mercoledì, ottobre 31, 2007

In barba a tutte le feste finte, domani è il 1° Novembre!

Cari Tipi Loschi, amici e simpatizzanti ovunque situati,
tanti festeggiano una non festa in questa serata, ma per noi Tipi Loschi essa è importante per due motivi.
Il primo motivo è che è la vigilia della Festa di Tutti i Santi, e che cosa volere di meglio della loro tanto dolce compagnia, come disse San Bernardo di Chiaravalle?
Dio ha sconfitto la morte, il non-senso e la tristezza, e i Santi ne sono la dimostrazione.

Il secondo motivo è che quattordici anni fa iniziava quest'avventura cristiana chiamata Compagnia de Tipi Loschi, e questo è pure importante, perché Gesù ci si è mostrato nel volto bello, allegro e simpatico di Pier Giorgio Frassati, e non abbiamo saputo dirgli di no.
Questo significa che la vittoria di Gesù Cristo sulla morte e sul peccato si è resa chiara a ciascuno di noi. E non è bello, questo?

Allora, cari amici, non c'è motivo di essere tristi o rinunciatari davanti alla vita: abbiamo Gesù, e allora cosa volere di più?

Domattina i Tipi Loschi si riuniscono e vanno a Loreto, a ringraziare Dio e la Madonna di questo avvenimento. Poi nel tardo pomeriggio ci faremo deliziare dalla bella, musicale e armoniosa poesia di Dante, grazie al talento dei nostri amici della Famiglia Nembrini, sinceri amici di vecchia data.

E non è una bella festa, questa?

Garantiamo fotografie, podcasting e quant'altro per mostrare agli amici che stiamo bene e siamo contenti.

Allora, buon Tutti i Santi a tutti!

Marco Sermarini, presidente della Compagnia dei Tipi Loschi del beato Pier Giorgio Frassati

martedì, ottobre 30, 2007

Ordinato monsignor Paolo Pezzi, nuovo Arcivescovo metropolita in Russia


Il nostro amico don Paolo Pezzi ora è mons. Pavel Pezzi, Arcivescovo dell'Arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca. Siamo felicissimi.

