lunedì, marzo 31, 2008

"La santità possibile per tutti". Il libro di Cecilia Gilodi

La nostra simpaticissima amica Cecilia Gilodi qualche anno fa venne alla nostra Festa per presentare il libro di Luciana Frassati "Mio fratello Pier Giorgio. La fede (Edizioni Paoline, Torino 2004)" di cui aveva curato personalmente la riedizione l'aggiornamento dei testi. Quest'anno ha pubblicato un libro su Pier Giorgio dal titolo "Pier Giorgio Frassati e Giovanni Paolo II. La santità è possibile per tutti (Edizioni Cantagalli, Siena)". La cosa ci ha interesato non poco, anche perchè avvicina Frassati a Giovanni Paolo II. L'abbiamo contattata per farcelo spiegare e lei stessa ce lo descrive così.
"Il libro, attraverso testi e immagini, ripercorre “le tappe principali di un legame forte e profondo, così come i tratti di un’affinità che stupisce e affascina tra il Beato torinese e il Papa polacco”. Rispondendo all’invito di conoscere ed imitare Pier Giorgio Frassati proposto ai giovani dal Papa polacco nell’aprile 2001, il libro raccoglie tutti gli undici discorsi di Giovanni Paolo II sul Beato torinese, proponendone una lettura alla luce delle Otto Beatitudini e del suo Magistero, e ricostruisce così il legame di devozione e affetto da parte di Wojtyła nei confronti di Frassati. Don Pawel Rytel-Andrianik propone, inoltre, un interessante parallelismo tra Karol Wojtyła e Pier Giorgio Frassati che fa chiaramente emergere i molteplici “tratti comuni e ricorrenti, pur in esperienze di vita così differenti e così lontane nel tempo e nello spazio”. Documento inedito, oltre ad alcune fotografie, è costituito dall’autografo di Giovanni Paolo II sul libro delle firme della mostra su Pier Giorgio allestita in San Giovanni in Laterano, il 30 marzo 1985 in occasione dell’apertura dell’Anno Internazionale della Gioventù, dove il Papa polacco scrisse di suo pugno “Pier Giorgio – un giovane delle beatitudini”.

Pier Giorgio Frassati – “l’uomo delle otto beatitudini” – presentato da Karol Wojtyła. Parole e immagini ripercorrono le tappe principali di un legame forte e profondo, così come i tratti di un’affinità che stupisce e affascina tra il Beato torinese e il Papa polacco. Grazie a Wojtyła, il profilo di Pier Giorgio, lungi dallo stereotipo dell’ordinarietà di vita – pur solo apparente – si staglia modello cristallino in tutta la sua pienezza ed autenticità di giovane moderno, in grado di dare una risposta entusiasta e radicale al “Vieni e seguimi”, risposta che si traduce in santità laicale. Così Wojtyła ci svela il mirabile e sempiterno disegno di Dio in Pier Giorgio Frassati, la cui testimonianza diviene allora, attraverso la magistrale mediazione del Pontefice, più luminosa e definita, più intelligibile ed imitabile (dal retro di copertina).

Nota molto interessante è che la Prefazione del libro l'ha scritta di S.E. Card. S. Ryłko Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.
L'invito è quello di procurarsi appena possibile questo bellissimo libro.

venerdì, marzo 28, 2008

Ancora News...dal compleanno del nostro caro beato Pier Giorgio Frassati!




Ultimissima (per ridere un pò):

le persone che stanno lavorando, giorno e notte, per questa festa sono davvero tante, così come le molte adesioni che ci stanno continuamente arrivando.

Solamente una persona sta davvero superando il limite... (ma in senso più che buono!) passando molte ore della notte davanti al computer ...ha raggiunto così livelli di pazzia da "sesto piano"!!!

La nostra ammirazione per lei, che ci coinvolge sempre in queste iniziative e sempre con grande entusiasmo, è molta,

grazie zia pepsi,

le tue sgallettate preferite!

martedì, marzo 25, 2008

Compleanno di Pier Giorgio Frassati

Cari amici,
vogliamo invitare tutti coloro che leggono il blog a partecipare a fare memoria insieme a noi del compleanno del nostro caro Pier Giorgio.
Già in diversi hanno scelto di aderire all'iniziativa che va avanti da alcuni anni in collaborazione con l'Associazione Pier Giorgio Frassati di Roma, il Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile e con la partecipazione di numerose realtà di tutto il mondo che si ispirano o hanno un interesse per il Giovane delle Otto Beatitudini.
Il nostro caro beato dall'alto sarà felice di vederci partecipare numerosi. Potete trovare tutte le informazioni sul nostro sito.
Mi raccomando leggete cosa abbiamo pensato di fare cliccando il link nella colonna qui a sinistra sotto il titolo "Il Compleanno di Pier Giorgio Frassati - 6 Aprile 2008".
Ci vuole l'entusiasmo di chi ama Gesù come lo ama Pier Giorgio, può essere una grande occasione di incontro e di testimonianza di Colui che abbiamo incontrato.

La bellissima Way of the Cross a Brooklyn

Cliccate qui e vedrete un bellissimo slideshow dei nostri amici ciellini americani sulla Way of the Cross.

Grazie a Riro Maniscalco che ce lo ha segnalato.
Grazie a loro per questo segno magnifico.

sabato, marzo 22, 2008

Compleanno di Pier Giorgio Frassati

Cari amici,
vogliamo invitare tutti coloro che leggono il blog a partecipare a fare memoria insieme a noi del compleanno del nostro caro Pier Giorgio.
Già in diversi hanno scelto di aderire all'iniziativa che va avanti da alcuni anni in collaborazione con l'Associazione Pier Giorgio Frassati di Roma, il Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile e con la partecipazione di numerose realtà di tutto il mondo che si ispirano o hanno un interesse per il Giovane delle Otto Beatitudini.
Il nostro caro beato dall'alto sarà felice di vederci partecipare numerosi. Potete trovare tutte le informazioni sul nostro sito.
Mi raccomando leggete cosa abbiamo pensato di fare cliccando ciascuna delle due immagini. Ci vuole l'entusiasmo di chi ama Gesù come lo ama Pier Giorgio, può essere una grande occasione di incontro e di testimonianza di Colui che abbiamo incontrato.

Resurrexit sicut dixit

venerdì, marzo 21, 2008

Il Papa ai giovani: essere cristiani vuol dire essere anticonformisti

CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 19 marzo 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha spiegato questo mercoledì ai giovani che essere cristiani vuol dire essere anticonformisti nei loro ambienti scolastici, universitari o lavorativi.

Lo ha detto nel giorno in cui festeggiava il suo onomastico, San Giuseppe, ricevendo nella Basilica di San Pietro in Vaticano circa 300 giovani partecipanti alla 41ª edizione dell’incontro internazionale UNIV.

Un serio impegno personale, ispirato dai valori evangelici, rende possibile rispondere adeguatamente ai grandi interrogativi del tempo presente”, ha detto il Papa ai giovani presenti.

Il cristiano sa che esiste un nesso inseparabile tra verità, etica e responsabilità – ha aggiunto –. Ogni espressione culturale autentica contribuisce a formare la coscienza e stimola la persona a superare se stessa per poter migliorare la società”.

Una persona si sente così responsabile di fronte alla verità, al servizio della quale bisogna mettere la propria libertà personale. Si tratta certamente di una missione impegnativa e per realizzarla il cristiano è chiamato a seguire Gesù, coltivando con Lui un'intensa amicizia attraverso la preghiera e la contemplazione”.

Essere amici di Cristo e testimoniarLo laddove ci troviamo esige, inoltre, lo sforzo di andare controcorrente, ricordando le parole del Signore: siete nel mondo ma non siete del mondo”, ha aggiunto.

Non abbiate paura, quindi, quando è necessario, di essere anticonformisti all'università, a scuola e in ogni luogo”, ha incoraggiato i giovani.

L'incontro di quest'anno dell'UNIV ha come tema “Essere, apparire, comunicare: intrattenimento e felicità nella società multimediale”.

Questi incontri, organizzati dall’Istituto per la Cooperazione Universitaria (ICU), sono nati nel 1968 con l’ispirazione e l’incoraggiamento di San Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei.

Da allora, tutti gli anni i partecipanti sono stati ricevuti dal Pontefice: prima Paolo VI, poi Giovanni Paolo II.

I partecipanti, studenti universitari provenienti da 30 università italiane e più di 200 di tutto il mondo, lavorano lungo la settimana sul tema proposto dall’ICU nelle diverse attività culturali che si svolgono in vari luoghi di Roma.

Venerdì Santo

Pensiamo, in questo giorno di dolore e di mistero, ai tanti cristiani che soffrono in giro per il mondo e così facendo portano la Croce del Signore.

Vi mettiamo a disposizione la testimonianza di un cristiano caldeo dell'Iraq, cliccando qui, rilasciata ad AsiaNews.

Ci vengono in mente, a quest'ora, anche gli amici di New York ancora a dormire, che tra poco si sveglieranno e porranno in essere il bel gesto della Via Crucis, o -come dicono loro- Way of the Cross over Brooklyn Bridge. Un bel gesto in questa specie di nuovo Areopago che è la Grande Mela.

Andate a vedere il loro sito e il loro bel gesto cliccando qui. C'è un bellissimo video.

