ormai mons. Rahho è un “simbolo per tutti i cristiani” iracheni e non solo per la comunità caldea.
Intanto nel Paese dei due fiumi continuano quelli che sembrano veri e propri “omicidi mirati”, voluti per terrorizzare i cristiani e indurli alla fuga. Il 23 marzo, giorno di Pasqua, è morto in ospedale un giovane caldeo, Zahar Oshana, ricoverato dopo essere stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco mentre usciva dalla parrocchia di S. Elia a Baghdad.

Al di là del terrorismo, la popolazione in Iraq vuole il dialogo e la riconciliazione. Un segnale arriva da Mosul. A marzo gli studenti musulmani dell’università cittadina hanno distribuito in tutte le facoltà volantini con una poesia scritta in onore del vescovo ucciso. La notizia, diffusa da Ankawa.com, parla di “versi contenenti sentimenti umani e sinceri per il martire Rahho”. Nel testo i giovani condannano anche la tragica situazione in cui versa Mosul, al 90 per cento nelle mani dell’estremismo sunnita.