MOSCA, lunedì, 29 ottobre 2007 (ZENIT.org).- “Do tutto a Te”. Con queste parole, monsignor Paolo Pezzi ha consacrato il suo ministero come nuovo Arcivescovo dell’Arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca, dopo essere stato ordinato Vescovo il 27 ottobre scorso nella Cattedrale della capitale russa ed essere così entrato pienamente nelle sue funzioni. L’ordinazione è stata presieduta dall’Arcivescovo uscente, che è stato per 16 anni alla guida dell’Arcidiocesi, monsignor Tadeus Kondrusiewicz, e concelebrata dal nunzio Antonio Mennini, rappresentante della Santa Sede in Russia, da tre Arcivescovi del Paese – monsignor Joseph Wert, monsignor Kirill Klimovich, monsignor Clemens Pickel – e dall’Arcivescovo di Astana (Kazakistan), Tomasz Peta. Durante la celebrazione, effettuata in russo, latino e italiano, monsignor Kondrusiewicz ha sottolineato il difficile compito di responsabilità di un Vescovo: “Insegnare ad amare Dio”: “Cristo chiama il Vescovo ad essere suo apostolo e a continuare attraverso di lui la sua missione. E’ Dio che per mezzo del Vescovo guida il suo popolo”. Facendo un’analogia con il Vangelo della celebrazione liturgica, che parlava proprio della triplice confessione di Pietro (Gv 21, 15-17), in cui Gesù gli chiede: “Mi vuoi bene?” e Pietro risponde “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”, monsignor Kondrusiewicz ha sottolineato il ruolo del Vescovo di servire ogni persona fino alla fine. “Un Vescovo è come un angelo custode”, ha affermato Kondrusiewicz, riferendosi al ruolo che ora svolgerà il suo successore. Da un lato, ha spiegato, la Chiesa in Russia esiste da più di un secolo, ma dall’altro è ancora molto giovane. E’ per questo che ora Pezzi sarà questa specie di “angelo custode” a cui si affida il “cuore” della Chiesa cattolica in Russia. “Con amore, dì a Gesù: Sì, Signore, ti voglio bene”, e “Lui ti renderà più forte attraverso lo Spirito Santo”, ha esortato Kondrusiewicz, che allo stesso tempo ha chiesto a tutti i fedeli di ricordare nelle loro preghiere il nuovo Arcivescovo. Con la cattedrale gremita di sacerdoti, religiose e religiosi, diplomatici e fedeli, tra cui un gran numero di italiani, l’Arcivescovo Mennini ha affermato nel suo discorso che, come ha fatto Kondrusiewicz in questi 16 anni, Pezzi deve anche essere un Arcivescovo “del cuore”. Il nunzio Mennini ha sottolineato che monsignor Pezzi conosce molto bene la Russia e che non è assolutamente un estraneo in queste terre, segnalando anche che Papa Benedetto XVI non lo avrebbe scelto se non sapesse che ama il popolo russo. “Insieme costruiremo il Regno di Dio”, ha affermato Mennini. Da parte sua, dopo essere stato ordinato Vescovo, monsignor Pezzi ha spiegato che la sua vita è stata chiamata ad ascoltare Dio e a servirlo, e ha ringraziato in particolare i rappresentanti delle varie confessioni cristiane presenti , tra cui, ha detto, “vedo segni d’amore della Chiesa ortodossa”. Al momento del suo turno di auguri, l’arciprete Vsevolod Chaplin, vicepresidente del Dipartimento per le Relazioni Esterne del Patriarcato di Mosca, a nome del Patriarca russo ortodosso, Alessio II, e del metropolita ortodosso Kirill di Smolensk e Kaliningrad, ha augurato a monsignor Pezzi di poter sviluppare insieme il dialogo e la cooperazione per risolvere problemi comuni. Tra le autorità presenti c’erano anche il sacerdote Igor Vyzhanov, segretario per le Relazioni Intercristiane del Dipartimento per le Relazioni Religiose del Patriarcato di Mosca, il Patriarca ortodosso di Antiochia, Vescovo Niphon, e vari diplomatici in Russia. Gli auguri sono arrivati anche da parte del Dipartimento per gli Affari Religiosi del Parlamento Russo, la Duma, così come dal Rabbino capo di Mosca. Un dettaglio curioso è rappresentato dal fatto che padre Igor Kovalevski, segretario generale della Conferenza dei Vescovi Cattolici in Russia, ha segnalato a monsignor Pezzi che da ora in poi non sarà più chiamato “Paolo”, il suo nome, ma con la traduzione russa, “Pavel”. Sarà quindi “Pavel Pezzi”.

martedì, ottobre 23, 2007

Tre mura, tra il dialogo e la Casa

Vi proponiamo l’editoriale del numero di Settembre di Vivere e non Vivacchiare, il mensile della Compagnia dei Tipi Loschi, che pubblichiamo ininterrottamente e appassionatamente da dodici anni. A breve uscirà il nuovo numero di ottobre che conterrà articoli interessantissimi. Ve ne citiamo alcuni: “La morte diventò dolce” sulla morte di Giovanni Paolo II e sulle assurde allusioni che ultimamente sono state fatte, “Tutto gli appariva cambiato” sulla figura dell’Innominato del Manzoni, nella rubrica del Santo leggeremo poi della vita straordinaria di San Donato di Fiesole, e un caro ricordo della sorella del nostro Pier Giorgio, Luciana Frassati recentemente scomparsa. E tanto altro ancora...
Un invito dunque a abbonarvi al nostro mensile: leggerete cose sane e belle e ci aiuterete a sostenere quest’opera. (Il costo annuo è di soli € 15 da pagarsi anche sul ccp numero 12267639, intestato a Associazione Papa Giovanni Paolo II Onslus, Grottammare).
Grazie
(gg)