Stiamo tutti con Gesù sotto la Croce, dove lui soffre. Sempre.

giovedì, marzo 20, 2008

Il triduo pasquale. Il Papa ci spiega cos'è

Siamo giunti ormai alla fine della Quaresima... Entriamo proprio oggi nel triduo pasquale, giovedì, venerdì e sabato, tre giorni detti tutti "santi". Per viverli meglio, per comprenderli meglio e soprattutto per non farli passare come giorni comuni, vi riportiamo di seguito le parole pronunciate da Benedetto XVI sul significato del triduo.
E soprattutto... buona Pasqua a tutti.


Cari fratelli e sorelle,
siamo giunti alla vigilia del Triduo Pasquale. I prossimi tre giorni vengono comunemente chiamati "santi" perché ci fanno rivivere l'evento centrale della nostra Redenzione; ci riconducono infatti al nucleo essenziale della fede cristiana: la passione, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo. Sono giorni che potremmo considerare come un unico giorno: essi costituiscono il cuore ed il fulcro dell'intero anno liturgico come pure della vita della Chiesa. Al termine dell'itinerario quaresimale, ci apprestiamo anche noi ad entrare nel clima stesso che Gesù visse allora a Gerusalemme. Vogliamo ridestare in noi la viva memoria delle sofferenze che il Signore ha patito per noi e prepararci a celebrare con gioia, domenica prossima, "la vera Pasqua, che il Sangue di Cristo ha coperto di gloria, la Pasqua in cui la Chiesa celebra la Festa che è l'origine di tutte le feste", come dice il Prefazio per il giorno di Pasqua nel rito ambrosiano.
Domani, Giovedì Santo, la Chiesa fa memoria dell'Ultima Cena durante la quale il Signore, la vigilia della sua passione e morte, ha istituito il Sacramento dell'Eucaristia e quello del Sacerdozio ministeriale. In quella stessa notte Gesù ci ha lasciato il comandamento nuovo, "mandatum novum", il comandamento dell'amore fraterno. Prima di entrare nel Triduo Santo, ma già in stretto collegamento con esso, avrà luogo in ogni Comunità diocesana, domani mattina, la Messa Crismale, durante la quale il Vescovo e i sacerdoti del presbiterio diocesano rinnovano le promesse dell'Ordinazione. Vengono anche benedetti gli olii per la celebrazione dei Sacramenti: l'olio dei catecumeni, l'olio dei malati e il sacro crisma. E' un momento quanto mai importante per la vita di ogni comunità diocesana che, raccolta attorno al suo Pastore, rinsalda la propria unità e la propria fedeltà a Cristo, unico Sommo ed Eterno Sacerdote. Alla sera, nella Messa in Cena Domini si fa memoria dell'Ultima Cena quando Cristo si è dato a tutti noi come nutrimento di salvezza, come farmaco di immortalità: è il mistero dell'Eucaristia, fonte e culmine della vita cristiana. In questo Sacramento di salvezza il Signore ha offerto e realizzato per tutti coloro che credono in Lui la più intima unione possibile tra la nostra e la sua vita. Col gesto umile e quanto mai espressivo della lavanda dei piedi, siamo invitati a ricordare quanto il Signore fece ai suoi Apostoli: lavando i loro piedi proclamò in maniera concreta il primato dell'amore, amore che si fa servizio fino al dono di se stessi, anticipando anche così il sacrificio supremo della sua vita che si consumerà il giorno dopo sul Calvario. Secondo una bella tradizione, i fedeli chiudono il Giovedì Santo con una veglia di preghiera e di adorazione eucaristica per rivivere più intimamente l'agonia di Gesù al Getsemani.
Il Venerdì Santo è la giornata che fa memoria della passione, crocifissione e morte di Gesù. In questo giorno la liturgia della Chiesa non prevede la celebrazione della Santa Messa, ma l'assemblea cristiana si raccoglie per meditare sul grande mistero del male e del peccato che opprimono l'umanità, per ripercorrere, alla luce della Parola di Dio e aiutata da commoventi gesti liturgici, le sofferenze del Signore che espiano questo male. Dopo aver ascoltato il racconto della passione di Cristo, la comunità prega per tutte le necessità della Chiesa e del mondo, adora la Croce e si accosta all'Eucaristia, consumando le specie conservate dalla Messa in Cena Domini del giorno precedente. Come ulteriore invito a meditare sulla passione e morte del Redentore e per esprimere l'amore e la partecipazione dei fedeli alle sofferenze di Cristo, la tradizione cristiana ha dato vita a varie manifestazioni di pietà popolare, processioni e sacre rappresentazioni, che mirano ad imprimere sempre più profondamente nell'animo dei fedeli sentimenti di vera partecipazione al sacrificio redentivo di Cristo. Fra queste spicca la Via Crucis, pio esercizio che nel corso degli anni si è arricchito di molteplici espressioni spirituali ed artistiche legate alla sensibilità delle diverse culture. Sono così sorti in molti Paesi santuari con il nome di "Calvaria", ai quali si giunge attraverso un'erta salita che richiama il cammino doloroso della Passione, consentendo ai fedeli di partecipare all'ascesa del Signore verso il Monte della Croce, il Monte dell'Amore spinto fino alla fine.
Il Sabato Santo è segnato da un profondo silenzio. Le Chiese sono spoglie e non sono previste particolari liturgie. Mentre attendono il grande evento della Risurrezione, i credenti perseverano con Maria nell'attesa pregando e meditando. C'è bisogno in effetti di un giorno di silenzio, per meditare sulla realtà della vita umana, sulle forze del male e sulla grande forza del bene scaturita dalla Passione e dalla Risurrezione del Signore. Grande importanza viene data in questo giorno alla partecipazione al Sacramento della riconciliazione, indispensabile via per purificare il cuore e predisporsi a celebrare intimamente rinnovati la Pasqua. Almeno una volta all'anno abbiamo bisogno di questa purificazione interiore di questo rinnovamento di noi stessi. Questo Sabato di silenzio, di meditazione, di perdono, di riconciliazione sfocia nella Veglia Pasquale, che introduce la domenica più importante della storia, la domenica della Pasqua di Cristo. Veglia la Chiesa accanto al nuovo fuoco benedetto e medita la grande promessa, contenuta nell'Antico e nel Nuovo Testamento, della liberazione definitiva dall'antica schiavitù del peccato e della morte. Nel buio della notte viene acceso dal fuoco nuovo il cero pasquale, simbolo di Cristo che risorge glorioso. Cristo luce dell'umanità disperde le tenebre del cuore e dello spirito ed illumina ogni uomo che viene nel mondo. Accanto al cero pasquale risuona nella Chiesa il grande annuncio pasquale: Cristo è veramente risorto, la morte non ha più alcun potere su di Lui. Con la sua morte Egli ha sconfitto il male per sempre ed ha fatto dono a tutti gli uomini della vita stessa di Dio. Per antica tradizione, durante la Veglia Pasquale, i catecumeni ricevono il Battesimo, per sottolineare la partecipazione dei cristiani al mistero della morte e della risurrezione di Cristo. Dalla splendente notte di Pasqua, la gioia, la luce e la pace di Cristo si espandono nella vita dei fedeli di ogni comunità cristiana e raggiungono ogni punto dello spazio e del tempo.
Cari fratelli e sorelle, in questi giorni singolari orientiamo decisamente la vita verso un'adesione generosa e convinta ai disegni del Padre celeste; rinnoviamo il nostro "sì" alla volontà divina come ha fatto Gesù con il sacrificio della croce. I suggestivi riti del Giovedì Santo, del Venerdì Santo, il silenzio ricco di preghiera del Sabato Santo e la solenne Veglia Pasquale ci offrono l'opportunità di approfondire il senso e il valore della nostra vocazione cristiana, che scaturisce dal Mistero Pasquale e di concretizzarla nella fedele sequela di Cristo in ogni circostanza, come ha fatto Lui, sino al dono generoso della nostra esistenza.
Far memoria dei misteri di Cristo significa anche vivere in profonda e solidale adesione all'oggi della storia, convinti che quanto celebriamo è realtà viva ed attuale. Portiamo dunque nella nostra preghiera la drammaticità di fatti e situazioni che in questi giorni affliggono tanti nostri fratelli in ogni parte del mondo. Noi sappiamo che l'odio, le divisioni, le violenze non hanno mai l'ultima parola negli eventi della storia. Questi giorni rianimano in noi la grande speranza: Cristo crocifisso è risorto e ha vinto il mondo. L'amore è più forte dell'odio, ha vinto e dobbiamo associarci a questa vittoria dell'amore. Dobbiamo quindi ripartire da Cristo e lavorare in comunione con Lui per un mondo fondato sulla pace, sulla giustizia e sull'amore. In quest'impegno, che tutti ci coinvolge, lasciamoci guidare da Maria, che ha accompagnato il Figlio divino sulla via della passione e della croce e ha partecipato, con la forza della fede, all'attuarsi del suo disegno salvifico. Con questi sentimenti, formulo fin d'ora i più cordiali auguri di lieta e santa Pasqua a tutti voi, ai vostri cari e alle vostre Comunità.
Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana. Auguro a ciascuno di vivere con intensa partecipazione il Triduo Pasquale, per celebrare con più salda fede il mistero della morte e risurrezione di Cristo.
Il mio pensiero va ora ai giovani, ai malati e agli sposi novelli, ai quali formulo uno speciale augurio pasquale. A voi, cari giovani, auguro di non avere paura a seguire Cristo, anche quando vi invita a percorrere con lui la via difficile della croce. A voi, cari malati, la meditazione della Passione di Gesù, mistero di sofferenza trasfigurata dall'amore, rechi conforto e consolazione. E in voi, cari sposi novelli, la morte e la risurrezione del Signore rinnovi la gioia e l'impegno del vostro patto nuziale.
Seguo con grande trepidazione le notizie, che in questi giorni giungono dal Tibet. Il mio cuore di Padre sente tristezza e dolore di fronte alla sofferenza di tante persone. Il mistero della passione e morte di Gesù, che riviviamo in questa Settimana Santa, ci aiuta ad essere particolarmente sensibili alla loro situazione.
Con la violenza non si risolvono i problemi, ma solo si aggravano. Vi invito ad unirvi a me nella preghiera. Chiediamo a Dio onnipotente, fonte di luce, che illumini le menti di tutti e dia a ciascuno il coraggio di scegliere la via del dialogo e della tolleranza.

mercoledì, marzo 19, 2008

AUGURI DI BUONA PASQUA!!!

Il cristianesimo è stato dichiarato morto infinite volte. Ma, alla fine, è sempre risorto, perché Dio conosce bene la strada per uscire dal sepolcro

(Gilbert Keith Chesterton).

DI CUORE, TANTISSIMI AUGURI SINCERI ALLEGRI DI BUONA PASQUA DI RESURREZIONE DALLA COMPAGNIA DEI TIPI LOSCHI DEL BEATO PIER GIORGIO FRASSATI!!!

Padre Clemente Vismara, venerabile e "lieto nel Signore"


Firmato il decreto che dichiara Venerabile il “Patriarca della Birmania”

di Antonio Gaspari, da Zenit, che ringraziamo.

ROMA, martedì, 18 marzo 2008 (ZENIT.org).- Il 15 marzo scorso il Papa ha approvato il decreto che dichiara Venerabile il Servo di Dio padre Clemente Vismara (1897-1988), per 65 anni missionario in Birmania. Intervistato da ZENIT, padre Piero Gheddo, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) e fondatore di AsiaNews, ha commentato: “La notizia di Clemente Vismara ‘Venerabile’ mi riempie di gioia, perché l‘ho conosciuto bene, ho iniziato la sua causa di beatificazione di cui sono anche il Postulatore”. Invocato come “il santo dei bambini”, nel paese asiatico dove ha svolto la missione è stato proclamato dai Vescovi “il Patriarca della Birmania”. Clemente (1897-1988), nato ad Agrate Brianza (Milano), è vissuto 65 anni in Birmania, fondando quattro parrocchie (o distretti missionari) nella diocesi di Kengtung, estesa un terzo dell'Italia e situata ai confini con la Cina e la Thailandia, fra popoli tribali, guerriglie e dittature, bande di trafficanti di droga, miserie e pestilenze, fame e lebbra. Suor Battistina Sironi, delle suore di Maria Bambina, che l’ha accompagnato per 32 anni, ha testimoniato che padre Clemente era sempre allegro, e che cantava quando aveva davanti a sé problemi veramente grandi; allora la suora sapeva che i pericoli erano gravi e bisognava portare in chiesa bambini e bambine per pregare. Padre Gheddo ha raccontato a ZENIT che padre Vismara era “lieto nel Signore”, era “sempre sorridente” e che in una occasione, in una lettera inviata al Superiore Generale del PIME il 21 novembre 1955, scrisse: “Stia bene, sia buono e non faccia mai la faccia scura, perché la vita è la fiaba più bella, anche se si è vecchi come lei”. In un'altra lettera, del 7 gennaio 1975, disse invece: “Se non stiamo allegri noi in questo mondo, chi mai può stare allegro?”. Padre Gheddo afferma che Padre Vismara ha “vissuto la vita ordinaria del missionario in modo straordinario, con un senso poetico e avventuroso dell’esistenza che sapeva trasmettere nei suoi scritti”. Dalle 2300 lettere finora raccolte e dalle centinaia di articoli pubblicati in varie lingue dal Venerabile, emerge un grande amore per i più piccoli e poveri e un entusiasmo contagioso per la missione di far conoscere Cristo. “Viveva con gioia e comunicava la sua esperienza – ha sottolineato padre Gheddo – suscitando con i suoi scritti numerose vocazioni missionarie”. Per Padre Gheddo il riconoscimento delle virtù eroiche di padre Clemente “è provvidenziale” soprattutto “per la giovane Chiesa di Birmania (Myanmar), i cui Vescovi, quando nel 1877 ha compiuto gli 80 anni l’hanno proclamato 'Patriarca della Birmania' e oggi ne diffondono la devozione”. “Il riconoscimento della sua testimonianza cristiana è importante anche per il Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), perché - ha spiegato padre Gheddo - egli rappresenta il tipo classico del missionario nella nostra tradizione di 158 anni: un uomo che ha orientato tutta la sua vita all’annunzio di Cristo ai non cristiani, con grande fiducia nella Provvidenza e attenzione ai più piccoli e poveri del popolo fra il quale è stato mandato”. In Birmania, a venti anni dalla sua morte e a dodici dall’inizio della sua causa di beatificazione, la popolarità di padre Clemente Vismara è ancora molto diffusa, soprattutto nella sua diocesi di Kengtung, dov’è vissuto 65 anni. Il Vescovo (oggi emerito) di Kengtung, monsignor Abramo Than, suo grande ammiratore, ha promosso la sua devozione diffondendo migliaia di immaginette di Clemente e chiedendo di invocare la sua intercessione per la guarigione di molti ammalati. Ha raccontato padre Gheddo che anche in Italia “sono centinaia le lettere ricevute da devoti che pregano padre Clemente, molte anche le segnalazioni di grazie ricevute”. La “Lettera degli Amici di padre Clemente Vismara”, trimestrale di sole sei paginette, pubblicato ad Agrate dagli Amici di Clemente dal 1995 continua a crescere in diffusione. Partito con circa 4.000 indirizzi, oggi i lettori sono più di 8.000. L’iniziativa editoriale è completamente sostenuta dai lettori i quali inviano generose offerte all’orfanotrofio di Clemente e ad altre opere nella diocesi di Kengtung. Padre Gheddo ha rivelato che i padri del PIME pregano affinchè il Venerabile Clemente Vismara “chieda a Dio la grazia di numerose e sante vocazioni missionarie”. Il processo diocesano per la beatificazione di Clemente Vismara è iniziato il 18 ottobre 1996 ad Agrate, dal Cardinale Carlo Maria Martini e chiuso dallo stesso il 17 ottobre 1998, dopo l’interrogazione di 130 testimoni in Birmania, Italia, Thailandia e Brasile. Nel 2001 è stata presentata alla Congregazione dei Santi, la “Positio”: biografia documentata sulla base delle testimonianze e dei documenti raccolti dal Tribunale diocesano e adesso il Decreto di Venerabilità. Nel frattempo sono stati presentati sei “supposti” miracoli ottenuti per intercessione del Servo di Dio. Per conoscere meglio padre Clemente si leggano due volumi di Piero Gheddo: “Prima del Sole” (EMI 1998, pagg. 220, Euro 10,00) che è la sua biografia, avventurosa e poetica; e “Il Santo dei Bambini” (EMI 2004, pagg. 158, Euro 10,00) che contiene 45 scritti di padre Clemente, particolarmente commoventi, sui circa 200-250 bambini e bambine orfani che ospitava nella missione di Mong Ping in Birmania.

martedì, marzo 18, 2008

Cento Canti ad Ancona


L'amico fraterno Nicola Campagnoli, che insegna all'ITIS "Volterra" di Ancona, ha organizzato un bellissimo incontro di cui qui sopra vedete la locandina con l'associazione Cento Canti (qui accanto c'è il link).

L'associazione Cento Canti si occupa di diffondere l'amore per la Divina Commedia e per Dante Alighieri con incontri e con la recita pubblica di canti della Commedia.

Frassati era un amante sviscerato di Dante: saliva sul tetto di casa a Pollone, o sulla sequia nel giardino e declamava terzine e terzine della Commedia. Pregava ogni giorno con l'inno alla Vergine di San Bernardo di Chiaravalle nel Paradiso, e questa stessa preghiera aveva trascritto e appeso alla porta della sua camera.

Come potremmo noi tipi loschi non amare la Commedia?

L'incontro è per il 2 e 3 Aprile prossimi.

Partecipiamo numerosi!!!

Testimonianze dagli esercizi spirituali degli studenti medi in occasione della Pasqua 2008

Io vado agli esercizi spirituali come sempre, perché mi piacciono e per stare tutti insieme. In confronto alle altre, vorrei stare più attento alle riunioni del nostro amico Sermarini, perché quando alcune volte sono stato attento mi sono piaciute molte cose e mi hanno fatto capire tante cose!

L.F.

PRIMA
Ho deciso di venire agli esercizi spirituali, perché oltre ad essere un modo per stare tutti insieme ed approfondire la mia amicizia, è anche un modo per capire e prepararci alla situazione a cui andiamo incontro, perché penso che sia agli altri e soprattutto a me, un’occasione per ricordare il significato di quello che accade a Pasqua.
DOPO
Gli esercizi spirituali mi sono piaciuti molto, sia per quanto riguarda la riunione, sia per quanto riguarda il tempo trascorso con gli amici. Questi due giorni mi sono stati molto utili per formare delle amicizie e conoscere meglio altre persone. Nella riunione fatta da Sermarini mi è piaciuta la risposta alla domanda di Roberto che gli chiedeva come uno potesse trovare la forza di rialzarsi; questo discorso mi è stato utile a capire, con l’aiuto di altre persone, che quello che aveva detto potesse essermi utile e così poterlo mettere in pratica.
B.C.