Durante un collegamento TV, in occasione della recente visita del Papa a Loreto, si è fatta vedere la Santa Casa, amatissima dai Tipi Loschi. Ogni occasione per noi è buona per andarvi e ringraziare Maria. E tutte le volte che passiamo in autostrada sotto Loreto, lo sguardo va sempre alla Basilica e un Angelus viene recitato spontaneamente, proseguendo il viaggio. Per noi marchigiani la cosa è nota, forse per chi vive lontano da qui lo è di meno. A Loreto, dentro il Santuario, c’è una casa di mattoni, che è proprio la casa dove ha vissuto Maria, la mamma di Gesù, tra i muri della quale è avvenuto il famoso e salvifico Annuncio dell’Angelo. “Qui il verbo si è fatto carne”, si legge in latino, all’interno di questa piccolissima struttura, vicino alla statua di Maria in legno color nero.
Studi recenti hanno confermato l'autenticità della Santa Casa, cioè, hanno confermato quello che da secoli la tradizione popolare dichiarava con sicurezza: lì dentro ci ha vissuto proprio Maria Santissima. Per quasi tre metri di altezza le mura sono costituite prevalentemente da filari di pietre rintracciabili a Nazaret, rifinite con una tecnica diffusa in Palestina e in Galilea fin dai tempi di Gesù. E poi, ancora. Nel Santuario, molti cancelli delle Cappelle laterali sono stati realizzati fondendo le catene che avevano legato i prigionieri cristiani e che i soldati, di ritorno dalla battaglia di Lepanto, avevano portato in pellegrinaggio in omaggio alla Madonna, per la vittoria sugli ottomani che aveva loro concesso quel 7 ottobre 1571. Sulle pareti si vedono molti affreschi che ricordano la storia del cristianesimo. A Loreto c’è stato pellegrino anche il beato Pier Giorgio, insieme a tantissimi altri santi, i cui nomi sono dettagliatamente scritti in una lastra di marmo all’uscita laterale. A Loreto la Fede e la storia sono fuse tra loro, a conferma che quello che era vero e appassionante secoli fa, è vero anche per noi oggi… Ebbene, il cronista televisivo parlando in quell’occasione della Santa Casa, ha detto che essa ha solo tre pareti, perché simboleggia l’apertura al dialogo.
Chi frequenta Loreto sa che la Casa di Maria è davvero costituita solo da tre pareti; questo perché a Nazaret quella dimora era stata edificata sulla bocca di una grotta e, quindi, non esisteva il quarto muro. Ma il commentatore TV non ha fatto errori: cioè è vera l’una e è vera l’altra spiegazione dei tre muri. Tuttavia se da un lato è chiarissimo a tutti il perché “storico” delle tre mura, dall’altro, comprendere fino in fondo cosa oggi significhi “dialogo” non è così semplice. E’ un metodo tutto moderno quello di dare spiegazioni che si capiscono appena (quando poi non aprono al dubbio) e che spesso lasciano poco dentro al cuore, obliterando la Tradizione. E pur nella buona fede, si rischia di disincarnare il cristianesimo che è quanto di più concreto vi possa essere. La casa è di mattoni, testimonia la presenza di una vita vera e si vede oggi come allora, il dialogo è solo un concetto nella testa, che oggi si intende in un modo ma che non era quello di cento anni fa e che sarà diverso tra dieci.
E vi dico la verità: a me batte più il cuore a sapere che quella è davvero la dimora di Maria, dove ha abitato, in cui l’Angelo Le ha annunciato la nascita di Gesù, in cui “il Verbo si è fatto Carne”, un luogo reale dunque, da cui è iniziata tutta la nostra Storia e che anche da questo “piccolo” e “insignificante” particolare si capisce che il cristianesimo non è una morale, ma un Avvenimento, un fatto storicamente accaduto. Mi batte più il cuore così, piuttosto che sapere che quella Casa è il simbolo dell’apertura al dialogo, tanto moderno e corretto come concetto, quanto alla fine -mi si perdoni- astratto e vuoto. D’altra parte, la tantissima gente che ogni giorno staziona silenziosa dentro la Santa Casa in preghiera, è lì per contemplare il “dialogo” o perché in quel luogo sente ancora più vicina la presenza di Maria? La fede in Gesù, non ci è arrivata per via di parole astratte, ma per via di fatti concreti, testimonianze di vita e discorsi chiari e al tempo stesso decisi e taglienti.
Carne e fumo. Vita e teoria. Concretezza e simbologia. Tradizione e pensiero moderno… L’annuncio del cristianesimo può ben passare attraverso tutte e due le vie indicate. Ma oggi si prediligono spesso le seconde vie a discapito delle prime. Ma le seconde, senza il sostegno delle prime, possono celare insidie e trabocchetti in cui si può nascondere la logica e la dialettica chiarissima e senza possibilità di repliche di chi, menzognero da sempre, ci vuole portare lontano da Gesù.