Viaggio a Chioggia - sabato 8 e domenica 9 Marzo 2008



Tutto è partito da una proposta del nostro caro don Lino di Chioggia. Premesso che precedentemente ci avevano richiesto la mostra “Verso l'Assoluto - Si può vivere così” dedicata al nostro beato, Don Lino ha voluto invitare nella sua parrocchia il nostro amico nonché fondatore della Compagnia dei Tipi Loschi Marco Sermarini, perché portasse il beato Pier Giorgio Frassati anche nella loro realtà. Due sono stati i motivi per cui con molto piacere ho organizzato la trasferta insieme ad un piccolo gruppetto di Tipi Loschi: oltre che per partecipare all’incontro di Marco, dove siamo stati tutti testimoni vivi e presenti di quella Compagnia di cui Marco stesso ha parlato riferendosi a Pier Giorgio, ciò che mi ha spinto a passare due giorni a Chioggia non è stata la possibilità di fare una “bella vacanzina”, ma l'occasione di tenere desta e sempre viva l’amicizia con i nostri amici chioggiotti, con i quali personalmente mi sento spesso. È davvero bello essere e restare Amici, nonostante km di distanza; per me poi quando andiamo su è come se andassi a “casa mia”, per quanto la nostra amicizia sia forte e significativa. Pensate allora a quanto può essere bello poter contare sui propri amici e soprattutto su quelli più lontani: è come se stessero qui con me a San Benedetto e vivessero con me ogni mia giornata, passo dopo passo! Per la loro viva presenza, li ringrazio!
Federica Olivieri

Le due immagini: uno scorcio notturno di Chioggia; nell'altra immagine, la fine dell'incontro sul beato Pier Giorgio Frassati nel teatro della Parrocchia di San Martino.

Programma della Settimana Santa (per chi sta a San Benedetto del Tronto e dintorni)

Con la Domenica delle Palme, l'ingresso di Gesù a Gerusalemme, si apre al Settimana Santa, la principale di tutto l'anno liturgico.

Essa è la più ricca delle memorie dei misteri della nostra Redenzione: la passione, la morte, la Resurrezione del Signore.

Sono giorni di passione della Chiesa, che rivive i sé i dolori di Cristo; giorni di raccoglimento e di silenzio, nella meditazione del disegno sorprendente e stupendo del Figlio di Dio, che ci ha amato fino a morire in croce; giorni di speranza, perché il male e la morte sono stati vinti definitivamente ed ha vinto la Resurrezione; giorni quindi, di serenità e di gioia, via via che scopriamo la forza della carità che ci ha riscattato e della vita nuova che esce dal sepolcro di Gesù ed è inizio e germe di vita risorta per tutti gli uomini.

Lunedì 17 marzo

ore 4.00 - inizio della veglia delle Quarant'Ore a Grottammare Alta nella Chiesa di Santa Lucia con la Celebrazione Eucaristica

ore 21.00 - liturgia penitenziale per i ragazzi universitari/lavoratori in Cattedrale (Chiesa della Madonna della Marina) col Vescovo Gervasio Gestori e Don Gianluca Pelliccioni, responsabile della Pastorale Giovanile.

Martedì 18 marzo

ore 6.00 - nostra animazione della veglia delle Quarant'Ore a Grottammare Alta nella Chiesa di Santa Lucia

Mercoledì 19 marzo

ore 21.00 - recita del Santo Rosario in sede a Casa San Francesco, nell'occasione faremo memoria di San Giuseppe, babbo di Gesù.

a seguire proiezione del film THE PASSION

Giovedì 20 marzo

ore 21.00 - Missa in Coena Domini in Cattedrale, facciamo memoria dell'istituzione del la Santa Eucarestia, Gesù vivo in mezzo a noi nella Chiesa.

Venerdì 21 marzo

ore 18.00 - Adorazione della Croce a San Benedetto del Tronto presso la Chiesa di Sant'Antonio di Padova

ore 21.00 - Via Crucis a Casa San Francesco di Paola animata dalla Compagnia dei Tipi Loschi

la Chiesa in questo giorno (come pure nel Mercoledì delle Ceneri) invita al digiuno e all'astinenza dalle carni (per le norme che regolano questa pia pratica, clicca qui), questo per poter fare memoria della Crocifissione di Gesù, l'estremo Sacrificio con cui Cristo si è preso in carico tutti i nostri peccati

Sabato 22 marzo

ore 9.00 - Appuntamento in piazza Marche (San Benedetto del Tronto, sotto il negozio Tokedo)in bicicletta per andarsi a confessare da don Andrea Spinozzi nella Chiesa di San Pio V a Grottammare (in caso di maltempo si va in macchina)

ore 15.00 - pomeriggio in Compagnia, pulizie di Pasqua, preparazione alla Veglia Pasquale di Resurrezione che ci sarà alle

ore 22.00 Chiesa di Sant'Agostino in Grottammare - Veglia Pasquale

domenica 23 marzo PASQUA DI RESURREZIONE

Festeggiamo con i nostri cari la Santa Pasqua - da oggi si recita il Regina Coeli al posto dell'Angelus (un'antichissima e mai smentita tradizione vuole che la Madonna, Mamma di Gesù e Mamma nostra, abbia ricevuto per prima dall'Angelo la bellissima notizia della Resurrezione di Suo Figlio Gesù)

Regina Coeli laetare - alleluja!

Quia Quem meruisti portare - alleluja!

Resurrexit sicut dixit - alleluja!

Ora pro nobis Deum - alleluja!

Gaude et laetare, Virgo Maria - alleluja!

Quia resurrexit Dominus vere - alleluja!

Lunedì 24 marzo LUNEDÌ DELL'ANGELO

ore 8.00 - Messa nella chiesa di Sant'Antonio di Padova e partenza per la bellissima Gita Grassa di Pasquetta su località a sorpresa.....

Martedì 25 marzo

ore 18.00 - Festa di San Francesco di Paola, patrono dei pescatori, i Tipi Loschi animano la messa e la processione.

In 15mila alla prima messa celebrata nella chiesa a Doha


Doha (AsiaNews/Agenzie) – Erano in 15mila alla prima messa “ordinaria” celebrata nella chiesa di Nostra Signora del Rosario, a Doha, sabato, dal cardinale Ivan Dias, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione. Il giorno prima, lo stesso porporato aveva consacrato quella che è la prima chiesa dello Stato del Golfo.

I fedeli sono arrivati fin dal primo mattino, ma l’edificio, che pure può ospitare 5mila persone, non li ha potuti contenere: a migliaia, così, hanno partecipato al rito dall’esterno. Stretto il servizio d’ordine, con decine di poliziotti che hanno controllato i partecipanti, forse nel timore che avessero seguito le proteste contro la costruzione della chiesa, elevate nelle settimane scorse da alcuni gruppi di fondamentalisti musulmani. Il rito è stato celebrato in inglese, preghiere sono state pronunciate anche in arabo, urdu, indi, tagalog, spagnolo e francese, lingue della maggior parte dei presenti.

La chiesa di Nostra Signora del Rosario è la prima di un gruppo di edifici sacri cristiani che il sultano ha permesso di costruire: a quella cattolica, ne seguiranno altre per anglicani, copti, ortodossi e indiani. “Un positivo messaggio rivolto al mondo”: così il vice primo ministro del Qatar Abdullah bin Hamad al-Attiyah ha definito Nostra Signora del Rosario.

Analoghe considerazioni da parte del nunzio mons. Paul-Munjed al-Hashem, il quale ha anche espresso l’auspicio che si possano presto stabilire rapporti diplomatici con Arabia Saudita ed Oman, gli unici Paesi del Golfo che non hanno normali relazioni con la Santa Sede.

domenica, marzo 16, 2008

Domenica delle Palme 2008 - Il Papa ci richiama fortemente


Città del Vaticano - Il Papa mette in guardia da una fede idealizzata e da idoli che «entrano in vari modi» anche «nel mondo della nostra fede». Davanti a decine di migliaia di fedeli, in una piazza San Pietro gremita, Benedetto XVI celebra la messa per la Domenica delle Palme e denuncia: «L’avidità è idolatria». «È la nostra fede abbastanza pura ed aperta - domanda Benedetto XVI - così che a partire da essa anche i ’paganì, le persone che oggi sono in ricerca e hanno le loro domande, possano intuire la luce dell’unico Dio, associarsi negli atri della fede alla nostra preghiera e con il loro domandare diventare forse adoratori pure loro? La consapevolezza che l’avidità è idolatria - prosegue il Papa - raggiunge anche il nostro cuore e la nostra prassi di vita? Non lasciamo forse in vari modi entrare gli idoli anche nel mondo della nostra fede?».

Il Papa richiama così il significato della Domenica delle Palme che «racconta l’ingresso di Gesù in Gerusalemme». «Insieme ai suoi discepoli e ad una schiera crescente di pellegrini - racconta Ratzinger - Egli era salito dalla pianura della Galilea alla Città Santa». E «L’ultima meta della sua salita è la Croce». Infatti, dice il Pontefice, «l’ascesa fino al cospetto di Dio passa attraverso la Croce». La celebrazione si è aperta con la tradizionale e suggestiva processione guidata da Benedetto XVI. Un lungo corteo di cardinali, vescovi, religiosi e giovani è sfilato intorno all’emiciclo di piazza San Pietro. La messa delle Palme viene trasmessa in ben 181 Paesi del mondo collegati via satellite. È stata la Puglia a donare quest’anno gli ulivi, mentre le Palme arrivano da Sanremo.