giovedì, ottobre 18, 2007

Rylko Cardinale di Santa Romana Chiesa


Al termine dell’udienza generale di ieri 17 ottobre 2007 il Santo Padre Benedetto XVI ha annunciato per il prossimo 24 novembre un Concistoro nel quale procederà alla nomina di alcuni nuovi Cardinali.
Tra questi c'è un amico della Compagnia, mons. Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, l'organismo vaticano che cura il laicato cattolico e soprattutto la vita dei Movimenti e delle associazioni ecclesiali, il dicastero dove lavora come sottosegretario il carissimo amico Guzman Carryquiry, che lo scorso anno ci diede la possibilità di partecipare al grande incontro dei Movimenti con Papa Benedetto alla Vigilia di Pentecoste.

Mons. Rylko è polacco, ed era tanto vicino al carissimo Papa Giovanni Paolo II, tanto da portarci i suoi personalissimi saluti in occasione del bellissimo incontro durante la Festa del beato Pier Giorgio Frassati nel 2002 in cui mons. Rylko parlò del nostro Pier Giorgio.

Nato in Polonia, è stato ordinato sacerdote nel 1969. Dal 1987 al 1993 è stato responsabile della sezione giovani del Pontificio Consiglio per i Laici. Dal 1993 al 1995 è stato officiale della Segreteria di Stato. È stato consacrato Vescovo nel 1996. Dopo esserne stato Segretario, attualmente è il Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, incarico conferitogli da Giovanni Paolo II nel 2003 e riconfermatogli da Benedetto XVI. È stato, sin dall’elezione al Soglio Pontificio, uno dei più stretti collaboratori di Giovanni Paolo II e tra i principali organizzatori delle Giornate Mondiali della Gioventù sin dalla prima edizione nel 1985.

Fu lui, insieme a mons. Gestori, a spingerci a chiedere il riconoscimento ecclesiale della nostra Compagnia.

Siamo lietissimi di questa nomina, e siamo certi che tutti i movimenti ecclesiali troveranno bene e giovamento da questa cosa.

Ho avuto la grazia di partecipare, lo scorso anno, al Congresso sui Movimenti e le nuove Comunità svoltosi a Rocca di Papa (RM) nei giorni antecedenti la Vigilia di Pentecoste, ed ho constatato l'affetto che lega tantissimi dei membri dei movimenti lì presenti (eravamo presenti in rappresentanza di oltre 104 movimenti e comunità di vario genere) a mons. Rylko e a Guzman Carryquiry, che tanto hanno fatto in questi anni per il bene della Chiesa e per il pieno riconoscimento di quella primavera dello Spirito Santo che sono appunto i movimenti ecclesiali.

Evviva il Cardinale Rylko!

lunedì, ottobre 15, 2007

"POCHI MA BUONI COME I MACCHERONI"

Noi ragazzi della Compagnia dei Tipi Loschi abbiamo dato vita ad una piccola compagnia teatrale “Pochi ma buoni come i maccheroni” che è nata quest’estate. Il nome un po’ bizzarro riprende un’espressione goliardica che usava Pier Giorgio Frassati per definire il suo gruppo di amici ( la Società dei Tipi Loschi ).
Durante il passato periodo di quaresima un gruppo di tipi loschi ha messo in scena l’opera intitola “Processo a Maria” di Giovanni Testori. In seguito a questa esperienza positiva, nella quale gli attori si sono messi in gioco spinti dalla bellezza di ciò che inscenavano e dal divertimento nello stare insieme, abbiamo deciso di continuare a percorrere questa bella strada che ci si è aperta davanti, realizzando nuovi spettacoli e costituendo una compagnia teatrale. Il nostro stare insieme è nato dalla condivisione di una passione per tutta la realtà e, quindi, anche per questo particolare aspetto, che è il teatro. I membri della Compagnia teatrale “Pochi ma buoni come i maccheroni” non sono, pertanto, attori professionisti ma semplicemente amici che si sono voluti “buttare” in un’avventura con impegno ed entusiasmo.
La seconda opera che la compagnia teatrale ha realizzato e sta realizzando è “Marcellino che spettacolo!”. Messa in scena per la prima volta in occasione della festa del beato Pier Giorgio Frassati che si tiene ogni anno a Grottammare alla fine di giugno. Ora la compagnia teatrale ha il desiderio di poter portare questo piccolo spettacolo in giro per le parrocchie del territorio, nei dintorni di San Benedetto del Tronto.
Proprio perché attraverso la storia di Marcellino si testimoni che bello è abbandonarsi nell’abbraccio di Nostro Signore Gesù Cristo.
video

venerdì, ottobre 12, 2007

“Mi piace pensare e immaginare Pier Giorgio e Luciana in Paradiso, per mano, come sicuramente facevano da bambini.....”


Luciana Frassati nel ricordo dei “tipi loschi” nel mondo:

La notizia della morte di Luciana Frassati, sorella di Pier Giorgio mi ha commosso. Non ho avuto occasione di incontrarLa e conoscerLa, ma amici mi hanno parlato tanto di Lei e mi sentivo comunque affezionato a questa persona. Sarà un pensiero banale, ma credo sia un segno della Divina Provvidenza il fatto che il Padre Eterno e Buono, che ha chiamato a Sè, in tenera età, il caro Pier Giorgio, per farlo vivere nel Suo Regno di luce nella schiera dei Santi, abbia voluto concedere a Luciana una vita terrena assai lunga e intensa, segno di testimonianza per tutti noi, quasi per compensare la "breve" vita terrena del fratello e meglio diffondere tra noi la conoscenza di quel giovane studente.
Mi piace pensare e immaginare Pier Giorgio e Luciana in Paradiso, per mano, come sicuramente facevano da bambini, nella Luce e nella Pace che non ha fine.Così sia.
Gasparino Venza – Genova


MI DISPICE TANTO QUESTA NOTIZIA. CONOSCEVO BENE LA SIGNORA LUCIANA, O DONNA LUCIANA COME VOLEVA CHE IO LA CHIAMASSI. SONO STATO SUO OSPITE A POLLONE, A TORINO ED A ROMA TANTE VOLTE. MI CAUSA TANTO DOLORE. IO CELEBRERO’ UNA SANTA MESSA PER LA MIA PARROCCHIA QUI IN FLORIDA PER L'ANIMA DI QUESTA MIA AMICA E SORELLA DEL MIO CELESTE AMICO E FRATELLO, B. PIER GIORGIO. CHE STIANO INSIEME GIA’.
DON HECTOR R.G. PEREZ Y ROBLES, STDPENSACOLA, FLORIDA USA



I am saddened by the news of Luciana's death but smile when I think of herbeing received into the arms of God our Father and her reunion with herbrother, who has been separated from her for so long. I hope her death waspeaceful. I will pray for Wanda and the entire family. Thanks for lettingme know. Sincerely, Michelle McGannon Dear Marco,Thank you very much for informing me of the death of Blessed Pier Giorgio's sister, Luciana. What a wonderful woman she must have been. She spent so much of her life writing about her brother and making his holiness known. I would have loved to have met her. I have spoken to her daughter, Wanda. I will email Wanda. Would you have an address where I might send Wanda my condolences and a Mass card? I would appreciate it very much.Again, thanks for the news. May the Lord fill your heart with peace!In Jesus,Fr. Daniel Chowning, OCD


Marco,
I don't know how you knew to send this to me, but thank you. My daughter Christine, and I are good friends of Wanda Gawronska. She must be so distraught.
Thank you for sending the information, we continue to tell people about Pier Giorgio and we pray continuously for his canonization.
God bless,
Mimi Kelly