E' in cinese, e intercede per il Papa, la prima delle preghiere dei fedeli della messa delle Palme che Benedetto XVI celebra oggi in piazza San Pietro. Nella lingua del Paese dove la Chiesa è - almeno formalmente - divisa tra quella clandestina fedele al Papa e quella patriottica che non può esplicitare tale fedeltà, si prega oggi "per il nostro Santo Padre Benedetto XVI e tutti i pastori della Chiesa: perché, ispirandosi agli apostoli, uniti in preghiera con Maria, Madre di Dio, proclamino con franchezza il Vangelo di Gesù, morto e risorto".

"Basta odio, iracheni sollevate la testa" - Appello del Papa, dopo la morte del vescovo rapito in Iraq, Paulos Faraj Rahho: "basta con le stragi, basta con le violenze, basta con l'odio in Iraq", afferma Benedetto XVI alzando "un forte e accorato grido" durante l'Angelus. E elevando "in pari tempo un appello al Popolo iracheno...": "solleva la tua testa e sii te stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale". Ora "riconciliazione, perdono, giustizia, rispetto della convivenza civile tra tribù, etnie, gruppi religiosi...". Benedetto XVI ha ricordato la morte dell'arcivescovo caldeo di Mosul, mons. Rahho, "tragicamente scomparso pochi giorni fa. La sua bella testimonianza di fedeltà a Cristo, alla Chiesa e alla sua gente, che nonostante numerose minacce non aveva voluto abbandonare, - ha detto papa Ratzinger - mi spinge ad alzare un forte e accorato grido: basta con le stragi, basta con le violenze, basta odio in Iraq". E qui le parole papali sono state interrotte da un caloroso applauso dei fedeli in piazza. "Ed elevo in pari tempo - ha proseguito - un appello al Popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e religiosa: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale. Siano la riconciliazione, il perdono, la giustizia e il rispetto della convivenza civile tra tribù, etnie, gruppi religiosi, la solidale via alla pace nel nome di Dio".

venerdì, marzo 14, 2008

Una grande Croce per la nostra Chiesa prima della Pasqua


Mons. Rahho aveva 67 anni. “Una grande Croce per la nostra Chiesa prima della Pasqua” ha detto mons. Rabban al Qas, vescovo di Arbil, commentando la notizia ad AsiaNews. Personalità della Chiesa caldea, tra cui mons. Shlemon Warduni, hanno portato il cadavere all’ospedale di Mosul per accertare le cause del decesso. I funerali si svolgeranno nella vicina cittadina di Karamles. Mons. Rahho sarà sepolto vicino a p. Ragheed, il suo sacerdote e segretario ucciso il 3 giugno 2007 all’uscita dalla messa da un commando terrorista.

Il presule era molto malato. Pochi anni fa aveva subito un infarto e da allora aveva bisogno di assumere medicine quotidiane. Le difficili trattative andate avanti in questi 14 giorni di sequestro avevano da subito preoccupato per la totale assenza di contatti diretti con l’ostaggio. Tra le condizioni poste dai rapitori - fanno sapere fonti di AsiaNews a Mosul - oltre ad un ingente riscatto nell’ordine dei milioni di dollari, si è parlato anche di forniture di armi e della liberazione di prigionieri arabi nelle carceri curde.

Per il rilascio del presule si erano espressi numerosi leader musulmani, sunniti e sciiti, in Iraq, Libano e Giordania, che hanno anche condannato il gesto come “contrario all’islam”.

Era morto da almeno cinque giorni l’arcivescovo caldeo di Mosul. Lo ha accertato l’autopsia cui è stato sottoposto il corpo di mons. Paulo Farj Rahho. Lo riferiscono ad AsiaNews fonti vicine al vescovo deceduto.

Sul corpo del presule, rapito il 29 febbraio, sembra non vi siano segni di violenze. Probabilmente è morto per la mancanza di medicinali che doveva assumere regolarmente per i suoi gravi problemi di salute. Ma ancora sulle cause del decesso non vi è chiarezza.

Mons. Rahho e i tre uomini che erano con lui al momento dell’agguato, si aggiungono al lungo elenco di cristiani uccisi in Iraq. Mosul si conferma la città più pericolosa per la comunità cristiana, la cui presenza è scesa a un terzo rispetto al 2003. Grande è il tributo di sangue versato da questa diocesi. Solo nel 2007 sarebbero almeno 13 i cristiani uccisi – tra cui p. Ragheed Gani trucidato il 3 giugno – più due preti e un vescovo rapiti. Numerosi gli attacchi ad obiettivi cristiani. L’ultima ondata di violenze si è registrata tra il 6 e il 17 gennaio 2008, quando una serie di esplosioni ha colpito: la chiesa caldea della Vergine Immacolata, quella caldea di San Paolo, quasi distrutta, l’entrata dell’orfanotrofio gestito dalle suore caldee ad al Nour, una chiesa nestoriana e il convento delle suore domenicane di Mosul Jadida.

Secondo una lista stilata da AsiaNews, per l’anno passato il bilancio delle vittime di azioni violente in Iraq è di 47 morti, di cui almeno 13 solo a Mosul.

È morta Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari


Roma (AsiaNews) – Chiara Lubich, fondatrice dell’Opera di Maria, conosciuto anche come il Movimento dei Focolari, è morta questa notte alle 2 nella sua abitazione a Rocca di Papa, vicino a Roma. Era rientrata ieri sera per espressa sua volontà dopo un ricovero al policlinico Gemelli.

Un comunicato del Movimento spiega che “in un clima sereno, di preghiera e di intensa commozione, Chiara Lubich ha concluso a 88 anni il suo viaggio terreno”.

Per tutta la giornata, ieri” continua il comunicato, “centinaia di persone – parenti, stretti collaboratori e suoi figli spirituali – sono passati nella sua stanza, per rivolgerle l’ultimo saluto, per poi fermarsi in raccoglimento nell’attigua cappella, sostando poi a lungo attorno alla casa in preghiera. Una ininterrotta e spontanea processione. A taluni Chiara ha potuto anche fare cenni d’intesa, nonostante l’estrema debolezza”.

Chiara Lubich (nome di battesimo: Silvia) era nata a Trento il 22 gennaio 1920. Dopo un’infanzia vissuta nella povertà, durante la Seconda guerra mondiale decide di consacrarsi a Dio e intuisce una “nuova via” nella Chiesa, che implica la consacrazione laicale e comunità basate sull’amore, che riflettono la “famiglia di Nazareth”.

Dopo un periodo di difficoltà e osteggiamenti da parte della gerarchia ecclesiastica, nel 1964 Chiara è ricevuta per la prima volta in udienza dal Papa, allora Paolo VI, che riconosce nel Movimento un’ "Opera di Dio". Da quel momento, si moltiplicano – con Paolo VI prima e Giovanni Paolo II poi – udienze private e pubbliche, e loro interventi in occasione delle manifestazioni internazionali.

Papa Wojtyla riconosce nel Movimento dei Focolari i lineamenti della Chiesa del Concilio, e nel suo carisma un'espressione del "radicalismo dell'amore".

Intanto l’influenza del Movimento si diffonde sia nella Chiesa cattolica che nelle altre chiese cristiane, in particolare nella Chiesa ortodossa, anglicana e luterana.

Intuendo le sfide prossime della società multiculturale e multireligiosa, negli anni ’70, il suo Movimento e lei stessa instaurano rapporti con personalità e movimenti delle diverse religioni: buddisti, musulmani, ebrei, indù. Nel 1994 è nominata tra i presidenti onorari della Conferenza mondiale delle Religioni per la pace (WCRP).

giovedì, marzo 13, 2008

E' stato ucciso mons. Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei

Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. «Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto» ha affermato il presule citato dall’agenzia Sir.

La notizia del ritrovamento del cadavere di monsignor Rahho "colpisce e addolora profondamente" il Papa, "che è stato subito informato". Lo riferisce il direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi. Il Papa si augura che "questo tragico evento richiami ancora una volta e con più forza l’impegno di tutti e in particolare della comunità internazionale per la pacificazione di un Paese così travagliato". La "deplorazione del Papa per un atto di disumana violenza che offende la dignità dell’essere umano e nuoce gravemente alla causa della fraterna convivenza dell’amato popolo iracheno" è espressa, dopo il ritrovamento del cadavere dell’arcivescovo caldeo di Mosul, Faraj Rahho, in un telegramma di Benedetto XVI al patriarca caldeo Emmannuel Delly III. Assicurando le sue preghiere "per lo zelante pastore sequestrato proprio al termine della celebrazione della via crucis" papa Ratzinger prega inoltre "perché questo tragico evento serva a costruire nella martoriata terra dell’Iraq un futuro di pace".

E' un martire. Preghiamo per i nostri fratelli cristiani in Iraq, condannati da circostanze non volute da loro e per le quali i Papi Giovanni Paolo e Benedetto hanno invocato la pace.

martedì, marzo 11, 2008

PER UN FISCO GIUSTO - 11 marzo

APPUNTAMENTI

Volturara Irpina (AV), Sala Consiliare, 11 marzo ore 17,30
Ofs e Gifra propongono una conferenza su “La missione educativa della famiglia” a cui intervengono tra gli altri mons. Alfano, vescovo di S. Angelo dei Lombardi, Edmondo Marra, sindaco di Volturara. Raccolta firme sulla petizione del Forum

Altamura, Auditorium Parrocchia Trasfigurazione, 11 marzo, ore 19.30
Il Forum regionale della Puglia organizza un incontro su “Famiglia risorsa della società e culla della vita”. Partecipano Lodovica Carli e Vito Massari

Perugia, Sala San Francesco 11 marzo ore 20,30
Incontro con Alessandro Mazzullo

Verona, Palazzo della Gran Guardia, 14 marzo, ore 20,45
Incontro organizzato col Patrocinio del Comune e della Provincia di Verona da Famiglie per l’accoglienza, con Paola Soave, vicepresidente del Forum, i professori Antonini e Perale, Marco Mazzi, presidente Famiglie per l’accoglienza

Valenzano, Castello Baronale, 15 marzo ore 20
Incontro pubblico sul tema: "Per un fisco a misura di famiglia", organizzato dalle comunità parrocchiali del luogo. Relatore, Vito Massari, coordinatore del comitato provinciale di Bari del Forum

Todi, Sala del Consiglio comunale, 15 marzo, ore 17,00
incontro su "Ideologia di genere" a cui Intervengono Simone Pillon e suor Roberta Vinerba

Romans d'Isonzo, sede associazione La Miglioranza, 27 marzo
Incontro interdecanale promosso dall’associazione “La Miglioranza” sulla proposta del Forum

Udine, Parrocchia del Buon Pastore 27 marzo ore 20,30
Incontro foraniale per illustrare la petizione popolare proposta dal Forum

S. Donato M.se, aula magna scuola Maria Ausiliatrice, 1 aprile, ore 21
Il Forum regionale insieme ad Age ed Agesc un incontro con Ernesto Mainardi, presidente regionale della Lombardia del Forum su “Un fisco a misura di famiglia. Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese”

Benedetto XVI ci richiama al rischio della secolarizzazione, senza mezze misure

Il discorso pronunciato da Benedetto XVI sabato 9 Marzo ricevendo in udienza i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, svoltasi dal 6 all'8 marzo.

Signori Cardinali,

cari Fratelli nell'Episcopato e nel Sacerdozio,
gentili Signore, illustri Signori!

Sono lieto di accogliervi, in occasione dell'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, congratulandomi per il lavoro che svolgete e, in particolare, per il tema scelto per questa Sessione: "La Chiesa e la sfida della secolarizzazione". È questa una questione fondamentale per il futuro dell'umanità e della Chiesa. La secolarizzazione, che spesso si muta in secolarismo abbandonando l'accezione positiva di secolarità, mette a dura prova la vita cristiana dei fedeli e dei pastori, e voi l'avete, durante i vostri lavori, interpretata e trasformata anche in una sfida provvidenziale così da proporre risposte convincenti ai quesiti e alle speranze dell'uomo, nostro contemporaneo.

Ringrazio l'Arcivescovo Mons. Gianfranco Ravasi, da pochi mesi Presidente del Dicastero, per le cordiali parole con le quali si è fatto vostro interprete e ha illustrato la scansione dei vostri lavori. Sono grato anche a voi tutti per l'impegno profuso nel far sì che la Chiesa si ponga in dialogo con i movimenti culturali di questo nostro tempo, e sia così conosciuto sempre più capillarmente l'interesse che la Santa Sede nutre per il vasto e variegato mondo della cultura. Oggi più che mai, infatti, la reciproca apertura tra le culture è un terreno privilegiato per il dialogo tra uomini e donne impegnati nella ricerca di un autentico umanesimo, aldilà delle divergenze che li separano. La secolarizzazione, che si presenta nelle culture come impostazione del mondo e dell'umanità senza riferimento alla Trascendenza, invade ogni aspetto della vita quotidiana e sviluppa una mentalità in cui Dio è di fatto assente, in tutto o in parte, dall'esistenza e dalla coscienza umana. Questa secolarizzazione non è soltanto una minaccia esterna per i credenti, ma si manifesta già da tempo in seno alla Chiesa stessa. Snatura dall'interno e in profondità la fede cristiana e, di conseguenza, lo stile di vita e il comportamento quotidiano dei credenti. Essi vivono nel mondo e sono spesso segnati, se non condizionati, dalla cultura dell'immagine che impone modelli e impulsi contraddittori, nella negazione pratica di Dio: non c'è più bisogno di Dio, di pensare a Lui e di ritornare a Lui. Inoltre, la mentalità edonistica e consumistica predominante favorisce, nei fedeli come nei pastori, una deriva verso la superficialità e un egocentrismo che nuoce alla vita ecclesiale.

La "morte di Dio" annunciata, nei decenni passati, da tanti intellettuali cede il posto ad uno sterile culto dell'individuo. In questo contesto culturale, c'è il rischio di cadere in un'atrofia spirituale e in un vuoto del cuore, caratterizzati talvolta da forme surrogate di appartenenza religiosa e di vago spiritualismo. Si rivela quanto mai urgente reagire a simile deriva mediante il richiamo dei valori alti dell'esistenza, che danno senso alla vita e possono appagare l'inquietudine del cuore umano alla ricerca della felicità: la dignità della persona umana e la sua libertà, l'uguaglianza tra tutti gli uomini, il senso della vita e della morte e di ciò che ci attende dopo la conclusione dell'esistenza terrena. In questa prospettiva il mio predecessore, il Servo di Dio Giovanni Paolo II, consapevole dei cambiamenti radicali e rapidi delle società, con insistenza richiamò l'urgenza di incontrare l'uomo sul terreno della cultura per trasmettergli il Messaggio evangelico. Proprio per questo istituì il Pontificio Consiglio della Cultura, per dare un nuovo impulso all'azione della Chiesa nel fare incontrare il Vangelo con la pluralità delle culture nelle varie parti del mondo (cfr Lettera al Card. Casaroli, in: AAS LXXIV, 6, pp. 683-688). La sensibilità intellettuale e la carità pastorale del Papa Giovanni Paolo II lo spinsero a mettere in risalto il fatto che la rivoluzione industriale e le scoperte scientifiche hanno permesso di rispondere a domande che prima erano parzialmente soddisfatte solo dalla religione. La conseguenza è stata che l'uomo contemporaneo ha spesso l'impressione di non aver più bisogno di nessuno per comprendere, spiegare e dominare l'universo; si sente il centro di tutto, la misura di tutto.

Più recentemente la globalizzazione, per mezzo delle nuove tecnologie dell'informazione, ha avuto non di rado come esito anche la diffusione in tutte le culture di molte componenti materialistiche e individualistiche dell'Occidente. Sempre più la formula "Etsi Deus non daretur" diventa un modo di vivere che trae origine da una specie di "superbia" della ragione - realtà pur creata e amata da Dio - la quale si ritiene sufficiente a se stessa e si chiude alla contemplazione e alla ricerca di una Verità che la supera. La luce della ragione, esaltata, ma in realtà impoverita, dall'Illuminismo, si sostituisce radicalmente alla luce della fede, alla luce di Dio (cfr Benedetto XVI, Allocuzione per l'incontro con l'Università di Roma "La Sapienza", 17 gennaio 2008). Grandi, perciò, sono le sfide con le quali la missione delle Chiesa deve confrontarsi in questo ambito. Quanto mai importante si rivela perciò l'impegno del Pontificio Consiglio della Cultura per un dialogo fecondo tra scienza e fede. È un confronto tanto atteso dalla Chiesa, ma anche dalla comunità scientifica, e vi incoraggio a proseguirlo. In esso la fede suppone la ragione e la perfeziona, e la ragione, illuminata dalla fede, trova la forza per elevarsi alla conoscenza di Dio e delle realtà spirituali. In questo senso la secolarizzazione non favorisce lo scopo ultimo della scienza che è al servizio dell'uomo, "imago Dei". Questo dialogo continui nella distinzione delle caratteristiche specifiche della scienza e della fede. Infatti, ognuna ha propri metodi, ambiti, oggetti di ricerca, finalità e limiti, e deve rispettare e riconoscere all'altra la sua legittima possibilità di esercizio autonomo secondo i propri principi (cfr Gaudium et spes, 36); entrambe sono chiamate a servire l'uomo e l'umanità, favorendo lo sviluppo e la crescita integrale di ciascuno e di tutti.

Esorto soprattutto i Pastori del gregge di Dio a una missione instancabile e generosa per affrontare, sul terreno del dialogo e dell'incontro con le culture, dell'annuncio del Vangelo e della testimonianza, il preoccupante fenomeno della secolarizzazione, che indebolisce la persona e la ostacola nel suo innato anelito verso la Verità tutta intera. Possano, così, i discepoli di Cristo, grazie al servizio reso in particolare dal vostro Dicastero, continuare ad annunciare Cristo nel cuore delle culture, perché Egli è la luce che illumina la ragione, l'uomo e il mondo. Siamo posti anche noi di fronte al monito rivolto all'angelo della Chiesa di Efeso: "Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua costanza ... Ho, però, da rimproverarti che hai abbandonato il tuo primo amore" (Ap 2,2.4). Facciamo nostro il grido dello Spirito e della Chiesa: "Vieni!" (Ap 22,17), e lasciamoci invadere il cuore dalla risposta del Signore: "Sì, verrò presto!" (Ap 22,20). Egli è la nostra speranza, la luce per il nostro cammino, la forza per annunciare la salvezza con coraggio apostolico giungendo fino al cuore di tutte le culture. Dio vi assista nello svolgimento della vostra ardua ma esaltante missione!