Thank you very much for letting us know. We shall pray for Luciana andfor all her family and friends. She did so much to promote herbrother's cause and to make him known. May she rest in peace in eternaljoy in Our Lord! Carolyn Lemon Soy profundamente triste por la muerte de nuestra querida Luciana,la hermana de nuestro Beato Pier Giorgio. Sea que las puertas del cielo abriran por ella y su santo hermano la recibira a su lado,en la gloria del Seanior. De aqui,de Rumania,nos unimos en oraciones con todos vosotros por su alma. Que descanse en paz!.
Os aseguro de mi oracion y ¡que Dios os bendiga!
Un fuerte abrazo,en Cristo,nuestro Seanor,
Lucian.


Grazie tanto della notizia. Non la conoscevo. Sono sicuro che sono tutti e due riuniti nella gloria del Padre.Guillaume


Mi associo al cordoglio ed alla mia umile preghiera di peccatore.
Antonino Belfiore Ruego una oración por Luciana Frassati, y la celebración de Misas por ella.
Pbro. Juan Quelas
Asesor de la Agrupación Pier Giorgio Frassati de Argentina.


Dear Wanda,I would like to send my condolences to you and your dear ones.Praised be Jesus Christ Who now enfolds your dear mother in His Most Loving Embrace for all Eternity.Your mother has helped so many souls (myself included) through her beautiful writings about her beloved brother, Bl. Pier Giorgio. Your mother was a very generous soul in this life. I am sure she is receiving her reward from our good Lord, Who is never outdone in generosity.May your mother rest in the eternal peace of God's mercy. Amen.Rest assure of our prayers for the repose of her soul, and for you and your family United in love and prayers. Anna


Thanks so much for letting us know.
I have a beautiful portrait of Pier Giorgio in my Church that was given to me years ago by Wanda.
One of the families of my parish are just back from Torino where they met with Don Soldi.
I will offer mass soon for the soul of Mrs Luciana
Father Peter-Damien McKinley


Please forward our most sincere condolences to Wanda. She will miss her mother very much. Tim and Glenna Simms Wheat Ridge, Co. USA

I unite myself with all of you and this beautiful soul who has gone to heaven to join her holy brother we all love. John Ms. Gawronska,I am sorry to hear of the loss of your mother. Please be assured of my prayersas we hope to count on hers before the throne of Christ.God bless. Jim Baron

mercoledì, ottobre 10, 2007

Ancora su Luciana Frassati.


Un ritratto giovanile di Luciana Frassati, ad opera di sua mamma, la pittrice Adelaide Ametis

La morte di Luciana Frassati ha fatto riscoprire a tutti questa donna speciale, di cui hanno parlato giornali e televisioni.
Nel nostro sito trovate i link di alcuni articoli su di lei, usciti sui principali quotidiani in questi giorni.
Volevamo segnalarvi in particolare l'articolo uscito su La Stampa (il quotidiano fondato più di un secolo fa dal babbo di Pier Giorgio e Luciana, Alfredo Frassati), a firma di Alberto Sinigaglia, da cui è tratto questo bel brano:

"Ma la «cospiratrice» che ha rischiato la vita per la libertà della Polonia sente il dovere di compiere altre missioni. Se entrando in confidenza con lei le aveste chiesto quale fosse il ricordo più caro, vi avrebbe indicato una fotografia: Luciana bambina in grembiule di scuola è accanto a papà Alfredo Frassati e al fratello Pier Giorgio, un anno più di lei, anch’egli col fiocco da scolaro. Alla loro memoria Luciana dedica, nella maturità, tutta se stessa".

lunedì, ottobre 08, 2007

Il Papa ci esorta a recitare il rosario

Cari amici, il Papa ci ricorda e esorta a recitare il rosario, in particolare in questo mese. Il Rosario, ricorda, “è la consegna che la Madonna ha lasciato in diverse sue apparizioni". I Tipi Loschi sono da sempre legati a questa bellissima preghiera, da anni si prendono l'impegno di recitarla insieme, ogni sera, nel mese di ottobre. Alla nostra Mamma Celeste affidiamo così, le nostre vite, le intenzioni particolari, i bisogni dei nostri amici e di tutti quelli che confidano nelle nostre preghiere. Invitiamo tutti a aderire all'invito del Santo Padre e a leggere di seguito, quanto ci ha voluto dire.
(gg)

La preghiera quotidiana del Rosario e il sostegno al lavoro di sacerdoti, religiosi, religiose e laici alle “frontiere della missione” sono il modo in cui possiamo contribuire alla “pace nelle famiglie, nelle nazioni e nel mondo intero”. Lo ha sottolineato Benedetto XVI oggi durante la sua riflessione prima dell’Angelus con i pellegrini radunati in piazza san Pietro. Il papa ha preso lo spunto dal fatto che proprio oggi, 7 ottobre, la Chiesa festeggia la memoria della Beata Vergine Maria del Rosario. Allo stesso tempo, egli ha ricordato che il mese di ottobre è per tradizione dedicato all’impegno missionario, che culmina con la Giornata missionaria mondiale, che sarà celebrata il 21 ottobre prossimo. “L’immagine tradizionale della Madonna del Rosario – ha detto il pontefice - raffigura Maria che con un braccio sostiene Gesù Bambino e con l’altro porge la corona a san Domenico. Questa significativa iconografia mostra che il Rosario è un mezzo donato dalla Vergine per contemplare Gesù e, meditandone la vita, amarlo e seguirlo sempre più fedelmente”. La festa del Rosario venne instaurata da Pio V nel 1575 per celebrare la vittoria di Lepanto contro la flotta turca che minacciava l’Europa. Da allora però la preghiera del Rosario è divenuta forse la preghiera più diffusa nel mondo, in devozione alla Madonna. Il Rosario, ha continuato il papa “è la consegna che la Madonna ha lasciato anche in diverse sue apparizioni. Penso, in particolare, a quella di Fatima avvenuta 90 anni fa. Ai tre pastorelli Lucia, Giacinta e Francesco, presentandosi come ‘la Madonna del Rosario’, raccomandò con insistenza di recitare il Rosario tutti i giorni, per ottenere la fine della guerra. Anche noi vogliamo accogliere la materna richiesta della Vergine, impegnandoci a recitare con fede la corona del Rosario per la pace nelle famiglie, nelle nazioni e nel mondo intero”. L’impegno della pace è ciò che caratterizza anche il lavoro missionario perché “la vera pace – ha detto il papa - si diffonde là dove gli uomini e le istituzioni si aprono al Vangelo”. “L’annuncio del Vangelo – ha continuato - resta il primo servizio che la Chiesa deve all’umanità, per offrire la salvezza di Cristo all’uomo del nostro tempo, in tante forme umiliato e oppresso, e per orientare in senso cristiano le trasformazioni culturali, sociali ed etiche che sono in atto nel mondo”. “Il mese di ottobre – ha spiegato Benedetto XVI - ci aiuta a ricordare questa fondamentale verità mediante una speciale animazione che tende a tener vivo l’anelito missionario in ogni comunità e a sostenere il lavoro di quanti - sacerdoti, religiosi, religiose e laici - operano sulle frontiere della missione della Chiesa”. In occasione della Giornata missionaria mondiale del 21 ottobre, il pontefice ha già diffuso un suo messaggio, dal tema "Tutte le Chiese per tutto il mondo", in cui egli sottolinea che l’impegno dell’annuncio del Vangelo va assunto da tutti i cristiani e da tutte le Chiese, quelle di antica fondazione e quelle più giovani. Tale dedizione va vissuta anche se molte Chiese d’occidente mancano ormai di clero e le diverse Chiese giovani sono segnate da problemi economici e di maturità. Occorre, ha detto il pontefice, “tener vivo l’anelito missionario in ogni comunità e… sostenere il lavoro di quanti - sacerdoti, religiosi, religiose e laici - operano sulle frontiere della missione della Chiesa”. Il messaggio di quest’anno vuole celebrare i 50 anni dell’enciclica Fidei Donum di Pio XII, con la quale il papa esortava sacerdoti e religiosi alla cooperazione con altre Chiese d’Africa e America Latina, povere di clero. Il papa ha ricordato anche uno dei grandi fondatori degli istituti missionari italiani, il beato Daniele Comboni, che è stato missionario in Sudan e la cui festa cade il prossimo 10 ottobre. “All’intercessione di questo pioniere del Vangelo – ha concluso Benedetto XVI - e dei numerosi altri Santi e Beati missionari, particolarmente alla materna protezione della Regina del Santo Rosario affidiamo tutti i missionari e le missionarie. Ci aiuti Maria a ricordarci che ogni cristiano è chiamato ad essere annunciatore del Vangelo con la parola e con la vita”.
(Tratto da AsiaNews 07/10/2007 12:12)