Affidando a Maria, Madre della Chiesa e Stella della Nuova Evangelizzazione, il futuro del Pontificio Consiglio della Cultura e quello di tutti i suoi membri, vi imparto di tutto cuore la Benedizione Apostolica.

[© Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana]

lunedì, marzo 10, 2008

La SAMI, l'ultima nata delle nostre piccole grandi opere!


Stefano detto "Ciccio benzinaro" (non fa il benzinaio, ma così vuole il nostro amico Donato e quello che dice Donato è legge...) ha dato vita insieme ad altri amici la S.A.M.I. - Società Alpinistica Maria Immacolata, una cosa bellissima!

Sono dediti alle ascensioni in montagna, con mani e piedi, corda, chiodi e non.

Sulle orme di Pier Giorgio non si poteva che fare questo!

Nel frattempo, mentre ascendono e discendono, hanno dato vita in un blitz serale (cui non è estraneo L'Uomo Vivo) al blog!

Eccovi l'indirizzo, che comunque trovate anche qui a fianco nell'elenco dei link amici:

http://alpinisticaimmacolata.blogspot.com

Qui riproduciamo anche il simpatico logo! Visitatate il blog, lasciate auguri e commenti, tra uomini veri così si fa!

domenica, marzo 09, 2008

I nostri amici della casa di riposo Pelagallo


Alcuni della nostra Compagnia tutte le domeniche vanno alla Pelagallo per rispettare un appuntamento che hanno preso con dei simpaticissimi giovani vecchietti che li aspettano con molta attesa e sono sempre molto contenti di vederli. Ecco a voi alcune foto per farvi conoscere i questi nostri cari amici e farvi vedere che ogni domenica è sempre una grande festa soprattutto per coloro che vanno a trovarli.
Chi vuole venire è ben accetto.
















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sabato, marzo 08, 2008

Il Papa: nella Confessione si sperimenta la tenerezza di Dio

Nel periodo di Quaresima che stiamo vivendo è normale pensare con sincerità e profondità al senso del peccato e al dispiacere di commetterlo. E è conseguenza anche avere chiara la consapevolezza dell'amore di Dio. Il Papa nel discorso che segue ci parla proprio della confessione, arma potentissima in mano al povero peccatore, segno del Suo amore e della Sua tenerezza per tutti noi...

Il Papa riflette sulle cause del senso del peccato e sulla disaffezione al sacramento. Di fronte alla perdita del senso del peccato, è importante che chi riceve il sacramento della Confessione sperimenti la tenerezza dell'amore di Dio, afferma Benedetto XVI.
Lo ha constatato ricevendo questo venerdì i partecipanti al corso annuale sul foro interno (questioni di coscienza) promosso dalla Penitenzieria Apostolica (www.penitenzieria.va), tribunale della Santa Sede la cui competenza si riferisce alle materie che concernono precisamente il foro interno e le indulgenze.
Nel suo intervento, il Papa ha esortato a contemplare “la realtà del peccato alla luce dell’infinita misericordia di Dio, che il sacramento della Penitenza manifesta nella sua forma più alta”.
Ad ogni modo, ha aggiunto, la nostra epoca “purtroppo va sempre più smarrendo il senso del peccato”.
Per questo motivo, ha considerato che “occorre oggi far sperimentare a chi si confessa quella tenerezza divina verso i peccatori pentiti che tanti episodi evangelici mostrano con accenti di intensa commozione”.
Ricordando l'esempio della peccatrice perdonata nel Vangelo, il Papa ha affermato che “a chi molto ama, Iddio tutto perdona”.
Chi confida in se stesso e nei propri meriti è come accecato dal suo io e il suo cuore si indurisce nel peccato. Chi invece si riconosce debole e peccatore si affida a Dio e da Lui ottiene grazia e perdono”.
“E’ proprio questo il messaggio che occorre trasmettere – ha aggiunto –: ciò che più conta è di far comprendere che nel sacramento della Riconciliazione, qualsiasi peccato si sia commesso, se lo si riconosce umilmente e ci si accosta fiduciosi al sacerdote confessore, si sperimenta sempre la gioia pacificatrice del perdono di Dio”.
Riconoscendo che oggi si assiste ad una certa disaffezione nei confronti del sacramento della Riconciliazione, ha avvertito che “quando si insiste solo sull’accusa dei peccati, che pure deve esserci e occorre aiutare i fedeli a comprenderne l’importanza, si rischia di relegare in secondo piano ciò che in esso è centrale, e cioè l'incontro personale con Dio, Padre di bontà e di misericordia”.
Nel cuore della celebrazione sacramentale non sta il peccato, ma la misericordia di Dio, che è infinitamente più grande di ogni nostra colpa”, ha osservato.
Il Papa ha chiesto ai confessori di “porre in evidenza il legame stretto che esiste tra il sacramento della Riconciliazione e un’esistenza orientata decisamente alla conversione”.
Occorre che tra la pratica del sacramento della Confessione e una vita tesa a seguire sinceramente il Cristo si instauri una sorta di 'circolo virtuoso' inarrestabile, nel quale la grazia del Sacramento sostenga ed alimenti l’impegno ad essere fedeli discepoli del Signore”.
Il Penitenziere Maggiore è attualmente il Cardinale americano James Francis Stafford. La Penitenzieria Apostolica, secondo la costituzione apostolica Pastor Bonus per il foro interno, sia sacramentale che non sacramentale, “concede le assoluzioni, le dispense, le commutazioni, le sanzioni, i condoni ed altre grazie”. Provvede anche “a che nelle Basiliche patriarcali dell'urbe ci sia un numero sufficiente di penitenzieri, dotati delle opportune facoltà”. Al medesimo dicastero “è demandato quanto concerne la concessione e l'uso delle indulgenze, salvo il diritto della Congregazione della Dottrina della Fede di esaminare tutto ciò che riguarda la dottrina dogmatica intorno ad esse”.

venerdì, marzo 07, 2008

I Tipi Loschi su SAT2000

Carissmi amici...
Attenzione! Segnatevi queste due date. Venerdì 28 marzo e venerdì 4 aprile 2008, alle ore 17.30. In questi giorni andando su SAT2000, vedrete proprio noi, i Tipi Loschi, la Compagnia, la nostra sede... La trasmissione si chiama "Mosaico in Piazza". Si parlerà della nostra Diocesi e (anche) della Compagnia, con riprese e interviste che sono state effettuate presso la nostra sede, un po' di tempo fa... E per creare un po' di sana suspence in tutti voi, vi giro la bella mail degli amici che ci sono venuti a intervistare e a riprendere prima del Santo Natale... Ci vediamo su SAT2000!

"Carissimi tutti,
ho appena ultimato di scalettare i nostri girati: siete stati magnifici! Il viaggio di SAT2000 nella Vostra Diocesi verrà trasmesso in due puntate e andrà in onda venerdi' 28 marzo e venerdi' 4 aprile, alle 17 e 30 in"Mosaico in Piazza". Ricordo a tutti voi che SAT2000 trasmette in chiaro sia sul digitale terrestre che sul satellite, nel bouquet RAI. Inoltre, è presente sulla piattaforma SKY, al canale 801. La Vostra disponibilità e la Vostra generosità sono rimaste nel cuore ditutti noi. E da tutti noi giungano il nostro grazie ed infiniti auguri di un Natale Santo. Grazie, con tutto il cuore possibile, Lucia, Andrea, Agnese ed Emiliano"

giovedì, marzo 06, 2008

Piccolo restyling del blog...

...qualche piccola modifica al blog (colori, caratteri, link...).

Cristiani in Terra Santa, segno di contraddizione e di speranza

Palestina, culla del Cristianesimo, terra insanguinata dall’eterna intifada tra ebrei e musulmani. Da quasi sessant’anni si susseguono attentati, massacri, orrori indicibili che hanno portato il seme dell’odio ben oltre i confini della regione. Qui dove una pace stabile e duratura non sembra possibile, dove si respirano tensione, sofferenza, paura, c’è chi trasmette con la propria vita, il proprio lavoro, la propria Fede, un messaggio di speranza, quella SPERANZA che viene dal messaggio salvifico di Gesù Cristo: la comunità cristiana.
Una preziosa testimonianza di vita vissuta ai limiti di ogni umana possibilità, che solo nell’amicizia e nell’amore per il prossimo, nella collaborazione e nel rispetto reciproco trova ragione di essere.
Per noi, un invito a riscoprire quanto sostegno dona l’esperienza della Fede cristiana.

Carissimi amici,
Continua la grande sfida dei nostri amici loschi di Canneto Sull'Oglio. Sono infatti ormai diversi anni che i Loschi del Nord periodicamente chiamano persone proprio interessanti a parlare di vari argomenti... per lasciare un segno, per dare una testimonianza, per permettere a tutti (e in particolare ai loro concittadini) di poter dare un giudizio alle vicende più vicine alla loro vita... perchè tutti, alla fine, seguano Gesù come centro della propria vita.
Questa volta ci propongono un tema attuale e molto delicato: i cristiani in Terra Santa. Interverrà il grande Sobhy Makhoul, amico della Compagnia e intervenuto alcuni anni fa alla nostra Festa. E' un tipo eccezionale che ha fatto grandi cose nella sua amata terra e vale davvero la pena andarlo a ascoltare.