Luciana, sorella di Pier Giorgio, è tornata alla Casa del Padre.


Nella villa di famiglia a Pollone (Biella) la notte tra sabato 6 e domenica 7 Ottobre 2007 è morta alla bella età di 105 anni la signora Luciana Frassati Gawronska, sorella del nostro caro Pier Giorgio.

Dopo una lunga vita passata a far conoscere con passione la meravigliosa vita del suo caro fratello, Luciana avrà ora la possibilità di incontrare Gesù, il Grande Amico per cui suo fratello Pier Giorgio diede la vita, e di rivedere il suo caro e buon fratello, cui era così fortemente e teneramente legata.
Luciana ci lascia un patrimonio inestimabile costituito dalla costante ricerca della valorizzazione della vita di quell'Uomo Vivo che è Pier Giorgio Frassati, valorizzazione che è poi della Grazia del Signore che continua a stupirci ancora oggi generando uomini come Pier Giorgio. Luciana Frassati ha scritto tanti bellissimi volumi sul fratello (ma non solo su di lui: ella è stata testimone di vere e proprie pagine di storia, come moglie di Ian Gawronski, diplomatico polacco nel periodo che ha preceduto e seguito la Seconda Guerra Mondiale), scritti mirabilmente. Abbiamo conosciuto Pier Giorgio grazie a lei, e non possiamo che essere grati al Signore per aver messo tanta passione e tanta tenacia in questa donna.
Ho una piccola testimonianza sulla signora Luciana, che ebbi la fortuna di conoscere assieme a mia moglie nell'Aprile del 1996, grazie all'amico don Primo Soldi. Ci accolse nella sua casa torinese e ci mostrò quanto vivo ancora fosse il segno lasciato dal fratello Pier Giorgio nella sua vita. Ricordava ogni minimo particolare di quella straordinaria esistenza, inizialmente passata quasi silenziosamente in famiglia, ma della quale ella si fece prima tenace testimone. Ci parlò di chi lo stimava ed amava sinceramente, di alcuni episodi della sua vita e del suo perdurante dolore per la morte di quel caro e buon fratello. Ci disse anche quanto bello fosse Pier Giorgio.
Ebbi modo di sentirla anche telefonicamente, e di rivederla, l'ultima volta, in occasione della chiusura del centenario della nascita di Pier Giorgio, nell'Aprile 2002 a Roma, nella Basilica di Santa Sabina, ove assistemmo ad una bellissima Messa officiata dal cardinale Silvestrini ed alla presenza di tantissime persone.
I Tipi Loschi porgono le più affettuose, sincere e vive condoglianze ai figli della signora Luciana, stringendosi a loro nella preghiera.
I funerali si terranno domani alle 11.30 in Duomo a Torino.
Nella foto: Luciana e Pier Giorgio Frassati.

lunedì, ottobre 01, 2007

In uscita "I figli di Hurin" di J.R.R. Tolkien


Contrariamente a quanto annunciato da televisioni e giornali pochi mesi fa, apprendiamo dal direttore editoriale Bompiani, che la versione italiana dell’attesissimo libro di J.R.R. Tolkien “I figli di Hurin” sarà disponibile nelle librerie non prima del 24 ottobre 2007.
Trattasi del prologo alla saga de “Il Signore degli anelli”, pagine che Tolkien aveva cominciato a scrivere nel 1918, ma che mai aveva portato a termine, tantomeno pubblicato. La pubblicazione è curata infatti dall’ormai ottantenne figlio del grande scrittore inglese.