Pertanto:
la Compagnia dei Tipi Loschi è lieta di invitarVi alla conferenza a tema “Cristiani in Terra Santa, segno di contraddizione e di speranza”, che si svolgerà a Canneto sull’Oglio (Mn) il prossimo 12 marzo presso la Sala Civica in Piazza Gramsci alle ore 21.00.

mercoledì, marzo 05, 2008

Ricognizione canonica del corpo del beato Pier Giorgio.



La notizia è trapelata questa mattina dalla stampa, in particolare dal sito internet di matrice cattolica Korazym.org. Abbiamo chiesto conferma alla signora Wanda Gawronska, nipote di Pier Giorgio che ci degna della sua cara amicizia e vicinanza.

Lunedì 3 Marzo 2008 si è svolta una ricognizione canonica del corpo del beato Pier Giorgio. Tutto è avvenuto in maniera molto discreta. La ricognizione è una riesumazione della salma di un santo o di un beato secondo le procedure canoniche. Nel caso di Pier Giorgio è stata disposta dalla Curia Arcivescovile torinese in vista -sembra ormai quasi certo- di una probabile presenza del nostro caro Pier Giorgio a Sydney in Australia, in occasione della prossima Giornata Mondiale dei Giovani che si terrà a Luglio.

Come molti sapranno, Pier Giorgio è sepolto nel Duomo di Torino, dedicato a San Giovanni Battista, nella cappella di San Massimo, dove c'è un altare laterale (esattamente nella navata sinistra della chiesa) a poca distanza dalla Sacra Sindone.

Le spoglie di Pier Giorgio Frassati arriveranno in Australia insieme con una mostra dedicata alla sua figura: è una cosa bellissima, anche perché il nostro caro amico è stato indicato proprio come uno dei patroni della Giornata mondiale della Gioventù.

I giovani pellegrini di tutto il mondo potranno così confrontarsi in modo ravvicinato con lui che tanto ha amato Gesù nella vita terrena nei piccoli, nei poveri, negli amici e nelle cose quotidiane.
La ricognizione sarebbe servita quindi a verificare lo condizioni delle spoglie.

La signora Wanda ci ha riportato tutta la sua commozione provata nel rivedere il corpo del caro Pier Giorgio.

Ora Pier Giorgio è riposto in un luogo segreto, a conoscenza solo della Curia Arcivescovile e dei familiari, in attesa del probabile viaggio a Sydney.

Caro Pier Giorgio, tutti ti aspettano in Australia! Che bello! Quanti giovani vedendoti potranno parlarti e chiederti di intercedere presso Gesù per avere il tuo stesso cuore, il tuo stesso sorriso, la tua stessa simpatia, lo stesso ardimento nel seguire Gesù!

In alto a sinistra: un'istantanea di un momento della ricognizione - a destra: il caro Pier Giorgio

PER UN FISCO GIUSTO - NUOVI APPUNTAMENTI

La Spezia, Sala multimediale di TeleLiguria Sud, 7 marzo, ore 17,30
Il Forum provinciale della Spezia organizza un incontro sulla petizione a cui parteciperanno Anna Panfili, presidente del Forum ligure e Pietro Boffi, responsabile Centro Documentazione del Cisf

Bari, Sala del Consiglio comunale, 7 marzo, ore 15,30
Il Forum della Puglia con il patrocinio del Comune di Bari e in collaborazione con le Università di Bologna e di Bari organizza un seminario di studio su “Politiche familiari, sussidiarietà ed Enti locali”.
Intervengono Giuseppe Barbaro, vice presidente nazionale del Forum. L. Carli (presidente Forum regionale), S. Mazzei, assessore comunale alla Solidarietà Sociale, E. Gentile, assessore alla Solidarietà sociale Regione Puglia, M. Emiliano, sindaco di Bari, i prof. Pierpaolo Donati, Giovanna Rossi, Riccardo Grandini, A. Mongelli

Varese, Salone Estense, 7 marzo, ore 20,45
Programma dell'incontro: introduzione di Giampaolo Martinelli, Forum di Varese. “La famiglia soggetto di diritti: sussidiarietà e politiche economiche” prof. Luca Antonini, univ. Padova. Durante la serata si raccolgono le firme per la Petizione

Biella, Sala congressi Biverbanca, 7 marzo, ore 20,45
Il Forum del Piemonte organizza la presentazione della proposta fiscale e la raccolta firme per promuovere un sistema a misura di famiglia.
Partecipano Luigi Lombardi, presidente del Forum regionale e Roberto Gontero, vicepresidente nazionale Agesc

Fano, 9 marzo
Il Forum regionale delle Marche in collaborazione con l’ufficio di pastorale familiare di Fano organizza un incontro con Giovanna Savaris, membro del Direttivo nazionale del Forum

Lucrezia, Sala San Paolo, 9 marzo ore 17
Incontro sull'equità fiscale per le famiglie a cui prendono parte Gianna Savaris, del Direttivo nazionale del Forum, Andrea Speciale, presidente del Forum delle Marche e Galliano Grilli, Famiglie per l'accoglienza.

Altamura, Auditorium Parrocchia Trasfigurazione, 11 marzo, ore 19.30
Il Forum regionale della Puglia organizza un incontro su “Famiglia risorsa della società e culla della vita”.
Partecipano Lodovica Carli e Vito Massari

Verona, 14 marzo
Incontro organizzato da Famiglie per l’accoglienza con Paola Soave, vicepresidente del Forum, ed i professori Antonini e Perale

Un giudizio su Gravina



Riporto questo giudizio di AiBi (“Amici dei Bambini” Organizzazione non governativa in difesa e al servizio dei bambini), che mi sento di condividere in toto. Purtroppo la difesa del minore in Italia è praticamente inesistente, l’unica cosa che i tribunali dei minori riescono a difendere sono le poltrone dei propri giudici, il resto purtroppo sono chiacchiere.

Gravina, AiBi: un caso di vero abbandono
“E’ stato abbandono morale e materiale: domandiamoci oggi quale vita avrebbero questi due bambini se fossero andati in adozione. Di fatto erano in stato di abbandono. E le responsabilità nei loro confronti sono anche fuori dalla loro famiglia di origine”.Secondo Marco Griffini, presidente di AiBi – Amici dei Bambini, la vicenda dei fratellini di Gravina è un classico caso in cui la ‘cultura’ del legame di sangue con la famiglia di origine ha prevalso sui veri bisogni dei minori in difficoltà: crescere in un ambiente familiare sereno e costruttivo. “Un caso del genere, in cui i bambini erano di fatto lasciati a loro stessi e seguiti dai Servizi sociali – aggiunge Griffini – testimonia quanto sia fondamentale definire in tempi rapidi, e proprio nell’interesse del minore, lo stato giuridico del bambino: a casi conclamati di abbandono deve corrispondere lo status di adottabilità del minore. Questi bambini erano già stati allontanati dai genitori ed erano stati ricoverati in un istituto. Era necessaria una simile tragedia per farci riflettere sullo stato di abbandono in cui vivevano?”La legge non sarebbe quindi stata applicata laddove prevede l’allontanamento dalla famiglia e la dichiarazione di adottabilità nei casi di “abbandono morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi” (legge 184 art. 8). Anche lo psicologo dell’età evolutiva Massimo Ammaniti, dalle colonne de “La Repubblica”, conferma l’ipotesi di un “abbandono educativo” vissuto dai fratelli Pappalardi. Secondo Ammaniti i bambini costretti a crescere senza nessun sostegno e controllo dei genitori sono abbandonati a se stessi e per questo esposti a rischi elevati, ben maggiori di quelli dei coetanei cresciuti in un ambiente familiare protetto. In tal senso lo psicologo riporta un dato allarmante: il 60% dei bambini che appartengono a famiglie assenti, con conflitti e vulnerabilità sociali sarebbero esposti ad eventi potenzialmente traumatici.

martedì, marzo 04, 2008

Elvira, Pier Giorgio e la bandiera

Una cara vecchina, Elvira Passamonti, qualche giorno fa è passata a miglior vita, carica d'anni e di fede.
Elvira aveva conosciuto, durante la sua lunga vita, Pier Giorgio Frassati.
E' sempre stata una fan sfegatata dei Tipi Loschi, e finché ha potuto, ha partecipato a diversi nostri gesti e incontri.
La ricordiamo tutti presente all'incontro con don Primo Soldi nel lontano 1995.
Comprò anche una delle nostre magliette, e la regalò a suo figlio, che ogni tanto incontriamo con la faccia di Pier Giorgio indosso.
Prima di morire, Elvira ha chiesto una piccola cosa: che fossero presenti al suo funerale i Tipi Loschi con la loro enorme bandiera su cui campeggia la faccia allegra di Pier Giorgio.

Sabato al funerale c'erano Tipi Loschi e bandiera.
Elvira avrà incontrato sulla porta del Paradiso proprio Pier Giorgio, che le avrà teso la mano e l'avrà portata un po' a spasso con sé, che è pratico di lì, oltre che di montagna... Chissà che bell'incontro e chissà ora quanto ci aiuterà la cara Elvira. Che Dio l'abbia in gloria!

Una storia quasi guareschiana... molto bella.